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Trump: «Nessun accordo con l'Iran se non la resa incondizionata»

L'esercito israeliano afferma di aver «lanciato un'ondata di attacchi contro le infrastrutture del regime terroristico iraniano» - TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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Trump: «Nessun accordo con l'Iran se non la resa incondizionata»
Red. Online
06.03.2026 15:54
22:52
22:52
Iran: «Non vogliamo chiudere Hormuz, ma colpiremo ogni nave di Israele e Usa»

L'Iran non ha intenzione di chiudere lo Stretto di Hormuz, ma le navi di Israele o degli Stati Uniti che tenteranno di attraversarlo saranno colpite. Lo ha dichiarato un portavoce militare alla televisione di stato iraniana, secondo quanto riportato dal Guardian. «Non impediremo alle navi di attraversare lo Stretto di Hormuz, ma la responsabilità della loro sicurezza ricade sulle navi stesse. Prenderemo di mira qualsiasi nave appartenente all'entità sionista (Israele) e agli Stati Uniti che tenti di attraversare lo Stretto di Hormuz».

22:46
22:46
Il Qatar annuncia la riapertura parziale dello spazio aereo

L'autorità per l'aviazione civile del Qatar ha dichiarato che lo spazio aereo dello Stato del Golfo sarebbe stato parzialmente riaperto dopo la chiusura totale all'inizio di una campagna iraniana di missili e droni in rappresaglia agli attacchi Usa-Israele. «L'autorità per l'aviazione civile del Qatar annuncia la ripresa parziale della navigazione aerea nello Stato del Qatar, attraverso rotte di emergenza designate con capacità operativa limitata», ha affermato l'organismo. «Questa fase include l'operatività di un numero limitato di voli designati per l'evacuazione dei passeggeri, oltre all'operatività di voli cargo», ha aggiunto. 

«L'Iran ci ha attaccati con 10 droni, 9 sono stati intercettati»

L'Iran ha preso di mira il Qatar con 10 droni, ha dichiarato il ministero della Difesa di Doha in una nota, mentre la Repubblica Islamica intensifica la sua campagna aerea contro gli Stati del Golfo. «Il Qatar è stato oggetto di ondate di attacchi da parte della Repubblica islamica dell'Iran, che hanno coinvolto 10 droni, a partire dall'alba di venerdì», ha affermato, aggiungendo che i militari «sono riusciti a intercettare con successo nove droni, mentre un altro ha colpito un'area disabitata, senza causare vittime».

21:57
21:57
Beirut: «Almeno 9 morti in attacchi israeliani nell'est del Libano»

Almeno nove persone sono state uccise e altre 17 sono rimaste ferite oggi negli attacchi israeliani nella valle orientale della Bekaa, secondo un bilancio preliminare del ministero della Salute libanese. «I raid del nemico israeliano sulla città di Nabi Sheet, nel distretto di Baalbek, hanno provocato nove morti e diciassette feriti», ha dichiarato il ministero in una nota, aggiungendo che la ricerca di sopravvissuti sotto le macerie continua.

21:54
21:54
Iraq, "attacco con droni a base militare aeroporto Baghdad"

Un attacco con droni ha preso di mira in serata una base militare nell'aeroporto di Baghdad che ospitava una missione diplomatica americana. Lo riferiscono all'Afp fonti della sicurezza. «Quattro droni hanno preso di mira la base militare situata nell'aeroporto della capitale irachena», ha detto un responsabile della sicurezza. Un altro ha precisato che almeno due droni si sono schiantati all'interno della base.

19:34
19:34
Trump non chiude all'ipotesi di un'altra figura religiosa alla guida dell'Iran

Il presidente americano Donald Trump è disponibile ad avere un'altra figura religiosa alla guida dell'Iran, dopo la campagna di bombardamenti congiunta tra Stati Uniti e Israele che la scorsa settimana ha portato all'uccisione dell'ayatollah Ali Khamenei. In un'intervista telefonica alla Cnn, alla domanda se potesse accettare un altro leader religioso alla guida del Paese, Trump ha risposto: «Forse sì». Il tycoon ha anche affermato che la nuova leadership dell'Iran «funzionerà come in Venezuela», riferendosi all'eliminazione dell'ex presidente venezuelano Nicolas Maduro da parte degli Stati Uniti. Giovedì, in un'altra intervista telefonica con Axios, Trump ha però detto di dover essere personalmente coinvolto nella selezione della nuova leadership iraniana. Come ciò si verifichi, al momento, non è chiaro: ha affermato che il figlio di Ali Khamenei, Mojtaba Khamenei, molto probabilmente il successore del padre, sarebbe una scelta «inaccettabile» per lui.

«Vogliamo qualcuno che porti armonia e pace in Iran", ha rincarato il presidente statunitense. «Stanno sprecando tempo. Il figlio di Khamenei è un peso piuma. Devo essere coinvolto nella nomina, come è successo con Delcy Rodríguez in Venezuela», ha dichiarato l'inquilino della Casa Bianca, citando la presidente ad interim di Caracas, numero due di Maduro.

19:31
19:31
Guterres: «C'è il rischio che la situazione in Medio Oriente degeneri»

«Tutti gli attacchi illegali in Medio Oriente e oltre stanno causando enormi sofferenze e danni ai civili in tutta la regione, e rappresentano un grave rischio per l'economia globale, in particolare per le persone più vulnerabili. La situazione potrebbe degenerare in una spirale incontrollabile». Lo ha detto il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres mentre prosegue il conflitto tra Usa-Israele e Iran. «È ora di porre fine ai combattimenti e avviare seri negoziati diplomatici - ha aggiunto -. La posta in gioco non potrebbe essere più alta».

19:29
19:29
«Avvistate solo 9 navi attraverso lo stretto di Hormuz»

Da lunedì, secondo i dati di MarineTraffic analizzati dall'Afp, sono state avvistate solo nove petroliere, navi cargo e portacontainer, alcune delle quali hanno talvolta nascosto la loro posizione. Dopo l'attacco di domenica a tre navi, almeno tre petroliere e una nave che trasportava gas hanno attraversato questo stretto. Quasi il 20% del petrolio greggio mondiale e circa il 20% del Gnl transitano attraverso lo Stretto di Hormuz.

19:27
19:27
Pasdaran: «Colpita la base Usa da cui è partito il raid contro la scuola»

Le Guardie della Rivoluzione iraniana hanno dichiarato di aver preso di mira una base statunitense negli Emirati Arabi Uniti, che avrebbero utilizzato come base di lancio per un attacco contro la scuola elementare femminile nella contea di Minab, nel sud del Paese, che secondo le autorità iraniane avrebbe provocato più di 150 vittime. «La base aerea di Al-Dhafra, appartenente a terroristi americani nella regione, è stata presa di mira con droni e missili di precisione», hanno dichiarato le Guardie in un comunicato trasmesso dalla televisione di Stato.

Il Pentagono indaga

Né Israele né gli Stati Uniti hanno rivendicato la responsabilità dell'attacco, mentre il Pentagono ha confermato di stare indagando. Un'inchiesta del New York Times ha concluso ieri che l'esercito statunitense è «il più probabile responsabile dell'attacco». Un'analisi dei post sui social media risalenti al momento dell'attacco, nonché di foto e video di testimoni, avrebbe infatti indicato che la scuola era stata colpita contemporaneamente a una vicina base navale delle Guardie, afferma il Nyt.

17:03
17:03
Beirut, "salgono a 217 le vittime dei raid da lunedì"

Il bilancio degli attacchi israeliani sul Libano da lunedì è di 217 morti e 798 feriti: lo ha annunciato il ministero della Salute. Un precedente bilancio del ministero, pubblicato giovedì sera, riportava 123 morti e 683 feriti. Lunedì il Libano è stato trascinato nella guerra regionale con l'Iran, quando Hezbollah, filo-iraniano, ha lanciato un attacco contro Israele, che ha risposto con una campagna di attacchi massicci.

17:02
17:02
Usa: «Presto inizieremo a scortare navi per lo stretto di Hormuz»

Il segretario all'Energia americana ha dichiarato che la Marina Usa si sta preparando a scortare le navi attraverso lo stretto di Hormuz. «Non appena sarà ragionevole farlo, scorteremo le navi attraverso lo stretto e rimetteremo in moto l'energia», ha dichiarato Chris Wright a Fox News. Martedì Donald Trump aveva dichiarato che «se sarà necessario, gli Stati Uniti scorteranno le petroliere e altre navi per lo stretto il prima possibile».

«Un'altra nave in fiamme»

La televisione di Stato iraniana, nel frattempo, afferma che un'«altra" nave è andata in fiamme nello stretto di Hormuz dopo essere stata colpita da un drone». La tv iraniana non ha fornito alcuna precisazione sul tipo di nave né sull'origine del drone. In mattinata un portavoce militare iraniano aveva dichiarato che una petroliera statunitense nel Golfo era «in fiamme» dopo essere stata presa di mira dalle forze iraniane.

16:32
16:32
Attacco aereo israeliano vicino all'ambasciata iraniana a Beirut

Al Jazeera riferisce di segnalazioni secondo cui un attacco aereo israeliano avrebbe colpito l'area vicino all'ambasciata iraniana a Beirut. L'aviazione israeliana ha compiuto un attacco su Beirut nei pressi dell'ambasciata iraniana a Jnah, ha in seguito riferito l'agenzia nazionale libanese Nna, secondo cui non è ancora chiaro se la sede diplomatica sia stata presa di mira direttamente.

16:30
16:30
Fedeli in preghiera a Teheran con bandiere e foto di Khamenei

Molti fedeli iraniani si sono riuniti oggi a Teheran per la prima preghiera del venerdì dall'inizio del conflitto. Lo riporta il Guardian online, riferendo che dopo le preghiere i sostenitori del governo hanno marciato per le strade sventolando bandiere iraniane e foto dell'ayatollah ucciso Ali Khamenei. Il Guardian accompagna la notizia con alcune foto che ritraggono una folla di fedeli in preghiera nel cortile della Grande moschea Imam Khomeini a Teheran, e alcuni momenti della marcia dei sostenitori, con le bandiere iraniane e le foto dell'ex Guida suprema. Secondo quanto riferisce Al-Jazeera, i presenti hanno anche intonato slogan anti-Usa e anti-israeliani mentre si riunivano per la preghiera di mezzogiorno, senza lasciarsi scoraggiare dal feroce bombardamento sulla capitale.

15:58
15:58
Scontri tra Hezbollah e israeliani a Khiam nel sud del Libano

Violenti scontri tra Hezbollah e l'esercito israeliano sono in corso nell'area orientale di Khiam, nel distretto di Marjayoun, nel sud del Libano. Lo riferiscono fonti locali. Secondo le stesse fonti, nei combattimenti vengono utilizzate mitragliatrici pesanti e razzi anticarro. Il rumore degli scontri è chiaramente udibile nelle località circostanti. In precedenza, movimenti di veicoli militari israeliani a est della città erano stati presi di mira con razzi.

Il bilancio provvisorio

Almeno cinque persone sono morte e nove sono rimaste ferite in un raid aereo israeliano che ha colpito il quartiere Haret Aqbe nella località di Duweir, nel distretto di Nabatiye, nel sud del Libano. Lo riferisce l'agenzia di stampa ufficiale libanese Nna. Stamani altre 5 persone erano state uccise da Israele a Sidone, 40 km a sud di Beirut. Il bilancio ufficiale delle vittime dei bombardamenti israeliani in Libano dal 2 marzo a oggi supera i 130 uccisi.

15:54
15:54
Trump: «Nessun accordo con l'Iran se non la resa incondizionata»

«Non ci sarà alcun accordo con l'Iran se non la resa incondizionata!». Lo scrive su Truth il presidente statunitense Donald Trump. «Dopo la resa incondizionata e dopo la selezione di un leader grande e accettabile - ha aggiunto il tycoon - noi e molti dei nostri meravigliosi e coraggiosi alleati lavoreremo instancabilmente per salvare l'Iran dall'orlo della distruzione, rendendolo economicamente più grande, migliore e più forte che mai». «Renderemo l'Iran di nuovo grande», ha scritto inoltre Trump sul suo social lanciando una nuova versione del suo Maga: Miga, «Make Iran Great Again».

15:15
15:15
Il NYT: «La scuola di Minab è stata colpita dagli USA»
14:54
14:54
La portaerei francese Charles de Gaulle è nel mar Mediterraneo

La portaerei francese Charles de Gaulle, inviata da Parigi in Medio Oriente per proteggere i propri cittadini e gli alleati presi di mira dall'Iran, è entrata nel mar Mediterraneo superando lo stretto di Gibilterra. Lo constata l'Afp sul posto.

L'imbarcazione, che ha ancora diversi giorni di navigazione prima di raggiungere l'aerea operativa, si trovava nel nord dell'Europa nel quadro di una missione Nato quando il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato l'invio in Medio Oriente.

14:53
14:53
Droni contro l'aeroporto e i giacimenti petroliferi di Bassora

Droni hanno colpito l'aeroporto e i giacimenti petroliferi di Bassora. Lo riferisce una fonte di sicurezza irachena.

Quattro droni hanno colpito l'aeroporto di Bassora e due impianti petroliferi nel sud dell'Iraq, ha riferito un funzionario della sicurezza.

«Un drone si è schiantato contro il terminal merci dell'aeroporto di Bassora», ha detto la fonte, aggiungendo che altri due hanno colpito una società statunitense nel complesso petrolifero di Burjesia, e un quarto ha colpito il giacimento petrolifero di Rumaila, dove opera il colosso britannico Bp.

14:52
14:52
Nuovi attacchi contro i curdi iraniani nel nord dell'Iraq

Nuovi attacchi hanno colpito obiettivi di gruppi di opposizione curdi iraniani nel nord dell'Iraq: lo ha dichiarato un funzionario del Partito Democratico del Kurdistan Iraniano in esilio. «Le nostre basi sono sotto attacco da parte del nemico iraniano», ha dichiarato il funzionario del Pdki.

«Dopo un attacco di questa mattina, i nostri siti sono stati nuovamente presi di mira 20 minuti fa con sei droni» e «l'attacco continua», ha aggiunto.

14:18
14:18
Diverse esplosioni in Bahrein

Diverse esplosioni sono state udite nella capitale del Bahrein, Manama, secondo quanto riportato da un corrispondente dell'agenzia francese Afp. Le autorità hanno attivato una sirena d'allarme.

«La sirena è suonata. Esortiamo cittadini e residenti a mantenere la calma, a recarsi nel luogo sicuro più vicino e a seguire le informazioni trasmesse dai canali ufficiali», ha scritto il Ministero dell'Interno su X.

Intanto, gli Emirati Arabi Uniti affermano di aver intercettato oggi nove missili balistici e 109 droni. Lo rende noto il ministero della Difesa, come riporta Sky News Uk.

Dal canto loro, i media iraniani hanno riferito che delle esplosioni hanno scosso la città portuale di Bandar Abbas, sulla costa del Golfo, a seguito degli attacchi statunitensi e israeliani contro l'Iran. «Diverse esplosioni sono state udite nella città di Bandar Abbas», ha riportato il sito web Etemad. Altri media, tra cui il quotidiano Shargh, hanno riportato resoconti simili.

Da parte sua, il figlio del defunto scià di Persia ha condannato gli attacchi dell'Iran ai suoi vicini e ha affermato che in futuro Teheran sarà un «vero partner» dei paesi della regione.

Reza Pahlavi, che si è proposto come alternativa in caso di caduta della Repubblica Islamica, ha affermato in un post su X che gli attacchi missilistici dell'Iran ai vicini del Golfo «sono inaccettabili e li condanniamo».

Pahlavi è il figlio dello scià detronizzato dalla rivoluzione islamica iraniana del 1979. Ha giurato: «Torneremo a essere veri partner».

12:48
12:48
Teheran: «Attaccate basi Usa in Kuwait, e lo faremo ancora»

L'esercito iraniano ha dichiarato di aver attaccato le basi statunitensi in Kuwait e ha promesso che avrebbe proseguito con ulteriori attacchi. «Nelle ultime ore, vari tipi di droni distruttivi delle forze di terra dell'esercito hanno preso di mira in gran numero le basi militari americane in Kuwait», ha dichiarato l'esercito, secondo la TV di stato iraniana. «Questi attacchi continueranno nelle prossime ore».

Dal canto suo, su X, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha scritto che «alcuni Paesi hanno avviato iniziative di mediazione. Sia chiaro: siamo impegnati per una pace duratura nella regione ma non esitiamo a difendere la dignità e la sovranità della nostra nazione. La mediazione dovrebbe rivolgersi a coloro che hanno sottovalutato il popolo iraniano e innescato questo conflitto».

Intanto, sono 17 gli Stati membri dell'Unione europea che hanno attivato il meccanismo europeo di protezione civile per il rimpatrio dei cittadini europei dal Medio Oriente, in un'operazione che ha già riportato in Europa oltre mille persone. Lo ha riferito una portavoce della Commissione europea nel briefing quotidiano con la stampa. «Il Portogallo ha attivato ieri sera il meccanismo di protezione civile e da allora anche altri Paesi hanno fatto lo stesso», ha spiegato, sottolineando che «a questo stadio abbiamo 17 Paesi che hanno già attivato il meccanismo».

L'operazione di rimpatrio è già in corso e coinvolge diversi voli organizzati dagli Stati membri. «Fino a ieri parliamo di 10 voli che sono arrivati in sicurezza in Europa e che hanno riportato oltre mille passeggeri», ha precisato la portavoce. Il meccanismo consente ai cittadini europei bloccati nella regione di salire a bordo di voli organizzati da altri Stati membri.

«Se sei un cittadino europeo in Medio Oriente e vuoi tornare a casa, non sei mai solo durante una crisi», ha affermato la portavoce, spiegando che i cittadini possono imbarcarsi «su un aereo organizzato da un altro Stato membro». Bruxelles può inoltre contribuire al finanziamento delle operazioni. «Se uno Stato membro offre almeno il 30% dei posti del volo a cittadini di altri Paesi dell'Ue, possiamo cofinanziare fino al 75% dei costi», ha aggiunto la portavoce, spiegando che la Commissione contribuisce anche alla «organizzazione e alla logistica dei voli» in coordinamento con le autorità consolari nazionali.

12:06
12:06
«La guerra provoca una grave crisi umanitaria»

L'agenzia delle Nazioni unite per i rifugiati ha avvertito che la guerra in Medio Oriente rappresenta una «grave crisi umanitaria» che richiede una risposta immediata a livello regionale.

«La crisi crescente in Medio Oriente costituisce una grave emergenza umanitaria che richiede una risposta immediata in tutta la regione e anche nel Sud-est asiatico», ha dichiarato a Ginevra Ayaki Ito, direttore della divisione emergenze e supporto ai programmi dell'agenzia Onu per i rifugiati.

Ito ha aggiunto che alcuni membri del personale dell'organizzazione si trovano attualmente «in pericolo» nelle aree interessate dal conflitto.

Intanto, le università in tutto l'Iran saranno chiuse fino a nuovo avviso a causa della guerra. Tutte le attività accademiche sono state sospese, ha riportato il portale online di orientamento riformista Eslahat News, citando il Ministero della Scienza.

Secondo il rapporto, sono state interrotte sia le lezioni in presenza che l'insegnamento online. Le università sono state tra i primi luoghi dove sono scoppiate le proteste di gennaio represse nel sangue.

Dal canto suo, il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha riferito ai giornalisti che la domanda di risorse energetiche russe è aumentata significativamente a causa dell'aggravarsi della situazione in Medio Oriente, in particolare con le difficoltà di attraversamento dello Stretto di Hormuz. «Stiamo registrando un significativo aumento della domanda di risorse energetiche russe, di energia, in relazione alla guerra in Iran», ha affermato il portavoce.

Peskov ha aggiunto che la Russia è «in grado di garantire la continuità di tutte le forniture previste dai contratti» e continua le forniture in particolare a Pechino e New Delhi. «Sappiamo - ha osservato il portavoce del presidente Vladimir Putin - che sia l'India che la Cina sono Paesi guidati dai propri interessi nazionali, e lo stesso facciamo noi. E continuiamo la nostra interazione, anche nel settore dell'energia e del commercio di risorse energetiche, sia con l'India che con la Cina».

12:05
12:05
L'ambasciata svizzera a Teheran resta aperta

L'ambasciata svizzera a Teheran resta aperta, nonostante gli incessanti bombardanti statunitensi e israeliani sulla capitale iraniana da sabato. Lo ha confermato oggi il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) all'agenzia Keystone-ATS.

Presso la rappresentanza svizzera lavorano ancora sei cittadini elvetici e 18 collaboratori locali, ha precisato un portavoce del DFAE. Tutti stanno bene, considerate le circostanze, ha aggiunto. Quattro collaboratori con passaporto rossocrociato avevano già abbandonato la Repubblica islamica il 3 marzo.

Tutte le rappresentanze svizzere nella regione dispongono delle necessarie misure di sicurezza e di gestione delle crisi, hanno sottolineato i servizi di Ignazio Cassis, precisando che tali dispositivi vengono costantemente verificati e adattati.

Dopo l'offensiva militare israeliana e statunitense contro l'Iran e la conseguente rappresaglia da parte di Teheran, migliaia di cittadini svizzeri sono rimasti bloccati in diversi Stati del Golfo. Attraverso l'applicazione Travel Admin del DFAE si sono registrate circa 5'200 persone dall'inizio delle ostilità.

Ieri pomeriggio un primo volo speciale di Swiss provenienti dalla capitale dell'Oman Mascate e diretto a Zurigo ha permesso di rimpatriare 211 cittadini elvetici.

11:56
11:56
Il vicepremier Lammy apre alla possibilità di raid britannici contro i lanciamissili dell'Iran

Il vicepremier britannico David Lammy ha aperto alla possibilità di raid aerei del Regno Unito contro i lanciamissili dell'Iran. Intervenendo al programma Bbc Breakfast, Lammy ha dichiarato che Londra ha il diritto di intraprendere azioni per proteggere i propri cittadini.

«Non sono qui per fare l'avvocato», ha affermato il vicepremier, ma «è chiaro che, in risposta a un attacco, possiamo colpire i siti che lo hanno lanciato e rappresentano una minaccia». «Per come la vedo io, c'è una base legale», ha aggiunto.

Una dichiarazione che differisce dalla linea adottata sinora dal governo laburista del premier Keir Starmer, come sottolineano i media del Regno, che si è limitato a condurre operazioni difensive a sostegno di basi britanniche, come quella sull'isola di Cipro, e dei Paesi alleati in Medio Oriente, con l'abbattimento di droni iraniani.

Dal canto loro, le Nazioni Unite hanno chiesto indagini rapide sugli attacchi mortali israeliani in Libano, per determinare se siano stati conformi al diritto internazionale. «L'impatto devastante di questo rinnovato conflitto è già sotto i nostri occhi, con i civili che pagano un prezzo dolorosamente alto», ha dichiarato Ravina Shamdasani, portavoce dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani.

«Devono essere condotte indagini rapide e approfondite, in particolare per determinare se tali attacchi siano stati conformi ai principi di distinzione, proporzionalità e precauzione», ha affermato Shamdasani.

Nel frattempo, l'Azerbaigian ha richiamato i suoi diplomatici dall'Iran dopo che un drone iraniano ha colpito ieri un aeroporto in Azerbaigian, vicino al confine tra i due Paesi. Lo riportano i media internazionali. Il presidente azero Ilham Aliyev ha dichiarato di aver ordinato di preparare azioni di rappresaglia per l'attacco.

11:38
11:38
Guerra, 60 mila tonnellate di riso basmati ferme nei porti indiani

Con 60mila tonnellate di riso basmati ferme nei porti indiani a seguito della guerra nel Medio Oriente, gli esportatori hanno fatto appello al governo di Delhi perché intervenga urgentemente, definendo l'attuale stallo «causato da forza maggiore in circostanze eccezionali», come accadde durante il Covid.

Secondo i media indiani i container bloccati lungo le coste del subcontinente sono quasi 3'000. Stando a dati ufficiali, circa il 90 per cento del totale del riso esportato annualmente dall'India è del tipo basmati, per un valore di circa 250 miliardi di rupie quasi 235 milioni di Euro; il Medio Oriente ne acquista tra il 60 e il 70%, mentre l'Iran, da solo, ne acquista il 20%.

11:36
11:36
«Il petrolio potrebbe raggiungere 150 dollari»

Il ministro dell'energia del Qatar lancia un monito allarmistico: se gli scontri Iran-Usa-Israele proseguono e il Canale Hormuz resta compromesso tutti i produttori dell'area finiranno per dover bloccare le operazioni e il barile di petrolio potrebbe raggiungere 150 dollari, «trascinando al ribasso le economie di tutto il mondo».

In una intervista al Financial Times, Saad al-Kaabi sostiene che anche se le ostilità si fermassero oggi ci vorrebbero «settimane, se non mesi» per un ritorno alla normalità. Invece con la durata del conflitto al centro di crescenti incertezze, secondo l'esponente qatariota altri produttori dovranno fare come il suo paese, che ha già dichiarato di aver sospeso le operazioni per «causa di forza maggiore», dopo un attacco iraniano ad un suo stabilimento.

«Ci aspettiamo che tutti quelli che non hanno fatto ricorso a causa di forza maggiore lo facciano nei prossimi giorni, mentre tutto questo continua. Tutti gli esportatori del Golfo dovranno farlo. Se non lo fanno a un certo punto si ritroveranno a dover pagare il conto, se questa è la loro scelta».

Intanto lo stop delle forniture dall'area «trascinerà giù le economie del mondo. Se la guerra continua per settimane il prodotto interno lordo mondiale ne subirà le ricadute. I prezzi dell'energia saliranno per tutti. Ci saranno penurie di alcuni prodotti e una reazione a catena per le fabbriche che non possono ricevere approvvigionamenti».

10:41
10:41
È «probabile» che gli USA siano responsabili della strage nella scuola iraniana

Gli investigatori militari statunitensi ritengono probabile che le forze Usa siano responsabili dell'attacco alla scuola femminile iraniana in cui sono morte 150 bambine sabato scorso ma non hanno ancora raggiunto una conclusione definitiva né completato le indagini: lo rivela Reuters in un'esclusiva.

La scuola femminile di Minab, nell'Iran meridionale, è stata colpita nel primo giorno di attacchi statunitensi e israeliani contro il Paese. L'ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite a Ginevra, Ali Bahreini, ha dichiarato che l'attacco ha ucciso 150 studentesse.

Intanto, la Francia proseguirà le operazioni di rimpatrio dal Medio Oriente ''nelle migliori condizioni di sicurezza possibili'': è quanto riferito dal ministro dei Trasporti, Philippe Tabarot, dopo che ieri un aereo di Air France precettato dalle autorità di Parigi per rimpatriare i connazionali dagli Emirati Arabi Uniti è stato costretto a tornare indietro per il lancio di missili nella zona.

''Continueremo questi voli di rimpatrio in un modo o nell'altro« e ''nelle migliori condizioni di sicurezza'', ha detto il ministro ai microfoni di Europe 1. Il governo, ha proseguito, continuerà a ''precettare degli aeroplani» e ''chiederà alle compagnie aeree di riprendere i voli commerciali«, ha aggiunto Tabarot.

Secondo stime del Quai d'Orsay, sono 5'000 i francesi che desiderano ''tornare il più rapidamente possibile in Francia» dall'inizio della guerra in Iran e Medio Oriente.

Nel frattempo, dopo 11 ore di relativa calma, i missili dell'Iran hanno nuovamente attaccato Tel Aviv e il centro di Israele questa mattina. Nel centro della città ci sono stati forti boati dopo che i missili intercettori sono stai lanciati per abbattere i vettori esplosivi iraniani. Per il momento non risultano feriti.

Dal canto loro, le squadre dei soccorsi del Magen David Adom segnalano danni a diversi edifici a Tel Aviv e Givatayim a causa del bombardamento iraniano. Si tratta di frammenti di intercettazione caduti sulla città.

«La polizia distrettuale di Tel Aviv sta attualmente gestendo diverse aree del distretto in cui sono cadute schegge. La polizia invita a non avvicinarsi o toccare resti che potrebbero contenere esplosivi», ha dichiarato la polizia di Tel Aviv facendo riferimento all'uso di bombe a grappolo da parte di Teheran che lasciano sul terreno ordigni più piccoli a volte inesplosi.

10:40
10:40
Quattro arresti a Londra per spionaggio pro-Iran

Quattro uomini sono stati arrestati a Londra con l'accusa di aver collaborato con l'intelligence iraniana per spiare obiettivi e personalità legate alla comunità ebraica della capitale britannica.

Secondo quanto riferito dalla Metropolitan Police, i sospettati - un cittadino iraniano e tre con doppia cittadinanza britannico-iraniana - sono stati fermati in tre diversi indirizzi di Londra. Altri sei uomini sono finiti in manette con l'accusa di favoreggiamento, ha aggiunto Scotland Yard.

Frattanto, il presidente del governo spagnolo, Pedro Sanchez, ha avuto un colloquio telefonico con il sultano di Oman, Haitham bin Tariq al Busaid, e con l'emiro del Qatar, Tamin bin Hamad Al Thani, ai quali ha trasmesso «la solidarietà e il sostegno» della Spagna a fronte degli «ingiustificabili attacchi» sofferti dall'Iran nell'escalation in Medio Oriente, provocata dalla reazione di Teheran all'operazione israelo-nordamericana mossa contro il regime degli Ayatollah.

A darne notizia è stato lo stesso Sanchez in un messaggio riversato su X. «Nessun Paese deve essere aggredito impunemente», scrive il premier nel messaggio.

«I missili e i droni solo seminano paura e mettono a rischio vite innocenti», evidenzia Sanchez nel post, che conclude con un'esortazione a «costruire la pace e la sicurezza che tutti meritano».

10:39
10:39
«Già quasi mille morti in Iran»

Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), il conflitto scatenato dagli attacchi degli Usa e di Israele contro l'Iran coinvolge ora almeno 16 paesi. Il direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha dichiarato che in Iran sono già stati segnalati quasi 1'000 morti, oltre a decine di vittime in Libano, Israele e diversi stati del Golfo. L'agenzia Onu ha inoltre verificato 13 attacchi contro strutture sanitarie in Iran e uno in Libano.

La guerra, ha detto, si sta diffondendo alle rotte marittime, ai corridoi umanitari, agli ospedali e ai movimenti di popolazione, una crisi che minaccia di trascinare l'intera regione e oltre. «Le conseguenze umanitarie derivanti dall'escalation della violenza in Medio Oriente sono sempre più gravi», ha avvertito il capo umanitario dell'Onu Tom Fletcher.

La guerra, infatti, è accompagnata da uno spostamento massiccio di popolazioni. Secondo l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr), circa 100'000 residenti hanno lasciato Teheran solo nei due giorni successivi ai primi . Allo stesso tempo, più di 60'000 persone sono state sfollate in Libano, secondo l'Oms. Gli ordini di evacuazione potrebbero ancora spingere fino a un milione di persone sulle strade, ha avvertito l'organizzazione.

Nel frattempo, a televisione di Stato iraniana ha fatto sapere che si è svolta in modalità virtuale, dopo che il complesso nella città di Qom è stato distrutto dai raid, un consiglio direttivo per discutere le modalità di svolgimento della riunione dell'Assemblea degli esperti che eleggerà il nuovo leader supremo della nazione. Lo riportano i media internazionali.

Il consiglio direttivo comprende il presidente Masoud Pezeshkian, il capo della magistratura Gholam Hossein Mohseni Ejehi e il religioso ayatollah Ali Reza Arafi.

Nella dichiarazione non si forniscono tempi sulla scelta del leader supremo, né informazioni sulla riunione dell'assemblea per la votazione, se di persona o a distanza.

Intanto, boati fortissimi sono stati avvertiti nel centro di Tel Aviv dopo l'allarme missili dall'Iran.

09:31
09:31
Allarme a Dubai: «Cercate immediatamente rifugio»

I residenti di Dubai hanno ricevuto un avviso del Ministero degli Interni degli Emirati Arabi Uniti sui loro telefoni, che li esortava a ripararsi da potenziali minacce missilistiche, hanno riferito i corrispondenti dell'Afp, mentre l'Iran prosegue la sua campagna di rappresaglia nel Golfo. «A causa dell'attuale situazione, potenziali minacce missilistiche, cercate immediatamente rifugio nell'edificio sicuro più vicino e state lontani da finestre, porte e aree aperte», si legge nell'avviso.

Dal canto suo, l'ambasciatore di Israele in Francia, Joshua Zarka, intervistato da Radio Classiquem ha dichiarato: «Il nostro obiettivo non è invadere Paesi vicini. Non abbiamo nessuna intenzione di inviare delle truppe sul terreno per cambiare regime» in Iran.

''Ci sono molte forze d'opposizione in Iran - ha proseguito il diplomatico - Il nostro obiettivo non è dividere il Paese ma che tutte le forze si uniscano per sbarazzarsi del regime che è un flagello per il Medio Oriente«.

''Non spetta a noi scegliere chi sarà il leader degli iraniani, ma agli iraniani. Possiamo solo aiutarli a prendere il controllo del Paese, indebolendo le capacità del regime'', ha concluso.

09:21
09:21
Il blackout di internet in Iran dura da 6 giorni

«I dati mostrano che l'Iran resta nell'oscurità digitale dopo sei giorni interi di blackout di internet, con l'1% di connettività dopo 144 ore».

Lo riporta l'osservatorio della rete Netblocks, che ha monitorato le restrizioni imposte a internet a partire dal 28 febbraio, giorno dell'attacco di Stati Uniti e Israele contro l'Iran.

Intanto, «circa 180 bambini sono stati uccisi e molti altri feriti» nell'escalation militare in Iran. L'allarme sull'«impatto mortale» del conflitto sui più piccoli arriva dall'Unicef.

«Tra le vittime ci sono 168 bambine uccise quando un attacco ha colpito la scuola elementare femminile Shajareh Tayyebeh a Minab, nel sud dell'Iran, il 28 febbraio, mentre le lezioni erano in corso. Secondo le notizie, la maggior parte delle vittime erano studentesse tra i 7 e i 12 anni. Inoltre, 12 bambini sono stati uccisi in altre scuole in cinque diverse località dell'Iran», sottolinea l'Unicef, segnalando anche che «almeno 20 scuole e 10 ospedali sono stati danneggiati in Iran, interrompendo l'accesso dei bambini all'istruzione e ai servizi sanitari essenziali».

08:22
08:22
Intensi bombardamenti israeliani in Libano

«L'aeronautica israeliana ha condotto un'ampia ondata di 26 attacchi nell'area di Dahieh, in Libano, prendendo di mira le infrastrutture terroristiche di Hezbollah». Lo scrive l'Idf su X. Dahieh è un quartiere nel sud di Beirut.

«Tra gli obiettivi - aggiunge il post - c'erano il centro di comando di un consiglio esecutivo e una struttura che ospitava droni utilizzati per attacchi contro Israele. Prima degli attacchi, sono state adottate misure per ridurre il rischio di danni ai civili».

In precedenza, il movimento sciita filo-iraniano Hezbollah aveva rivendicatola responsabilità del lancio di artiglieria e razzi contro le posizioni dell'esercito israeliano vicino al confine.

«In risposta alla criminale aggressione israeliana che ha colpito decine di città e villaggi libanesi, tra cui la periferia meridionale di Beirut, i combattenti della Resistenza islamica hanno lanciato un attacco con salve di razzi e fuoco di artiglieria», aveva dichiarato Hezbollah in un comunicato.

Al momento dell'attacco, intorno alle 2:10 ora locale di stanotte (l'1:10 in Svizzera), le sirene antiaeree avevano suonato nelle città israeliane prese di mira ma non sono state segnalate vittime o danni.

Dal canto suo, il ministero della Salute libanese ha reso noto ieri sera un nuovo bilancio delle vittime, pari a 123, nei raid aerei israeliani dall'inizio della guerra lunedì. «Il bilancio dell'aggressione israeliana dall'alba di lunedì (...) ammonta a 123 martiri e 683 feriti», si legge in una nota del Ministero, ripresa da L'Orient Le Jour.

08:08
08:08
Il traffico navale nello stretto di Hormuz è quasi azzerato

Il traffico navale nello stretto di Hormuz si è quasi completamente interrotto per effetto della guerra in Medioriente. L'esame dei segnali di navigazione in acqua «indica che il traffico si è ridotto a livelli di una cifra, con solo due transiti commerciali confermati osservati nelle ultime 24 ore», afferma il Joint Marine Information Center, secondo cui le traversate hanno riguardato solo navi cargo e non petroliere. L'organizzazione, riferisce Bloomberg, parla di «pausa temporanea quasi completa del traffico commerciale di routine».

06:40
06:40
Trump: «Truppe di terra in Iran? Una perdita di tempo»

Inviare truppe di terra in Iran sarebbe una «perdita di tempo», ha dichiarato il presidente americano Donald Trump a Nbc News, ritenendo superflua tale opzione.

«È una perdita di tempo. Hanno perso tutto. Hanno perso la loro marina. Hanno perso tutto ciò che potevano perdere», ha dichiarato Trump all'emittente Usa. Invitato a commentare una dichiarazione del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, secondo cui un'operazione di terra statunitense sarebbe un «disastro», il presidente americano l'ha liquidata come «chiacchiere inutili».

Araghchi aveva anche dichiarato alla Nbc che i funzionari iraniani erano «preparati a qualsiasi eventualità, persino uno sbarco». «Li stiamo aspettando: siamo fiduciosi di poterli affrontare e che sarebbe un disastro per loro», aveva aggiunto il ministro degli Esteri iraniano. 

06:38
06:38
Israele annuncia una «nuova fase» della guerra in Iran

Israele ha annunciato una «nuova fase» del conflitto con l'Iran.

«Dopo aver completato con successo la fase di attacco a sorpresa, durante la quale abbiamo stabilito la superiorità aerea e neutralizzato la rete missilistica balistica, passiamo ora alla fase successiva dell'operazione», ha detto ieri sera il capo di Stato maggiore Eyal Zamir affermando che Israele continuerà lo «smantellamento del regime iraniano» e le sue capacità militari. «Abbiamo ancora altre sorprese in serbo, che non intendo rivelare», ha aggiunto. 

06:36
06:36
Trump: «Vogliamo entrare in Iran e ripulire tutto»

Il presidente americano Donald Trump vuole smantellare completamente la struttura di leadership dell'Iran, avendo in mente alcuni nomi per la guida del Paese. «Vogliamo entrare e ripulire tutto - ha affermato il tycoon in un'intervista telefonica alla Nbc -. Non vogliamo qualcuno che ricostruisca in un periodo di 10 anni. Vogliamo che abbiano un buon leader. Abbiamo persone che penso farebbero un buon lavoro», ha aggiunto rifiutandosi di fare nomi.

Trump ha detto di stare prendendo provvedimenti per assicurarsi che le persone sulla sua lista riescano a sopravvivere alla guerra. «Li stiamo tenendo d'occhio, sì», ha detto. Alla domanda su chi guiderà l'Iran in futuro, Trump ha risposto: «Non lo so, ma a un certo punto mi chiameranno per chiedermi chi vorrei», aggiungendo di essere «solo un po' sarcastico quando lo dico».

Il tycoon ha anche risposto alle parole del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, che ha dichiarato al conduttore di 'Nbc Nightly News' Tom Llamas che il suo Paese è pronto per un'invasione di terra da parte delle forze americane e israeliane. Trump lo ha definito un «commento sprecato» e ha lasciato intendere che un'invasione non è qualcosa a cui sta pensando in questo momento. «È una perdita di tempo. Hanno perso tutto. Hanno perso la loro marina. »Hanno perso tutto ciò che potevano perdere«, ha detto, aggiungendo che il ritmo e l'intensità degli attacchi continueranno.

06:35
06:35
Intercettato un attacco con un drone in Qatar

Il Qatar ha affermato oggi di aver «intercettato con successo» un attacco con un drone contro la base aerea di Al Udeid, la più grande installazione militare statunitense in Medio Oriente.

06:19
06:19
Il punto alle 6

L'esercito israeliano ha affermato stamattina di aver condotto attacchi su larga scala contro infrastrutture di Teheran, mentre la televisione di Stato iraniana ha riportato una serie di esplosioni.

«Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno lanciato un'ondata di attacchi contro le infrastrutture del regime terroristico iraniano a Teheran», ha dichiarato lo stesso esercito dello Stato ebraico. La televisione iraniana Irib da parte sua ha riferito di «diverse esplosioni udite nella parte occidentale e orientale» della capitale. 

Colpiti due hotel e due edifici residenziali in Bahrein

Attacchi aerei iraniani hanno colpito due hotel e due edifici residenziali in Bahrein, ha annunciato stamattina il Ministero dell'Interno del Paese-arcipelago mediorientale, aggiungendo che i raid hanno provocato «danni materiali ma nessuna perdita di vite umane».

Ieri il Bahrein aveva riferito che un attacco aereo iraniano ha causato un rogo nella principale raffineria di petrolio statale del Paese e che l'incendio era stato spento.