Presidenziali in Francia

Macron fermo nei sondaggi, Le Pen a un soffio

La candidata del Rassemblement National è a soli 5 punti dall'attuale presidente francese
© KEYSTONE/JEAN-CHRISTOPHE BOTT
Ats
06.04.2022 22:27

A quattro giorni dal primo turno delle presidenziali lo slancio di Marine Le Pen non si esaurisce e la candidata del Rassemblement National è a soli 5 punti da un Emmanuel Macron che alcuni sondaggi danno immobile, altri addirittura in lieve calo. La possibilità che la leader dell'estrema destra conquisti l'Eliseo è ormai sulla bocca di tutti in Francia, dove il tema della guerra, che si aggiunge a due anni di pandemia, fa temere un'astensione storica, oltre il 30% al primo turno.

Sono le elezioni della gauche in frantumi, della destra che fallisce nella scelta della candidata, Valérie Pécresse, del tentativo di rottura del polemista di estrema destra Eric Zemmour, riuscito a metà. Ma soprattutto potrebbero diventare quelle in cui la figlia del fondatore del Front National riesce a coronare il sogno di famiglia, una Le Pen all'Eliseo. Un'eventualità densa di interrogativi, per il futuro non solo della Francia ma di tutta l'Europa in un momento già denso di rischi elevatissimi.

Macron, protagonista di una 'micro-campagna' - appena un mese, un solo comizio - è stato assorbito dalla carica di presidente del Paese cui spetta la guida dell'Europa per questo semestre ed ha poi portato avanti una faticosa e infruttuosa mediazione sulla guerra. La situazione in Ucraina lo ha fatto volare per alcuni giorni ad oltre il 30% delle intenzioni di voto nei sondaggi per poi riprecipitare al 26-27% in questi giorni. L'avversaria, al contrario, ha guadagnato 4 punti in due settimane, raggiungendo ormai il 21,5%.

E le possibilità di vittoria del presidente uscente in quello che sembra il sicuro ballottaggio fra i due sono sempre più sfumate. Eppure Macron era ultra favorito, anche se lontano dal 66% di cinque anni fa. Ora è ridotto a un pericolosissimo 56% contro il 44% dell'avversaria per alcuni sondaggi, che si assottiglia a un 53% contro il 47% secondo altre rilevazioni. Con un pericolosissimo margine di errore in entrambe i casi del 3,1%.

Negli ultimi giorni il presidente uscente si è a più riprese riproposto come baluardo filoeuropeo contro le ali estreme (Le Pen, Zemmour ma anche Jean-Luc Mélenchon, la sinistra radicale de La France Insoumise), accusando i suoi tre inseguitori nei sondaggi di «compiacenza nei confronti di Vladimir Putin». In particolare, di Marine Le Pen sono stati ricordati i finanziamenti per la campagna elettorale: del passato (nel 2014 fu salvata da una banca della Russia di Putin) e del presente (10,6 milioni per fare campagna trovati presso un istituto dell'Ungheria di Viktor Orban). Macron, da parte sua, non è riuscito a disfarsi della sua immagine di «presidente dei ricchi» e la polemica per il ricorso dei suoi governi alle prestazioni di studi di consulenza privati, in particolare l'americana McKinsey, non gli ha giovato.