Aerei rubati dalla Russia: le assicurazioni possono appellarsi al maxi-risarcimento da 1 miliardo di dollari

Ricordate il maxi-risarcimento da un miliardo di dollari? E ricordate, anche, il no dell’Alta Corte di Londra al ricorso presentato dalle società di assicurazione? Ecco, la vicenda ha preso una nuova, inaspettata piega nei giorni scorsi. Parliamo, forse lo avrete intuito, dei 400 e oltre aerei di fabbricazione occidentale che la Russia ha nazionalizzato oltre quattro anni fa, forzando la legge, per mantenere la propria flotta commerciale in aria. Sanzioni alla mano, le compagnie della Federazione Russa avrebbero infatti dovuto restituire i velivoli, in leasing, ai legittimi proprietari: i cosiddetti lessor, fra cui AerCap. Per mesi, anzi anni, il dibattito su chi dovesse coprire questi «furti» ha interessato tanto il settore quanto le aule dei tribunali, con i citati lessor da una parte e le assicurazioni dall'altra, tutto fuorché inclini a riconoscere la perdita subita dai propri clienti.
In una sorprendente svolta, tornando al presente, un Tribunale del Regno Unito ha infine concesso agli assicuratori il permesso di appellarsi alla storica sentenza dell'Alta Corte di Londra. Quella, appunto, che costringerebbe loro a pagare ai locatori di aerei oltre un miliardo di dollari in base alle polizze assicurative per i rischi di guerra. Quei jet, d’altro canto, sono rimasti bloccati in Russia nel mezzo della guerra in Ucraina. E tramite decreto del Cremlino sono stati ri-registrati.
Reuters, al riguardo, riferisce che alla decisione che apre uno spiraglio alle compagnie di assicurazione, datata 31 marzo, dovrebbe seguire un'udienza. In una precedente decisione, parliamo del 6 ottobre 2025, il giudice dell'Alta Corte Christopher John Butcher aveva fermamente chiuso la porta a ulteriori contenziosi fra le parti. Confermando, di fatto, il maxi-ricorso. Gli assicuratori avevano presentato dozzine di motivazioni per appellarsi, ma il giudice, citando le linee guida della Corte d'Appello, aveva ricordato alle parti che un processo «non è una prova generale» ma la «prima e ultima notte dello spettacolo». Ovvero, che la sentenza andava rispettata e non contestata oltre. Nello specifico, il giudice aveva stabilito che la motivazione principale degli assicuratori – gli aerei non erano totalmente sfuggiti al controllo dei lessor e, quindi, non si poteva né si può parlare di perdita totale – non avrebbe avuto successo in sede ricorsuale. Anche perché altri lessor erano nel frattempo riusciti a recuperare le perdite basandosi sul concetto di rischi di guerra. Ora, per contro, è arrivata l’inattesa svolta.
La portata della battaglia legale, di questa battaglia, si può leggere (anche) nelle cifre legate alle spese legali. I costi totali di AerCap, la società di leasing più grande al mondo, ammonterebbero a 108 milioni di dollari, una cifra descritta come «astronomica». Il giudice Butcher aveva pure deciso che gli assicuratori versassero il 65% dei costi sostenuti da AerCap. Gli assicuratori e i riassicuratori coinvolti nel caso sono, fra gli altri, AIG Europe, Lloyd's Insurance Company e Chubb European Group. I denuncianti invece sono AerCap, Dubai Aerospace Enterprise (DAE Capital), Falcon 2019-1 Aircraft 3 Limited, KDAC Aircraft Leasing, Merx Aviation Services e GASL Ireland Leasing A-1 Limited. Lo scorso ottobre, era emerso che DAE, Falcon e Merx si erano accordati privatamente con i loro assicuratori.
