Cantone

Lorenzo Quadri si schiera con Andrea Censi dopo l’incidente e l'alcoltest positivo

In difesa del compagno di partito, il direttore del «Mattino della Domenica» affida ai social un lungo post nel quale dice che «quanto accaduto è spiacevole», ma che «il paragone con il caso Sirica non regge»
© CdT / Chiara Zocchetti
Red. Online
08.08.2026 20:44

Non smette di fare discutere il «caso» Censi e, di riflesso, anche quello Sirica. Oggi, infatti, il deputato leghista ha fatto mea culpa, annunciando sui propri canali social di essere risultato positivo all’alcoltest dopo un incidente con lo scooter avvenuto giovedì sera a Mezzovico. Per il politico, che presiede anche la Commissione Costituzione e leggi, non si tratta poi della prima volta: era già incappato meno di 5 anni fa in un controllo alcolemico mentre si trovava alla guida, risultando positivo. L’incidente di giovedì rappresenta dunque una recidiva.

Il mea culpa di Censi arriva poco dopo quello di Fabrizio Sirica, granconsigliere e co-presidente del PS. Il socialista, ricordiamo, a giugno è stato «pizzicato» da un radar in Svizzera interna durante un giro per i passi mentre sfrecciava a 104 chilometri orari dove il limite era di 50. La vicenda aveva spinto il politico a rinunciare alla corsa per il Consiglio di Stato alle prossime elezioni cantonali di aprile 2027.

Censi, dal canto suo, ha detto di «non aver ancora riflettuto a mente lucida su un eventuale passo indietro a livello politico.

Sulla vicenda e sui parallelismi tra i due casi, quello di Censi e quello di Sirica, si era espresso anche il coordinatore della Lega dei Ticinesi affermando che «le situazioni non possono essere paragonate».

Ora, come dicevamo, si aggiunge un nuovo capitolo. Già, perché a commentare la vicenda, sempre via social, ci ha pensato anche il leghista Lorenzo Quadri, municipale di Lugano, consigliere nazionale e direttore del Mattino della Domenica. «Ovviamente quanto accaduto è spiacevole», scrive Quadri. Che, però, precisa poi: «Il paragone con il caso Sirica non regge». Il leghista elenca dunque, in otto punti, i motivi per i quali non si possono fare parallelismi tra i due casi. Innanzitutto per la «diversa gravità dell’infrazione commessa: nel caso del copresidente PS siamo nella pirateria stradale. Che è un reato penale grave, perché così ha voluto in prima linea proprio il PS». Poi per il «ruolo politico diverso». Quindi perché Censi si è immediatamente autodenunciato a differenza di Sirica che lo ha fatto «a due mesi di distanza». Inoltre, «il copresidente PS, di passi indietro ne ha fatti zero: la rinuncia ad una candidatura al CdS che con ogni probabilità nemmeno avrebbe presentato è un semplice fumogeno». A questo punto, Quadri sottolinea che «la Lega, contrariamente al PS, non ha mai preteso di calare lezioni di morale agli altri» e «non ha mai criminalizzato gli automobilisti ed in generale i conducenti di veicoli a motore». IL consigliere nazionale leghista puntualizza poi che «se si vuole fare l’elenco di esponenti politici di tutti i partiti che hanno perso la patente ma conservato le cariche, anche con ruoli più importanti di quello di deputato in Gran Consiglio e consigliere comunale (senatori, consiglieri nazionali, eccetera)… allora la lista diventa molto lunga». Quadri chiude con un attacco ai «media di sinistra» dai quali si attenderebbe «lodi per la trasparenza di Censi». Ma, «essendo un leghista va criminalizzato per partito preso, nella speranza di danneggiare anche il Movimento».

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