Tensioni

Altre minacce da Trump: «Ci occuperemo della Groenlandia tra due mesi»

Il presidente americano ha dichiarato di voler riaprire le discussioni sul territorio semi-autonomo danese tra venti giorni, sottolineando, ancora una volta, come gli Stati Uniti abbiano bisogno dell'isola
© AP Photo/Evgeniy Maloletka
Red. Online
05.01.2026 20:33

Dopo il Venezuela, gli occhi di Trump rimangono puntati sulla Groenlandia. Ieri sera, il presidente americano ha ribadito il suo desiderio di vedere il territorio artico sotto il controllo degli Stati Uniti. Una dichiarazione arrivata dopo che la primo ministro danese, Mette Frederiksen, ha esortato, nuovamente, il tycoon a «mettere fine alle minacce» sull'isola.

«Ci aspettiamo chiaramente che tutti, e in particolare i nostri alleati, rispettino i confini nazionali esistenti», ha dichiarato Fredriksen, in un'intervista alla televisione pubblica del Paese TV 2, sottolineando come la sua posizione sia rimasta invariata nel corso di tutta la disputa sulla Groenlandia. «Non accetteremo una situazione in cui noi e la Groenlandia veniamo minacciati in questo modo», ha aggiunto, rigettando la posizione del presidente statunitense Donald Trump sul fatto che la sicurezza in Groenlandia non venga presa seriamente: «Ma voglio anche chiarire che se gli Stati Uniti decidono di attaccare militarmente un altro Paese della NATO, allora tutto finisce. Compresa la nostra NATO e quindi la sicurezza che è stata garantita dalla fine della Seconda Guerra mondiale». Nell'intervista ha inoltre rimarcato che la Danimarca ha recentemente investito fortemente nella difesa, che ha parlato con Trump e che sta facendo tutto il possibile per evitare che gli Stati Uniti facciano un intervento militare: «Credo nella democrazia e nelle regole internazionali. E credo anche che non si debbano modificare i confini in un modo o nell'altro».

Le posizione

Trump, evidentemente, non intende mollare. Parlando ai giornalisti, ha sottolineato come gli Stati Uniti abbiano «bisogno della Groenlandia dal punto di vista della sicurezza nazionale». Da quando è tornato alla Casa Bianca, Trump ha più volte ribadito di voler annettere agli USA il territorio semi-autonomo danese, citando la sua posizione strategica sia per la difesa che per la ricchezza mineraria. 

Dal canto suo, anche il primo ministro della Groenlandia, Jens Frederik Nielsen, ha alzato la voce, definendo l'idea del controllo americano dell'isola «una fantasia». «Ora basta. Basta pressioni. Basta insinuazioni. Basta fantasie di annessione. Siamo aperti al dialogo. Siamo aperti alle discussioni. Ma questo deve avvenire attraverso i canali appropriati e nel rispetto del diritto internazionale», ha dichiarato Nielsen. 

Trump, invece, ha ribadito ai giornalisti che la Danimarca «non sarà in grado di occuparsi della Groenlandia». «Ce ne occuperemo noi, in circa due mesi... parliamone tra venti giorni», ha aggiunto.

Nel fine settimana, sabato, un post pubblicato su X dalla moglie del vice capo di gabinetto della Casa Bianca, Stephen Miller, aveva già riacceso i timori della Danimarca. Katie Miller, infatti, aveva pubblicato sulla piattaforma una mappa della Groenlandia con i colori della bandiera americana, accompagnata dalla breve didascalia, in stampatello, maiuscolo «SOON». Presto.