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Donald Trump: «Stiamo vincendo di gran lunga la guerra con l'Iran, e continuerà per un po'»

Il presidente degli Stati Uniti, per contro, non ha voluto confermare né smentire un'eventuale offensiva via terra – Entro 24 ore il sostituto di Khamenei? – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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Donald Trump: «Stiamo vincendo di gran lunga la guerra con l'Iran, e continuerà per un po'»


Red. Online
07.03.2026 08:06
22:44
22:44
Trump non risponde su un'invasione via terra dell'Iran

«Non rispondo. Potrebbe essere? Forse, ma devono esserci ottime ragioni». Lo ha detto Donald Trump a chi gli chiedeva della possibilità di schierare boots on the ground in Iran.

Ci dovrebbe essere «un'ottima ragione» per lo schieramento di truppe di terra in Iran, ha detto Trump spiegando che le forze iraniane dovrebbero essere così decimate da non essere in grado di combattere. A chi gli chiedeva di un possibile dispiegamento per mettere al sicuro l'uranio, il presidente ha riferito di non averne ancora parlato. «Non ora», ha messo in evidenza senza escludere la possibilità in un secondo momento.

22:21
22:21
Trump: stiamo vincendo la guerra in Iran, continuerà per un po'

«Stiamo vincendo di gran lunga la guerra con l'Iran, e continuerà. Continuerà per un po'». Lo ha detto Donald Trump, secondo quanto riporta l'agenzia Bloomberg.

21:46
21:46
Zelensky: dai russi intelligence a Iran per attaccare gli USA

«Siamo tutti consapevoli dei rischi creati dagli attacchi iraniani e della conseguente necessità di difesa aerea in Medio Oriente. È importante che la protezione della vita sia garantita anche qui in Ucraina. Ancora di più, poiché riceviamo informazioni sull'assistenza russa al regime iraniano: i rapporti indicano che i russi stanno fornendo intelligence al regime iraniano per aiutarlo a pianificare gli attacchi contro gli americani». Lo scrive su Telegram il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

«Ci sono anche prove della presenza russa nei droni 'shahed' utilizzati in Medio Oriente, sia contro i Paesi arabi che contro gli americani nella regione. Ogni fatto di questo tipo dimostra che abbiamo a che fare con regimi non solo collegati tra loro, ma che si sostengono a vicenda: il regime russo e quello iraniano. E stanno uccidendo in modo praticamente coordinato, sia qui in Europa che in Medio Oriente. Pertanto, anche la difesa deve essere coordinata. La vita in Europa e la vita in Medio Oriente meritano una protezione altrettanto efficace».

20:43
20:43
L'IDF attacca per la prima volta depositi di petrolio in Iran

L'esercito israeliano ha attaccato oggi per la prima volta depositi di petrolio a Teheran. Lo riferisce Ynet. L'operazione è stata condotta su indicazione del gabinetto politico. L'attacco ha preso di mira una trentina di depositi.

L'agenzia iraniana Fars, affiliata ai Pasdaran, conferma che un deposito di petrolio nel sud di Teheran è stato preso di mira da un attacco da parte di aerei da combattimento statunitensi e israeliani.

Secondo il quotidiano semi-ufficiale Mehr News, la struttura si trova nei pressi della raffineria di petrolio di Teheran.

20:30
20:30
Detriti finiscono su un'auto, un morto a Dubai

Una persona è morta a Dubai, nella zona di Al Barsha, dopo che i detriti provocati dall'intercettazione di un proiettile lanciato dall'Iran sono finiti sulla sua auto. Lo ha riferito il Dubai media office, precisando che la vittima è di origine asiatica.

20:27
20:27
Razzi prendono di mira l'ambasciata USA a Baghdad

I sistemi di difesa aerea hanno intercettato i razzi lanciati contro l'ambasciata americana a Baghdad, secondo quanto riferito da fonti della sicurezza all'AFP.

«Sono stati lanciati quattro razzi verso l'ambasciata», ha dichiarato un funzionario della sicurezza, aggiungendo che la difesa aerea ne ha intercettati tre, mentre uno è caduto in un'area aperta della base aerea dell'ambasciata.

Altre due fonti della sicurezza hanno confermato l'attacco missilistico, e una di esse ha affermato che tutti i razzi sono stati abbattuti, compreso quello caduto nella base aerea.

19:32
19:32
«Nessun Paese dovrebbe permettere che il suo territorio o le sue strutture vengano utilizzati per attacchi contro l'Iran»

L'Iran ha avvertito che «nessun Paese dovrebbe permettere che il suo territorio o le sue strutture vengano utilizzati per attacchi contro l'Iran» e che «tali azioni costituiscono aggressione ai sensi del diritto internazionale». Lo si legge in una dichiarazione del ministero degli affari esteri iraniano pubblicata su X dal Governo della Repubblica Islamica e rivolta agli Stati della regione che «consentono l'uso del loro territorio per aggressioni».

L'aggressione militare di Stati Uniti e Israele «costituisce una chiara violazione della sovranità e dell'integrità territoriale dell'Iran» e «l'Iran ha condotto operazioni difensive necessarie e proporzionate contro basi e strutture utilizzate dagli aggressori nella regione, esercitando il suo diritto intrinseco all'autodifesa ai sensi del diritto internazionale, nonostante l'inazione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite».

19:26
19:26
Un grattacielo in fiamme a Dubai

Sabato, sono stati evacuati gli edifici intorno alla ricca zona residenziale di Dubai Marina. L'evacuazione è avvenuta a causa della caduta di detriti provenienti da droni iraniani intercettati. Detriti che hanno danneggiato la facciata di un grattacielo nella città emiratina. 

I video che circolano online mostrano del fumo che si alza dal grattacielo, alto quasi 400 metri, fra i più alti della città. In una dichiarazione pubblicata sui social media, l'ufficio stampa di Dubai ha affermato che nessuno è rimasto ferito. L'ufficio non ha specificato quale edificio esattamente sia stato colpito.

Il porto turistico si trova nelle immediate vicinanze di numerose attrazioni turistiche e istituzioni municipali, tra cui l'Università Americana di Dubai e il Dubai Marina Mall. Mentre il rumore dei sistemi di difesa aerea attivi riecheggiava in città, i residenti di Dubai hanno ricevuto l'allerta di missili in arrivo sui loro telefoni cellulari. Gli attacchi sono avvenuti poco dopo che il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohamed bin Zayed Al Nahyan, ha pubblicamente definito l'Iran un «nemico». 

18:49
18:49
Oltre 450 mila sfollati in Libano per gli attacchi israeliani

Oltre 450.000 persone sono state sfollate a causa dei raid aerei israeliani sul Libano, hanno dichiarato oggi le autorità libanesi, mentre il Paese è sottoposto a intensi bombardamenti da lunedì in risposta agli attacchi del gruppo filo-iraniano Hezbollah.

«Il numero totale di sfollati registrati ha raggiunto quota 454.000», di cui oltre 110.000 ospitati nei centri di accoglienza, ha dichiarato il ministro degli affari sociali Haneen Sayed in una conferenza stampa.

18:48
18:48
Rimpatriati oltre 20 mila italiani dall'inizio della crisi

Il ministro degli esteri italiano Antonio Tajani ha reso noto oggi che sono stati rimpatriati finora oltre 20'000 persone di nazionalità italiana dall'inizio della crisi iraniana e «continuiamo a procedere con il maggior numero possibile di voli che si riescono a organizzare laddove vengono riaperti aeroporti».

«Abbiamo fatto di nuovo il punto della situazione con gli ambasciatori e i consoli delle aree coinvolte direttamente o indirettamente dalla crisi in corso», ha detto Tajani durante un punto stampa.

«Innanzitutto, ci siamo preoccupati sempre del rientro in patria nei nostri concittadini. Siamo già arrivati a oltre 20'000 persone che sono state rimpatriate dall'inizio della crisi e continuiamo a procedere con il maggior numero possibile di voli da Abu Dhabi, Dubai a Muscat».

«La situazione dei nostri connazionali che vogliono rientrare sta lentamente migliorando. Stiamo lavorando nella stessa direzione in Israele per far partire tutti gli italiani entro domani. Domenica partiranno tutti coloro che vogliono lasciare il Paese con voli anche dall'Egitto, poi chi vorrà o chi ha la doppia cittadinanza potrà ripartire credo nei prossimi giorni», ha aggiunto Tajani.

18:18
18:18
Iran: entro 24 ore riunione per scegliere la nuova Guida suprema

La riunione del Consiglio di esperti iraniano per eleggere la nuova Guida suprema del paese si terrà nelle prossime 24 ore. Lo ha annunciato il membro del consiglio e ayatollah Hossein Mozaffari citato dall'agenzia Fars.

«I rappresentanti del popolo nell'Assemblea degli esperti attendono con impazienza che si verifichino le condizioni e deliberino per selezionare un nuovo leader e successore dell'Imam martirizzato» Ali Khamenei e «abbiamo la fiduciosa speranza che, con l'aiuto di Dio, ciò possa avvenire nelle prossime 24 ore», ha affermato Mozaffari. La notizia è rilanciata anche da Ria Novosti.

18:00
18:00
Iran: 1.172 civili morti, quasi come nel giugno 2025

Secondo Human Rights Activists News Agency (HRNA), il numero di civili uccisi in Iran a seguito degli attacchi statunitensi e israeliani nel paese da sabato scorso è salito a 1.172 tra cui almeno 194 bambini. Oltre alle vittime civili sono stati uccisi anche altri 176 militari. Lo riporta la CNN.

Alcune strutture protette dal diritto internazionale umanitario sono state danneggiate, tra cui una della Mezzaluna Rossa.

Il bilancio si sta avvicinando a quello totale della guerra di 12 giorni dell'estate scorsa tra Iran, Israele e USA quando secondo le stime dell'HRNA sono morte 1.190 persone in Iran.

17:04
17:04
Esplosioni udite a Manama, Doha e Dubai

Forti esplosioni sono state udite a Manama, la capitale del Bahrein, secondo quanto riferito da due giornalisti dell'AFP, mentre l'Iran prosegue i suoi attacchi di rappresaglia negli stati del Golfo. Uno dei reporter ha dichiarato di aver udito almeno cinque esplosioni in città.

«In risposta all'attacco dei terroristi americani all'impianto di desalinizzazione di Qeshm, la base americana di Juffeir» in Bahrein «è stata immediatamente presa di mira dai missili» iraniani, affermano invece i Guardiani della rivoluzione secondo quanto riportato dall'agenzia semi-ufficiale iraniana Tasnim.

Poco prima il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi, in un post sul suo account X, aveva accusato che «gli Stati Uniti hanno commesso un crimine palese e disperato attaccando un impianto di desalinizzazione dell'acqua dolce sull'isola di Qeshm, nel Golfo Persico», aggiungendo che «attaccare le infrastrutture dell'Iran è una mossa pericolosa con gravi conseguenze. Sono stati gli Stati Uniti a creare questo precedente, non l'Iran». Secondo Araghchi, l'attacco ha compromesso l'approvvigionamento idrico di 30 villaggi.

In serata sono state udite delle esplosioni a Doha, in Qatar, secondo quanto riferito da giornalisti dell'AFP presenti sul posto, secondo i quali nel centro della città sono scattati gli allarmi. Il Qatar afferma di aver intercettato un missile.

Intanto gli Emirati Arabi Uniti hanno individuato droni e missili iraniani in arrivo e stanno lavorando per intercettarli, ha dichiarato nel pomeriggio il ministero della difesa su X. Una forte esplosione si è udita questa sera anche a Dubai, hanno riferito giornalisti dell'AFP.

Nel suo primo discorso pubblico dallo scoppio della guerra in Iran, il presidente Sheikh Mohamed bin Zayed al-Nahyan ha dichiarato che gli Emirati Arabi Uniti si trovano in «un periodo di guerra» ma non sono «una preda facile».

«Faremo il nostro dovere nei confronti del nostro paese, del nostro popolo e dei nostri residenti, che fanno parte della nostra famiglia», ha dichiarato bin Zayed, ripreso dai media internazionali. «Non siamo una preda facile», ha aggiunto il presidente, aggiungendo che gli Emirati Arabi Uniti hanno «la pelle dura e la carne amara».

Il capo della magistratura iraniana Gholamhossein Mohseni Ejei, esponente della linea dura iraniana e membro del consiglio direttivo ad interim, ha affermato che la Repubblica islamica continuerà a prendere di mira i vicini della regione che offrono ai suoi nemici «punti usati per aggressioni contro il nostro paese».

«Le prove fornite dalle forze armate iraniane mostrano che la geografia di alcuni paesi della regione è apertamente e segretamente a disposizione del nemico», ha dichiarato, aggiungendo che «i pesanti attacchi contro questi obiettivi continueranno».

Stamani il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, in un discorso trasmesso dalla TV di Stato, aveva invece affermato che «mi scuso con i paesi vicini che sono stati attaccati dall'Iran». «Il Consiglio di leadership ad interim ha concordato ieri - ha spiegato aggiunto - che non verranno più effettuati attacchi contro i paesi vicini e che non verranno lanciati missili a meno che un attacco all'Iran non provenga da quei paesi.

17:03
17:03
Sono ancora 4 mila gli svizzeri bloccati nella regione

A una settimana dallo scoppio delle ostilità nel Medio Oriente, oggi risultano ancora poco più di 4'000 concittadini svizzeri bloccati nella regione che hanno espresso la loro volontà di fare ritorno a casa tramite l'app Travel Admin della Confederazione.

Secondo gli ultimi dati del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), 4.039 persone - di cui 2.500 negli Emirati Arabi Uniti - erano ancora in attesa di abbandonare il Golfo Persico a causa dell'offensiva israeliana e americana contro l'Iran e la conseguente rappresaglia di Teheran (stando ai dati di mezzogiorno).

Ieri i servizi di Ignazio Cassis avevano parlato di 5'200 persone che hanno richiesto assistenza tramite l'applicazione. Il calo del numero di concittadini che intendono lasciare la regione è probabilmente legato anche ai due voli speciali organizzati dalla Edelweiss, con partenze previste proprio nella giornata odierna.

Secondo quanto indicato dalla stessa compagnia aerea, i due I collegamenti diretti da Mascate e Salalah sono decollati oggi dall'Oman in direzione di Zurigo con a bordo complessivamente 404 passeggeri, 215 dei quali cittadini rossocrociati, ha indicato all'agenzia Keystone-ATS un portavoce di Edelweiss. I due velivoli sono attesi allo scalo di Kloten per le 16:30 e le 18:30.

Giovedì pomeriggio era già rientrato a Zurigo un volo speciale di Swiss che aveva riportato in patria dalla capitale dell'Oman Mascate 211 concittadini.

La situazione negli spazi aerei e negli aeroporti della regione del Golfo resta fragile. Alcuni scali hanno ripreso parzialmente le operazioni, ma hanno dovuto chiudere nuovamente in modo temporaneo in più riprese. Anche questa mattina, all'aeroporto di Dubai, dopo un'esplosione avvenuta nei pressi di un terminal.

Un volo della compagnia Emirates diretto da Zurigo a Dubai ha dovuto attendere per lungo tempo sopra il deserto a seguito della deflagrazione, per poi deviare verso un altro aeroporto dell'emirato, come reso noto da «20 Minuten», evidenziando il tracciamento del volo visibile su Flightradar24.

16:11
16:11
«Distrutti 16 aerei dei pasdaran a Teheran»

L'esercito israeliano (IDF) ha affermato di aver distrutto 16 aerei utilizzati dalla Forza Quds dei pasdaran iraniani presso l'aeroporto internazionale di Mehrabad a Teheran, in un'ondata di attacchi aerei nella capitale iraniana la scorsa notte. Lo riporta il «Times of Israel».

L'IDF afferma che l'aeroporto di Mehrabad è stato utilizzato dalla Forza Quds «come snodo centrale per armare e finanziare i terroristi affiliati al regime in Medio Oriente», tra cui Hezbollah in Libano.

Nell'ambito degli attacchi, afferma l'esercito, sono stati distrutti 16 velivoli utilizzati per trasferire armi a Hezbollah, altre infrastrutture militari presso l'aeroporto, nonché diversi caccia iraniani.

16:09
16:09
Attaccata una petroliera battente bandiera delle Isole Marshall

Le Guardie della Rivoluzione iraniana hanno dichiarato in una nota di aver lanciato attacchi con droni contro una petroliera battente bandiera delle Isole Marshall, descritta come «un asset americano».

«Una petroliera con il nome commerciale 'Louise P' e la bandiera delle Isole Marshall, uno degli asset dell'America terrorista, è stata colpita da un drone nel mezzo del Golfo Persico», si legge sul sito dei Pasdaran, Sepah News, riportano i media iraniani.

16:09
16:09
Il Kuwait ha annunciato una riduzione della produzione e della raffinazione del greggio

Il Kuwait ha annunciato una riduzione precauzionale della produzione e della raffinazione del petrolio greggio a seguito dei continui attacchi dell'Iran contro il paese e delle «minacce iraniane al passaggio sicuro delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz».

Kuwait Petroleum Corporation, la compagnia petrolifera statale, ha affermato che la decisione rientra nella sua «strategia di gestione del rischio e continuità operativa», riporta il «Guardian».

15:35
15:35
Il B-1 Lancer, bombardiere USA atterrato alla base britannica

Un bombardiere statunitense è atterrato ieri sera in una base della RAF, l'aviazione militare, in Gran Bretagna dopo che Washington ha avvertito che gli attacchi contro l'Iran sarebbero «aumentati drasticamente». Lo scrivono i media britannici.

Il B-1 Lancer, in grado di trasportare 24 missili da crociera, è arrivato alla RAF Fairford nel Gloucestershire ieri sera, dopo che Keir Starmer aveva concesso l'autorizzazione per un'azione «difensiva» degli Stati Uniti contro i siti missilistici iraniani dalle basi del Regno Unito.

Il capo delle forze armate, Richard Knighton, ha affermato di aspettarsi che gli Stati Uniti lancino missioni dalla base del Gloucestershire «entro i prossimi giorni».

15:32
15:32
Quasi 300 morti in Libano

Il ministero della salute libanese ha dichiarato che gli attacchi israeliani contro il paese hanno ucciso quasi 300 persone dall'inizio della guerra con Hezbollah questa settimana.

In una dichiarazione, il ministero ha affermato che «il bilancio delle vittime dell'aggressione israeliana, dall'alba di lunedì... è salito a 294 martiri e 1'023 feriti».

15:18
15:18
Oltre 200 soldati USA uccisi o feriti negli attacchi alla base aerea di al-Dhafra ad Abu Dhabi

Almeno 200 soldati americani sono stati uccisi e feriti durante gli attacchi iraniani alla base aerea di al-Dhafra ad Abu Dhabi nelle ultime 24 ore: lo sostiene il quartier generale centrale iraniano Khatamolanbia in un comunicato.

Durante gli attacchi iraniani alla Quinta flotta della Marina statunitense nella regione, altre 21 persone sono state uccise e molte altre sono rimaste ferite, ha aggiunto il comunicato, citato da Tasnim, affermando che anche una petroliera di proprietà degli Stati Uniti è stata colpita nella parte settentrionale del Golfo Persico.

14:39
14:39
«Neppure un maxi-attacco riuscirebbe a rovesciare il regime»

Un rapporto classificato del National Intelligence Council (NIC) ha rilevato che anche un attacco su larga scala all'Iran lanciato dagli Stati Uniti difficilmente riuscirebbe a spodestare il radicato establishment militare e religioso della Repubblica islamica. Lo scrive il «Washington Post» citando tre persone a conoscenza del contenuto del rapporto.

Le fonti sollevano dubbi sul piano dichiarato del presidente Donald Trump di «ripulire» la struttura di leadership iraniana e insediare un governante di sua scelta. Una valutazione che fa riflettere mentre l'amministrazione solleva lo spettro di una campagna militare estesa che, secondo i funzionari, è «appena iniziata».

Il rapporto, completato circa una settimana prima che Stati Uniti e Israele iniziassero la guerra il 28 febbraio, delineava scenari di successione derivanti da una campagna mirata contro i leader iraniani o da un attacco più ampio contro la sua leadership e le istituzioni governative.

In entrambi i casi l'intelligence ha concluso che l'establishment clericale e militare iraniano avrebbe risposto all'uccisione della Guida suprema, l'ayatollah Ali Khamenei, seguendo protocolli volti a preservare la continuità del potere.

La prospettiva che l'opposizione frammentata iraniana prenda il controllo del paese è stata descritta come «improbabile», hanno affermato le fonti, che hanno parlato a condizione di anonimato per discutere di un rapporto classificato.

Il NIC è composto da analisti esperti che producono valutazioni classificate intese a rappresentare la saggezza collettiva delle 18 agenzie di intelligence di Washington. La CIA ha inoltrato le domande all'Ufficio del direttore dell'intelligence nazionale, che ha rifiutato di commentare. La Casa Bianca non ha specificato se il presidente sia stato informato di questa valutazione prima di approvare l'operazione militare.

Non sembra che il rapporto di intelligence abbia preso in considerazione altri possibili scenari, tra cui l'invio di truppe di terra statunitensi in Iran o l'armamento dei curdi del paese per fomentare una ribellione. Non è stato inoltre possibile stabilire se la campagna su larga scala esaminata dal documento classificato sia identica alle operazioni attualmente in corso.

13:53
13:53
Blitz dell'IDF in Libano, 41 vittime

È di 41 morti il bilancio di un'operazione di commando israeliana nell'est del Libano: è quanto rende noto il governo di Beirut. Tra le vittime ci sarebbero anche 4 bambini.

L'esercito libanese inoltre ha fatto sapere che tre soldati sono stati uccisi nel bombardamento israeliano durante l'operazione per ritrovare i resti dell'aviatore Ron Arad, disperso dal 1986.

«Tre soldati e diversi civili sono stati uccisi a seguito del violento bombardamento nemico che ha accompagnato» un'operazione commando condotta dalle forze israeliane, seguita da «uno scontro a fuoco tra le forze nemiche e la popolazione locale» a Nabi Sheet.

13:30
13:30
Trump ribadisce «colpiremo molto duramente», e allarga a nuovi bersagli

«Oggi l'Iran sarà colpito molto duramente». È quanto ha affermato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha anche minacciato di allargare a nuovi bersagli gli attacchi sull'Iran.

«A causa del cattivo comportamento dell'Iran - ha scritto su Truth - ci sono aree e gruppi di persone che fino a questo momento non erano stati presi in considerazione come obiettivi, destinati alla distruzione completa e alla morte certa.»

12:27
12:27
Iran: «Controlliamo lo Stretto di Hormuz, colpiremo solo le navi di USA e Israele»

«Controlliamo lo Stretto di Hormuz, ma non lo chiuderemo e tutte le navi potranno attraversarlo. Tuttavia, le navi degli Stati Uniti e di Israele saranno prese di mira dalle forze armate iraniane»: lo ha detto il portavoce dell'esercito iraniano Abolfazl Shekarchi.

Quest'ultimo ha aggiunto che «l'Iran non può fornire alcuna garanzia sulla sicurezza delle navi di tutti i Paesi e, se dovessero attraversare lo Stretto, la responsabilità di qualsiasi incidente sarà loro, a causa della situazione di guerra».

12:26
12:26
Non solo petrolio e gas, al rialzo i prezzi dei fertilizzanti

Non solo petrolio e gas, la guerra in Medio Oriente spinge al rialzo i prezzi dei fertilizzanti sui mercati mondiali con possibili effetti a catena nei prossimi mesi sulla produzione alimentare mondiale.

Dall'area del Golfo Persico infatti, specie Qatar e Iran, viene ad esempio il 45% della produzione mondiale di urea derivata dal gas naturale. Il prezzo dell'urea sui listini è salito così sui principali mercati di circa il 30% negli scorsi giorni, toccando un massimo di 600 dollari a tonnellata.

Un blocco prolungato del transito tramite lo stretto di Hormuz, oltre all'aumento dei prezzi, porrebbe problemi per l'agricoltura dei due Paesi più dipendenti dall'import di fertilizzanti: Brasile e India.

10:10
10:10
«Gli Stati Uniti dovrebbero schierare una terza portaerei in Medio Oriente»

Gli Stati Uniti dovrebbero schierare una terza portaerei in Medio Oriente: è quanto scrive il Times of Israel, riportando Fox News.

La USS George H.W. Bush ha completato l'addestramento pre-schieramento giovedì, secondo la Marina degli Stati Uniti. L'Istituto Navale degli Stati Uniti riferisce che la portaerei, le sue navi da guerra di scorta e il suo stormo aereo «hanno concluso l'esercitazione di addestramento per unità composite che tutti i gruppi d'attacco di portaerei devono svolgere prima di ottenere la certificazione per incarichi nazionali».

Fox News afferma che il gruppo d'attacco di portaerei «dovrebbe schierarsi presto» e dirigersi verso il Mediterraneo orientale, dove la Uss Gerald R. Ford, la più grande portaerei del mondo, era di recente stazionata.

La Uss Gerald R. Ford è stata vista attraversare il Canale di Suez giovedì e ora si trova nel Mar Rosso, secondo le foto diffuse dall'esercito americano. Nel frattempo, la USS Abraham Lincoln rimane di stanza nel Mar Arabico per attacchi contro l'Iran durante la guerra.

09:08
09:08
L'Iran si scusa con i Paesi vicini

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian si è scusato con i paesi vicini per gli attacchi lanciati durante la guerra della Repubblica islamica contro Israele e Stati Uniti.

«Mi scuso con i paesi vicini che sono stati attaccati dall'Iran», ha detto Pezeshkian in un discorso trasmesso dalla TV di Stato. Ha inoltre affermato che non prenderà di mira i paesi vicini a meno che non vengano attaccati da lì.

«Il Consiglio di leadership ad interim ha concordato ieri - ha spiegato ancora il presidente iraniano - che non verranno più effettuati attacchi contro i Paesi vicini e che non verranno lanciati missili a meno che un attacco all'Iran non provenga da quei Paesi». Il Consiglio di leadership è alla guida dell'Iran dall'uccisione della Guida suprema della Repubblica islamica, avvenuta la scorsa settimana, negli attacchi di Stati Uniti e Israele.

Non ci arrenderemo

Pezeshkian ha poi dichiarato che «l'Iran non si arrenderà mai agli Stati Uniti e a Israele». «I nemici devono portare con sé nella tomba il desiderio di resa del popolo iraniano», ha detto, secondo quanto riporta Afp.

«I nemici non hanno il diritto di ignorare l'Iran. Dovrebbero portare con sé nella tomba il loro sogno di una resa incondizionata», ha sottolineato Pezeshkian nel suo messaggio alla TV satellitare, aggiungendo: «Noi ci atteniamo solo al diritto internazionale e ai principi umani, di cui i nemici parlano solo».

«I nostri comandanti hanno preso tutte le misure necessarie e hanno difeso il nostro territorio con la loro autonomia, aprendo il fuoco (a volontà), dopo che il nostro leader e i nostri comandanti sono stati uccisi durante gli attacchi del giorno scorso».

Le Guardie Rivoluzionarie hanno intanto dichiarato in una nota che le loro forze hanno lanciato un attacco con droni contro una petroliera, chiamata Prima, nel Golfo Persico stamattina, nell'ottavo giorno di guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran.

«La nave ha ignorato i ripetuti avvertimenti delle nostre forze navali sul divieto di traffico e su qualsiasi insicurezza dello Stretto di Hormuz», si legge nella nota, citata da Tasnim.

08:38
08:38
Emirates sospende i voli da e per Dubai, poi li ripristina

«Tutti i voli da e per Dubai sono sospesi fino a nuovo avviso. Si prega di non recarsi in aeroporto». Lo ha scritto su X, questa mattina, la compagnia aerea Emirates, con tanto di informazioni su come comportarsi rispetto ai voli prenotati «tra il 28 febbraio e il 31 marzo incluso».  «Tutti i punti di check-in in città a Dubai sono temporaneamente chiusi fino a nuovo avviso».

Ma l'interruzione è durata solo circa mezz'ora. Quando è arrivato un contrordine: «Emirates riprenderà le operazioni. I passeggeri che hanno confermato la prenotazione per i voli di questo pomeriggio potranno recarsi in aeroporto. Questo vale anche per i clienti in transito a Dubai, se anche il loro volo in coincidenza è operativo. Emirates continua a monitorare la situazione e svilupperà di conseguenza il suo programma operativo».

L'aeroporto di Dubai, il più trafficato al mondo per traffico internazionale, ha dichiarato di aver sospeso le operazioni dopo che un oggetto è stato intercettato dalla difesa aerea nell'area. «Per la sicurezza dei passeggeri, del personale aeroportuale e degli equipaggi delle compagnie aeree, le operazioni all'Aeroporto Internazionale di Dubai (Dxb) sono state temporaneamente sospese. Tutte le procedure sono gestite in linea con i protocolli di sicurezza stabiliti», ha dichiarato l'ufficio stampa governativo di Dubai.

L'annuncio è arrivato poco dopo l'intercettazione aerea di un oggetto vicino all'aeroporto, con un testimone che ha riferito all'Afp di una forte esplosione seguita da una nuvola di fumo. Il sito web di tracciamento Flightradar24 aveva precedentemente mostrato aerei che sorvolavano l'aeroporto in un apparente schema di attesa.

I voli dall'aeroporto principale di Dubai erano parzialmente ripresi lunedì, nonostante i quotidiani attacchi di droni contro siti negli Emirati Arabi Uniti. Il governo di Dubai ha affermato in un post che si è verificato «un incidente minore derivante dalla caduta di detriti dopo un'intercettazione», che non ha causato feriti. Ha anche negato «le informazioni che circolano sui social media riguardanti incidenti all'aeroporto internazionale di Dubai», senza fornire ulteriori dettagli.

«Le difese aeree degli Emirati Arabi Uniti stanno attualmente rispondendo alle minacce missilistiche e di droni provenienti dall'Iran», ha affermato il Ministero della Difesa degli Emirati, senza specificare gli obiettivi degli attacchi.

08:37
08:37
Indonesia fuori dal Board of Peace senza benefici per i palestinesi

Il governo dell'Indonesia ha affermato che il presidente Prabowo Subianto si dimetterà dal 'Board of Peace' del presidente statunitense Donald Trump se questo non porterà benefici ai palestinesi.

La dichiarazione arriva mentre il coinvolgimento del paese del sud-est asiatico è sotto esame in seguito alla guerra in Medio Oriente tra Stati Uniti e Israele da una parte e Iran dall'altra.

L'ex generale è stato oggetto di crescenti critiche da parte di alcuni gruppi musulmani per la sua decisione di entrare a far parte del board e di impegnarsi a inviare migliaia di truppe di «peacekeeping» a Gaza, in base a un accordo di cessate il fuoco.

Questa settimana Prabowo ha detto ai leader dei gruppi musulmani locali che l'adesione dell'Indonesia al «Board of Peace» mira a raggiungere una pace duratura a Gaza, secondo una dichiarazione rilasciata venerdì dall'agenzia di comunicazione governativa. Ma ha aggiunto che il Paese si ritirerà dal consiglio «se ciò non porterà benefici» ai palestinesi o «non sarà in linea con gli interessi nazionali dell'Indonesia», ha affermato Hanif Alatas, del Fronte della Fratellanza Islamica.

In una dichiarazione rilasciata questo mese, il massimo organo clericale del Paese, il Consiglio degli Ulema indonesiani, ha esortato il governo indonesiano a ritirare i propri membri dal consiglio, definendolo «inefficace nel realizzare una vera pace in Palestina». Prabowo ha partecipato alla riunione inaugurale del «Board of Peace» a Washington il mese scorso e ha promesso di inviare 8.000 soldati a Gaza nell'ambito della «Forza internazionale di stabilizzazione».

08:36
08:36
Almeno 1.332 civili iraniani hanno perso la vita finora

L'ambasciatore iraniano all'Onu, Amir Saeid Iravani, ha affermato che almeno 1.332 civili iraniani hanno perso la vita finora nella guerra e migliaia di altri sono rimasti feriti. Lo riporta il Guardian.

Usa e Israele «hanno dimostrato di non riconoscere alcuna linea rossa nel commettere i loro crimini», ha detto l'ambasciatore secondo cui i due Paesi stanno attaccando aree e infrastrutture civili «densamente popolate», tra cui scuole, strutture mediche, ricreative e sportive. «Questi atti costituiscono chiari crimini di guerra e crimini contro l'umanità», ha detto chiedendo al Consiglio di Sicurezza di «agire ora, senza indugio».

L'ambasciatore iraniano ha anche affermato che le dichiarazioni di Donald Trump sulla scelta del prossimo leader della Repubblica islamica violano il principio di non interferenza. «L'Iran è uno Stato sovrano e indipendente», ha affermato. «Non accetta, e non permetterà mai, che una potenza straniera interferisca».

Oltre 3000 obiettivi

Gli Stati Uniti hanno dal canto lovo affermato di aver colpito più di 3.000 obiettivi durante la prima settimana di guerra all'Iran, parte della campagna «Epic Fury». Lo ha riferito il Comando centrale militare degli Stati Uniti (Centcom), responsabile delle forze Usa in Medio Oriente, postando una serie di schede riassuntive su X dell'evoluzione delle operazioni.

Tra gli obiettivi scelti figurano centri di comando e controllo, sistemi di difesa aerea, siti missilistici, navi e sottomarini della Marina iraniana. Nel dettaglio, 43 navi sono state «danneggiate o distrutte».

Nuovi attacchi su larga scala

Israele ha intanto annunciato oggi una nuova ondata di attacchi «su larga scala» contro siti governativi di Teheran, mentre l'escalation della guerra in Medio Oriente entra nella sua seconda settimana. Del fumo si è visto levare dall'aeroporto internazionale Mehrabad della capitale iraniana.

Un alto funzionario dell'amministrazione Trump ha affermato che la notte scorsa ha segnato la «più grande campagna di bombardamenti» americana in Iran, scrive Sky News.

Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha dichiarato a Fox Business: «Faremo i danni maggiori ai lanciamissili iraniani, alle fabbriche che costruiscono i missili. E li stiamo sostanzialmente degradando. E, sapete, la nostra campagna è stata travolgente».

08:06
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Il punto alle 08.00

Un'operazione di intercettazione è avvenuta stamattina sopra l'aeroporto di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, con testimoni che parlano di una forte esplosione seguita da una colonna di fumo nel cielo. Il governo di Dubai ha confermato «un incidente di lieve entità dovuto alla caduta di detriti dopo un'intercettazione» e che nessuno è rimasto ferito, negando «le notizie circolanti sui social media riguardanti incidenti all'aeroporto internazionale di Dubai». In precedenza i media locali avevano dato notizia di due esplosioni a Dubai e una nella capitale del Bahrein.

Il Ministero della Difesa saudita ha annunciato oggi di aver distrutto un missile balistico diretto verso la base aerea di Prince Sultan, che ospita truppe statunitensi. «Un missile balistico lanciato verso la base aerea di Prince Sultan è stato intercettato e distrutto», ha scritto il portavoce del dicastero su X senza fornire ulteriori dettagli. La base si trova a sudest della capitale Riad.

Khalid bin Salman ha invitato l'Iran a mostrare «saggezza» e lo ha messo in guardia da «qualsiasi errore di valutazione», mentre il suo Paese è preso di mira dai droni e dai missili di Teheran. «Abbiamo sottolineato che tali azioni minano la sicurezza e la stabilità regionale e abbiamo espresso la speranza che la parte iraniana dimostri saggezza ed eviti qualsiasi errore di valutazione», ha scritto il principe su X dopo un incontro con il capo dell'esercito pakistano Asim Munir.