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Trump: «Considero lo Stretto di Hormuz territorio americano»

Dal comizio in South Carolina, il presidente Usa rilancia la linea dura contro Teheran: «Abbiamo il totale controllo della regione e non permetteremo all’Iran di avere l’arma nucleare» - TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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Trump: «Considero lo Stretto di Hormuz territorio americano»
Red. Online
22.08.2026 08:24
22:12
22:12
Iran: «I Paesi che aderiscono alle sanzioni Usa saranno ritenuti nemici»

L'Iran afferma di considerare «nemico» qualsiasi Paese che partecipi alla «guerra economica» di Washington. «Qualsiasi Paese che partecipi all'imposizione di restrizioni economiche» contro l'Iran è «considerato un nemico», ha dichiarato sabato Mohsen Rezaei, segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano. «Dichiariamo a tutti i Paesi che ci circondano e a tutti i Paesi del mondo: non unitevi alla guerra economica condotta dagli Stati Uniti», ha affermato Rezaei alla televisione di Stato, dopo che Washington ha annunciato l'intensificazione delle sanzioni economiche volte ad aumentare la pressione su Teheran.

«Non abbiamo ancora attaccato alcun interesse economico americano», e «finora abbiamo preso di mira solo basi militari, ma se vogliono imporci sanzioni economiche, gli Stati Uniti possiedono petrolio e imprese economiche in Iran e altrove, e le colpiremo», ha continuato Rezaei. Se Donald Trump «intraprenderà azioni (contro di noi), il nostro scontro sarà come un terremoto», ha ulteriormente minacciato. 

20:47
20:47
Trump rivendica Hormuz, Teheran annuncia il rafforzamento dell'arsenale

Il presidente Donald Trump torna a definire lo Stretto di Hormuz «un territorio americano» dopo le rivelazioni di stampa sulla presenza di un dispositivo militare statunitense per far transitare le petroliere nel canale meridionale, anche se Teheran insiste nelle sue capacità di controllo e annuncia un rafforzamento dell'arsenale militare.

Il tutto avviene a pochi giorni dalla scadenza, senza esito, del periodo negoziale di 60 giorni fissato a giugno dal memorandum di intesa siglato tra Washington e Teheran, che prevedeva anche la riapertura dello stretto.

Secondo media americani, la scorsa notte quasi 40 petroliere sono transitate in entrata e in uscita dallo stretto attraverso il canale a maggiore profondità, per un totale stimato di 16 milioni di barili. Un risultato dello sforzo logistico messo in atto nelle ultime settimane da Washington per far transitare le petroliere nel canale meridionale, al largo delle coste dell'Oman. Nelle stesse ore, secondo media regionali, l'Iran ha concesso un permesso speciale a diverse petroliere irachene, dopo ripetute richieste di Baghdad rilanciate durante la recente visita in Iraq del presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf.

Il meccanismo, descritto da fonti americane, prevede che ogni notte le petroliere transitino in un'unica fila in uscita e in un'altra in entrata, sotto la scorta di caccia dell'aeronautica contro droni e missili da crociera iraniani. Il flusso, avviato dopo una campagna del Comando centrale americano (Centcom) che ha indebolito i radar e i sistemi di sorveglianza marittima iraniani, ha portato le esportazioni giornaliere a circa 10 milioni di barili, la metà del volume prebellico.

Teheran, secondo le stesse fonti, ha perso gran parte della capacità di monitorare il traffico nel canale meridionale e risponde lanciando droni e missili in direzione approssimativa delle rotte presunte delle navi. A Teheran la risposta alle nuove pressioni statunitensi arriva sul piano militare. L'Iran, ha dichiarato il portavoce dell'esercito, Mohammad Akraminia, «risponderà certamente in modo immediato a qualsiasi atto di aggressione», di portata «anche più ampia» dell'aggressione stessa.

La dottrina militare, ha precisato, è passata «da un atteggiamento difensivo a uno offensivo», pur senza comportare «attacchi preventivi contro il nemico». Riferendosi allo stretto, ha aggiunto che la via navigabile ha acquisito, dopo la guerra, «un'influenza geopolitica decisiva» per gli obiettivi di politica estera della Repubblica islamica.

Nella stessa direzione vanno le dichiarazioni del capo di stato maggiore delle forze armate iraniane, il generale Ali Abdollahi, e del ministro ad interim della Difesa. Entrambi hanno visitato per la prima volta uno dei complessi industriali sotterranei del Paese. «Il nemico», ha detto Abdollahi, «deve anche sapere che non può combattere contro la volontà di una nazione».

Dal canto suo, il comandante delle forze navali dell'esercito, Shahram Irani, ha rivendicato il ruolo delle capacità produttive interne nel «mantenere l'equilibrio di potere», mentre il portavoce del ministero della Difesa, generale di brigata Reza Talaei-Nik, ha affermato che la produzione di alcuni beni strategici per la guerra è «più che triplicata» nei quaranta giorni di conflitto.

10:58
10:58
Libano, 'bombe fosforo israeliane contro cresta di Ali Al-Taher'

«Durante la notte, fino all'alba di oggi, l'artiglieria ha bombardato in modo concentrato la periferia di Doha Kafr Rumman, le vicinanze di Tell al-Dabsha e Harj Ali al-Taher (la strategica cresta collinare nel sud del Libano, ndr), utilizzando proiettili al fosforo». Lo scrive l'agenzia di stampa libanese Nna.

Intorno alle 6:45 del mattino, sempre secondo Nna, aerei da guerra hanno lanciato due raid sulle alture di Ali Taher, alla periferia settentrionale della città di Nabatieh al-Fouqa.

All'alba di oggi, inoltre, ignoti hanno lanciato due granate a mano in piazza Barqayel ad Akkar, per poi fuggire. Una delle esplosioni ha danneggiato un'auto parcheggiata. Il personale dell'intelligence militare è giunto immediatamente sul posto e ha ispezionato la scena; non sono stati segnalati feriti.

Sempre stando alla Nna l'Idf ha provocato una forte esplosione nei pressi della città di Arnoun.

10:09
10:09
L'Iran concede il passaggio a Hormuz alle petroliere irachene

L'Iran ha concesso un permesso speciale a diverse petroliere irachene per attraversare lo Stretto di Hormuz, a seguito di ripetute richieste da parte di Baghdad. Lo riferisce l'agenzia ufficiale iraniana Irna.

L'Iraq aveva sollevato la questione attraverso diversi canali e che garantire il passaggio delle petroliere era una delle principali richieste di Baghdad durante la recente visita in Iraq del presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf.

09:34
09:34
Nuovi raid Israele nel Libano meridionale

Aerei da guerra israeliani hanno lanciato due raid nel sud del Libano vicino Ali al-Taher, nei pressi di al-Dabsha, alla periferia di Nabatieh al-Fawqa. Lo riporta Al-Jazeera citando l'Agenzia Nazionale di Stampa libanese secondo cui gli attacchi sono avvenuti a cinque minuti di distanza l'uno dall'altro. Sono stati inoltre segnalati un attacco nei pressi della città di Deir Siryan, un raid su Doha Kafr Rumman.

Stamane le forze israeliane hanno effettuato un intenso bombardamento di artiglieria nella città di al-Mansouri, nei dintorni di Bayt al-Sayyad e alla periferia di Majdal Zoun, nel sud del Libano. Lo riferiscono i media locali, segnalando operazioni di demolizione nelle tre città e nei villaggi, dove, secondo quanto riportato, «non è rimasta alcuna abitazione intatta». Demolizioni simili sono state segnalate a Haddatha, Beit Yahoun e Aita al-Jabal, insieme a raffiche di mitragliatrice dirette verso le valli circostanti.

08:25
08:25
Il punto delle 08.00

«L’Iran vorrebbe tanto raggiungere un accordo, ma non è ancora pronto a concludere quello giusto». Lo ha detto Donald Trump durante un comizio in South Carolina, sottolineando che gli Stati Uniti hanno il «totale controllo» dell’intera regione.

«Non possiamo permettere che l’Iran abbia l’arma nucleare. Non l’avranno mai», ha ribadito il presidente americano, aggiungendo di considerare al momento «lo Stretto di Hormuz un territorio americano».