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Secondo Al Arabiya, in seguito a quella che dovrebbe chiamarsi «dichiarazione di Islamabad», delegazioni di Washington e Teheran potrebbero sostenere un nuovo round di negoziati - TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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«Colloqui tra USA e Iran il 5 giugno dopo l'accordo preliminare»
In seguito alla firma di un accordo preliminare, che dovrebbe chiamarsi «Dichiarazione di Islamabad», delegazioni di Washington e Teheran potrebbero sostenere un nuovo round di colloqui più approfondite il prossimo 5 giugno: è quanto afferma la piattaforma media saudita Al Arabiya sul proprio sito in arabo, citando «fonti di alto livello».
Il memorandum di intesa preliminare, secondo le stesse fonti, sarà annunciato dal Pakistan, che sta svolgendo funzioni di mediazione, «senza necessità della presenza delle parti coinvolte».
10:07
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«Teheran non ha ancora accettato alcuna proposta sul nucleare»
«Ci sono indiscrezioni non ufficiali sui dettagli di un possibile memorandum d'intesa tra Iran e Stati Uniti, che indicano che, nonostante alcune notizie false, l'Iran non ha ancora accettato alcuna proposta riguardante il suo programma nucleare», ha dichiarato Tasnim citando fonti informate, aggiungendo che l'Iran ha anche insistito affinché, nella prima fase successiva alla firma del memorandum d'intesa, almeno una parte dei suoi beni congelati venga sbloccata.
«Una volta firmato il memorandum d'intesa tra le due parti, Washington si impegnerà a sospendere le sanzioni petrolifere contro l'Iran durante i colloqui e la guerra cesserà su tutti i fronti, compreso il Libano. Verrà quindi fissato un periodo di 30 giorni per affrontare le questioni relative allo Stretto di Hormuz e la fine del blocco navale statunitense, mentre contemporaneamente le due parti avranno 60 giorni di tempo per discutere del programma nucleare iraniano», ha riferito a Tasnim la fonte vicina alle Guardie Rivoluzionarie.
07:10
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Il punto alle 7.00
Secondo un funzionario statunitense, citato da Axios, l'accordo che Stati Uniti e Iran sono prossimi alla firma prevede una proroga di 60 giorni del cessate il fuoco, durante la quale lo Stretto di Hormuz verrebbe riaperto, l'Iran potrebbe vendere liberamente il petrolio e si terrebbero negoziati per limitare il programma nucleare iraniano. Tuttavia, scrive la testata, non è chiaro se ciò porterà a un accordo di pace duraturo che affronti anche le richieste del presidente Trump in materia nucleare. Inoltre, sempre secondo Axios, l'accordo fermerebbe anche la guerra di Israele nel Libano, aspetto che avrebbe preoccupato il premier Benyamin Netanyahu. La Casa Bianca spera che le ultime divergenze vengano risolte nelle prossime ore e che un accordo venga annunciato in giornata.
Entrambe le parti firmerebbero un memorandum d'intesa (Mou) della durata di 60 giorni, prorogabile di comune accordo. Durante il periodo di 60 giorni, lo Stretto di Hormuz sarebbe aperto senza pedaggi e l'Iran avrebbe accettato di bonificare lo stretto dalle mine. In cambio, gli Stati Uniti revocherebbero il blocco dei porti iraniani e concederebbero alcune deroghe alle sanzioni per permettere all'Iran di vendere liberamente il petrolio.
Secondo quanto riferito dal funzionario, l'Iran voleva lo sblocco immediato dei fondi e la revoca permanente delle sanzioni, ma gli Stati Uniti hanno affermato che ciò sarebbe avvenuto solo dopo che fossero state fatte concessioni concrete. Le questioni nucleari sono ancora oggetto di negoziazione: il progetto di memorandum include l'impegno da parte dell'Iran a non perseguire mai lo sviluppo di armi nucleari e a negoziare la sospensione del suo programma di arricchimento dell'uranio e la rimozione delle sue scorte di uranio altamente arricchito, ha affermato il funzionario statunitense. Secondo due fonti ben informate, l'Iran avrebbe fornito agli Stati Uniti, tramite i mediatori, impegni verbali in merito alla portata delle concessioni che è disposto a fare sulla sospensione dell'arricchimento e sulla rinuncia al materiale nucleare.
Gli Stati Uniti accetterebbero di negoziare la revoca delle sanzioni e lo sblocco dei fondi iraniani durante il periodo di 60 giorni, sebbene tali misure verrebbero attuate solo nell'ambito di un accordo finale la cui effettiva attuazione sia verificabile. Le forze statunitensi mobilitate negli ultimi mesi rimarranno nella regione per un periodo di 60 giorni e si ritireranno solo se verrà raggiunto un accordo definitivo.
Sempre stando ad Axios, la bozza chiarisce anche che la guerra tra Israele e Hezbollah in Libano avrebbe fine. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha espresso preoccupazione per tale condizione durante una telefonata con Trump ieri, ha detto un funzionario israeliano. In ogni caso, secondo il funzionario Usa, se Hezbollah tentasse di riarmarsi o di istigare attacchi, Israele sarebbe autorizzato ad agire per impedirlo.
