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L'evento segue quello tenutosi a Lugano nel 2022 – A rappresentare la Svizzera ci sarà il delegato del Consiglio federale, Jacques Gerber, sarà invece assente il presidente ucraino Volodymyr Zelensky – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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Von der Leyen: «Oggi la prima tranche del prestito di 90 miliardi all'Ucraina»
«Dall'inizio dell'invasione» in Ucraina, «l'UE e i suoi Stati membri hanno fornito 200 miliardi di sostegno economico, finanziario e militare» a Kiev.
«Con il Prestito di sostegno all'Ucraina forniremo altri 90 miliardi nei prossimi due anni. Oggi trasferiamo la prima tranche di questo prestito: oltre 3 miliardi di assistenza macrofinanziaria. E nei prossimi giorni inizieremo anche a erogare i primi fondi dei 6 miliardi destinati alla produzione di droni. Questa è la solidarietà in azione».
Lo annuncia la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen in apertura della Conferenza per la Ricostruzione dell'Ucraina a Danzica.
Questo prestito «dimostra che il sostegno dell'Europa all'Ucraina è destinato a durare. Allo stesso tempo, continuiamo a sollecitare tutti i nostri partner a mantenere il loro sostegno, perché un'Ucraina forte e indipendente è nell'interesse di tutti. La nostra ambizione non è solo quella di aiutare il Paese a resistere, ma a crescere e prosperare come Paese libero ed europeo», ha aggiunto la numero uno di palazzo Berlaymont.
08:25
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A Danzica si apre la Conferenza sulla ricostruzione dell'Ucraina
Si apre oggi a Danzica, in Polonia, la Conferenza sulla ricostruzione dell'Ucraina, che fa seguito a quella tenutasi a Lugano nel 2022. A rappresentare la Svizzera ci sarà il delegato del Consiglio federale, Jacques Gerber. Sarà invece assente il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
La due giorni di colloqui verterà principalmente sulla ripresa economica del Paese, sul sostegno al settore energetico e alle infrastrutture essenziali per la protezione della popolazione civile, così come sul rafforzamento delle capacità in materia di sicurezza. Anche le riforme e la lotta alla corruzione saranno abbordate.
Nella città sul Baltico, Gerber parteciperà a diverse tavole rotonde e interverrà in particolare sulle misure di ricostruzione a livello locale e regionale, ha riferito il suo portavoce a Keystone-ATS.
La Polonia e l'Ucraina sono i due Paesi ospitanti della Conferenza sulla ricostruzione dell'Ucraina 2026, divenuta ormai un importante appuntamento internazionale per mobilitare i donatori. La prima si era tenuta nel 2022 a Lugano poco dopo l'invasione russa. La prima conferenza sulla riforma dell'Ucraina si era invece svolta nel 2017 a Londra.
In collaborazione con il Basel Institute for Governance e Transparency International, la Svizzera organizza a Danzica un evento dedicato alla lotta alla corruzione. In tale occasione verrà firmata una dichiarazione d'intenti volta ad estendere un progetto svizzero già esistente in materia di lotta alla corruzione. La conferenza sarà inoltre l'occasione per discutere del coinvolgimento del settore privato svizzero nella ricostruzione.
A margine dell'evento si terrà inoltre, per la prima volta, una riunione ad alto livello della coalizione internazionale per la scienza, la ricerca e l'innovazione in Ucraina. Attraverso una dichiarazione congiunta, gli Stati partecipanti intendono ribadire il loro sostegno alla ricostruzione del sistema ucraino di ricerca e innovazione.
Zelensky non parteciperà all'evento, ha comunicato ieri la presidenza ucraina. Sono infatti forti le tensioni tra Kiev e Varsavia sulla memoria della Seconda guerra mondiale. «Sarò io a guidare la delegazione ucraina», ha dichiarato la prima ministra Yulia Svyrydenko.
L'impulso per un ampio consenso sul processo politico di ricostruzione in Ucraina era stato dato nel luglio 2022 a Lugano: in occasione della Lugano Recovery Conference, copresieduta dall'allora presidente della Confederazione Ignazio Cassis e dal primo ministro ucraino Denys Shmyhal, i rappresentanti di 59 Stati e organizzazioni internazionali avevano discusso le linee guida che sono state poi formulate nella Dichiarazione di Lugano e nei Principi di Lugano.
Dal 24 febbraio 2022 la Russia sta conducendo una guerra di aggressione contro l'Ucraina. I combattimenti hanno provocato la morte di migliaia di civili. Centinaia di migliaia i soldati caduti sui due fronti.
06:35
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Il punto alle 6:00
L'Ucraina sta conducendo un'operazione «chiaramente calcolata» in Crimea e, con il sostegno dei suoi partner, ha l'opportunità di fare pressione sulla Russia affinché concluda un accordo di pace. Lo ha affermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un discorso serale, secondo quanto riportato da Ukrinform.
«La nostra operazione, in particolare quella relativa alla Crimea, è chiaramente pianificata, e il modo in cui sta procedendo lo dimostra inequivocabilmente: se in Ucraina si verificherà esattamente ciò di cui abbiamo parlato con i partner nell'ambito del G7 - e questo dipende dalla decisione dei partner - creeremo prontamente le condizioni affinché la Russia sia costretta a scegliere la pace. Contiamo molto su una risposta positiva da parte dei nostri partner», ha affermato.
Zelensky ha spiegato che i partner dello Stato ucraino sanno perfettamente cosa è in gioco. «Ora il nostro esercito sta eliminando, sia nei territori temporaneamente occupati dell'Ucraina, sia nel territorio della Russia stessa, ciò che funziona per la guerra russa, ciò che rende possibili questa guerra e l'aggressività russa in generale», ha affermato il presidente. «Stiamo combattendo per la nostra terra. Stiamo combattendo per il nostro popolo. Stiamo combattendo per la giustizia per l'Ucraina. Credo che la nostra gente nei territori temporaneamente occupati abbia capito tutto correttamente. Nel sud del nostro Paese, in Crimea, nelle regioni di Donetsk e Luhansk. Non permetteremo alla Russia di usare la nostra terra come strumento per prolungare la guerra e trasformare l'occupazione in un conflitto senza fine», ha dichiarato Zelensky.
Parallelamente, il ministro della Difesa ucraino Mykhailo Fedorov ha annunciato che la Danimarca trasferirà 15.000 proiettili di artiglieria a lungo raggio dopo che Kiev ha chiesto a Copenaghen di spostare il supporto dai sistemi a corto raggio verso soluzioni a lungo raggio, ritenute più efficaci. Lo scrive il Kyiv Post. I funzionari ucraini affermano che le loro priorità rimangono la difesa aerea, l'artiglieria a lungo raggio e i droni, dichiarando che tali munizioni sono vitali man mano che le «zone di fuoco» dei droni si espandono lungo il fronte. Parte della nuova fornitura danese è già arrivata in Ucraina e Kiev ha elogiato la rapida risposta della Danimarca.
