Allarme bomba sui voli: chi sono i «combattenti dello Stato maschile»

«Siete tutti complici di un complotto criminale, vogliamo annientarvi per questo. In questo preciso momento sui seguenti voli sono stati piazzati ordigni esplosivi: AY1751 Helsinki-Roma e EI402 Dublino-Roma. Sono diretti al vostro aeroporto». E ancora: «Noi, Combattenti dello Stato maschile, con le nostre azioni oggi lasceremo un segno nella storia. Il vostro regime femminista se ne ricorderà per sempre. L'esplosione avverrà fra 60 minuti. Oggi il vostro cielo sarà rosso». Si sono identificati come membri del gruppo estremista russo Stato maschile (Muzhskoye Gosudarstvo) gli autori della mail minatoria con la quale quest’oggi i dipendenti di Aeroporti di Roma sono stati informati della presenza di due bombe su altrettanti voli diretti a Fiumicino.
Ma che cos'è lo «Stato maschile»? Si tratta di un gruppo bandito in Russia, considerato omofobo, misogino e razzista, già noto alle autorità internazionali, fondato nel 2016 dal blogger e personal trainer Vladislav Pozdnyakov.
Secondo l’International Centre for Counter-Terrorism (ICCT), un think tank indipendente fondato nel 2010 nei Paesi Bassi, l'idea iniziale della formazione era quella di creare una community sul social network russo VKontakte incentrata su battute e discussioni sui rapporti con le donne, pensata soprattutto per attirare attenzione e guadagnare soldi. Con il tempo, però, i contenuti si sono spostati verso la mascolinità tossica e l’odio verso le donne, fino a costruire un'ideologia definita «patriarcato nazionale».
Il movimento, evidenzia ancora l’ICCT, si fonda su nazionalismo, rifiuto del multiculturalismo, razzismo e idee di supremazia bianca. I membri dello Stato maschile sostengono che solo i bianchi, in particolare quelli di etnia slava, hanno diritto a vivere in Russia, e si oppongono alle relazioni tra donne russe e uomini non bianchi, parlando di una «contaminazione della purezza genetica della nazione». Il gruppo è apertamente antifemminista e anti-LGBTQ+, due realtà viste come una «malattia» importata dall'Europa. Alle donne sono attribuiti compiti precisi: crescere i figli, occuparsi della casa, sostenere il marito, vestirsi in modo modesto, non bere alcolici né avere rapporti prima del matrimonio, e «conoscere il proprio posto».
Stando alle diverse indagini giornalistiche, il gruppo è formato prevalentemente da giovani uomini attratti dall’idea del «maschio alfa». Dopo i Mondiali di calcio in Russia del 2018, il gruppo ha lanciato campagne d’odio contro le donne fotografate con uomini stranieri, in particolare non bianchi. Lo stesso Pozdnyakov è stato accusato di incitamento all'odio contro le donne e condannato a due anni di reclusione, una pena giudicata «insufficiente a fermarlo». Nel 2021 il gruppo ha attaccato una famiglia LGBTQ+ comparsa in una pubblicità della catena di negozi Vkusville, la quale è stata costretta a emigrare in Spagna. O, ancora, sono state condotte campagne di sabotaggio contro le catene di cucina etnica YebiDoyebi e Tanuki per l’utilizzo di modelle straniere nei loro spot.
Nel 2021, un tribunale russo ha bandito il gruppo classificandolo come estremista e affermando che incitava all'odio contro le donne. I canali Telegram della formazione sono stati bloccati e Pozdnyakov ha lasciato la Russia, spostandosi presumibilmente in Serbia o in Montenegro. Il gruppo, tuttavia, ha continuato clandestinamente la sua attività online. Con l'invasione dell'Ucraina nel 2022 lo Stato maschile ha ripreso slancio, spostando l'attenzione dalle donne alla guerra, con la creazione di un canale dedicato alle notizie dal fronte, chiamato Shvabra. Se inizialmente la formazione estremista si definiva anti-governativa, oggi sostiene le scelte del Cremlino e considera la guerra giusta. L’ICCT evidenzia come il gruppo utilizzi un linguaggio che «disumanizza gli ucraini», inoltre condivide materiale esplicito che può «favorire l'accettazione della violenza e impiega retorica nazista, come l'espressione "soluzione finale della questione ucraina"». Lo Stato maschile continua a usare toni misogini, specialmente verso le donne ucraine, condividendo spesso fantasie sugli stupri di guerra.



