Crans-Montana

Ma la porta di servizio del Constellation è stata chiusa pochi secondi prima che scoppiasse l'incendio?

Un video delle telecamere di sorveglianza del locale in possesso della Polizia cantonale vallesana mostrerebbe un uomo venuto dall'esterno armeggiare con la porta a meno di un minuto dallo scoppio del rogo
© KEYSTONE/Jean-Christophe Bott
Red. Online
23.03.2026 21:15

Continua a far discutere la porta di servizio al pianterreno del bar Constellation di Crans-Montana, teatro la notte di Capodanno di uno spaventoso incendio che ha causato 41 morti e 115 feriti. Secondo le ultime indiscrezioni riportate da 24 heuresTribune de Genève, l'uscita sarebbe stata chiusa con il chiavistello poco prima che all'interno del locale scoppiasse l'incendio.

Quell'uomo venuto dall'esterno

A dimostrarlo sarebbe un rapporto della Polizia cantonale vallesana che ha analizzato i video di sorveglianza del Constellation. Questi mostrerebbero che alla 1.26, ovvero meno di un  minuto prima che scoppiasse l'incendio, un uomo, probabilmente un amico di una cameriera, è entrato dalla porta di servizio la quale sembrerebbe essere stata aperta da un cameriere. Il video mostra poi lo stesso uomo appena entrato, che rimarrà ferito nell'incendio, alzare le braccia verso la parte alta della porta, dove era posizionato il chiavistello, e poi allontanarsi. Ora, non è chiaro che cosa abbia fatto perché le videocamere non inquadravano quella zona, ma è presumibile che abbia appunto chiuso l'uscita, forse su richiesta dello stesso cameriere.

L'avvocato del cameriere che si trovava insieme all'uomo arrivato dall'esterno ha dichiarato che il suo cliente «è ancora profondamente segnato dall'accaduto e che non si ricorda di questo episodio specifico».

Interrogata in merito al blocco della porta, Jessica Moretti aveva dichiarato agli inquirenti che «quella porta era utilizzata da impiegati e fornitori e non veniva mai chiusa». «Non bisognava chiuderla perché la gente la utilizzava per uscire, per andare a fumare», aveva dal canto suo detto Jacques Moretti. La pratica di lasciare la porta di servizio aperta era poi stata confermata anche dagli interrogatori di diversi dipendenti.

Queste affermazioni erano però state contraddette da quanto dichiarato da un agente di sicurezza esterna agli inquirenti a metà febbraio. Come riportato dalla RTS, egli aveva detto di aver sentito, al suo arrivo al locale la sera del 31 dicembre, una conversazione in cui Jessica Moretti diceva a due impiegati che la porta di servizio doveva restare chiusa per evitare che la gente si imbucasse. Una versione, quella dell'agente di sicurezza, che sembra confermata dalle informazioni in possesso di Le Temps che parla di altri elementi del dossier d'indagine che dimostrerebbero come quella sera venisse portata un'attenzione particolare alla chiusura del chiavistello della porta di servizio.

Nella sua prima udienza come imputato, Jacques Moretti aveva accusato un cameriere di un altro locale di proprietà della coppia, venuto quella sera a portare il ghiaccio al Constellation, di aver chiuso la porta a chiave. Il cameriera, tuttavia, aveva respinto le accuse al mittente durante l'interrogatorio avvenuto a inizio gennaio sostenendo anzi di aver aperto la porta di servizio per far uscire un cliente. E ora, appunto, il video in possesso della polizia vallesana mostra che l'ultimo ad aver armeggiato con la porta di servizio sarebbe quell'amico di una cameriera venuto dall'esterno.

A che cosa serviva quella porta?

Come scritto in apertura di articolo, non è comunque la prima volta che la porta di servizio al pianterreno finisce al centro delle discussioni e degli interrogativi. Già, perché al momento in cui, nel 2015, era stata depositata la domanda di costruzione per la veranda, l'allora capo della sicurezza e la Commissione della difesa contro gli incendi dell'allora comune di Chermignon (diventato poi comune di Crans-Montana dopo la fusione) avevano imposto che quella porta fosse tramutata in un'uscita di sicurezza e d'evacuazione per l'interno dello stabile e che come tale fosse segnalata. Tuttavia, la notte dell'incendio questa porta era ancora considerata dai gestori del bar, i Moretti, una porta di servizio e non una via di fuga. Non a caso non era segnalata come via d'evacuazione, non era dotata di maniglia antipanico e Jacques Moretti ci aveva montato un chiavistello per tenerla chiusa.

Tra il 2015 e il 2016 sembrerebbe del resto che nessuno si fosse preoccupato di verificare che la porta di servizio venisse effettivamente trasformata in via di fuga. Nella documentazione presentata dal Comune, poi, niente indicava che l'esigenza di fare della porta di servizio una via di fuga fosse effettivamente entrata in vigore e comunicata ai coniugi Moretti. Nei controlli del 2018 e del 2019, inoltre, la problematicità di questa porta non era stata menzionata.

Quando erano stati interrogati in merito alla reale funzione della porta di servizio, né Jacques né Jessica Moretti avevano detto di essere stati informati di che cosa diceva il documento del 2015 quando fu fatta domanda di costruzione per la veranda. E, in effetti, la domanda di costruzione era stata depositata dal proprietario dell'immobile e non recava la firma dei coniugi Moretti.

In questo articolo:
Correlati