Francia

Macron annuncia la fine della presenza francese in Niger

«La Francafrique non esiste più - ha sottolineato - quando c'è un colpo di Stato non interveniamo» – Spazio aereo chiuso per «tutti i voli militari francesi operativi e i voli speciali»
©KEYSTONE (STEPHANE DE SAKUTIN / POOL)
Ats
24.09.2023 21:32

Il presidente Emmanuel Macron ha annunciato nell'intervista di stasera in diretta tv la fine della presenza francese in Niger. I soldati francesi «lasceranno il territorio del Niger entro la fine dell'anno», ha detto il presidente, aggiungendo che «l'ambasciatore di Francia sarà richiamato a Parigi dopo il colpo di Stato».

Macron ha parlato di «fine della cooperazione militare» con il Niger chiedendo «un rientro ordinato, nelle settimane e i mesi che verranno» delle forze francesi, con un ritorno di tutti i soldati «entro la fine dell'anno».

Negando che la Francia sia «ostaggio dei golpisti», Macron ha deciso anche di «far rientrare l'ambasciatore», esprimendo nuovamente rammarico per la caduta del deposto presidente Mohamed Bazoum: «La Francafrique non esiste più - ha sottolineato - quando c'è un colpo di Stato non interveniamo».

Il Niger chiude lo spazio aereo ai velivoli francesi

Il regime militare al potere in Niger ha bandito «gli aerei francesi» dal suo spazio aereo. È quanto si legge sul sito dell'Agenzia per la sicurezza della navigazione aerea in Africa e Madagascar (Asecna).

Lo spazio aereo del Niger «è aperto a tutti i voli commerciali nazionali e internazionali, ad eccezione degli aerei francesi o noleggiati dalla Francia, compresi quelli della flotta Air France», si legge nel testo pubblicato all'attenzione degli aviatori.  Lo spazio aereo rimane chiuso per «tutti i voli militari operativi e i voli speciali», salvo autorizzazione speciale delle autorità, prosegue il messaggio sul sito web di Asecna.

Il Niger ha riaperto il suo spazio aereo ai voli commerciali lo scorso 4 settembre dopo quasi un mese di chiusura. Il divieto era stato annunciato a causa «della minaccia di intervento da parte dei paesi vicini», con l'intento di ripristinare il presidente eletto Mohamed Bazoum, rovesciato da un colpo di Stato il 26 luglio.