Avizione

Dal Boeing 747 ai vecchi Tupolev: la Russia rispolvera i pezzi da museo per continuare a volare

Schiacciate dalle sanzioni occidentali e da sussidi statali sempre più esigui, le compagnie della Federazione stanno sempre più facendo di necessità virtù
© Shutterstock
Marcello Pelizzari
24.01.2026 21:02

Guardarsi indietro per andare avanti. Un adagio che, per forza di cose, l'aviazione russa ha sposato. Il quadro, da quasi quattro anni, d'altro canto è sempre quello: le sanzioni internazionali, varate in seguito all'invasione su larga scala dell'Ucraina da parte dell'esercito di Mosca, impediscono (legalmente) alle compagnie della Federazione di accedere a nuovi aerei, pezzi di ricambio e aggiornamenti di software di fabbricazione occidentale. Punto. Se all'equazione aggiungiamo tagli, anche importanti, ai finanziamenti pubblici, beh, l'orizzonte è tutto fuorché roseo. Di qui una soluzione, fra le tante: riattivare aerei che, altrove, come scrive il portale aeroTELEGRAPH, sarebbero pezzi da museo. Tutto, insomma, pur di mantenere le rotte attive.

Stando alle dichiarazioni di Rostec, conglomerato della difesa cui fa riferimento il raggruppamento United Aircraft Corporation, fra il 2026 e il 2027 dodici velivoli di vecchia generazione torneranno in servizio. Fra questi, nove Tupolev Tu-204/214 (con la produzione in serie della versione «russificata» pronta a partire, fra l'altro), un Antonov An-148 e due Ilyushin Il-96. I lavori su questi velivoli, leggiamo, sono già in corso dal 2022. Dieci dei dodici aerei sono addirittura già operativi, secondo quanto riportato dal quotidiano Izvestia citando sempre Rostec.

L'aviazione russa, dicevamo, in questi (quasi) quattro anni ha fatto di necessità virtù per mantenere in funzione i propri aerei – con le flotte commerciali composte quasi esclusivamente da velivoli Airbus e Boeing – il più a lungo possibile, anche facendo affidamento su aeromobili dismessi, come detto, o su canali di importazione non ufficiali. Rossiya Airlines, a proposito di aerei dismessi, sta ampliando la sua flotta di Boeing 747 ereditata da Transaero. Due di questi jumbo sono già tornati in servizio. Un terzo esemplare, con circa 24 anni di età, è stato riattivato nel novembre 2025. Un quarto dovrebbe seguire entro il 2027. Secondo quanto riportato, parte della revisione potrebbe essere effettuata in Stati alleati della Russia, come l'Iran.

L'ondata di riattivazione coincide con una fase di massicci tagli ai fondi statali. Secondo una bozza del bilancio russo per gli anni dal 2026 al 2028, la spesa per la produzione di aerei civili ed elicotteri dovrebbe diminuire di un fattore 1,6 nel 2026, passando da 139,6 miliardi di rubli (circa 1,47 miliardi di euro) a 85,7 miliardi di rubli (circa 900 milioni di euro). I sussidi per il rinnovo delle flotte delle compagnie aeree russe dovrebbero invece essere completamente eliminati: nel 2025, ammontavano ancora a 1,3 miliardi di rubli (circa 14 milioni di euro). Anche il sostegno per la manutenzione e la riparazione subirà dei tagli, con possibili, pesanti ripercussioni a livello di sicurezza: da 6,1 miliardi di rubli (circa 64 milioni di euro) a 3,6 miliardi di rubli (circa 38 milioni di euro). Solo e soltanto il progetto per l'MC-21, velivolo russo per il medio raggio, riceverà più fondi: i relativi sussidi aumenteranno del 25% nel 2026 riporta sempre aeroTELEGRAPH.

I dati forniti dall'Autorità aeronautica russa, Rosaviatsiya, dimostrano quanto sia tesa la situazione. Nell'ottobre del 2025, le compagnie aeree russe gestivano ancora 1.088 aeromobili. Circa il 67% era di fabbricazione straniera. Il capo dell'Agenzia, Dmitry Yadrov, ha più volte avvertito che nei prossimi anni molti aerei potrebbero essere messi fuori servizio. Entro il 2030, più di 100 aerei stranieri potrebbero scomparire dalle flotte.

In realtà, un programma statale – sostenuto a suon di propaganda dal Cremlino – avrebbe dovuto colmare questa lacuna. Tra il 2023 e il 2025, secondo le stime, le compagnie aeree russe avrebbero dovuto ricevere un totale di 127 nuovi aeromobili, tra cui Superjet, Il-114 Turboprop e Tu-214. In realtà, però, in questo periodo sono stati aggiunti solo dodici Superjet e un Tu-214. Reuters, riguardo al Tu-214, ha tuttavia chiarito che il velivolo non viene utilizzato per il trasporto commerciale di linea ma dal vice primo ministro Denis Manturov.