Devastanti incendi in Francia, Spagna e Italia: «In Calabria gatti vivi usati come inneschi per le fiamme»

Non c’è tregua per Francia, Spagna e Italia. Dopo il caldo intenso che, nelle ultime settimane, ha travolto gran parte dei territori, i tre Paesi si trovano ora confrontati con l'incubo degli incendi, resi più gravi dalle condizioni climatiche. Nelle ultime ore circa 30 mila persone sono state costrette a fuggire a causa delle fiamme e dall’aria irrespirabile.
La Francia chiede aiuto all'UE
La Francia ha chiesto assistenza all'Unione europea per far fronte a un grave incendio boschivo vicino alla costa atlantica del Paese. Quest'oggi il presidente Emmanuel Macron ha parlato di una situazione «estremamente tesa», a causa di roghi particolarmente estesi nella Gironda, nel sud-ovest del Paese: «La Francia ha richiesto l'attivazione del meccanismo di protezione civile dell'Unione europea. Presto potremo contare sui rinforzi di due aerei Canadair croati, due aerei Air Tractor portoghesi, nonché di due elicotteri Black Hawk provenienti dalla Repubblica Ceca e dalla Slovacchia», ha annunciato il capo di Stato.
Nelle ultime ore, più di 20 mila persone – tra cui molti turisti in campeggio – sono state sfollate a causa delle intense fiamme che stanno avanzando sulla costa atlantica. Il rogo ha colpito una fitta pineta vicino al villaggio di Saumos, a circa 40 km a ovest di Bordeaux e a nord della baia di Arcachon, nota meta turistica. In meno di 24 ore le fiamme hanno bruciato 2.400 ettari, secondo quanto riferito giovedì dai pompieri. Al momento, fortunatamente, non si segnalano vittime, ma diverse abitazioni sono andate distrutte. La prefettura della Gironda ha dichiarato che sul posto sono presenti 700 vigili del fuoco e quattro aerei, ma nonostante gli sforzi la situazione rimane «sfavorevole», evidenzia il Guardian. Come anticipato, a partire da maggio, la Francia è stata invasa da diverse ondate di calore quasi consecutive, le quali hanno lasciato la vegetazione estremamente infiammabile. Secondo gli esperti, il cambiamento climatico sta provocando eventi meteorologici estremi più frequenti e intensi, causando migliaia di morti in eccesso, lo svuotamento dei corsi d'acqua, prolungati periodi di siccità e, di conseguenza, incendi boschivi.
Numerosi turisti, costretti a fare le valigie e fuggiti in fretta e furia, hanno dovuto fare i conti con l'incendio che negli ultimi giorni ha colpito Saumos. Un uomo, sfollato dal villaggio di Le Porge, ha dichiarato all’Agence France-Presse (AFP) che la polizia «ha bussato con insistenza alle porte delle abitazioni», definendo la situazione «spaventosa, difficile da accettare».
A causa dell'emergenza, nove Comuni nelle vicinanze hanno aperto centri di accoglienza per sfollati. Attualmente, oltre 2.500 persone si trovano in queste strutture. Numerose strade della zona, comprese quelle che conducono alla penisola di Cap Ferret, pochi chilometri più a sud, dove sorgono anche le ville di celebrità e milionari, sono state chiuse al traffico, ad eccezione di quello essenziale.
La Spagna dichiara lo stato di emergenza
Nella tarda serata di giovedì, la Spagna ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale nella regione di Madrid e nella provincia di Avila, vicino alla capitale, a causa di diversi incendi boschivi fuori controllo.
Nella regione di Madrid, gli incendi hanno portato all'evacuazione di 10 mila persone. Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha invitato la popolazione a prestare la massima attenzione e seguire le direttive delle autorità, affermando: «Il governo ha impiegato tutte le risorse disponibili per fermare i terribili incendi che stanno attualmente interessando numerose aree: Avila, León, Toledo, Madrid e altre parti della Spagna». Diverse zone del Paese sono ancora alle prese con temperature molto elevate. Ieri a Cieza, nella provincia di Murcia, sono state registrati 44,7 gradi, stando all'Aemet, l'agenzia meteorologica spagnola. Il giorno precedente, le città spagnole di Albacete, Ávila e Teruel avevano battuto i loro record di temperatura per il mese di luglio, con picchi fino a 42 gradi.
Le autorità iberiche, ieri, hanno ordinato l'evacuazione di 3.500 persone in una cittadina a ovest di Madrid a causa di un incendio boschivo considerato «fuori controllo». Mentre un altro rogo ha ridotto in cenere 32 mila ettari nella provincia di Guadalajara, a nord della capitale.
Secondo i dati pubblicati mercoledì dall’European Forest Fire Information System (EFFIS), il sistema europeo di monitoraggio satellitare gestito dal Joint Research Centre della Commissione Europea nell’ambito del programma Copernicus, la gravità degli incendi nell'UE ha raggiunto livelli record per questo periodo dell'anno, con una superficie bruciata circa doppia rispetto alla media dello stesso periodo degli ultimi due decenni. La Francia ha registrato un record per l'estensione degli incendi, mentre la Spagna ha stabilito nuovi primati per numero di roghi attivi.
Gatti usati come inneschi in Italia
Anche l’Italia è alle prese con diversi incendi. Secondo l’EFFIS, «tra il primo gennaio e il 22 luglio 2026 sono andati in fumo 36.600 ettari di territorio, circa l’80% in più rispetto alla media dello stesso periodo tra il 2006 e il 2025».
Tra tutte le Regioni della Penisola è la Sicilia quella colpita più duramente: da una decina di giorni i roghi stanno devastano aree rurali in diverse Province, con le fiamme sempre più vicine ai centri abitati. Lo scorso 22 luglio un centinaio di persone è stato sfollato da Santo Stefano Quisquina, nell’Agrigentino, mentre un Vigile del fuoco è morto per un malore nel tentativo di domare un vasto incendio a San Cataldo, in provincia di Caltanissetta. Il vento ha inoltre alimentato le fiamme in diverse zone dell’isola, con gli incendi più gravi registrati a Santo Stefano Quisquina, Cammarata e Monreale. Legambiente Sicilia ha evidenziato in una nota che «le temperature roventi di questi giorni hanno favorito il propagarsi di gravissimi incendi in tutta la Sicilia. Brucia, ancora una volta, il nostro inestimabile patrimonio di biodiversità e la speranza per un futuro basato sulla bellezza. Siamo in piena emergenza, purtroppo alimentata dal forte acuirsi della crisi climatica che amplifica la velocità, l’intensità e la capacità distruttiva del fuoco».
Oltre alla Sicilia, attualmente sono attivi roghi in Molise e in Calabria, in particolare nel territorio di Morano Calabro, nel Cosentino. In questo caso, il dramma va a sommarsi alla scoperta disumana della Protezione Civile: alcuni gatti vivi sono stati utilizzati come inneschi per favorire la propagazione delle fiamme. Un fatto raccapricciante, che ha spinto gli animalisti dell'Associazione italiana difesa animali ed ambiente a presentare denunce in tutte le procure calabresi. È stata pure messa «una taglia di 1.000 euro che sarà pagata a chi con la sua denuncia, rilasciata nei termini di legge alle forze dell'ordine, permetterà di individuare e far condannare in via definitiva il piromane o i piromani che fanno uso di gatti o altri animali, che poi trovano la morte, per innescare o alimentare roghi o incendi boschivi».
Il direttore generale della Protezione civile, Domenico Costarella, citato da Repubblica ha spiegato: «Abbiamo trovato inneschi ritardati che sono frutto di una mente non solo dolosa, ma direi anche disturbata e criminale». Non solo felini, ma pure «candele con sopra uno straccio imbevuto di un liquido infiammabile, nascoste fra sterpaglie secche che fanno rapidamente partire il rogo, o ancora molotov, bottiglie con dentro liquido infiammabile, lanciate verso campi bruciati da sole e caldo».
Martina Borghi, della Campagna Foreste di Greenpeace Italia, ha spiegato al Sole24Ore che «gli incendi che in questi giorni stanno interessando diverse aree d’Italia sono l’ennesimo segnale di territori sempre più vulnerabili agli effetti della crisi climatica. Quella a cui stiamo assistendo non è semplicemente un’estate difficile: la stagione dei roghi sta diventando più lunga e anticipata. Gli incendi sono uno dei segnali più evidenti di un clima che cambia». Borghi ha poi evidenziato che quella mediterranea «è una delle aree maggiormente esposte agli effetti combinati dell’aumento delle temperature, della siccità e di condizioni meteorologiche sempre più favorevoli alla diffusione degli incendi».

