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L'obiettivo è sbloccare la situazione di stallo nei negoziati con gli USA: quelli sul nucleare inizierebbero solo in una fase successiva, dopo l'apertura dello stretto e la revoca del blocco – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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23:38
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L'Iran all'ONU: «Servono garanzie credibili che non si ripetano gli attacchi USA-Israele»
Il ritorno della sicurezza e della stabilità nel Golfo dipende da «garanzie credibili» per l'Iran contro qualsiasi nuovo attacco israelo-americano. Lo ha dichiarato l'ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite, Amir Saeid Iravani.
«Una stabilità e una sicurezza durature nel Golfo e nella regione più ampia possono essere garantite solo da una cessazione duratura e permanente di ogni aggressione contro l'Iran, accompagnata da garanzie credibili che non si ripetano e dal pieno rispetto dei legittimi diritti e interessi sovrani dell'Iran», ha affermato l'ambasciatore durante una sessione del Consiglio di Sicurezza.
22:55
22:55
Libano: «Quattro morti e 51 feriti nei raid israeliani nel sud»
Quattro persone, tra cui una donna, sono morte e altre 51, compresi tre bambini, sono rimaste ferite nei raid israeliani di oggi nel sud del Libano. Lo riferisce il ministro della Sanità libanese.
Secondo un conteggio dell'Afp, basato sui dati forniti dal ministero, i raid di Israele hanno ucciso almeno 40 persone in Libano dall'inizio della fragile tregua il 17 aprile.
22:40
22:40
Idf: «Oggi colpiti oltre 20 siti terroristici nella Beqaa e nel sud Libano»
L'Idf ha annunciato di aver «colpito oggi oltre 20 siti di infrastrutture terroristiche nella valle della Beqaa e in altre località del Libano meridionale». «Tra i siti colpiti, figurano depositi di armi e siti di lancio di razzi di Hezbollah», ha reso noto l'Idf in una nota.
20:54
20:54
Netanyahu: «L'arsenale di Hezbollah richiede altre azioni militari»
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che i razzi e i droni in possesso del gruppo militante Hezbollah, sostenuto dall'Iran, rimangono una minaccia fondamentale che richiede ulteriori azioni militari da parte dell'esercito israeliano in Libano.
«Ci sono ancora due minacce principali da parte di Hezbollah: i razzi da 122 mm e i droni. Ciò richiede una combinazione di attività operative e tecnologiche», ha affermato in una dichiarazione rilasciata dal suo ufficio.
20:53
20:53
Delegazione israeliana al Cairo
Una delegazione israeliana di alto livello è arrivata al Cairo questo pomeriggio a bordo di un aereo privato proveniente da Tel Aviv per una breve visita in Egitto.
La visita - riferiscono fonti dell'aeroporto - ha lo scopo di esaminare gli ultimi sviluppi nella Striscia di Gaza alla luce del piano del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. La delegazione, composta da undici alti funzionari, avrà al Cairo diversi incontri per esaminare gli ultimi sviluppi nella Striscia di Gaza, le attività del Board of Peace e le questioni relative alla governance della Striscia di Gaza. Discuteranno anche della situazione regionale, in particolare nel Golfo e in Libano, secondo le stesse fonti.
19:10
19:10
Rubio: «L'Iran fa sul serio sull'accordo, la sua economia è in ginocchio»
Marco Rubio sostiene che l'Iran «faccia sul serio» sull'accordo per tirarsi fuori «dal caos in cui si trovano». In un'intervista a Fox News il segretario di Stato americano ha spiegato inoltre che la leadership del regime« è a brandelli» e sta cercando di «guadagnare tempo».
«Credo che facciano sul serio considerati tutti i problemi che l'Iran aveva già. Pochi mesi fa hanno affrontato delle rivolte, rivolte di natura economica. L'inflazione è peggiorata Stanno ancora affrontando una siccità. Hanno ancora difficoltà a pagare gli stipendi. La loro economia è in ginocchio e devono far fronte a sanzioni paralizzanti imposte da tutto il mondo. Tutti questi problemi sussistono e molti di essi sono addirittura peggiori», ha sottolineato Rubio.
«E ora si ritrovano con la metà dei missili, senza più fabbriche, senza marina e senza aviazione. Tutto ciò è stato distrutto. Dunque, la loro situazione è peggiore e sono più deboli», ha affermato.
18:40
18:40
Macron: «Parlerò nelle prossime ore con l'Iran dello Stretto di Hormuz»
Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha annunciato oggi che contatterà le autorità iraniane per "affrontare il problema" dell'aumento dei prezzi del carburante "alla radice" e provare a ottenere la riapertura dello Stretto di Hormuz. "La causa del problema - ha detto il presidente parlando nel corso di una visita ad Andorra - è che oggi c'è questo blocco e lo stretto di Hormuz è chiuso. Quindi, bisogna affrontare il problema alla radice, consentire alle cose di rimettersi in moto".
Macron ha anticipato che parlerà "con le autorità iraniane" fin dalla conclusione della visita ad Andorra, sperando di "convincere" le parti in causa "nelle prossime ore". "È importante poter riaprire da una parte e dall'altra il traffico per consentire al gas, al petrolio, ai fertilizzanti, alle merci di poter passare lo stretto", perché il blocco "ha impatto sull'economia mondiale", ha aggiunto.
Quanto alla guerra in Medio Oriente e alle conseguenze sul prezzo dei carburanti in Francia, il presidente ha dichiarato che il governo sta facendo "il massimo", ed ha garantito che lo stato è "al fianco" dei francesi che subiscono prezzi che "pesano".
18:04
18:04
Araghchi: «Le richieste eccessive degli USA hanno fatto fallire i negoziati»
I tentativi di riavviare le discussioni sul cessate il fuoco e sulla riapertura alla navigazione dello Stretto di Hormuz, avviati all'inizio di aprile a Islamabad, sono falliti a causa dell'approccio di Washington. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. «L'approccio americano ha fatto sì che il precedente ciclo di negoziati, nonostante alcuni progressi, non raggiungesse i suoi obiettivi a causa di richieste eccessive», ha dichiarato Araghchi, che oggi a San Pietroburgo ha incontrato il presidente Vladimir Putin e l'omologo russo Serghei Lavrov.
17:11
17:11
Fed e Bce verso tassi fermi, occhi puntati su Hormuz
Fed e Bce in stand-by nelle riunioni di politica monetaria di questa settimana: le prospettive, nelle attese dei mercati finanziari e degli economisti, puntano su una possibile stretta monetaria per Francoforte a giugno nonostante una drastica accelerazione dell'inflazione al 2,6%. La Fed dovrebbe limitarsi a segnalare che ha 'opzioni' davanti a sé, con le attese di un taglio dei tassi gelate dalle conseguenze inflazionistiche della guerra in Iran.
Gli overnight index swaps relativi ai tassi Bce danno ad appena il 5% le attese per una stretta nella riunione di giovedì 30 aprile. Per giugno la percentuale sale al 77% con un tasso implicito visto mediamente a oltre il 2,27% dall'attuale 2%. È l'attesa anche di gran parte degli economisti sentiti dalla Bloomberg, che si aspettano una stretta da un quarto di punto percentuale a giugno ma un dietro-front entro fine 2027.
Anche la Fed, nelle aspettative, lascerebbe questo mercoledì i tassi fermi nella forchetta compresa fra 3,5 e 3,45%,a dispetto di un'inflazione schizzata al 3,3% con il balzo più forte degli ultimi quattro anni, spinta dai prezzi dei carburanti. Con la complicazione, per la banca centrale USA, del mandato del presidente uscente Jay Powell che scade il 15 maggio. Il successore designato, Kevin Watsh, sarà votato dalla Commissione banche del Senato USA il 29 aprile.
17:10
17:10
Araghchi: «L'Iran sta valutando la richiesta di colloqui da parte degli Stati Uniti»
Gli Stati Uniti hanno proposto all'Iran colloqui e Teheran ora sta valutando questa opzione. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi in un commento all'emittente russa Vesti, commentando le dichiarazioni del presidente USA, Donald Trump, il quale si definisce «vincitore». «Non ha raggiunto un singolo obiettivo. Ecco perché chiede i colloqui e ora stiamo valutando questa opzione», ha detto Araghchi.
15:54
15:54
Teheran: «L'esercito deve avere per legge l'autorità sullo Stretto Hormuz»
Secondo la proposta di legge in discussione nel Parlamento iraniano per la gestione della via navigabile, le forze armate iraniane sarebbero l'autorità responsabile dello Stretto di Hormuz: lo ha dichiarato Ebrahim Azizi, capo della commissione per la sicurezza nazionale del parlamento iraniano, aggiungendo che le forze armate hanno già il controllo dello stretto e stanno cercando di vietare il passaggio di «navi ostili».
Azizi ha anche affermato che la proposta di legge prevede che i proventi finanziari derivanti dallo stretto debbano essere pagati nella valuta locale, il rial.
15:53
15:53
Libano: «Respingeremo qualsiasi accordo "umiliante" con Israele»
Il presidente libanese Joseph Aoun ha affermato che respingerà qualsiasi accordo «umiliante» con Israele al termine dei negoziati. Aoun ha anche risposto a Hezbollah: portare il Paese in guerra è «tradimento».
Il presidente libanese ha dichiarato che i negoziati diretti con Israele mirano a porre fine al conflitto con Hezbollah, accusando al contempo di «tradimento» coloro che hanno trascinato il Libano in guerra, in un implicito rimprovero al gruppo armato sostenuto dall'Iran.
«Il mio obiettivo è raggiungere la fine dello stato di guerra con Israele, in modo simile all'armistizio del 1949», ha affermato Aoun in una dichiarazione, aggiungendo: «Vi assicuro che non accetterò di raggiungere un accordo umiliante».
«Coloro che ci hanno trascinato in guerra in Libano ora ci ritengono responsabili perché abbiamo preso la decisione di avviare i negoziati... Quello che stiamo facendo non è tradimento. Piuttosto, il tradimento è commesso da coloro che portano il proprio Paese in guerra per perseguire interessi stranieri», ha concluso.
Intanto, l'esercito israeliano afferma di aver colpito le posizioni di Hezbollah nella valle della Bekaa (Libano orientale).
«Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno iniziato a colpire le infrastrutture di Hezbollah nella valle della Bekaa e in altre aree del Libano meridionale», si legge in un breve comunicato diffuso sui social media.
15:52
15:52
«Israele acquista il grano ucraino rubato dai russi»
Israele acquisterebbe grano ucraino rubato dai russi nei territori occupati. Lo riportano Haaretz e Barak Ravid, analista di Axios. Secondo Ravid, che cita una fonte diplomatica ucraina di alto livello, la nave Panormitis, che «presumibilmente» trasporta il grano contrabbandato da Mosca, potrebbe entrare nel porto di Haifa, causando una crisi nelle relazioni tra Kiev e lo Stato ebraico.
«Stiamo monitorando questa nave e il suo carico. Non lasceremo correre. Se le verrà permesso di attraccare e scaricare, ci saranno ripercussioni, in particolare per i nostri rapporti bilaterali», ha rivelato la fonte ucraina citata da Axios. «Ci riserviamo il diritto di rispondere a livello legale e diplomatico - ha continuato - visto che Israele ha già ignorato le nostre richieste riguardo alla nave precedente che ha scaricato grano rubato nel porto di Haifa».
Il riferimento è alla nave Abinsk che, come rivelato da Haaretz, due settimane fa ha attraccato al porto di Haifa. Secondo una dichiarazione ufficiale del governo di Kiev, la portarinfuse batteva bandiera russa e trasportava grano ucraino rubato per un valore di milioni di dollari. Secondo il media israeliano, i profitti derivanti dalla vendita di questa merce sui mercati di tutto il mondo, hanno finanziato la macchina bellica di Vladimir Putin. Non un caso isolato, visto che nel 2023, a un anno dall'invasione russa, «almeno due navi cariche di grano rubato erano arrivate in Israele», aggiunge Haaretz.
15:50
15:50
«Scuole chiuse in comunità israeliane al confine con il Libano»
I leader delle comunità israeliane del nord al confine con il Libano annunciano la sospensione delle lezioni nelle scuole, sfidando le direttive delle Forze di difesa israeliane (Idf), visto il persistere degli attacchi di Hezbollah. Lo riporta The Times of Israel.
«Non aspetteremo che si verifichi una catastrofe prima di prendere decisioni che possano salvare vite umane», afferma durante una conferenza stampa a Shtula Moshe Davidovich, presidente del Forum che riunisce le comunità di confine settentrionali. A partire da domani, le lezioni saranno sospese per almeno 24 ore, dopodiché la decisione verrà rivalutata.
Davidovich ha criticato la classificazione dell'area come «verde» da parte del governo, che permette la normale attività scolastica, definendola «negligente» a causa del conflitto in corso. «Ci assumiamo la responsabilità della vita dei nostri figli e classifichiamo l'area come arancione», livello che vieta lo svolgimento delle attività educative e limita gli assembramenti.
La decisione arriva dopo la diffusione online di immagini che mostrano bambini nelle comunità settentrionali rifugiati nei bunker durante un attacco di droni di Hezbollah questa mattina, che ha fatto scattare le sirene in una dozzina di città.
15:49
15:49
Putin a Araghchi: «Mosca farà il possibile per la pace in Medio Oriente»
La Russia spera che il popolo iraniano superi questo periodo di difficoltà e che la pace arrivi: lo ha detto il presidente russo, Vladimir Putin, durante l'incontro con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi a San Pietroburgo, come riferiscono le agenzie russe.
Il presidente ha sottolineato che la Russia farà tutto il possibile, nell'interesse dell'Iran e degli altri Paesi della regione, «per portare la pace in Medio Oriente il più rapidamente possibile».
Putin ha inoltre affermato di aver ricevuto la scorsa settimana un messaggio dalla Guida Suprema Mojtaba Khamenei.
«La scorsa settimana ho ricevuto un messaggio dalla Guida Suprema dell'Iran. Vorrei chiederle di trasmetterle la mia sincera gratitudine e di confermare che la Russia, come l'Iran, intende proseguire le nostre relazioni strategiche», ha dichiarato Putin, citato dall'agenzia Interfax. «Naturalmente, ci auguriamo vivamente che, confidando nel coraggio e nel desiderio di indipendenza, sotto la guida di un nuovo leader il popolo iraniano superi questo difficile periodo di prove e che arrivi la pace», ha aggiunto il leader russo.
Da parte sua il ministro degli Esteri iraniano Araghchi durante un incontro con Putin ha dichiarato che i rapporti tra Russia e Iran rappresentano una partnership strategica e «saranno rafforzati». «Per noi, le relazioni iraniano-russe rappresentano un partenariato strategico di altissimo livello. Continueremo su questa strada», ha dichiarato Araghchi, citato da Ria Novosti.
L'incontro tra il leader russo e il ministro degli Esteri iraniano si è svolto nella Sala Petrovsky della Biblioteca presidenziale Boris Yeltsin. Per la delegazione russa, hanno partecipato all'incontro il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, il consigliere presidenziale Yuri Ushakov e il capo dell'Intelligence militare, Igor Kostyukov. Oltre ad Araghchi, la delegazione iraniana comprendeva il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi e l'ambasciatore iraniano a Mosca Kazem Jalali.
15:34
15:34
La Russia spera che il popolo iraniano superi questo periodo di difficoltà e che la pace arrivi
La Russia spera che il popolo iraniano superi questo periodo di difficoltà e che la pace arrivi: lo ha detto il presidente russo, Vladimir Putin, durante l'incontro con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi a San Pietroburgo, come riferiscono le agenzie russe.
Il presidente ha sottolineato che la Russia farà tutto il possibile, nell'interesse dell'Iran e degli altri Paesi della regione, «per portare la pace in Medio Oriente il più rapidamente possibile».
Putin ha inoltre affermato di aver ricevuto la scorsa settimana un messaggio dalla Guida Suprema Mojtaba Khamenei.
11:38
11:38
2.400 marittimi bloccati su oltre 105 petroliere nello Stretto di Hormuz
Secondo un'associazione di categoria delle compagnie di navigazione petrolifera, circa 2'400 marittimi rimangono bloccati su oltre 105 petroliere nello Stretto di Hormuz. Lo scrive la Bbc.
L'Iran ha dichiarato che lo stretto strategico per la navigazione, attraverso il quale transita circa il 20% del petrolio e del gas naturale liquefatto (Gnl) mondiale, non può essere riaperto a causa delle «flagranti violazioni del cessate il fuoco» da parte di Stati Uniti e Israele.
Intervenendo al programma Today della BBC, Tim Wilkins, direttore generale dell'associazione di categoria dei trasportatori di petroliere Intertanko, ha descritto come questa chiusura abbia causato il blocco di numerosi marittimi al largo delle coste iraniane.
Wilkins spiega che a bordo si registrano «un'enorme quantità di ansia, stress e stanchezza», poiché gli equipaggi devono gestire le provviste di base, tra cui cibo e acqua, e svolgere compiti pratici come la rimozione dei rifiuti.
«Molti sono bloccati a bordo senza alcuna certezza su quando potranno tornare a casa», aggiunge.
11:35
11:35
A Gaza poca acqua e malattie
A metà aprile, le forze di difesa israeliane (Idf) a Gaza hanno ucciso un tecnico idraulico e due autisti che trasportavano acqua alle famiglie sfollate per quattro giorni, aggravando la grave carenza di acqua potabile che sta alimentando la diffusione di malattie prevenibili. Lo scrive il Guardian.
Le restrizioni israeliane sull'importazione di sapone, detersivo e altri prodotti per l'igiene a Gaza hanno inoltre fatto lievitare i prezzi, rendendo ancora più difficile mantenere l'igiene ed evitare le infezioni nei rifugi e negli accampamenti di tende sovraffollati.
In oltre due anni e mezzo di guerra, gli attacchi israeliani hanno distrutto gran parte delle infrastrutture civili di Gaza, comprese le reti che fornivano acqua potabile e si occupavano della rimozione e del trattamento delle acque reflue. Hanno anche ripetutamente ucciso civili palestinesi che cercavano di mantenerle o ripristinarle. L'attacco più recente è stato quello al pozzo di al-Zein, nel nord di Gaza, lunedì scorso, mentre i tecnici idraulici stavano lavorando all'interno.
L'attacco ha causato un morto, quattro feriti e ingenti danni strutturali a «una fonte idrica fondamentale per la popolazione circostante», secondo un rapporto sull'incidente visionato dal Guardian. Il documento avvertiva che l'interruzione dell'approvvigionamento idrico avrebbe colpito migliaia di persone.
Le Nazioni Unite hanno riconosciuto l'accesso all'acqua potabile come un diritto fondamentale, stabilendo uno standard di 50-100 litri al giorno a persona, salvo in situazioni di emergenza. In tutta Gaza, la fornitura media giornaliera è di soli 7 litri di acqua potabile e 16 litri di acqua per uso domestico, secondo l'Unicef, e molte persone non hanno accesso nemmeno ai 6 litri minimi giornalieri di acqua potabile.
All'inizio di questo mese, le schegge di un raid aereo israeliano hanno danneggiato la linea elettrica dell'impianto di desalinizzazione di Deir al-Balah, che fornisce acqua a circa 400'000 persone. La mancanza di pezzi di ricambio ha ritardato le riparazioni di una settimana e, durante quel periodo, l'impianto ha potuto funzionare solo al 20% della sua capacità con i generatori di riserva.
Interpellati in merito alla sparatoria contro gli autisti di camion vicino a un punto di rifornimento umanitario, l'Idf ha dichiarato che i soldati che hanno aperto il fuoco avevano «percepito una minaccia», senza fornire ulteriori dettagli. Interpellati in merito all'ingegnere idraulico ucciso presso il pozzo di al-Zein, l'Idf si è rifiutato di commentare.
Intanto, il ministero libanese della Salute ha annunciato che gli attacchi israeliani nel sud del Paese hanno causato ieri la morte di 14 persone, nonostante la recente proroga del cessate il fuoco. Tra le vittime figurano due donne e due bambini, ha dichiarato il ministero in un comunicato, aggiungendo che altre 37 persone sono rimaste ferite.
08:14
08:14
Araghchi: «L'incontro con Putin sarà importante per gli sviluppi sulla guerra»
L'incontro con Putin «sarà una buona opportunità per discutere gli sviluppi della guerra». Lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi al suo arrivo a San Pietroburgo, secondo quanto riportato da Al-Jazeera. Obiettivo della visita, ha detto ancora, «proseguire le strette consultazioni tra Teheran e Mosca su questioni regionali e internazionali».
Ha affermato che l'incontro con il presidente russo previsto per oggi «sarà una buona opportunità per fare il punto sulla situazione attuale. Sono fiducioso che queste consultazioni e il coordinamento tra i due Paesi in questo ambito saranno di particolare importanza», ha aggiunto.
Araghchi ha affermato inoltre che il suo viaggio a Islamabad è stato «molto produttivo» e ha comportato «buone consultazioni», durante le quali i funzionari «hanno esaminato gli eventi passati e le condizioni specifiche in base alle quali i negoziati tra Iran e Stati Uniti potrebbero proseguire».
Durante la sua visita in Oman, Araghchi ha affermato che le due parti hanno avuto colloqui sullo Stretto di Hormuz: «L'Iran e l'Oman sono i due Stati costieri dello Stretto (...) il che rende necessarie consultazioni reciproche, soprattutto perché la sicurezza del passaggio attraverso lo Stretto è diventata una questione globale di grande rilevanza», ha dichiarato. «È naturale che, in quanto due nazioni costiere di questo Stretto, dobbiamo dialogare per garantire che i nostri interessi comuni siano tutelati e per rimanere coordinati in qualsiasi azione intrapresa, poiché gli interessi sia dell'Iran che dell'Oman sono direttamente coinvolti».
Araghchi ha aggiunto che vi è stato un «alto grado di consenso» tra Iran e Oman e che le due parti hanno concordato «che le consultazioni debbano proseguire a livello di esperti».
Per quanto riguarda il Pakistan, questo Paese «ha svolto un ruolo importante nella mediazione dei negoziati tra Iran e Stati Uniti di recente, ed era necessario discutere degli ultimi sviluppi», ha affermato. In ogni caso, ci sono stati degli sviluppi nel processo negoziale e gli approcci scorretti e le richieste eccessive degli Stati Uniti hanno impedito al precedente ciclo di negoziati di raggiungere i suoi obiettivi, nonostante alcuni progressi. Abbiamo esaminato quanto accaduto in passato e discusso come, e a quali condizioni, i negoziati potrebbero proseguire«.
06:37
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Il punto alle 6.30
L'Iran ha presentato agli Stati Uniti una nuova proposta per la riapertura dello Stretto di Hormuz e per l'avvio di colloqui sul programma nucleare di Teheran in una fase successiva. Lo riporta Axios. Secondo le fonti, la nuova proposta sarebbe stata presentata agli Stati Uniti tramite mediatori pakistani. «La diplomazia è in una fase di stallo e la leadership iraniana è divisa su quali concessioni sul nucleare debbano essere messe sul tavolo. La proposta iraniana aggirerebbe questo problema, puntando a un accordo più rapido», osserva Axios. La proposta «si concentra sulla risoluzione della crisi relativa allo Stretto e al blocco statunitense». «Come parte di questo accordo il cessate il fuoco verrebbe esteso per un lungo periodo oppure le parti si accorderebbero su una fine definitiva della guerra. Secondo la proposta, i negoziati sul nucleare inizierebbero solo in una fase successiva, dopo l'apertura dello stretto e la revoca del blocco». Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump dovrebbe tenere lunedì un incontro sull'Iran con i suoi principali collaboratori per la sicurezza nazionale e la politica estera per «discutere dello stallo nei negoziati e dei possibili prossimi passi».
Navi ed elicotteri della Marina statunitense hanno intercettato 38 navi mercantili collegate all'Iran dall'inizio del blocco navale. Lo ha riferito il Comando Centrale degli Stati Uniti in Medio Oriente. Lo riporta Interfax. «La Marina statunitense continua a far rispettare il blocco dei porti iraniani, impedendo alle navi di entrare o uscire. Le forze statunitensi hanno ordinato a 38 navi di invertire la rotta o di tornare in porto», si legge in una nota. In particolare, sabato, un elicottero della Marina statunitense decollato dal cacciatorpediniere lanciamissili USS Pinckney ha intercettato la nave mercantile Sevan, soggetta a sanzioni statunitensi, nel Mar Arabico. Su ordine delle forze armate statunitensi, la nave è stata rimandata in Iran. Inoltre, la scorsa settimana, due petroliere soggette a sanzioni e appartenenti alla «flotta ombra» iraniana, la Majestic X e la Tifani, sono state sequestrate nell'Oceano Indiano dal Comando Indo-Pacifico degli Stati Uniti. «Continueremo le attività di contrasto marittimo a livello globale per smantellare le reti illecite e intercettare le navi soggette a sanzioni che forniscono supporto materiale all'Iran ovunque operino», ha sottolineato il comando.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è arrivato a San Pietroburgo per incontrare e discutere con il presidente russo Vladimir Putin. Lo riporta l'agenzia di stampa statale iraniana IRNA su Telegram. L'agenzia di stampa moscovita TASS aveva precedentemente confermato che Putin aveva in programma di incontrare Araghchi. La notizia giunge dopo che Araghchi si è fermato nella capitale pakistana per la seconda volta in meno di 24 ore, prima di dirigersi in Russia, dopo aver visitato anche l'Oman, mentre i mediatori si adoperavano per mantenere vivi i colloqui di pace con gli Stati Uniti nel tentativo di porre fine alla guerra iniziata il 28 febbraio. Non c'è stato un secondo round di colloqui diretti tra Washington e Teheran, nonostante il cessate il fuoco iniziato più di due settimane fa nella guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran.
