Proteste

Ancora disordini e incendi a Belfast: nel mirino i social media «usati per diffondere odio»

La polizia è intervenuta con i cannoni ad acqua per disperdere i manifestanti anti-migranti - Sui social diffusi gli indirizzi di casa: «Inaccettabile» - Il leader di Reform UK Nigel Farage: «Non protestano solo gli estremisti, la gente ha paura»
©ADAM VAUGHAN
Michele Montanari
11.06.2026 09:00

Seconda notte di proteste e disordini a Belfast, dopo la caccia ai migranti andata in scena 24 ore prima in seguito alla scioccante aggressione in strada da parte di un sudanese ai danni di un cittadino britannico. La polizia, questa volta, ha utilizzato i cannoni ad acqua contro i manifestanti, nel tentativo di disperdere la folla ed evitare che la città nordirlandese piombasse nuovamente nel caos.

Le immagini diffuse dai media britannici mostrano decine di persone vestite completamente di nero e con il volto coperto da passamontagna intente a danneggiare l’esterno di una casa per poi utilizzare i mattoni come armi da lancio. Il Guardian quest’oggi riferisce di un camion incendiato nei pressi della rotonda di Sandyknowes, vicino a Newtownabbey, e di circa 300 persone che hanno lanciato mattoni e bottiglie molotov. La folla ha tentato di incendiare un edificio abbandonato e alcuni manifestanti hanno tirato molotov contro i veicoli blindati delle forze dell'ordine. Secondo la BBC, un gruppo avrebbe pure cercato di avvicinarsi a un hotel che ospita richiedenti asilo.

Disordini sono stati registrati anche a Derry e Coleraine, ma la situazione non ha raggiunto i picchi di devastazione di martedì notte, quando i rivoltosi hanno preso di mira le famiglie di origini africane, costrette a fuggire dai propri appartamenti.

Mercoledì sera, diverse proteste annunciate nelle ore precedenti, tra cui una di fronte al municipio di Belfast, non sono avvenute. Il capo della polizia nordirlandese (PSNI), Jon Boutcher, nelle scorse ore aveva annunciato un rafforzamento della sicurezza, con un maggior numero di agenti sul campo. Ieri i trasporti pubblici sono stati sospesi in tutta l'Irlanda del Nord e alcune scuole hanno chiuso in anticipo, in previsione di possibili disagi. Il centro di Belfast, riporta ancora la BBC, era deserto dopo che molte attività commerciali hanno chiuso i battenti già all'ora di pranzo.

«Non usate una tragedia per alimentare odio»

In seguito ai disordini numerosi politici del Regno Unito hanno richiamato all’ordine la popolazione. Pure la famiglia dell'uomo aggredito, il radiologo Stephen Ogilvie, ha condannato la caccia ai migranti andata in scena martedì notte, lanciando un appello per porre fine alle rivolte: «Abbiamo visto circolare molte informazioni false sui social media, il che ci costringe a chiarire che il nostro caro è in realtà in condizioni stabili e che in questo momento siamo concentrati esclusivamente sulla sua guarigione», hanno comunicato i parenti di Ogilvie. E ancora: «Non vogliamo che questa terribile tragedia venga usata per dividere le persone o alimentare l'ostilità. Abbiamo molti migranti che danno un contributo prezioso al nostro Paese, anche nel sistema sanitario e nel settore dell'ospitalità, e dipendiamo da loro per il buon funzionamento del nostro Paese. Vogliamo chiarire in modo inequivocabile che questo tipo di reazione non è condivisa dalla nostra famiglia e che la protesta pacifica è sempre e solo la via da seguire».

Dopo ore di tensioni con le forze dell’ordine, i manifestanti sono stati dispersi, intorno alle 23.30. Il gruppo ha lasciato dietro sé una scia di mattoni e rifiuti, vialetti di accesso alle abitazioni distrutti e veicoli carbonizzati. I pompieri sono intervenuti per domare l'incendio in una casa disabitata. La notte precedente sono intervenuti oltre 60 volte.

Ieri pomeriggio Hadi Alodid, il trentenne originario del Sudan accusato della brurtale aggressione avvenuta lunedì nella zona nord di Belfast, è comparso in tribunale con l'accusa di tentato omicidio. La vittima, il 40enne Stephen Ogilvie, ha perso l'occhio sinistro e ha riportato danni all'occhio destro, oltre ad aver subito lesioni al collo e alla schiena.

I ministri nordirlandesi hanno rilasciato una dichiarazione congiunta condannando i disordini di martedì sera: «Nessuna comunità trae beneficio da queste azioni. L'incidente avvenuto lunedì a Belfast nord è stato profondamente scioccante. Pur comprendendo la forte reazione suscitata da quanto accaduto, la questione è ora oggetto di procedimento legale e la giustizia deve fare il suo corso».

Gli indirizzi di casa diffusi sui social

Stando alla polizia dell'Irlanda del Nord, una serie di indirizzi di casa di stranieri è stata condivisa sui social media e sulle app di messaggistica in seguito ai disordini di martedì sera: «Abbiamo ricevuto telefonate da numerose famiglie, proprietari di case, vicini e membri della comunità in generale, tutti profondamente angosciati da questa attività sconsiderata». Le autorità hanno definito «totalmente inaccettabile» quanto avvenuto.

Due agenti di polizia sono rimasti feriti mentre cercavano di sedare gli scontri di martedì notte, mentre tre civili sono stati aggrediti a Glasgow, in Scozia, hanno riferito le autorità, aggiungendo che «sono stati attaccati a causa del colore della loro pelle». Al momento due uomini sono stati incriminati in Irlanda del Nord: un 42enne è accusato di sommossa, tentato danneggiamento e aggressione, e un 39enne è accusato di sommossa.

La sindaca di Belfast, Róis-Máire Donnelly, ha ricevuto minacce di morte. La donna, eletta con il partito di sinistra Sinn Féin, ha fatto sapere che non si farà intimidire e che le minacce non fermeranno il suo lavoro di rappresentante tutti i cittadini.

Ieri il premier britannico Keir Starmer ha definito il caos piombato sull’Irlanda del Nord «scioccante e assolutamente inaccettabile», promettendo che i responsabili delle violenze «non saranno tollerati» e «subiranno tutta la forza della legge».

L'amplificatore dell'estrema destra

Il capo della polizia nordirlandese (PSNI), Jon Boutcher, si è rivolto alla popolazione: «Smettete di dare ascolto agli idioti» che istigano a scendere in strada, riferendosi agli appelli all'azione violenta diffusi online da gruppi dell'ultradestra, a partire dall’estremista xenofobo Tommy Robinson, sostenuto dal miliardario Elon Musk sul social X. I gruppi di estrema destra, dopo la brutale aggressione del quarantenne britannico, avevano utilizzato i social per incitare la popolazione all’azione contro gli immigrati. Il Corriere della Sera scrive di messaggi condivisi su WhatsApp e Telegram migliaia di volte che invitavano «uomini bianchi» a radunarsi con il volto coperto in luoghi specifici e a essere «pronti a combattere e ad essere arrestati».

Pure il leader del partito populista Reform UK, Nigel Farage, ha condannato i disordini che hanno scosso il Paese, sottolineando però che la maggior parte delle persone scese nelle strade non apparteneva ai gruppi di estrema destra: «Niente giustifica ciò che è stato fatto da alcuni individui malintenzionati la scorsa notte. Non c'è dubbio, c'erano individui molto, molto pericolosi che hanno compiuto azioni orribili», ha detto ancora il politico britannico, aggiungendo che «la stragrande maggioranza delle persone che ieri sera era in piazza a Belfast non apparteneva all'estrema destra, non era estremista. Erano semplicemente persone molto spaventate da ciò che sta accadendo nelle loro comunità e dalla mancanza di intervento da parte del governo».

Il leader dei liberaldemocratici, sir Ed Davey, ha invece parlato di «estremisti che strumentalizzano il dolore e la rabbia per seminare odio e violenza attraverso i social», chiedendo al premier Starmer di prendere contromisure rispetto a X, il social di Elon Musk, e gli algorirmi divisivi studiati per diffondere messaggi di odio. La ministra della Giustizia dell'Irlanda del Nord, Naomi Long, citata dalla CNN, ha evidenziato come l'utilizzo dei canali online per alimentare le tensioni sia una «strumentalizzazione del dolore e della sofferenza altrui» per promuovere le proprie narrative anti-immigrazione. Pure la premier nordirlandese Michelle O’Neill ha condannato l’uso dei social media per esacerbare le ostilità: «A tutti coloro che sul web alimentano le tensioni, non rappresentate l’Irlanda del Nord. Questa violenza è teppismo: gruppi di uomini mascherati che bruciano case e obbligano famiglie a scappare sono esempi di disgustosa vigliaccheria».