Guerra

È crisi tra Ucraina e USA, Zelensky: «Traditi da Trump, torneremo a colpire il petrolio russo»

Dopo l'accordo tra il tycoon e Putin e i problemi di Starlink, il presidente ucraino critica Washington: «Stiamo perdendo un partner forte, Trump non è dalla parte giusta della storia»
©Keystone
Michele Montanari
15.10.2026 10:13

Donald Trump e Volodymyr Zelensky sono ai ferri corti. Ancora una volta. Dopo l’accordo con Vladimir Putin sulle forniture di gasolio la situazione tra USA e Ucraina è precipitata velocemente. Sabato il presidente americano è arrivato ad affermare che l’Ucraina dovrebbe cambiare il suo leader, accusando Zelensky di essere il responsabile della crisi energetica che ha fatto schizzare alle stelle il prezzo del carburante in tutto il mondo. Kiev, per due giorni consecutivi, non ha ricevuto informazioni dall’intelligence USA sui lanci di missili balistici russi. Nelle scorse ore, è stato pure limitato l’accesso al sistema satellitare Starlink, fondamentale per condurre operazioni in territorio nemico e intercettare i droni di Mosca. «Questo massacro continuerà. È ora che Zelensky se ne vada», ha scritto su X Elon Musk, allineandosi a Trump e fugando ogni dubbio sui problemi riscontrati dagli ucraini nell’utilizzo dei terminali di SpaceX.

L’uscita del patron di Tesla arriva in seguito all’intervista concessa da Zelensky al giornalista britannico Piers Morgan. Un botta e risposta in cui il leader di Kiev ha confermato la crisi tra il suo Paese e gli Stati Uniti. Zelensky ha dichiarato di sentirsi «tradito» da Trump, evidenziando come il presidente USA non stia agendo dalla «parte giusta della storia»: «È un peccato che stiamo perdendo un partner forte», ha dichiarato il leader ucraino. Zelensky ha quindi sottolineato che il raffreddamento dei rapporti con Washington non è colpa di Kiev, aggiungendo: «Non possiamo permetterci di essere deboli».

Il capo della Casa Bianca, in vista delle elezioni di metà mandato, sta cercando di far scendere il prezzo del diesel, aumentato in seguito agli attacchi americani e israeliani contro l’Iran. Trump ha quindi fatto pressioni sull'Ucraina affinché interrompesse il lancio di droni contro le raffinerie petrolifere russe, attribuendo la responsabilità della crisi energetica alle operazioni militari ucraine, nonostante la situazione sia peggiorata a causa del conflitto in Medio Oriente e al blocco iraniano dello Stretto di Hormuz. Il tycoon ha pure annunciato una tregua energetica, di fatto mai entrata in vigore. Mosca ha infatti continuato a colpire le centrali elettriche ucraine, mentre Kiev ha sospeso gli attacchi per tre giorni, concentrandosi su nuovi bersagli: i data center russi.

Il petrolio russo ancora nel mirino

Nelle scorse ore Kiev ha lanciato i suoi droni contro una raffineria russa nella città di Rjazan, a circa 200 chilometri da Mosca. In una intervista pubblicata quest’oggi dal Financial Times, Zelensky ha fatto sapere che l'Ucraina ha ripreso a colpire il petrolio russo: «Il blocco sugli attacchi alle raffinerie è caduto. Abbiamo finito», ha detto il presidente, criticando la decisione americana di interrompere il servizio Starlink, mandando all’aria alcune operazioni militari ucraine in territorio russo. Zelensky ha poi condannato la decisione di Trump di concludere accordi commerciali con Mosca.

Il presidente ucraino ha spiegato al FT che Kiev aveva sospeso gli attacchi alle raffinerie russe per tre giorni come chiesto da Washington, aggiungendo che Mosca, invece, ha continuato a bombardare le centrali elettriche della ex Repubblica sovietica.

Tornando al botta e risposta con Piers Morgan, Zelensky ha fatto sapere che non si dimetterà sotto la pressione degli Stati Uniti, evidenziando come l'accordo sul diesel tra Trump e Vladimir Putin sia un «tentativo di spingere l'Ucraina alla capitolazione» e alla cessione dell’intero Donbass a Mosca, assecondando le insistenti richieste di Putin. Alla domanda del giornalista britannico su una possibile sconfitta ucraina senza gli USA al proprio fianco, il presidente del Paese invaso ha affermato: «In nessun caso perderemo la nostra indipendenza». E ancora: «Se verrò rimosso, sono sicuro che il nuovo uomo o la nuova donna difenderà il nostro Paese, perché questa è la nostra casa».

Zelensky ha poi duramente criticato l’interruzione del servizio Starlink: «È un grosso errore. Questa decisione porterà a molte perdite umane. Moriranno delle persone». Poi si è rivolto direttamente ad Elon Musk: «Il mio messaggio è assolutamente chiaro. Spero che sia un errore, un enorme problema tecnico. Gli stiamo chiedendo di riattivare il servizio».

Il patron di Tesla ieri ha spiegato che i sistemi StarShield (la versione militare di Starlink, utilizzata dai soldati ucraini, ndr) sono di proprietà e sotto il controllo del governo statunitense e che qualsiasi limitazione alla loro velocità o al loro utilizzo è di competenza dell'esercito e del presidente degli Stati Uniti.  Musk ha poi affermato che Starlink «non può essere utilizzato per azioni militari offensive, poiché ciò sarebbe inappropriato per un'azienda commerciale». Gli ultimi attacchi russi sull’Ucraina hanno provocato morti e feriti tra i civili, lasciando più di 600 mila persone senza elettricità.

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