Malgrado la bocciatura dell'iniziativa, l'UDC continua a guadagnare terreno

Nonostante la bocciatura alle urne dell'iniziativa «No a una Svizzera da 10 milioni», l'UDC continua a guadagnare terreno, soprattutto nei parlamenti cantonali, dove dal 2023 il partito ha conquistato in tutto 65 seggi.
Guadagna terreno
Con l'elezione di Valérie Favre Accola, i democentristi sono tornati nel Governo grigionese dopo 18 anni di assenza. Inoltre, alle elezioni parlamentari cantonali, ieri il partito ha conquistato dieci seggi in Gran Consiglio ed è ora la principale forza politica nel parlamento retico con 35 deputati. Un quadro simile si è delineato anche nel Canton Glarona, dove l'UDC ha consolidato la propria posizione dominante, occupando ora 24 dei 60 seggi del parlamento cantonale.
I due Cantoni rispecchiano una tendenza a livello nazionale: dalle elezioni federali del 2023 infatti l'UDC ha conquistato complessivamente 65 seggi - a scapito del Centro, del PLR, dei Verdi liberali e dei Verdi - nei Gran Consigli in tutta la Svizzera, stando ad un'analisi dell'agenzia Keystone-ATS.
La polarizzazione
Per la politologa Sarah Bütikofer dell'istituto di ricerca Sotomo, questa evoluzione è riconducibile anche alle dimensioni del partito. «Quando riesce a mobilitare efficacemente il proprio elettorato, ne trae un vantaggio proporzionale», afferma.
Anche il PS, seconda forza politica del Paese, ha beneficiato della crescente polarizzazione, ma in misura meno incisiva. Dal 2023 i socialisti hanno guadagnato nove seggi. Poiché però i Verdi ne hanno persi complessivamente 25, il campo rosso-verde ha visto assottigliarsi il proprio peso politico.
L'iniziativa come cassa di risonanza
L'UDC sembra inoltre aver beneficiato dell'iniziativa «No a una Svizzera da 10 milioni» e delle discussioni che ne sono seguite, nonostante il popolo abbia respinto il testo alle urne. Secondo Bütikofer, il partito trae vantaggio quando politica, media e società discutono dei suoi cavalli di battaglia, come migrazione, immigrazione, asilo, neutralità e rapporti con l'Unione europea.
«Questi dibattiti favoriscono la mobilitazione del suo elettorato e rafforzano il partito in occasione delle elezioni», sottolinea la politologa.
In quest'ottica si spiega anche il «declino» dei Verdi e dei Verdi liberali, i cui temi tradizionali, quali la protezione dell'ambiente e la mobilità, hanno perso visibilità. Il PS ha invece beneficiato delle questioni sociali che hanno dominato l'agenda politica nell'ultima legislatura.
Secondo Bütikofer, gli effetti di queste tendenze sulle prossime elezioni federali potranno essere valutati già la prossima primavera, quando il Canton Zurigo, il più popoloso della Svizzera, rinnoverà Governo e Parlamento.
Le conquiste nel tempo
Per quanto riguarda le elezioni agli esecutivi cantonali, l'attuale legislatura presenta un quadro meno favorevole all'UDC. Oltre che nei Grigioni, il partito è riuscito ieri a riconfermarsi anche nel Consiglio di Stato di Basilea Campagna - dal quale era assente dal 2023 - grazie all'elezione suppletiva vinta dal candidato democentrista Matthias Liechti. Ad aprile poi L'UDC è entrato per la prima volta nel governo solettese con Sibylle Jeker. Tuttavia, la maggior parte delle conquiste negli esecutivi da parte del partito di destra risale al periodo successivo al 1990.
Per Bütikofer, una novità più significativa è rappresentata dal fatto che quattro dei nuovi mandati ottenuti dall'UDC nei Governi cantonali siano occupati da donne.
Nei Grigioni, inoltre, il cambiamento in seno all'esecutivo sarà probabilmente «molto più rilevante sulla carta che sul piano dei contenuti», osserva la politologa. Il consigliere di Stato uscente Jon Domenic Parolini aveva infatti iniziato la propria carriera politica nell'UDC ed era approdato al Centro attraverso la scissione del PBD e la successiva fusione con il PPD. «Da questo punto di vista, il guadagno di seggio dell'UDC va relativizzato», conclude Bütikofer.