L'analisi

Milano-Cortina, qual è il valore di una vittoria olimpica?

Le medaglie contengono solo pochi grammi d'oro e né il Comitato olimpico internazionale né gli organizzatori versano premi per i risultati – Oltre alla gloria sportiva, allora, che cosa guadagnano gli atleti da un trionfo ai Giochi?
© AP Photo/Luigi Costantini
Red. Online
11.02.2026 13:31

Centosedici medaglie d'oro: è il bottino messo in palio alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. Un sogno che diventerà realtà per gli atleti più meritevoli, per quelli più bravi che entreranno di diritto nell'olimpo dello sport. Ma, oltre alla gloria, qual è il reale valore di una vittoria ai Giochi?

Diciamolo subito: il valore materiale di una medaglia d'oro non è poi così elevato. Già, perché ogni esemplare, realizzato dall'istituto poligrafico della Zecca dello Stato italiano, contiene solo sei grammi d'oro puro su un peso totale di mezzo chilo. Nulla anche la ricompensa in denaro per gli atleti. «Contrariamente ai Campionati del Mondo di calcio che prevedono ricompense finanziarie, ai Giochi né il Comitato olimpico internazionale né gli organizzatori versano premi per i risultati», spiega ai microfoni della RTS Emmanuel Bayle, professore in gestione dello sport all'Università di Losanna.

Insomma, guardandola dal punto di vista economico e non da quello sportivo, la vittoria a un'Olimpiade vale poco o niente. O, almeno così è all'apparenza. In realtà, in effetti, per gli atleti ci sono anche interessanti risvolti finanziari il primo dei quali è costituito dai premi che i comitati nazionali versano ai propri atleti in caso di vittoria. Nel nostro Paese, uno sportivo che si porta a casa la medaglia d'oro riceve 50.000 franchi. La somma sale poi a 75.000 franchi in caso di titolo a squadre, come nel curling, e a 100.000 franchi per la vittoria in uno sport collettivo come l'hockey.

Oltre ai premi in denaro, poi, la vittoria ai Giochi garantisce visibilità. Le Olimpiadi offrono infatti un'esposizione mediatica fino a cinquanta volte maggiore rispetto a una competizione classica. Sta poi agli atleti trovare il modo di monetizzarla. «Il fatto di essere conosciuti è visto in maniera positiva da un datore di lavoro perché grazie alla propria immagine si potrebbero portare più clienti all'azienda. E, soprattutto, si evita che quelli che ci sono già vadano alla concorrenza», racconta sempre ai microfoni della RTS Patrick Lörtscher, campione olimpico di curling a Nagano nel 1998 attivo nel settore bancario.

Per guadagnare in maniera duratura da una titolo olimpico sono infine determinanti tre fattori: la disciplina, la nazionalità e il carisma. «Se sei un campione di sci alpino, sei svizzero o austriaco e hai una bella personalità, allora sei in una botte di ferro», spiega alla RTS Ralph Krieger, fondatore dell'agenzia GPS Performance SA. «In questo caso potete veramente cavalcare l'onda del successo a lungo».

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