Aviazione

Dodici metri sopra il tetto: il sorvolo di Airlink finisce sotto esame

La SACAA analizza i dati di volo dell'E190 ZS-YAE e dell'E195 ZS-YDE dopo il sorvolo del DHL Stadium – Airlink, intanto, rinuncia al terzo passaggio
© X/Airlink
Marcello Pelizzari
03.09.2026 17:00

Quegli aerei, dunque, erano troppo bassi? Una nota ufficiale dell'Autorità sudafricana per l'aviazione civile, la SACAA, potrebbe suggerire che sì, qualcosa nel doppio sorvolo sopra il DHL Stadium di Città del Capo, sabato 29 agosto, non sia andato per il verso giusto. Tant'è che, leggiamo, la stessa SACAA vuole vederci chiaro: «A seguito delle varie discussioni sui media relative agli eventi dello scorso fine settimana, la SACAA ha avviato le verifiche di conformità, contattato l'operatore, ottenuto i download delle registrazioni dei dati di volo nonché ulteriori elementi richiesti» si legge nel comunicato. Tradotto: le «performance» dell'Embraer E190 ZS-YAE e dell'Embraer E195 ZS-YDE di Airlink verranno analizzate a fondo dal regolatore.

Non finisce qui. Airlink, nell'ambito dei test match della nazionale sudafricana di rugby, aveva presentato tre domande per altrettanti flyover. Il primo a Johannesburg, il 22 agosto, il secondo – di cui parlano tutti, oramai – a Città del Capo il 29 e l'ultimo, il terzo, all'FNB Stadium di Soweto. Bene, la compagnia ha ritirato la richiesta per Soweto, come comunicato dalla SACAA. Il motivo? Airlink ha parlato di condizioni meteorologiche non adatte a un volo radente. L'Autorità, per contro, ha spiegato che il vettore ha ritirato la domanda affinché le analisi legate al sorvolo di Città del Capo possano svolgersi senza, mettiamola così, distrazioni. 

Più di un esperto, vedendo le immagini, si è interrogato sulla necessità di un sorvolo così basso. E, di riflesso, così rischioso. Flightradar24 ha stimato un margine fra i 41 e i 46 piedi sopra la copertura dello stadio, alto 164 piedi: fra i 12,5 e i 14 metri, ricorrendo a unità di misura a noi più adatte. Airlink, nel celebrare l'impresa, ha sempre ribadito che «i voli si sono svolti entro i limiti di quota e velocità approvati dalla SACAA e provati in addestramento». E che i dati a sua disposizione lo confermerebbero. Di più, gli equipaggi erano formati da tre comandanti anziani per aereo, con oltre 75 mila ore di volo complessive, e si erano preparati a lungo sia al simulatore sia tramite briefing.

Di per sé, nel comunicato della SACAA non c'è alcun giudizio né tantomeno una condanna. Anzi, viene ribadito che il settore, nel Paese, vanta un record importante a livello di sicurezza. «Il Sudafrica dispone di alcuni fra i talenti aeronautici più ricercati al mondo e, come Paese, restiamo orgogliosi del record di zero incidenti mortali nelle operazioni delle compagnie aeree commerciali da oltre quarant'anni». D'altro canto, era stata la stessa Autorità, assieme al gestore del traffico aereo, a rilasciare l'autorizzazione per il doppio sorvolo sul DHL Stadium. Banalmente, ora la SACAA vuole capire se i due aerei siano effettivamente rimasti entro i paletti stabiliti. L'amministratore delegato di Airlink, de Villiers Engelbrecht, dal canto suo si è limitato a dire: «Non abbiamo mai voluto diventare noi la notizia, né rubare la scena a Rugby's Greatest Rivalry». 

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