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«Armi nucleari in Bielorussia? Pericoloso e irresponsabile»

La NATO reagisce alla decisione di Putin di voler dispiegare armi nucleari all'esterno dei confini russi - TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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«Armi nucleari in Bielorussia? Pericoloso e irresponsabile»
Red. Online
27.03.2023 07:02
23:18
23:18
«Lavrov potrebbe visitare il quartier generale dell'ONU»

Il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov dovrebbe prendere parte a una serie di eventi durante la presidenza russa nel Consiglio di sicurezza dell'ONU ad aprile. Lo riferisce l'agenzia di stampa russa Tass citando il rappresentante permanente russo presso l'Onu, Vasily Nebenzya. «Ci aspettiamo che arrivi il ministro Lavrov», ha detto Nebenzya.

20:51
20:51
L'opposizione di Minsk: «Armi nucleari? Violano la Costituzione»

La decisione della Russia di dispiegare armi nucleari tattiche in Bielorussia «mira a soggiogare la Bielorussia e viola la sua Costituzione». Lo ha detto alla Cnn la leader dell'opposizione bielorussa, Svetlana Tikhanovskaya, recentemente condannata a 15 anni in contumacia.

«Viola la sicurezza internazionale e, naturalmente, è contro la volontà del popolo», ha detto Tikhanovskaya. «Non siamo un Paese nucleare e non vogliamo dispiegare armi nucleari nel nostro Stato», ha aggiunto definendo il presidente bielorusso Alexander Lukashenko «un complice completo della guerra» e colui che «adempie a tutti gli ordini di Putin».

La leader dell'opposizione ha anche fatto un appello «al popolo bielorusso che è contrario a questa guerra e ai nostri soldati che non hanno atteggiamenti anti-ucraini» che «non vogliono uccidere o essere uccisi sui campi di battaglia per le ambizioni di questi due leader».

19:27
19:27
Risarcito uno studente espulso dall'università di San Pietroburgo perché contro la guerra

Una Corte russa ha condannato un'università di San Pietroburgo a pagare un risarcimento di 1,1 milioni di rubli (quasi 14.000 euro) ad uno studente espulso, ufficialmente per non avere passato gli esami, ma secondo il suo avvocato perché aveva postato sui social interventi contro l'operazione militare in Ucraina. Lo riporta il sito dell'opposizione Vazhnie Istorii.

L'avvocato, Artem Klyga, ha detto che lo studente, Andrei Kotenko, al terzo anno della facoltà di giornalismo presso l'Università umanitaria dei sindacati di San Pietroburgo, aveva un brillante curriculum, ma ha cominciato ad essere preso di mira da quando ha postato interventi contro il conflitto su Instagram. "Ha pubblicato post contro la guerra - ha affermato il legale - e a quel punto i responsabili della facoltà gli hanno scritto ordinandogli di smettere. C'è stato anche un momento in cui doveva donare del denaro per eventi patriottici all'università. Ha rifiutato e gli è stato detto che per questo avrebbe avuto dei problemi".

"Ero insoddisfatto e preoccupato - ha detto da parte sua lo studente a Vazhnie Istorii - del fatto che stavo studiando per una professione nella quale non sarei stato in grado di lavorare in futuro, perché le testate dove volevo cominciare la mia carriera venivano chiuse. Ma sapevo che avrei potuto subire delle conseguenze".

Secondo l'avvocato, Kotenko ha cominciato ad avere problemi in particolare dopo aver condiviso un'intervista con Maria Rakhmaninova, un'insegnante che si era dimessa per la sua posizione contro il conflitto. L'ordine di espulsione nei suoi confronti è stato emesso il 19 settembre dell'anno scorso e lo studente si è allora rivolto per avere assistenza all'ufficio di Elvira Vikhareva, l'oppositrice che recentemente ha denunciato di essere stata avvelenata. E' allora stato messo in contatto con uno studio legale. L'università ha diritto di presentare appello e quindi è improbabile che per ora paghi il risarcimento, ha detto l'avvocato Klyga.

Secondo Vazhnie Istorii, nel marzo dello scorso anno due assistenti erano stati espulsi dalla stessa università dopo che era stato loro impedito di parlare contro l'intervento in Ucraina, così come diversi studenti che erano stati fermati durante alcune proteste.

18:51
18:51
Nessun movimento di armi nucleari tattiche russe

«Non abbiamo visto segni di movimenti di armi nucleari tattiche russe dopo l'ultimo annuncio di Vladimir Putin né abbiamo indicazioni che abbia presa una qualche decisione per usare armi nucleari in Ucraina»: lo ha ribadito in un briefing il portavoce del consiglio per la sicurezza nazionale della Casa Bianca John Kirby, confermando che gli USA non hanno modificato la loro postura nucleare di deterrenza e che continuano a «monitorare molto da vicino» quanto succede in Russia.

17:54
17:54
«Minacce ai soldati russi che volevano ritirarsi»

Cresce lo scontento tra le fila dei soldati russi e le possibili diserzioni vengono fermate con le minacce. Secondo il Guardian, ma la notizia sta girando su molti gruppi Telegram di Mosca, alcuni membri di un'unità di assalto russa che si identifica con il nome 'Tempesta' hanno denunciato che i loro comandanti hanno dispiegato truppe per impedire loro di ritirarsi e li hanno minacciati di morte dopo aver subito «enormi» perdite nell'Ucraina orientale. Il video dell'appello è stato indirizzato direttamente al presidente Vladimir Putin.

«Siamo rimasti seduti sotto colpi di mortaio e artiglieria per 14 giorni», si sente dire da un soldato russo che si identifica come Alexander Gorin, «abbiamo subito enormi perdite: trentaquattro persone sono rimaste ferite e 22 sono morte, compreso il nostro comandante». Gli uomini avrebbero preso la decisione di tornare al quartier generale dell'esercito russo, ma i loro superiori gli hanno negato l'evacuazione: «Vogliono giustiziarci come testimoni di una leadership criminale completamente negligente», ha aggiunto Gorin. Secondo un altro soldato l'unità inizialmente comprendeva 161 uomini.

«I nostri comandanti sono un'organizzazione criminale. Non c'è altro modo per dirlo», ha detto un componente di 'Tempesta', che ha dichiarato di chiamarsi Sergei Moldanov. I soldati hanno anche affermato di essere stati costretti a dare soldi ai loro comandanti: chi si è rifiutato è stato mandato in prima linea.

17:49
17:49
Tornano gli equipaggi addestrati in Gran Bretagna sui Challenger 2

Gli equipaggi ucraini addestrati nel Regno Unito per utilizzare i potenti carri armati britannici Challenger 2 sono tornati in patria dopo diverse settimane trascorse col personale dell'esercito di sua maestà. Ne dà notizia il ministero della Difesa di Londra che non ha però potuto dare indicazioni sull'attuale localizzazione dei 14 tank forniti a Kiev. Secondo i media del Regno comunque i carri saranno utilizzati nel corso di una offensiva di primavera dalle truppe ucraine conto quelle russe.

Il ministro della Difesa britannico Ben Wallace ha elogiato la "determinazione" dei militari di Kiev durante l'addestramento e affermato: "Ritornano in patria meglio equipaggiati, ma con non meno pericoli".

L'invio dei Challenger in Ucraina da parte di Londra è legata anche alla controversa fornitura di proiettili all'uranio impoverito che possono essere utilizzati sul cannone dei tank.

17:08
17:08
Shevchuk: «I bimbi rapiti dai russi sono centinaia di migliaia»

Stando ai dati ufficiali, più di 16.000 bambini sono stati rapiti dai russi e prelevati con la forza dalle loro famiglie, sostenendo che i loro genitori li avevano abbandonati. Lo ha ricordato il padre e capo della Chiesa greco-cattolica ucraina (Ugcc), l'arcivescovo maggiore di Kiev Sviatoslav Shevchuk, nel suo videomessaggio nel corso della 58/a settimana della guerra su vasta scala provocata dall'invasione russa dell'Ucraina. Ma secondo il presule greco-cattolico i bambini deportati in Russia sarebbero molti di più.

«La cifra indicata è quella confermata ufficialmente, ma il numero reale di bambini che sono diventati vittime della violenza russa a causa di rapimenti forzati potrebbe raggiungere decine, addirittura centinaia di migliaia. E questo lo riconoscono già oggi i funzionari di vari Stati», ha sottolineato il primate dell'Ugcc.

L'arcivescovo maggiore ha ringraziato le istituzioni internazionali che considerano il rapimento di bambini ucraini un crimine di guerra che deve essere condannato dal Tribunale internazionale per i crimini di guerra della Russia. Ha notato che alcuni di questi bambini sono stati riportati a casa. «Raccontano degli orrori che hanno vissuto... Questi bambini - ne è convinto il Capo dell'Ugcc - hanno bisogno delle nostre cure speciali, di calore umano e di guarigione spirituale».

16:51
16:51
«I 18 panzer Leopard 2 tedeschi sono arrivati in Ucraina»

Circa due mesi dopo la decisione del governo federale di Berlino, i 18 panzer Leopard 2 tedeschi sono arrivati in ucraina. Lo scrive Der Spiegel.

16:20
16:20
Hacker filorussi bloccano il sito dell'Assemblea Nazionale francese

Il sito internet dell'Assemblea Nazionale francese è bloccato da questa mattina a causa di un attacco cyber rivendicato da un gruppo di hacker filorussi 'NoName', in risposta al sostegno della Francia all'Ucraina: è quanto riferiscono esperti del gruppo Thales citati dalla France Presse.

Il sito della camera bassa di Parigi rinvia attualmente ad una pagina bianca con il logo dell'Assemblée Nationale e la scritta «in corso di manutenzione». L'azione è stata rivendicata via Instagram dagli hacker filo-russi NoName057(16), ha precisato Ivan Fontarensky, direttore tecnico per la cyberdifesa di Thales.

15:49
15:49
Il capo dell'AIEA in visita a Zaporizhzhia con Zelensky

Il capo dell'AIEA, Rafael Grossi, è in visita nella regione di Zaporizhzhia con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. «La centrale idroelettrica del Dniepr è una parte essenziale del sistema che sostiene la sicurezza nucleare della centrale nucleare di Zaporizhzhia. Zelensky mi ha mostrato i recenti danni subiti dalla diga», ha twittato lo stesso Grossi postando foto della visita.

15:47
15:47
«Leopard schierati su diverse linee del fronte da aprile-maggio»

I carri armati Leopard saranno schierati in diverse sezioni della linea del fronte in Ucraina ad aprile o maggio. Lo ha annunciato il ministro della Difesa ucraino Oleksiy Reznikov nel programma «Ukraina stuudiole» della tv estone Err, come riporta il sito polacco Onet.

15:46
15:46
Putin e Lukashenko si incontreranno il 6 aprile

Il presidente russo Vladimir Putin e quello bielorusso Alexander Lukashenko si incontreranno il 6 aprile per presiedere una riunione del Consiglio supremo del cosiddetto Stato dell'Unione, cioè il patto di collaborazione tra i due Paesi. Lo ha annunciato il primo ministro russo Mikhail Mishustin, citato dalle agenzie russe.

12:52
12:52
«Avdiivka ora è un luogo da film post-apocalittico»

La Russia sta trasformando Avdiivka in «un luogo da film post-apocalittico», intensificando i bombardamenti e costringendo a chiudere quasi completamente la città ucraina in prima linea. Lo ha detto il capo dell'amministrazione militare Vitaliy Barabash citato dai media ucraini.

Intanto è iniziata l'evacuazione dei lavoratori pubblici rimasti in città, la ricezione dei cellulari sarà interrotta, «perché in città ci sono informatori dei russi», ha aggiunto Barabash. Ad Avdiivka, nella regione di Donetsk a circa 90 chilometri a sud-ovest di Bakhmut, sono rimasti circa 2.000 civili. Prima della guerra c'erano 30.000 abitanti.

Nella città ucraina è stato vietato l'ingresso a volontari, civili e giornalisti, ha reso noto Barabash, citato dai media del Paese. La città si trova nella cosiddetta «zona rossa», ha aggiunto. L'ordine, che prevede il divieto diretto di entrare ad Avdiivka e l'evacuazione della popolazione ancora rimasta è stato preso in seguito ai feroci e continui bombardamenti russi che hanno fatto dire agli amministratori locali che la città è diventata una seconda Bakhmut.

12:45
12:45
BCE: «L'export di petrolio russo è invariato nonostante le sanzioni»

Le sanzioni contro la Russia sull'export di petrolio hanno inizialmente portato «a un notevole calo delle esportazioni» russe di greggio via mare, ma da allora i volumi si sono ripresi e, nel complesso, sono «in media rimasti praticamente invariati» rispetto ai livelli pre-embargo di novembre 2022.

È quanto emerge da un rapporto della Banca centrale europea (BCE) sui flussi del petrolio russo. «Durante le prime settimane dopo il 5 dicembre 2022, le esportazioni russe di greggio trasportato via mare sono diminuite del 35% poiché i flussi verso l'UE sono diminuiti drasticamente», ma poi «si sono riprese» grazie all'ulteriore «reindirizzamento» verso i Paesi che non sanzionano, e ora sono praticamente tornate come prima, spiega lo studio BCE.

Sui prodotti raffinati, invece, il reindirizzamento non sembra funzionare: dal 5 febbraio, data d'inizio dell'embargo europeo, c'è stato un calo del 3%, per ora limitato ma più difficile da arginare perché nazioni come Cina e India, che hanno accolto volentieri il greggio, non sono interessati ai raffinati essendo loro stessi grandi produttori.

09:05
09:05
Esplosioni a Mariupol e a Melitopol

Esplosioni questa mattina a Mariupol, nel Donetsk, e a Melitopol, nella regione di Zaporizhzhia, città ucraine occupate dall'esercito russo. Lo riferiscono gli amministratori in esilio delle due città, citati da Rbc-Ukraine.

Secondo il sindaco di Melitopol Ivan Fedorov sono state colpite strutture dove si trova l'amministrazione russa, la quale ha dichiarato che a seguito del «bombardamento di artiglieria» a Melitopol un edificio è stato parzialmente distrutto, altre strutture sono danneggiate, 4 persone sono rimaste ferite. Un funzionario della regione occupata di Zaporozhzhia Vladimir Rogov ha pubblicato foto delle esplosioni.

08:01
08:01
Rischio nucleare, la Svizzera chiede misure urgenti

Alla luce delle recenti notizie, secondo cui la Russia starebbe pianificando il dispiegamento di armi nucleari tattiche in Bielorussia, la Svizzera chiede misure urgenti per ridurre qualsiasi rischio associato al loro impiego.

Lo ha scritto ieri su Twitter Nicolas Bideau, attuale capo di Comunicazione del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). «Una guerra nucleare non può essere vinta, non deve mai essere combattuta», ha aggiunto.

Sabato il presidente russo Vladimir Putin aveva annunciato che entro i prossimi mesi «sarà completata la costruzione di un deposito di armi nucleari tattiche in Bielorussia».

07:02
07:02
IL PUNTO ALLE 7

La NATO ha fatto sapere che il piano di Vladimir Putin di stazionare armi nucleari tattiche in Bielorussia è  «pericoloso e irresponsabile», nonché una minaccia agli impegni di non proliferazione nucleare della Russia. Lo riporta la Reuters. Putin sabato scorso ha paragonato il suo piano in Bielorussia allo stazionamento delle armi degli Stati Uniti in Europa, insistendo sul fatto che la Russia non violerà le sue promesse di non proliferazione nucleare. La mossa di Mosca rappresenta uno dei segnali nucleari più evidenti della Russia e un messaggio alla NATO, impegnata nel sostegno militare all'Ucraina. La portavoce dell'Alleanza atlantica, Oana Lungescu, ieri ha affermato che «la retorica nucleare della Russia è pericolosa e irresponsabile. La NATO è vigile e stiamo monitorando da vicino la situazione. Non abbiamo visto alcun cambiamento nella posizione nucleare della Russia che ci porterebbe ad adeguare la nostra».

Secondo gli esperti, la mossa della Russia è significativa poiché fino ad ora si era sempre vantata del fatto che, a differenza degli Stati Uniti, non dispiegava armi nucleari al di fuori dei propri confini.