Aviazione

Allarmi bomba sui voli, i servizi europei indagano sulla pista russa

Il Financial Times cita funzionari dell’intelligence — L’origine delle minacce resta da accertare e non è chiaro se vi sia un ruolo dei servizi di Mosca
© KEYSTONE (AP Photo/Gregorio Borgia)
Red. Online
07.11.2026 10:00

Le agenzie di sicurezza europee stanno cercando di stabilire se la serie di minacce di bomba inviate a decine di voli possa avere avuto origine in Russia. Il Financial Times, citando funzionari dell’intelligence, riferisce di un’indagine transfrontaliera. Alcuni esponenti dei servizi europei considerano la pista russa la più probabile, alla luce dei possibili moventi, delle modalità operative, dei precedenti e dei primi indizi. Tra le ipotesi di lavoro figurano attivisti filorussi e gruppi hacker: al momento, però, non si tratta di un’attribuzione accertata.

La cautela è d’obbligo: i funzionari citati dal quotidiano britannico avvertono che il percorso verso l’identificazione dei responsabili potrebbe essere lungo e non portare a una conclusione definitiva. Anche se le minacce provenissero da attivisti filorussi, resterebbe da chiarire se e in quale misura i servizi segreti russi abbiano diretto, incoraggiato o autorizzato le operazioni. Gli investigatori, riferisce il Financial Times, non ritengono che i responsabili rappresentino una minaccia concreta per l’aviazione europea.

Gli allarmi

Le e-mail sarebbero partite da account anonimi e da aree geografiche diverse; una sarebbe stata rintracciata in Colombia. Molti messaggi erano scritti nella lingua dei destinatari. In un’e-mail inviata ai media irlandesi, gli autori sostenevano di aver «sperimentato il multithreading», reclutato persone in Europa e ottenuto accesso a dispositivi, server e account compromessi.

Una delle minacce inviate giovedì all’aeroporto di Fiumicino citava il gruppo estremista russo Stato maschile (Muzhskoye Gosudarstvo). Il fondatore, Vladislav Pozdnyakov, ha negato il coinvolgimento dell’organizzazione. Vidas Ksanas, responsabile della sicurezza degli aeroporti lituani, ha riferito che il gruppo — o qualcuno che dichiarava di rappresentarlo — avrebbe già minacciato in passato gli scali del Paese.

Nell’ottobre 2023 oltre 1.500 falsi allarmi colpirono scuole e asili in Lituania. Vilnius parlò di un possibile «attore statale» senza identificarlo pubblicamente; negli ambienti dell’intelligence l’episodio fu attribuito ad attivisti russi, forse incoraggiati dal Cremlino.

Almeno 35 voli

Il bilancio dei voli arriva da Eurocontrol, che ha comunicato di essere a conoscenza di minacce rivolte a 35 collegamenti nelle giornate del 3, 5 e 6 novembre: sette il 3 novembre, 14 il 5 e altrettanti il 6. Quest’ultimo dato è ancora approssimativo. Le segnalazioni hanno rappresentato lo 0,026% dei voli europei il 3 novembre, lo 0,049% il 5 e lo 0,047% il 6. Secondo Eurocontrol, non hanno avuto un impatto sui ritardi della rete.

L’organizzazione sta monitorando la situazione con compagnie aeree, aeroporti e fornitori di servizi di navigazione. Per la gestione delle minacce alla sicurezza, precisa, la competenza resta alle compagnie, agli scali e alle autorità nazionali.

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