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I due leader hanno discusso delle questioni che i loro rappresentanti affronteranno domani a Ginevra durante l'incontro bilaterale, nonché i preparativi per il prossimo incontro dei team negoziali in formato trilaterale all'inizio di marzo – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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22:05
22:05
Rappresentante russo atteso a Ginevra per colloqui con inviati USA
Kirill Dmitriev, rappresentante speciale del presidente russo Vladimir Putin per le questioni economiche, dovrebbe arrivare domani a Ginevra per colloqui con gli inviati americani, che saranno nella città sul Lemano per incontrare il negoziatore ucraino Rustem Umerov per preparare nuovi colloqui trilaterali con i russi, previsti per l'inizio di marzo. Kirill “Dmitriev prevede di arrivare a Ginevra giovedì per proseguire i negoziati con gli americani sulla questione economica”, secondo una fonte diplomatica citata dalle agenzie di stampa Tass e Ria Novosti, secondo cui Dmitriev ha in programma di incontrare Steve Witkoff e Jared Kushner, che domani sono a Ginevra anche per i colloqui con il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi.
21:47
21:47
Zelensky a Trump: «Portiamo i negoziati al livello dei leader»
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky auspica che i negoziati per porre fine alla guerra possano presto passare al livello dei capi di Stato. Lo ha scritto su X dopo un colloquio telefonico con il presidente statunitense Donald Trump.
«Abbiamo discusso le questioni che i nostri rappresentanti affronteranno domani a Ginevra durante l'incontro bilaterale, nonché i preparativi per il prossimo incontro dei team negoziali al completo in formato trilaterale all'inizio di marzo», ha spiegato Zelensky. «Ci aspettiamo che questo incontro offra l'opportunità di portare i colloqui a livello di leader. Il presidente Trump sostiene questa sequenza. Questo è l'unico modo per risolvere tutte le questioni complesse e delicate e porre finalmente fine alla guerra».
Alla telefonata, ha aggiunto il leader ucraino, erano presenti anche gli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner. «I nostri team lavorano intensamente e li ho ringraziati per il loro impegno attivo nei negoziati e negli sforzi per porre fine alla guerra».
Zelensky ha inoltre espresso apprezzamento per l’iniziativa PURL della NATO, che prevede l’acquisto di armamenti statunitensi destinati all’Ucraina. «Quest’inverno è stato il più difficile per l’Ucraina, ma i missili per i sistemi di difesa aerea che acquistiamo dagli Stati Uniti ci stanno aiutando a superare queste sfide e a proteggere vite umane», ha scritto.
Dal canto suo, il Cremlino mantiene una posizione più prudente. Il portavoce Dmitry Peskov, citato dall’agenzia Tass, ha affermato che un vertice tra Russia, Stati Uniti e Ucraina a livello presidenziale avrebbe senso solo nella fase conclusiva dei negoziati, per «finalizzare l’accordo».
«Dovremmo concordare che i tre presidenti si incontrino solo per finalizzare accordi», ha dichiarato Peskov. Quanto a un possibile incontro diretto tra Vladimir Putin e Zelensky, il portavoce ha sollevato dubbi: «Ha senso incontrarsi al livello più alto se il regime di Kiev mantiene ancora una simile posizione? Come possono anche solo immaginarlo?».
Peskov ha infine precisato che, al momento, non è prevista alcuna telefonata tra Putin e Trump.
21:20
21:20
Ucraina: Trump sente Zelensky, nuovi colloqui a Ginevra
Il silenzio, nel giorno del quarto anniversario della guerra, non era passato inosservato. Ma 24 ore dopo anche il presidente americano Donald Trump ha fatto un passo sull'Ucraina, con un nuovo colloquio telefonico con l'omologo Volodymyr Zelensky, rivelato da Axios. Lo scambio avviene alla vigilia del bilaterale tra Ucraina e USA previsto a Ginevra.
Nella città svizzera ci saranno gli emissari di Trump sulle crisi internazionali, Steve Witkoff e Jared Kushner, e il capo negoziatore di Kiev Rustem Umerov. Potrebbe essere il preambolo ad un nuovo trilaterale previsto, sempre a Ginevra, con la controparte russa. Gli ultimi due round hanno dipinto un sostanziale stallo. Ma la telefonata di Trump potrebbe indicare un possibile scatto in avanti nel percorso negoziale. Il tono e l'esito della chiamata tra i due non sono emersi con chiarezza.
Per Kiev resta pressoché intatto il nodo dei territori. L'Ucraina, nella sua posizione negoziale, finora ha sempre detto no alla cessione del Donbass e di Zaporizhzhia, chiesta da Mosca con il beneplacito di Washington.
Sul tema l'Unione europea di fatto non si esprime. "Sul capitolo dei territori nei negoziati la decisione spetta solo a Zelensky", è il refrain che si ripete a Bruxelles. Sul resto l'UE invece è pronta a intervenire in una seconda fase dei negoziati. L'adesione di Kiev nell'Unione, le sanzioni europee a Mosca, le garanzie di sicurezza, sono punti sui quali l'Europa vuole dire la sua. E a Bruxelles si sta facendo spazio l'idea che, prima o poi, con Mosca si dovrà parlare. "Ad un certo punto dovremo organizzarci", ha spiegato una fonte qualificata vicino al dossier lasciando aperta la questione di un possibile inviato dell'UE.
Il nuovo round negoziale tra USA, Ucraina e Russia non è stato ancora confermato. Nel frattempo, nella riunione convocata per il quarto anniversario della guerra, la Coalizione dei Volenterosi ha ribadito la piena disponibilità ad offrire "solide garanzie" a Kiev. "C'è un impegno forte", hanno spiegato fonti che hanno partecipato alla riunione e osservando come la Coalizione stia cementando quasi un nuovo formato, fatto da Europa, Canada, Giappone, Nuova Zelanda e Australia. Un formato nel quale gli USA sono imprescindibili ma, allo stesso tempo, neanche una parte così integrante.
Alla riunione la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e quello del Consiglio europeo Antonio Costa hanno partecipato da Kiev, dopo un trilaterale con Zelensky focalizzato soprattutto sui temi dell'energia e delle riforme per l'adesione.
Con un convitato di pietra al tavolo: il premier ungherese Viktor Orbán. Lo stop di Budapest al prestito da 90 miliardi, oltre a violare una decisione presa a dicembre dal summit dei 27, è destinato ad essere uno dei dossier più caldi delle prossime settimane. I vertici dell'UE da un lato agevoleranno le forniture di petrolio alternativo per Budapest finché l'oleodotto Druzhba sarà fuori uso, dall'altro tireranno dritto sul prestito a Kiev.
L'obiettivo è concretizzare l'esborso entro il summit europeo di marzo, e comunque senza aspettare il voto in Ungheria del 12 aprile. Un voto cruciale per Orbán, ma per l'Europa tutta, in vista del quale il premier magiaro ha accentuato esponenzialmente gli attacchi a Bruxelles e le accuse a Kiev.
Con risultati apparentemente fallimentari: secondo l'istituto demoscopico Median, considerato tra i più affidabili, l'opposizione guidata da Peter Magyar starebbe al 55%, ben venti punti sopra Fidesz, il partito del premier.
16:38
16:38
«Mosca ha conquistato il centro abitato nella regione di Kharkiv»
Il ministero della difesa russo ha annunciato la conquista nelle ultime 24 ore di un centro abitato nel nordest dell'Ucraina. «Le unità del raggruppamento di forze Nord, grazie ad azioni proattive e decisive, hanno preso il controllo del villaggio di Grafskoye, nella regione di Kharkiv», si legge sul canale Telegram del ministero.
16:34
16:34
«Kiev prepara azioni per destabilizzare il sistema energetico ungherese»
Il premier ungherese Victor Orbán ha annunciato nuove misure di sicurezza alle infrastrutture, accusando l'Ucraina di preparare «altre azioni per destabilizzare il sistema energetico ungherese».
«Ho ascoltato i rapporti dei servizi di sicurezza nazionale e vedo che l'Ucraina sta preparando ulteriori azioni per destabilizzare il sistema energetico ungherese. Ho quindi ordinato una maggiore protezione alle infrastrutture critiche per l'energia. Questo significa anche il dispiegamento di truppe e di attrezzature per respingere gli attacchi nei pressi dei siti energetici. Ci sarà una maggiore presenza della polizia e il divieto di utilizzo dei droni nella contea di Szabolcs-Szatmár-Bereg. L'Ungheria non può essere ricattata», ha detto Orbán in un video pubblicato su X dal portavoce del governo Zoltán Kovács.
12:26
12:26
«Kiev si astenga dall'attaccare gli interessi americani»
Gli Stati Uniti hanno inviato una protesta diplomatica all'Ucraina per gli attacchi a un impianto petrolifero russo nel porto di Novorossijsk, sul Mar Nero, alla fine dell'anno scorso che avrebbero danneggiato investimenti statunitensi in Kazakistan. Lo ha rivelato ieri l'ambasciatrice ucraina negli Stati Uniti, Olga Stefanishyna, citata dalla Cnn.
«Abbiamo sentito dal Dipartimento di Stato che dovremmo astenerci dall'attaccare gli interessi americani», ha dichiarato l'ambasciatrice, aggiungendo di aver ricevuto una nota diplomatica formale dal Dipartimento di Stato americano sulla questione.
11:39
11:39
Incontro tra Ucraina e Stati Uniti domani a Ginevra
Il capo negoziatore ucraino Rustem Umerov incontrerà domani a Ginevra l'inviato statunitense Steve Witkoff, ha annunciato Kiev, in vista dei nuovi colloqui trilaterali con la Russia previsti per l'inizio di marzo.
«Domani incontrerà i negoziatori americani Witkoff e Kushner», ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a un gruppo di giornalisti. Ha aggiunto che l'incontro fa parte dei «preparativi per un incontro trilaterale con la Russia, che riteniamo avrà luogo all'inizio di marzo».
Il consigliere di Umerov ha dichiarato separatamente ai giornalisti che l'incontro di domani si terrà a Ginevra, che nelle scorse settimane ha ospitato colloqui con funzionari russi, ucraini e statunitensi. Altri temi all'ordine del giorno di giovedì sono gli scambi di prigionieri di guerra e un «pacchetto di prosperità» per la ricostruzione dell'Ucraina, ha detto Zelensky.
11:33
11:33
Mosca: «L'Occidente ha trasformato Kiev in un mostro insaziabile»
La portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, ha dichiarato che «l'Occidente ha trasformato il regime di Kiev in un mostro insaziabile».
«Non hanno capito di aver creato e letteralmente plasmato un mostro che li avrebbe divorati per primi», ha dichiarato Zakharova in un'intervista a Radio Sputnik, ripresa dalle agenzie russe. «Questo mostro è insaziabile», ha aggiunto la portavoce degli Esteri.
«A questo mostro era stato inizialmente promesso il potere su tutto il mondo, e non l'ha ancora ricevuto - ha proseguito Zakharova - Inizialmente, a Zelensky e Bankova (sede del governo ucraino) era stato detto non solo che avrebbe riconquistato una sorta di 'territorio' lì, ma che sarebbe diventato il sovrano di questa regione, che sarebbe diventata un punto chiave sulla mappa del continente europeo».
08:11
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Il punto delle 8
I prossimi colloqui di pace trilaterali tra Ucraina, Stati Uniti e Russia potrebbero svolgersi entro 10 giorni. Lo ha dichiarato - stando a quanto riferisce Rai News - il presidente ucraino Volodymyr Zelensky durante un incontro della «Coalizione dei volenterosi» a Kiev. «Stiamo facendo tutto il possibile per coinvolgere gli europei in questo processo. Abbiamo bisogno dell'Europa nei negoziati», ha sottolineato Zelensky. «Contiamo sulla lor leadership durante l'intero processo negoziale. Avremo un formato trilaterale, penso entro questa settimana. Forse entro 10 giorni».
Prosegue il conflitto
Durante la scorsa notte le forze ucraine hanno lanciato 51 droni contro il territorio russo e 18 contro la Crimea. Lo rende noto il ministero della Difesa di Mosca, affermando che tutti i velivoli senza pilota sono stati intercettati. Gli attacchi più intensi, con 24 droni utilizzati, sono stati registrati sulla regione di confine di Bryansk. Droni russi Shahed hanno invece attaccato infrastrutture critiche e di trasporto nei distretti di Mykolaiv e Voznesenskyi, nella regione di Mykolaiv. Come riporta Ukrinform, il capo dell'amministrazione statale regionale di Mykolaiv, Vitaliy Kim, lo ha riferito su Telegram. «Non ci sono state vittime», ha aggiunto il funzionario.
