Meta Luna, gli smartglasses senza fotocamera strizzano l’occhio alla privacy

Gli occhiali «smart» spopolano e con loro i timori per quanto riguarda la privacy delle persone. Alcuni di questi accessori, infatti, sono dotati di telecamere, microfoni, altoparlanti, intelligenza artificiale, il che li rende dei veri e propri computer, permettendo a chi li indossa di ascoltare musica e podcast, telefonare, seguire il navigatore, ma anche scattare fotografie, registrare video e avviare una diretta streaming. Proprio per questo gli «smartglasses» hanno infiammato il dibattito attorno al tema della privacy. «Rendono la ripresa meno percepibile rispetto a uno smartphone. Chi li indossa deve ricordare che volto e voce di una persona identificabile sono dati personali: raccolta, uso e soprattutto pubblicazione devono rispettare trasparenza, proporzionalità e finalità. Una spia luminosa aiuta, ma non sempre consente a chi è ripreso di capire che cosa accadrà alle immagini», ha spiegato al Corriere del Ticino Matteo Colombo, docente alla SUPSI e direttore di Privacy Desk Suisse SA.
In Svizzera, ha ancora ricordato l’esperto, «la Legge federale sulla Protezione dati (LPD) è tecnologicamente neutra e, come ricorda l’IFPDT (Incaricato federale della protezione dei dati e della trasparenza), si applica direttamente all’IA quando tratta dati personali. Impone trasparenza, proporzionalità, sicurezza, protezione dei dati fin dalla progettazione e, in presenza di rischio elevato, una valutazione d’impatto. La LPD costituisce una base già applicabile. La Svizzera ha inoltre firmato, ma non ancora ratificato, la Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sull’IA; è in preparazione un progetto legislativo destinato a precisarne l’attuazione».
Resta il fatto che «i diritti all’immagine e della personalità delle persone filmate o registrate sono a rischio, poiché il loro consenso è spesso difficile o addirittura impossibile da ottenere», come ricordatoci da Daniela Wittwer, portavoce dell’IFPDT. Senza dimenticare i rischi legati alla protezione dei dati.
Per rispondere a timori e polemiche legate alla privacy, Meta potrebbe presto lanciare degli occhiali «smart» senza fotocamera. Il condizionale è ancora d’obbligo e più informazioni potrebbero arrivare proprio nelle prossime ore da Meta Connect, la conferenza annuale dell’azienda in programma oggi e domani in cui interverrà anche Mark Zuckerberg. Stando alle indiscrezioni riportate nei giorni scorsi dal portale The Information, il modello, il cui nome in codice sarebbe «Luna», potrebbe arrivare sul mercato già a ottobre. Gli occhiali avrebbero sei microfoni integrati nella montatura, oltre ad altoparlanti per la riproduzione audio e a un pulsante per attivare l’assistente vocale. Si tratterebbe quindi di un accessorio senza fotocamera, ma che permetterebbe comunque di interagire vocalmente con Meta AI e con il nuovo agente AI Muse.
