Mondo
La diretta
Lo riferiscono fonti pakistane – Teheran: «Colpiremo la portaerei americana Abraham Lincoln» — TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
LIVE

17:25
17:25
Russia: sospese le operazioni nei porti del Baltico dopo l'attacco con droni ucraini
I porti russi sul Baltico di Primorsk e Ust-Luga, importanti terminali di esportazione, hanno sospeso oggi il carico di petrolio greggio e prodotti petroliferi dopo che massicci attacchi di droni ucraini hanno innescato un incendio visibile dalla Finlandia: lo scrive Reuters sul suo sito.
Gli attacchi con droni contro i porti baltici rappresentano uno dei più grandi attacchi finora perpetrati contro le infrastrutture russe per l'esportazione di petrolio nei quattro anni di guerra, e probabilmente aumenteranno l'incertezza sui mercati petroliferi globali causata dal conflitto in Medio Oriente.
16:55
16:55
La Russia evacua altro personale dalla centrale nucleare di Bushehr
La Russia ha evacuato altro personale dalla centrale nucleare iraniana di Bushehr. Lo ha reso noto il capo dell'agenzia atomica russa, dopo un attacco notturno al complesso.
«Oggi, intorno alle 07.20 ora di Mosca, 163 persone hanno lasciato Bushehr per il confine irano-armeno», ha dichiarato il direttore di Rosatom, Alexey Likhachev, citato dall'agenzia di stampa russa Ria Novosti. «In questo momento ne rimangono circa 300», ha aggiunto in dichiarazioni ai giornalisti.
La Russia ha contribuito alla costruzione dell'impianto sulla costa iraniana del Golfo Persico e i suoi tecnici contribuiscono a gestirlo.
16:54
16:54
«Ogni giorno video per Trump con gli attacchi USA più riusciti»
Dall'inizio della guerra con l'Iran i funzionari americani preparano ogni giorno un video per il presidente Donald Trump che mostra le immagini degli attacchi più grandi e riusciti contro gli obiettivi iraniani delle precedenti 48 ore. Lo riporta la NBC citando alcune fonti, secondo le quali i video realizzati stanno iniziando a preoccupare gli alleati di Trump.
Il timore è che il presidente non riceva un quadro completo della guerra e che i video aumentino la sua frustrazione nei confronti della copertura mediatica della guerra.
15:38
15:38
«Teheran pone cinque condizioni, la proposta USA è eccessiva»
L'Iran respinge la proposta degli Stati Uniti definendola «eccessiva» e rilancia le sue condizioni per un eventuale cessate il fuoco. Lo riporta l'emittente iraniana Press TV, che cita un alto funzionario.
«L'Iran porrà fine alla guerra quando lo deciderà e quando saranno soddisfatte le sue condizioni. Prima di allora non si terranno negoziati», ha affermato la fonte.
Il funzionario ha delineato le richieste, tra cui «la cessazione degli attacchi e degli assassinii, garanzie contro futuri conflitti, il pagamento dei danni di guerra, la fine dei combattimenti su tutti i fronti che coinvolgono gruppi alleati e il riconoscimento della sovranità iraniana sullo Stretto di Hormuz come suo diritto naturale e legale».
La tv di stato iraniana, citando il funzionario, ha detto che Teheran ha comunicato agli Stati Uniti, tramite un intermediario, che continuerà a difendersi. «L'Iran non permetterà al presidente statunitense Trump di dettare i tempi della fine della guerra», ha chiarito la fonte.
15:29
15:29
Il Pentagono sigla accordi per produrre più armi strategiche
Il Pentagono ha raggiunto un'intesa con i principali appaltatori della difesa su una serie di accordi quadro allo scopo di accelerare la produzione di sistemi missilistici strategici, impiegati con grande frequenza durante le fasi iniziali del conflitto di Stati Uniti e Israele contro l'Iran.
Lockheed Martin e BAE Systems Inc, nel dettaglio, hanno concordato piani con il Dipartimento della difesa per «quadruplicare la produzione dei sistemi di puntamento (seeker) per il missile intercettore Thaad (Terminal High Altitude Area Defense)», riferisce una nota.
In virtù di tali accordi, Honeywell Aerospace «aumenterà drasticamente la produzione di componenti critici per le scorte di munizioni USA», nell'ambito di un investimento pluriennale di 500 milioni di dollari.
15:23
15:23
«De-escalation di guerra vitale per i costi dell'energia»
«Una de-escalation» nella guerra con l'Iran è l'obiettivo «più importante» in questa fase, anche per frenare l'impennata dei costi globali dell'energia e il loro impatto sulle bollette britanniche. Lo ha ribadito il premier laburista Keir Starmer nel Question Time del mercoledì alla Camera dei Comuni, nell'ambito di un acceso botta e risposta con la leader dell'opposizione conservatrice Kemi Badenoch sullo stop nelle estrazioni di petrolio e gas nella acque britanniche del Mare del Nord.
Badenoch ha contestato il premier sul mancato via libera a una nuova licenza d'estrazione in Scozia, accusandolo di nascondersi «pateticamente» dietro le prerogative ministro dell'Energia, Ed Miliband.
Accuse a cui Starmer ha replicato richiamandosi insistentemente alla «legge» che assegna il potere normativo sulle licenze al titolare dell'Energia ed evocando la necessità di puntare in prima battuta «sulle fonti rinnovabili e sul nucleare» per evitare che la sicurezza energetica del Paese venga condizionata da produttori petroliferi quali «Iran o Russia». Ma soprattutto rinfacciando alla leader Tory d'avere inizialmente cercato di spingere il Regno Unito a entrare in guerra contro l'Iran al fianco di Usa e Israele, salvo fare poi «marcia indietro». Una guerra in cui «io ho invece deciso di non trascinare il Paese» in nome «dell'interesse nazionale», puntando al contrario su una strategia di «sicurezza collettiva concordata con gli alleati», ha rivendicato sir Keir.
15:22
15:22
«Negoziato illogico, Teheran non accetta il cessate il fuoco»
Teheran non accetta il cessate il fuoco e definisce «illogici» i colloqui con parti che violano gli accordi. Lo riporta l'agenzia Bloomberg citando l'agenzia di stampa iraniana FARS, che a sua volta cita una fonte informata, dopo il pressing degli Stati Uniti per il negoziato.
15:01
15:01
L'israeliana El Al riduce il traffico aereo dopo la direttiva del governo
«A seguito della decisione del Ministero dei trasporti di ridurre in modo significativo il traffico aereo, che comporta una forte diminuzione della frequenza dei voli e limiti al numero di passeggeri ammessi su ciascun volo in partenza da Israele, i voli dei clienti che avevano in programma di partire da Israele fino al 4 aprile sono stati cancellati, compresi i corrispondenti voli di ritorno. È stata inviata una notifica a tutti i passeggeri interessati». È quanto si legge in una nota della compagnia aerea israeliana El Al, che vola anche a Zurigo e Ginevra.
«In questi giorni - prosegue il testo - stiamo operando un numero limitato di voli verso le principali destinazioni: New York (JFK e Newark), Los Angeles, Miami, Londra, Parigi, Roma e Atene. Al momento, i voli in arrivo in Israele da queste destinazioni operano senza restrizioni sui passeggeri».
Inoltre «stiamo operando cinque voli speciali di recupero da Bangkok a Israele. La maggior parte dei passeggeri che originariamente avrebbero dovuto volare fino al 23 marzo sono già stati riprenotati su questi voli. I passeggeri che non sono ancora stati riprenotati saranno contattati proattivamente non appena sarà possibile operare voli aggiuntivi, nel rispetto delle linee guida delle autorità».
14:47
14:47
Mezzaluna Rossa: «In Iran 85.000 siti danneggiati, 66 bimbi uccisi»
Secondo il capo della Mezzaluna Rossa iraniana, Pirhossein Kolivan, «oltre 85.000 siti civili sono stati danneggiati, 66 bambini sotto i 5 anni uccisi, con centri sanitari e scuole presi di mira. Le violazioni vengono documentate e segnalate agli organismi internazionali». Lo riporta l'account X del Governo della Repubblica islamica iraniana.
14:39
14:39
Hezbollah: «Resistenza armata a Israele, unica alternativa alla resa»
Hezbollah ha affermato che il Libano è di fronte a una scelta «tra resa e resistenza armata a Israele» e ha invitato all'«unità nazionale» contro quella che ha definito «aggressione israelo-americana». Lo ha dichiarato il segretario generale del movimento, Naim Qassem, in un comunicato diffuso dalla tv al-Manar. Qassem ha sostenuto che esiste un progetto di «Grande Israele», fondato sull'espansione regionale «dal Nilo all'Eufrate», in riferimento implicito alle operazioni militari israeliane in Libano e nella vicina Siria.
Ha inoltre accusato Israele di aver proseguito gli attacchi contro il Libano per oltre quindici mesi senza rispettare gli accordi. Il leader del gruppo ha respinto l'ipotesi di disarmo della «resistenza» e di negoziati con Israele «sotto il fuoco», definendoli passi verso la resa e la perdita della sovranità nazionale.
Secondo Qassem, la risposta agli attacchi rappresenta «una responsabilità nazionale» che coinvolge governo, esercito e popolazione, mentre la resistenza resta «la speranza e la liberazione». Nel comunicato si sottolinea che il conflitto in corso non è «una guerra per conto di altri», ma uno scontro diretto tra Libano e Israele sostenuto dagli Stati Uniti, in risposta alle dichiarazioni del primo ministro libanese Nawaf Salam, che ha parlato di una guerra «decisa da altri». Qassem ha infine invitato a sospendere ogni divisione interna e a concentrarsi su un obiettivo prioritario: «fermare l'aggressione e liberare il territorio».
14:33
14:33
Raid USA contro gli iracheni, Baghdad convoca l'ambasciatore americano
Il governo iracheno ha convocato l'incaricato d'affari dell'ambasciata americana a Baghdad per consegnare una nota di protesta formale, «ferma e inequivocabile», dopo il raid USA che ha colpito la base di Habbaniya, causando 7 morti e 13 feriti tra i militari. Lo ha dichiarato il portavoce del comandante in capo delle forze armate, Sabah Numan, citato dall'agenzia governativa Nina.
Baghdad ha definito l'attacco «un crimine a tutti gli effetti» e una violazione del diritto internazionale, affermando che «non resterà in silenzio» di fronte all'uccisione dei propri soldati e avvertendo del rischio di un deterioramento dei rapporti con gli Stati Uniti.
Il primo ministro ha inoltre incaricato il ministero degli Esteri di formalizzare la protesta per ribadire la sovranità irachena e condannare «comportamenti irresponsabili». Le autorità irachene presenteranno anche un ricorso al Consiglio di sicurezza dell'Onu, corredato da documenti e dettagli sull'accaduto, per rivendicare i diritti del Paese e dei suoi cittadini di fronte a queste violazioni.
14:06
14:06
Iraq: «Ci riserviamo il diritto di rispondere al raid americano»
Il governo iracheno e le forze armate «hanno il diritto di rispondere con tutti i mezzi disponibili, nel rispetto della Carta delle Nazioni Unite», dopo il bombardamento americano che ha colpito la base di Habbaniya nella regione occidentale di al-Anbar. Lo ha dichiarato il portavoce del comandante in capo delle forze armate, Sabah Numan.
In un comunicato citato dall'agenzia di notizie governativa Nina, Numan ha affermato che, «nonostante gli sforzi politici e operativi dell'Iraq per restare fuori dal conflitto regionale e l'impegno diplomatico per il cessate il fuoco e la stabilità», sono proseguiti gli attacchi contro le forze irachene. L'ultimo, ha aggiunto, è avvenuto questa mattina contro l'ambulatorio medico-militare di Habbaniya, causando 7 uccisi e 13 feriti tra i membri dell'esercito.
14:05
14:05
Hezbollah rivendica attacchi contro militari israeliani in Libano
Hezbollah ha rivendicato una serie di attacchi contro Israele nel sud del Libano a ridosso della linea di demarcazione con Israele. Il gruppo armato ha dichiarato di aver «colpito» un gruppo di soldati israeliani nelle località di Quzah, Alma sahib, Beit Lif, Debel, Khiam. Gli attacchi sono stati registrati dall'alba di stamani fino a poco fa.
14:04
14:04
«Pakistan o Turchia tra le opzioni per i negoziati»
Il Pakistan ha consegnato all'Iran una proposta degli Stati Uniti e sia il Pakistan che la Turchia potrebbero essere sede di colloqui per allentare la tensione nel Golfo: lo ha detto a Reuters un alto funzionario iraniano, come riportato sul sito.
La fonte iraniana non ha rivelato i dettagli della proposta presentata dal Pakistan, né se fosse la stessa proposta statunitense in 15 punti. La fonte ha aggiunto che anche la Turchia «ha contribuito a porre fine alla guerra e che la Turchia o il Pakistan erano tra le opzioni considerate per ospitare tali colloqui».
13:13
13:13
«Arrestati 39 mercenari e terroristi sionisti-americani»
Il ministero dell'Intelligence dell'Iran ha annunciato l'arresto di 39 persone ritenute «membri di gruppi terroristici e mercenari nemici sionisti-americani» a Teheran.
«Ventisette di questi mercenari erano membri di due gruppi secessionisti e intendevano creare una cellula operativa nella provincia del Sistan e Baluchistan», nel sud est del Paese, «per fomentare l'insicurezza, ma sono stati arrestati prima di poter agire», ha affermato il ministero, riferisce l'agenzia iraniana Fars, aggiungendo che durante le operazioni sono stati sequestrati «49 ordigni esplosivi artigianali, 2 fucili d'assalto Kalashnikov, 16 pistole, 50 caricatori e oltre 1500 proiettili, insieme a 7 dispositivi Starlink», la compagnia per l'accesso a internet satellitare di Elon Musk.
Tra le altre persone arrestate, alcuni «avevano il compito di destabilizzare l'ambiente psicologico della società nel cyberspazio», mentre altri sono ritenuti responsabili di avere inviato «al nemico» la posizione di alcuni membri delle forze di sicurezza e di soldati. Da quando è iniziato il conflitto con gli Stati Uniti e Israele, Teheran ha annunciato l'arresto di centinaia di persone accusate di essere «mercenari» o «agenti» che lavorano per Israele o per gli Usa.
13:09
13:09
Colpito il centro di ricerca navale iraniano a Isfahan
L'Aeronautica militare israeliana, sotto la direzione dell'intelligence della Forza di difesa israeliana (Idf), ha portato a termine una vasta ondata di attacchi contro le industrie produttive del regime iraniano a Isfahan. Lo riportano i media israeliani. Nell'ambito degli attacchi, le forze di Difesa Israeliane, guidate dall'intelligence della Marina israeliana, hanno preso di mira il Centro iraniano di ricerca subacquea a Isfahan. Secondo quanto riportato nel comunicato, il centro è l'unica struttura in Iran responsabile della progettazione e dello sviluppo di sottomarini e sistemi di supporto per la Marina iraniana.
13:04
13:04
«Diffusione di informazioni sui siti militari, cinquanta arresti»
Le autorità iraniane hanno arrestato 50 persone, nella provincia settentrionale di Mazandaran, con l'accusa di aver inviato informazioni riservate su siti militari e di sicurezza all'emittente in lingua persiana dissidente, con sede a Londra, «Iran International» e a Manoto. Lo ha affermato l'agenzia iraniana Tasnim, legata alle guardie della rivoluzione, come riferisce la stessa Iran International, secondo cui gli arresti sono stati effettuati dall'intelligence di polizia della provincia a partire dall'inizio della guerra il 28 febbraio.
Tasnim ha affermato che i sospetti sono stati identificati attraverso attività di sorveglianza e intelligence tecnica e che arresti sono in corso in tutto il Paese, mentre dall'inizio del conflitto Teheran ha annunciato la messa in custodia di centinaia di persone accusate di essere «mercenari» o «agenti» che lavorano per Israele o gli USA.
13:03
13:03
«In settimana riunione tecnica sullo Stretto di Hormuz»
Regno Unito e Francia presiederanno in settimana una riunione tecnica fra capi di stato maggiore con una trentina di Paesi alleati, europei e non, per definire i piani di una futura missione navale impegnata a garantire la riapertura dello strategico Stretto di Hormuz, chiuso a gran parte del traffico commerciale e petrolifero dall'Iran in risposta agli attacchi di USA e Israele. Lo riporta il Guardian.
Ieri il Times aveva riferito d'una rinnovata disponibilità britannica, e di un possibile incontro a Portsmouth, dopo la dichiarazione di Londra firmata da 22 Paesi in cui s'ipotizzavano iniziative dopo una tregua.
12:43
12:43
Il Consiglio dei diritti umani dell'Onu pronto a un dibattito urgente sull'attacco alla scuola in Iran
Il Consiglio dei diritti umani dell'Onu è pronto a tenere questa settimana un secondo dibattito urgente legato alla guerra in Medio Oriente, incentrato su un attacco mortale contro una scuola iraniana.
Il presidente del Consiglio, Sidharto Reza Suryodipuro, ha comunicato al principale organo delle Nazioni Unite per i diritti umani che venerdì potrebbe tenersi un dibattito urgente sulla «protezione dei bambini e delle istituzioni scolastiche nei conflitti armati internazionali».
Il dibattito, richiesto da Iran, Cina e Cuba, fa esplicito riferimento all'attacco aereo contro una scuola nella città meridionale di Minab, avvenuto il primo giorno di guerra, il 28 febbraio, che ha causato la morte di almeno 165 persone, per lo più bambini. Secondo i risultati preliminari di un'indagine militare statunitense riportati dal quotidiano The New York Times, un missile da crociera Tomahawk statunitense ha colpito la scuola a causa di un errore di puntamento.
Suryodipuro ha fatto il suo annuncio all'inizio di un altro raro dibattito urgente in seno al Consiglio incentrato sulla guerra in Medio Oriente. Il dibattito in corso, richiesto dal Bahrein a nome dei sei paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo e della Giordania, si è concentrato esclusivamente sugli attacchi dell'Iran contro i paesi della regione del Golfo e sul loro impatto sui civili. Nel corso del dibattito, il Consiglio, composto da 47 membri, stava esaminando un progetto di risoluzione che «condanna con la massima fermezza gli attacchi efferati» dell'Iran, condanna le azioni di Teheran volte a chiudere lo Stretto di Hormuz ed esprime «grave preoccupazione per gli attacchi iraniani alle infrastrutture energetiche».
12:30
12:30
«Hacker iraniani usano Telegram per attaccare dissidenti e giornalisti»
L'Fbi ha emesso un avviso rivolto agli esperti di sicurezza informatica riguardante le attività di gruppi hacker legati al Ministero delle informazioni e della sicurezza dell'Iran (Mois). Secondo il rapporto, gli attori malevoli utilizzano Telegram per inviare virus informatici e colpire giornalisti, dissidenti e gruppi di opposizione al governo di Teheran. La stessa agenzia federale aveva segnalato analoghe campagne condotte da hacker riconducibili all'intelligence russa contro personale militare, figure politiche e giornalisti che usano WhatsApp e Signal.
Come riporta il sito specializzato Bleeping Computer, le indagini collegano gli attacchi a collettivi specifici, tra cui il gruppo Handala, noto anche come Handala Hack Team, e Homeland Justice, entità sponsorizzata dallo stato iraniano e affiliata al Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Irgc). Le tecniche impiegate mirano a infettare sistemi Windows, consentendo agli aggressori di rubare file e catturare screenshot dai dispositivi compromessi.
Per l'Fbi, sarebbe ad opera di Handala l'attacco al colosso medico statunitense Stryker, che ha provocato il blocco di circa 80.000 dispositivi aziendali e personali, tramite la compromissione di account amministrativi.
Un portavoce di Telegram ha dichiarato a Bleeping Computer che la piattaforma rimuove regolarmente gli account coinvolti nella diffusione di software dannosi, pur ammettendo che l'uso della messaggistica per il controllo dei malware non rappresenta una dinamica inedita nel panorama del cybercrime. «i malintenzionati possono utilizzare, e di fatto utilizzano, qualsiasi canale disponibile per controllare i malware», afferma Telegram.
12:30
12:30
Entro 48 ore è prevista una svolta nei negoziati Usa-Iran
Fonti pakistane riferiscono ad Anadolu che entro 48 ore è prevista una svolta nei colloqui tra Stati Uniti e Iran, mentre Teheran chiede garanzie, mantiene il programma missilistico fuori discussione e pretende un risarcimento.
La Turchia sta svolgendo insieme al Pakistan da mediatore per risolvere il conflitto in Medio Oriente.
Intanto l'Iran - secondo quanto affermato dall'esercito in un comunicato diffuso dalla televisione di Stato - ha lanciato missili da crociera contro la portaerei Uss Abraham Lincoln, avvertendo che seguiranno ulteriori lanci non appena le navi del gruppo d'attacco entreranno nel raggio d'azione.
«I missili da crociera Qader della Marina iraniana (missili antinave a terra) hanno preso di mira la portaerei Uss Abraham Lincoln appartenente agli Stati Uniti, costringendola a cambiare psizione», si legge nella nota. Il comunicato ha citato il capo della Marina, l'ammiraglio Shahram Irani, il quale ha affermato che i movimenti del gruppo della portaerei sono «costantemente monitorati... e non appena questa flotta ostile entrerà nel raggio d'azione dei nostri sistemi missilistici, sarà soggetta a potenti attacchi da parte della Marina iraniana».
11:43
11:43
Egitto e Ue: «Unire gli sforzi per una de-escalation in Medio Oriente»
Egitto e Unione Europea devono unire i loro sforzi per allentare le tensioni in atto nella regione. È quanto emerso da una telefonata tra il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty e l'Alto Rappresentante per gli Affari Esteri dell'Unione europea Kaja Kallas.
La rappresentante europea - riferisce una nota egiziana - ha espresso preoccupazione per «le gravi ripercussioni dell'escalation nella regione sulla sicurezza energetica e sull'economia globale», affermando che l' Unione europea «conta sul continuo e instancabile impegno dell'Egitto per contenere la situazione, analogamente a quanto fatto per la questione di Gaza».
Il ministro Abdelatty ha ribadito la posizione dell'Egitto a favore della de-escalation, sottolineando «l'urgente necessità di coordinamento tra Egitto e Unione Europea per promuovere soluzioni diplomatiche e politiche, impedendo così un'ulteriore diffusione del conflitto».
Il colloquio - riferisce il ministero egiziano - ha riguardato le modalità per allentare le tensioni nella regione e gli sviluppi della situazione palestinese, in particolare in Cisgiordania. In proposito, Kallas e Abdelatty hanno riaffermato che «la via diplomatica è l'unica via per evitare alla regione il rischio di un'ulteriore instabilità».
Abdelatty ha nuovamente condannato gli attacchi contro gli Stati del Golfo, sottolineando «la necessità di porvi fine immediatamente», e anche gli attacchi perpetrati dai coloni israeliani contro i civili palestinesi e le loro proprietà in Cisgiordania. «Tali azioni - ha detto - costituiscono una flagrante violazione del diritto internazionale e compromettono le prospettive di pace». In proposito, il ministro egiziano ha informato Kallas «sugli sforzi in corso da parte dell'Egitto per garantire l'attuazione di tutte le disposizioni della seconda fase del piano del presidente statunitense Donald Trump, compreso il dispiegamento della forza internazionale di stabilizzazione e l'ingresso del Comitato Amministrativo di Gaza nella Striscia di Gaza per iniziare i suoi lavori, aprendo così la strada alla piena assunzione di responsabilità da parte dell'Autorità Palestinese».
Ha quindi chiesto di «intensificare gli sforzi internazionali, compresi quelli europei, per proteggere i civili palestinesi» e «per creare le condizioni per la ripresa del processo politico verso una soluzione giusta e globale della questione palestinese».
11:42
11:42
Il presidente del parlamento iraniano mette in guardia gli Usa
Il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha messo in guardia gli Stati Uniti sui movimenti di truppe nella regione. «Stiamo monitorando attentamente tutti i movimenti degli Stati Uniti... Non mettete alla prova la nostra determinazione a difendere il nostro territorio», ha dichiarato a X. Ghalibaf ha aggiunto che le forze statunitensi potrebbero «diventare vittime delle delusioni di Netanyahu». L'avvertimento giunge mentre gli Stati Uniti si muovono a schierare migliaia di marines e ulteriori navi da guerra nella regione, mentre si tenta di avviare colloqui per porre fine alla guerra con l'Iran.
11:20
11:20
Mosca: «Nuovo attacco vicino alla centrale nucleare iraniana di Bashehr»
Il direttore generale della società statale russa per l'energia atomica Rosatom, Alexey Likhachev ha riferito che un nuovo attacco alla centrale nucleare di Bushehr, nel sud-ovest dell'Iran, è stato effettuato nelle immediate vicinanze di un'unità di produzione in funzione.
«La situazione alla centrale nucleare di Bushehr continua a evolversi negativamente. Martedì sera, alle 21 ora di Mosca (19 svizzere), un altro attacco è stato effettuato nelle immediate vicinanze dell'unità di produzione n. 1 in funzione. Fortunatamente, non ci sono state vittime», ha dichiarato Likhachev, citato dall'agenzia Interfax.
Likhachev ha annunciato inoltre l'imminente evacuazione di altri due gruppi di dipendenti di Rosatom impegnati nei lavori presso la centrale nucleare iraniana. «Stiamo temporaneamente riducendo al minimo il numero dei nostri specialisti sul sito fino a quando la situazione non tornerà alla normalità. La salute e la vita dei nostri dipendenti sono la massima priorità per tutti», ha aggiunto Likhachev.
10:40
10:40
Sanchez: «La guerra in Medio Oriente è decisamente peggiore del conflitto in Iraq»
«Non si tratta dello stesso scenario di guerra illegale in Iraq. Ci troviamo davanti a un disastro molto peggiore, con un potenziale impatto molto più ampio e profondo». E' quanto ha detto il premier spagnolo Pedro Sanchez riferendo al Congresso sulla posizione della Spagna nel conflitto in Medio Oriente.
Nel ricordare che il conflitto in Iraq nel 2003 provocò 300mila vittime e oltre 5 milioni di sfollati, Sanchez ha insistito sul fatto che l'attuale scenario in Medio Oriente «è molto peggiore», poiché l'Iran è «una potenza militare che da 40 anni di prepara a una guerra come questa».
«L'Iran è un paese due volte più popolato dell' Iraq e con un peso su economia mondiale 5 volte maggiore», che «conta su più soldati regolari che Germania, Francia e Italia assieme», con «una forza militare e tecnologie avanzate, che gli permettono di lanciare missili balistici a 4mila km di distanza, di controllare lo Stretto di Hormuz, nonostante la presenza della flotta nordamericana».
«L'Iran è una potenza militare che da 40 anni si prepara a una guerra come questa», ha segnalato il presidente del governo spagnolo, nell'avvertire che «siamo davanti a una situazione con un potenziale molto peggiore» del conflitto in Iraq.
Madrid ha negato agli Stati Uniti l'uso delle basi militari di Moron e Rota per gli attacchi mossi con Israele sull'Iran, nonostante le minacce di Washinton di interrompere gli scambi commerciali per la posizione nel conflitto.
Sanchez ha ricordato che gli attacchi israelo-statunitensi sull'Iran sono avvenuti quando le delegazioni di Stati Uniti e Iran stavano negoziando e il regime degli Ayatollah si stava aprendo a un'intesa. «Il presidente degli Stati Uniti aveva nelle sue mani queste informazioni e ha rifiutato un accordo», per poi cominciare a bombardare, due giorni dopo l'Iran, «senza dare spiegazioni, senza preavviso agli alleati , senza copertura legale e senza un obiettivo definito», ha evidenziato il premier.
Nell'enumerare i danni del conflitto, Sanchez ha ricordato che le bombe hanno già raggiunto oltre 3mila obiettivi, distrutto 40mile case, ospedali, scuole, infrastrutture energetiche dove si produce il 20% gas mondiale, ucciso «almeno duemila persone» e provocato centinaia di migliaia di rifugiati, con un impatto sulla popolazione ed economico che i Paesi coinvolti tarderanno anni per compensare.
10:39
10:39
«Nessun negoziato finora tra USA e Iran»
L'ambasciatore dell'Iran in Pakistan afferma che non ci siano stati finora colloqui tra Washington e Teheran. Il presidente statunitense Donald Trump aveva parlato di incerti progressi negli sforzi diplomatici per porre fine alla guerra. «Abbiamo appreso questi dettagli anche attraverso i media, ma secondo le mie informazioni - e contrariamente a quanto dichiarato da Trump - finora non si ci sono stati negoziati, né diretti né indiretti, tra i due Paesi», ha affermato l'ambasciatore Reza Amiri Moghadam.
«È naturale che i Paesi amici siano sempre impegnati in consultazioni con entrambe le parti per mettere fine a questa aggressione illegittima», ha poi aggiunto l'ambasciatore iraniano. Ieri il primo ministro pachistano Shehbaz Sharif ha dichiarato che Islamabad è pronta a ospitare eventuali trattative per porre fine alla guerra in Medio Oriente.
10:38
10:38
Iraq: «Nel raid aereo sono stati uccisi 7 nostri soldati»
Non sono «miliziani filo-iraniani» ma militari dell'esercito iracheno i sette soldati uccisi e i 13 feriti in un attacco aereo attribuito stamani alla coalizione israelo-americana nell'Iraq occidentale.
Lo riferisce il ministero della difesa di Baghdad, con un comunicato diffuso dall'agenzia di notizie governativa Nina. Il ministero della Difesa iracheno conferma il bilancio di 7 uccisi e 13 feriti, precisando che il raid è avvenuto alle 09:00 locali contro l'ambulatorio medico della base militare di Habbaniya, nella regione occidentale irachena di al-Anbar.
Secondo la stessa fonte, dopo un primo bombardamento l'area è stata colpita anche con il fuoco di bordo di un jet militare. Le vittime, afferma il ministero, erano impegnate in «compiti patriottici e umanitari», mentre squadre di soccorso sono ancora al lavoro tra le macerie alla ricerca di eventuali dispersi. Baghdad ha definito l'attacco «una grave violazione delle leggi e delle convenzioni internazionali», sottolineando che le strutture sanitarie e il personale medico non possono essere presi di mira in alcun caso. Il ministero della Difesa ha parlato di «pericolosa escalation» e ha chiesto che i responsabili siano identificati e chiamati a rispondere delle loro azioni, ribadendo che prendere di mira infrastrutture mediche costituisce «un crimine inaccettabile».
10:26
10:26
Non è ancora esodo, ma i ricchi di Dubai guardano alla Svizzera
Non è ancora esodo, ma i ricchi che avevano scelto gli Emirati Arabi Uniti (EAU) come residenza si interrogano sul loro futuro e si interessano alla Svizzera: lo riferisce oggi la radio RTS, che al tema ha dedicato un approfondimento. Stando all'emittente i soldi si stanno già muovendo, malgrado le banche rimangano molto discrete sul tema, forse non volendo dare l'impressione di approfittare di una situazione delicata. «Vi sono trasferimenti di fondi in atto», conferma alla testata romanda Patrick Akiki, esperto della società di consulenza PwC Svizzera. «Ma come potete immaginare le regole sono molto più rigide di un tempo, cosa che è giusta: le banche elvetiche fanno quello che devono fare prima di accogliere il denaro. Per poter aprire un conto bancario in Svizzera ci vuole tempo».
Trasferimenti di denaro e fisici
Ma oltre a spostare soldi c'è chi pensa anche a trasferirsi personalmente. «Negli Emirati - e più precisamente a Dubai, come centro finanziario - non si è in una situazione di panico, ma in un periodo di osservazione», spiega alla RTS Lorenzo Romano, finanziere ginevrino molto attivo in EAU, che si è trovato fra l'altro bloccato proprio a Dubai all'inizio del conflitto. «Molte persone facoltose - possono essere imprenditori o famiglie - stanno rivalutando la loro futura residenza. Negli ultimi dieci giorni ho ricevuto diverse richieste per sapere quali sono i luoghi raccomandati in Svizzera, come funzionano le scuole private, come si acquistano immobili o come si affitta, come pure quali sono gli aspetti fiscali», aggiunge. «È un tema che torna a essere discusso, è vero».
Posizione priviliegiata
La Svizzera ha già una posizione privilegiata: secondo i calcoli della società di consulenza Deloitte circa un quarto dei patrimoni stranieri gestiti nella Confederazione viene dal Medio Oriente. «Gli Emirati hanno moltissimo da offrire, in termini di diversità, cultura e altro», prosegue Romano. «Al contrario, la Svizzera viene spesso vista come noiosa. Ma molte persone attualmente capiscono che questo lato forse più monotono è un vantaggio innegabile in un mondo fortemente polarizzato, con tensioni come quelle che si vivono attualmente nel Golfo». Sulla stessa lunghezza d'onda è Akiki. I paesi del Golfo - ricorda - avevano puntato sulla sicurezza, sul livello di istruzione proposto, sul supporto medico e sulla qualità della vita. «Oggi diverse grandi famiglie si pongono però la domanda: possiamo continuare a fidarci di questi paesi o è meglio tornare verso stati quali la Svizzera, che sono neutrali, che hanno un'ottima qualità della vita e che hanno mostrato grande resilienza?», prosegue. «Si guarda anche al rafforzamento del franco, che dimostra come vi sia fiducia da parte dei mercati».
Gli Emirati reagiscono
Gli Emirati stanno comunque già reagendo. Dubai valuta per esempio attualmente un allentamento delle regole sulla fiscalità forfettaria: per beneficiarne si deve risiedere un numero di giorni minimo nel paese, ora la normativa potrebbe essere resa più flessibile. Ma secondo la RTS l'elemento determinante sarà la durata del conflitto in Iran: più a lungo proseguirà, più la piazza finanziaria locale sarà sotto pressione, con effetti favorevoli per altre nazioni.
10:19
10:19
Attacco aereo in Iraq, sette morti tra le forze filo-iraniane
Un attacco aereo contro una base nell'Iraq occidentale, avvenuto stamattina, ha causato la morte di sette membri delle forze di sicurezza, secondo quanto riferito dal Ministero della Difesa.
L'attentato ha preso di mira ex membri delle Forze di Mobilitazione Popolare (Pmf), una coalizione che include gruppi filo-iraniani. In particolare, l'attentato ha colpito una clinica militare, secondo una dichiarazione del Ministero della Difesa, che ha riportato sette morti e 13 feriti tra i «combattenti» e ha specificato che «le operazioni di soccorso sono in corso».
Secondo un funzionario della sicurezza intervistato dall'agenzia di stampa Afp, la base colpita, situata nella regione di Habbaniya (provincia di Anbar), ospita personale dell'esercito iracheno, della polizia e delle Pmf, ed era già stata oggetto di un attacco martedì, attribuito agli Stati Uniti.
10:18
10:18
Colpiti due siti di produzione di missili a Teheran
L'esercito israeliano ha annunciato di aver colpito due siti di produzione di missili da crociera navali a Teheran, sotto il controllo del Ministero della Difesa iraniano. «Nei giorni scorsi, l'aeronautica israeliana, agendo sulla base di informazioni di intelligence militare, ha colpito due importanti siti di produzione di missili da crociera navali a Teheran», ha dichiarato l'esercito.
Queste strutture venivano utilizzate per «sviluppare e produrre missili da crociera navali a lungo raggio in grado di distruggere rapidamente obiettivi in mare e a terra», secondo la dichiarazione militare, che si è vantata di aver aumentato «i danni inflitti alle infrastrutture di produzione militare del regime». La scorsa settimana Israele ha annunciato di aver condotto bombardamenti su larga scala contro navi e installazioni navali iraniane nel Mar Caspio, a nord dell'Iran.
10:17
10:17
Sono riprese le prenotazioni per alcuni Paesi del Golfo
Il colosso cinese del trasporto marittimo Cosco ha annunciato di aver ripreso ad accettare nuove prenotazioni per le spedizioni verso alcuni paesi del Golfo, tre settimane dopo aver sospeso la maggior parte delle prenotazioni a causa della guerra in Medio Oriente.
Secondo un comunicato della società, l'azienda statale «ha ripreso ad accettare nuove prenotazioni per container di merci generiche destinati» agli Emirati Arabi Uniti, all'Arabia Saudita, al Bahrein, al Qatar, al Kuwait e all'Iraq «con effetto immediato».
«Le nuove modalità di prenotazione e il trasporto effettivo sono soggetti a modifiche a causa della situazione instabile nella regione del Medio Oriente», ha aggiunto Cosco.
10:16
10:16
L'Iran ha ricevuto la proposta degli USA in 15 punti
L'Iran ha ricevuto la proposta in 15 punti degli Stati Uniti per porre fine all'attacco israelo-americano: lo riporta l'Associated Press citando due funzionari pakistani.
I funzionari pakistani hanno accennato al contenuto della proposta, affermando che include: alleviamento delle sanzioni; cooperazione sul nucleare civile; un passo indietro nel programma nucleare iraniano; monitoraggio da parte dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica; limiti al programma missilistico iraniano; accesso per la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz.
09:15
09:15
Iraniani sospettosi, temono un nuovo bluff di Trump
Funzionari iraniani avrebbero detto ai Paesi che cercano di mediare i colloqui di pace con gli Stati Uniti di essere stati ingannati due volte dal presidente Trump e di «non voler essere ingannati di nuovo». È quanto scrive i sito americano Axios, citando una fonte a conoscenza diretta di tali discussioni.
Gli Usa, scrive la testata, premono per colloqui di pace in presenza già giovedì a Islamabad, in Pakistan. Ma durante i due precedenti round di colloqui Trump ha dato il via libera ad attacchi a sorpresa devastanti, pur continuando a dichiarare di voler raggiungere un accordo. Dunque, funzionari iraniani avrebbero riferito ai mediatori - Pakistan, Egitto e Turchia - che i movimenti militari statunitensi e la decisione di Trump di inviare ingenti rinforzi hanno accresciuto i loro sospetti che la sua proposta di colloqui di pace sia solo uno stratagemma.
Per l'amministrazione Trump, invece, ciò sarebbe un segno della sua serietà nel negoziare, non di una sua malafede. «Trump ha una mano aperta per un accordo e l'altra è un pugno, pronto a colpirti in faccia», ha dichiarato un consigliere di Trump.
Secondo Axios, Trump sta cercando contemporaneamente di sviluppare opzioni sia per la diplomazia che per l'escalation militare, al fine di poter decidere in base agli sviluppi, affermano funzionari statunitensi e israeliani. Questi funzionari affermano che sono previste altre due o tre settimane di guerra, anche se dovessero avere luogo dei colloqui.
Il comando dell'82a divisione aviotrasportata ha ricevuto l'ordine di schierarsi in Medio Oriente con una brigata di fanteria composta da diverse migliaia di soldati. Un funzionario della Casa Bianca ha affermato che un'operazione di terra è un'opzione, ma ha sottolineato che Trump non ha ancora preso una decisione.
08:31
08:31
Tra i 1.000 e i 2.000 paracadutisti statunitensi inviati in Iran
Sarebbero tra i mille e i duemila i paracadutisti che gli Stati Uniti stanno inviando in Medio Oriente, portando a circa 7000 i rinforzi per la guerra contro l'Iran. L'operazione 'Epic Fury' conta circa 50 mila unità assegnate. A ricostruire i numeri sono i media statunitensi.
Alla Cnn risultano «attorno ai mille» soldati della 82ma divisione aviotrasportata, la Associated Press parla di «almeno 1000», mentre il New York Times parla di «circa 2000». Scrive ancora il Nyt: «Le forze combattenti proverrebbero dalla 'Forza di Intervento Rapido' della divisione, una brigata di circa 3000 soldati in grado di essere schierata ovunque nel mondo entro 18 ore». Il contingente comprende il Maggior Generale Brandon R. Tegtmeier, comandante della divisione, e decine di membri del suo staff, oltre a due battaglioni, ciascuno con circa 800 soldati, hanno affermato fonti del quotidiano. Altri soldati della brigata potrebbero essere inviati nei prossimi giorni.
Considerando anche i circa 4500 Marines già in viaggio verso la regione, lo schieramento delle forze d'élite dell'Esercito porta il numero totale di truppe di terra aggiuntive inviate nella zona di guerra dall'inizio del conflitto a quasi 7000, e segna una nuova escalation del conflitto.
Non è chiaro dove verranno inviati i paracadutisti dell'esercito in Medio Oriente, scrive il New York Times, ma la località sarebbe a portata di tiro dell'Iran, hanno affermato i funzionari. Ad esempio, i paracadutisti potrebbero essere impiegati per conquistare l'isola di Kharg. Circa 2300 Marines della 31a Unità di Spedizione dovrebbero arrivare in Medio Oriente entro la fine di questa settimana e i comandanti statunitensi potrebbero impiegarli anche per conquistare l'isola di Kharg o per contribuire a bonificare lo Stretto di Hormuz. Un numero simile di Marines dell'11a Unità di Spedizione è partito dalla California meridionale la scorsa settimana e dovrebbe arrivare nella regione entro metà aprile, hanno affermato funzionari del Pentagono.
L'aeroporto di Kharg è stato danneggiato dai recenti attacchi statunitensi, quindi, secondo ex comandanti americani, sarebbe più probabile impiegare prima i Marines, i cui genieri da combattimento potrebbero riparare rapidamente le infrastrutture aeroportuali. Una volta riparato l'aeroporto, l'Aeronautica militare potrebbe iniziare a inviare materiali e truppe, se necessario, tramite aerei da trasporto C-130. In questo scenario, è possibile che le truppe dell'82a Divisione Aviotrasportata vengano impiegate a supporto dei Marines. Sebbene i paracadutisti possano arrivare durante la notte, non trasportano equipaggiamento pesante, come veicoli blindati, che offrirebbe protezione in caso di contrattacco delle forze iraniane.
08:27
08:27
Nove le vittime degli attacchi israeliani in Libano, oltre 20 feriti
Almeno 9 persone sono state uccise in un attacco israeliano nel Libano meridionale. Lo scrivono le testate internazionali. I media statali libanesi, scrive ad esempio Al-Jazeera, riferiscono che attacchi israeliani hanno ucciso almeno sei persone in una città e in un campo profughi palestinese nella zona meridionale di Sidone, e altre tre in un'altra città.
Citando il Ministero della Salute, l'agenzia di stampa ufficiale libanese Nna ha affermato che quattro persone sono state uccise in un «raid nemico israeliano» ad Adloun, e altre due in un attacco a un appartamento nel campo profughi di Mieh Mieh, che ha anche causato quattro feriti. In un'altra area del Libano meridionale, la Nna aveva precedentemente riferito che un raid israeliano nella città di Habboush aveva ucciso almeno tre persone e ne aveva ferite 18.
08:19
08:19
L'Iran deride Trump: «Siete così nei guai che negoziate con voi stessi»
Un portavoce militare iraniano ha deriso i tentativi Usa di raggiungere un accordo per il cessate il fuoco. La notizia è riportata dai media internazionali. «Chi si autoproclama superpotenza globale si sarebbe già tirato fuori da questo pasticcio se avesse potuto. Non mascherate la vostra sconfitta come un accordo. La vostra era di vuote promesse è giunta al termine. I vostri conflitti interni sono arrivati al punto in cui state negoziando con voi stessi? La nostra prima e ultima parola è stata la stessa fin dal primo giorno, e tale rimarrà: qualcuno come noi non scenderà mai a compromessi con qualcuno come voi. Né ora, né mai».
In un video preregistrato trasmesso oggi dalla televisione di Stato, il tenente colonnello Ebrahim Zolfaghari ha affermato che la potenza strategica degli Stati Uniti si è trasformata in un «fallimento strategico». La dichiarazione dell'alto ufficiale iraniano è giunta poco dopo che l'amministrazione Trump ha inviato all'Iran, tramite il Pakistan, un piano di cessate il fuoco in 15 punti.
07:08
07:08
Channel 12 svela il piano Usa per l'Iran
Smantellamento delle capacità nucleari esistenti che sono già state accumulate, un impegno da parte dell'Iran a non perseguire mai lo sviluppo di armi nucleari, nessun materiale arricchito sul suolo iraniano: sono alcuni dei 15 punti dell'accordo che gli Usa hanno proposto all'Iran, secondo quanto svelato dall'emittente israeliana Channel 12. Tra i benefici per Teheran, la revoca delle sanzioni. Intanto l'Iran oggi ha annunciato il lancio di missili verso Israele, Bahrein, Kuwait e Giordania.
Inoltre tutto il materiale arricchito verrà consegnato all'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) secondo un calendario che sarà stabilito dalle parti. Gli impianti di Natanz, Isfahan e Fordow saranno dismessi e distrutti. L'Agenzia per l'energia atomica avrà accesso a tutte le informazioni che si trovano all'interno dei confini iraniani.
Sempre secondo Channel 12, Teheran abbandonerà la strategia dei proxy e cesserà di finanziare e armare le milizie per procura nella regione. Lo Stretto di Hormuz rimarrà aperto, sarà una zona marittima libera e nessuno lo bloccherà. Quanto al progetto missilistico, verrà presa una decisione in seguito, ma sarà necessario limitare il numero e la gittata. e l'uso futuro sarà solo a scopo di autodifesa.
Cosa otterrà l'Iran in cambio, secondo questo piano? La rimozione di tutte le sanzioni, l'aiuto a promuovere e sviluppare un progetto nucleare civile a Bushehr (produzione di elettricità) e verrà eliminata la minaccia dello 'snapback', ossia del ripristino automatico delle sanzioni.
Fonti del Golfo hanno riferito al Telegraph che gli iraniani non intendono sedersi al tavolo con Steve Witkoff e Jared Kushner, accusandoli di «tradimento» a causa degli attacchi militari che hanno colpito Teheran poche ore dopo i colloqui tenuti a febbraio. «Non vogliono lavorare con Kushner e Witkoff perché li hanno pugnalati alle spalle», ha detto una fonte del Golfo. JD Vance, il vicepresidente rimasto in gran parte in silenzio durante il conflitto, è ora indicato come principale negoziatore in caso di nuovi colloqui a Islamabad in settimana. «Vance è preferito», ha detto una fonte del Golfo a proposito degli iraniani.
Una seconda fonte del Golfo ha affermato che gli iraniani ritengono che Vance manterrebbe la parola data e che la sua partecipazione è vista come adeguata, per livello istituzionale, a negoziare con Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del parlamento iraniano. Vance è ampiamente considerato uno scettico rispetto alla «Operation Epic Fury» del presidente statunitense. Il possibile ruolo del vicepresidente come capo di una nuova squadra negoziale statunitense, secondo il Telegraph, segnala l'intenzione della Casa Bianca di evitare ulteriori danni economici e ridurre l'escalation, anche se la strategia per porre fine alla guerra resta poco chiara.
Intanto i Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno annunciato oggi di aver lanciato missili in direzione di Israele, Kuwait, Bahrein e Giordania, secondo quanto riportato dalla televisione di Stato (Irib). Secondo l'emittente, i Guardiani hanno preso di mira diversi obiettivi nel nord e nel centro di Israele, tra cui Tel Aviv, nonché due basi militari utilizzate dagli Stati Uniti in Kuwait, un'altra in Bahrein e un'altra ancora in Giordania, utilizzando «missili e droni».
06:59
06:59
Spiragli diplomatici tra Usa e Iran, ma l’ONU chiede il disarmo di Hamas
Sul piano diplomatico emergono segnali contrastanti mentre si cercano possibili vie per contenere l’escalation. Secondo fonti del Golfo citate dal Telegraph, l’Iran non sarebbe disposto a tornare a negoziare con gli emissari statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner, accusati di «tradimento» dopo gli attacchi che avrebbero colpito Teheran poche ore dopo i colloqui tenuti a febbraio.
Teheran preferirebbe invece un dialogo con il vicepresidente americano JD Vance, ritenuto più affidabile e con un livello istituzionale adeguato per confrontarsi con il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf. Il possibile coinvolgimento di Vance in nuovi colloqui previsti a Islamabad nei prossimi giorni, sempre secondo il quotidiano britannico, indicherebbe la volontà della Casa Bianca di evitare ulteriori danni economici e ridurre l’escalation, anche se la strategia complessiva per porre fine al conflitto resta incerta.
Intanto alle Nazioni Unite cresce la pressione sulla situazione a Gaza. L’inviato di Donald Trump al «Board of Peace», Nickolay Mladenov, ha esortato il Consiglio di Sicurezza a usare «tutti i mezzi a sua disposizione» per spingere Hamas a disarmarsi «senza alcun ritardo». Durante una riunione dedicata alla crisi nella Striscia, Mladenov ha avvertito che «ogni ora e ogni giorno sprecati comportano un elevato costo umano ed erodono ulteriormente il processo per una pace credibile e duratura», sottolineando l’urgenza di iniziative concrete per fermare la spirale di violenza.
06:58
06:58
Il punto alle 7
La tensione in Medio Oriente continua a crescere con una serie di attacchi incrociati che coinvolgono diversi Paesi della regione. I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno annunciato il lancio di missili e droni contro obiettivi in Israele — tra cui Tel Aviv — ma anche contro basi militari utilizzate dagli Stati Uniti in Kuwait, Bahrein e Giordania. In Kuwait, le autorità hanno riferito di una risposta difensiva alle «minacce ostili provenienti da missili e droni». La Guardia Nazionale ha dichiarato di aver abbattuto cinque droni nelle proprie aree di competenza, mentre esplosioni udite dalla popolazione sarebbero legate alle operazioni di intercettazione. Un attacco con droni ha inoltre colpito un deposito di carburante all’aeroporto internazionale di Kuwait City, provocando un incendio. Secondo l’Autorità per l’aviazione civile dell’emirato, i danni sono limitati alle infrastrutture e non si registrano vittime.
Intanto continuano le operazioni israeliane su altri fronti. In Libano, almeno sei persone sono state uccise in raid che hanno colpito la città di Adloun e il campo profughi palestinese di Mieh Mieh, nella zona meridionale di Sidone, secondo il ministero della Sanità citato dall’agenzia ufficiale National News Agency. Nella Striscia di Gaza, l’agenzia palestinese Wafa riferisce invece di quattro morti in un attacco aereo israeliano nella zona di az-Zawayda. Il bilancio delle vittime, mentre gli scontri proseguono, continua così ad aggravarsi su più teatri.
