Belgio

Ancora droni sull'aeroporto di Liegi, chiuso per 30 minuti

«Dobbiamo prendere sul serio ogni segnalazione», ha affermato il portavoce Kurt Verwilligen al media britannico Sky News
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Ats
07.11.2025 10:59

Nel secondo caso di questo tipo questa settimana, l'aeroporto belga di Liegi ha sospeso brevemente i voli questa mattina dopo un altro avvistamento di un drone. I controllori del traffico aereo hanno indicato di aver ricevuto la segnalazione di un drone avvistato sopra l'aeroporto intorno alle 7.30, che ha costretto alla chiusura per circa 30 minuti. «Dobbiamo prendere sul serio ogni segnalazione», ha affermato il portavoce Kurt Verwilligen al media britannico Sky News.

Il governo belga ha convocato ieri una riunione d'urgenza per affrontare quello che il ministro della difesa Theo Francken ha definito un attacco coordinato.

La polizia militare olandese (KMar) sta indagando su un possibile avvistamento di un drone sopra la base aerea di Gilze-Rijen dopo che l'altro ieri i controllori del traffico aereo hanno individuato un oggetto non identificato che volava vicino alla torre di controllo, secondo quanto riportato oggi dal quotidiano olandese de Volkskrant.

L'incidente ha rinnovato le preoccupazioni riguardo alle misteriose attività dei droni in tutta Europa, che diversi governi sospettano possano essere collegate alla Russia. Unità della Koninklijke Marechaussee (KMar) sono state inviate alla base aerea nella provincia del Brabante Settentrionale dopo che la segnalazione è stata classificata come un potenziale tentativo di spionaggio. Ma il drone era già scomparso. «La sicurezza dei voli della base era a rischio», ha detto un portavoce al giornale, aggiungendo che l'origine dell'oggetto rimane sconosciuta.

Il ministero della difesa olandese ha indicato che al momento non vi sono «segnali o indicazioni di attività russe nello spazio aereo olandese», ma ha confermato che negli ultimi mesi sono state condotte indagini su segnalazioni simili nei pressi della base aerea di Volkel e del porto di Vlissingen. Nessuna di queste ha portato ad avviare indagini penali.

Patrick Bolder, analista della difesa presso il Centro studi strategici dell'Aia (Paesi Bassi), ha avvertito che l'identificazione dei droni è complessa e soggetta a falsi allarmi. «Dobbiamo evitare l'isteria», ha affermato, «ma non possiamo nemmeno ignorare la minaccia. I droni sono difficili da individuare e solo pochi sistemi radar nei Paesi Bassi sono in grado di distinguerli dagli aerei o dagli uccelli».