Il bilancio

«Almeno 217 morti» nelle proteste in Iran, perlopiù giovani

Diversi sono stati uccisi fuori da una stazione di polizia nel nord di Teheran quando le forze di sicurezza hanno sparato con le mitragliatrici contro i manifestanti
© KEYSTONE (Iranian state TV via AP)
Ats
10.01.2026 10:02

Un medico di Teheran ha dichiarato alla rivista Time, in condizione di anonimato, che solo sei ospedali della capitale iraniana avrebbero registrato almeno 217 morti tra i manifestanti, «la maggior parte a causa di proiettili veri». Le informazioni sono state riprese anche dalla testata israeliana I24.

Il conteggio delle vittime, se confermato, scrive ancora Time, segnalerebbe una temuta repressione, preannunciata dal blocco quasi totale delle connessioni Internet e telefoniche del Paese da parte del regime da giovedì sera.

Il medico ha affermato che le autorità hanno rimosso i cadaveri dall'ospedale ieri. La maggior parte delle vittime erano giovani, ha aggiunto, tra cui diversi uccisi fuori da una stazione di polizia nel nord di Teheran quando le forze di sicurezza hanno sparato con le mitragliatrici contro i manifestanti, che sono morti «sul colpo». Gli attivisti hanno riferito che almeno 30 persone sono state colpite nell'incidente.

Le organizzazioni per i diritti umani hanno riportato un bilancio delle vittime molto inferiore a quello del medico, sebbene la discrepanza possa essere spiegata da diversi standard di informazione. L'agenzia di stampa Human Rights Activist News Agency, con sede a Washington, che conta solo le vittime identificate, ha riportato almeno 65 morti dall'inizio delle proteste. La maggior parte dei morti è stata segnalata fuori Teheran, nelle province di Chaharmahal e Bakhtiari, Ilam, Kermanshah e Fars. L'Hrana ha affermato che sono state arrestate 2.311 persone.

Khamenei alza il livello di allerta 

La Guida Suprema dell'Iran Ali Khamenei ha posto il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica dell'Iran in uno stato di allerta più elevato rispetto a quello in cui si trovava durante la guerra con Israele a giugno scorso: lo hanno dichiarato al Telegraph alcuni funzionari della Repubblica Islamica mentre il Paese entra nel suo 14° giorno di proteste diffuse. Khamenei, affermano le fonti, «è in stretto contatto più con le Guardie della Rivoluzione (Irgc) che con l'esercito o la polizia, perché ritiene che il rischio di defezioni dell'Irgc sia pressoché inesistente, mentre altri hanno disertato in passato».

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