Come tre Boeing 777 sono arrivati in Iran nonostante l'embargo

Tre Boeing 777 precedentemente operati da Saudia, dunque, sono finiti in Iran. Nella flotta di Mahan Air, nello specifico. Com'è possibile, considerando le sanzioni applicate alla Repubblica Islamica? Bella domanda. Mahan Air, ricordiamo, non è nuova a operazioni del genere: in passato, aveva messo le mani su un totale di cinque 777 che, per vent'anni, avevano volato per Singapore Airlines e per la sua low cost, Nok Scoot.
Il nome da tenere presente, a questo giro, è quello di ECT Aviation Support. Azienda che, a luglio, aveva negato categoricamente ogni coinvolgimento nel passaggio dei Boeing ex Saudia verso l'Iran. Salvo poi finire, due mesi più tardi, in cima alla lista del Dipartimento del Tesoro statunitense, che l'8 settembre ha sanzionato ECT e un totale di 36 attori nel settore dell'aviazione iraniana. Ventisette di questi attori sono compagnie aeree. Ne citiamo alcune: Iran Aseman Airlines, Qeshm Air, Zagros Airlines, Kish Airlines, Saha Airlines, Taban Airlines, Ata Airlines, Iran Air Tour. Saha, fra l'altro, era già stata colpita nel 2024 dall'Unione Europea, assieme ad altre due compagnie iraniane, per il trasferimento di armi alla Russia.
Mahan Air, parola del Tesoro, ha continuato ad ampliare la flotta a lungo raggio nonostante le restrizioni americane circa la fornitura di velivoli di fabbricazione occidentale, fondamentalmente Airbus e Boeing. Tre 777, acquistati quest'estate, sono arrivati nella Repubblica passando tramite Paesi Terzi. I velivoli sono atterrati e poi ripartiti da Emirati Arabi e Oman, con immatricolazioni temporanee nel periodo in cui erano detenuti dalla citata ECT Aviation Support, azienda con sede a Sharjah, negli Emirati. Allo schema ha preso parte pure un'altra società, la turca Sky Phoenix Hava Yollari Tasimaciligi Ticaret Limited Sirketi. Il percorso, a detta del Tesoro, ricalcherebbe precedenti trasferimenti alla stessa Mahan Air.
Le due società sono state sanzionate, secondo la legge, assieme al proprietario e amministratore delegato di ECT, l'egiziano Ibrahim Ali Mohamed Mohamed Mahran, alla controllata britannica ECT Aviation Support LTD e alla emiratina Aerobravo Airplane Management and Operation LLC. Colpiti pure quattro operatori di handling merci e agenti generali di vendita: S Sistem Lojistik e Mes Cargo in Turchia, Icargo in Malesia, Tour Invest in Kazakistan. Il segretario al Tesoro, Scott Bessent, non ha usato giri di parole: chi venisse beccato a fare affari con le compagnie designate rischia di essere «tagliato fuori dal sistema finanziario globale».
Al contempo, il Financial Crimes Enforcement Network, l'agenzia americana che vigila sui reati finanziari, ha diffuso un avviso parallelo chiedendo agli istituti di credito di segnalare attività di approvvigionamento collegate all'aviazione iraniana. Un avviso che segue le parole pronunciate il 2 settembre da Bessent, secondo cui compagnie aeree e società di leasing erano sotto esame.
