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Lo riporta l'agenzia Bloomberg, sottolineando che i pagamenti richiesti possono raggiungere i 2 milioni di dollari – Intanto i missili, ha scritto su Telegram l'emittente statale della Repubblica islamica dell'Iran, «hanno attraversato diverse difese missilistiche israeliane» – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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23:29
23:29
L'Idf lancia allerta missili su Israele da Teheran
L'Idf ha diffuso un'allerta che Teheran ha lanciato una raffica di missili contro Israele, dove una dozzina di persone sono rimaste ferite in precedenza a causa di colpi provenienti dall'Iran. «Poco fa, le forze di difesa hanno identificato missili lanciati dall'Iran verso il territorio» di Israele, ha annunciato l'esercito sul suo account Telegram, aggiungendo che i sistemi di difesa «sono in fase di attivazione per intercettare la minaccia». Allarmi sono scattati a Tel Aviv ma anche a Gerusalemme, dopo quelli a Eilat.
23:04
23:04
Channel 12 svela il piano USA per l'Iran
Smantellamento delle capacità nucleari esistenti che sono già state accumulate, un impegno da parte dell'Iran a non perseguire mai lo sviluppo di armi nucleari, nessun materiale arricchito sul suolo iraniano: sono alcuni dei 15 punti dell'accordo che gli USA hanno proposto all'Iran, secondo quanto svelato dall'emittente israeliana Channel 12. Tra i benefici per Teheran, la revoca delle sanzioni.
Inoltre tutto il materiale arricchito verrà consegnato all'Aiea secondo un calendario che sarà stabilito dalle parti. Gli impianti di Natanz, Isfahan e Fordow saranno dismessi e distrutti. L'Agenzia per l'energia atomica avrà accesso a tutte le informazioni che si trovano all'interno dei confini iraniani.
Sempre secondo Channel 12, Teheran abbandonerà la strategia dei proxy e cesserà di finanziare e armare le milizie per procura nella regione. Lo Stretto di Hormuz rimarrà aperto, sarà una zona marittima libera e nessuno lo bloccherà. Quanto al progetto missilistico, verrà presa una decisione in seguito, ma sarà necessario limitare il numero e la gittata. e l'uso futuro sarà solo a scopo di autodifesa.
Cosa otterrà l'Iran in cambio, secondo questo piano? La rimozione di tutte le sanzioni, l'aiuto a promuovere e sviluppare un progetto nucleare civile a Bushehr (produzione di elettricità) e verrà eliminata la minaccia dello 'snapback', ossia del ripristino automatico delle sanzioni.
23:03
23:03
Idf lancia allerta attacchi per il sud di Beirut
L'esercito israeliano ha avvertito i residenti dei sobborghi meridionali di Beirut, da tempo roccaforte del gruppo militante libanese Hezbollah, di imminenti attacchi e li ha invitati a evacuare.
«Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) continuano a operare e ad attaccare con forza crescente le infrastrutture militari appartenenti al gruppo terroristico Hezbollah in tutto il sobborgo. Le Idf non intendono farvi del male, pertanto, per la vostra sicurezza, dovete evacuare immediatamente», ha dichiarato il portavoce in lingua araba dell'esercito israeliano, Avichay Adraee, sul suo canale Telegram ufficiale.
23:00
23:00
«Dodici morti e 28 feriti in attacco di ieri nel sud-est di Teheran»
È di 12 morti e 28 feriti il bilancio di un attacco di lunedì contro una zona residenziale a Varamin, a sud-est di Teheran. Lo riferiscono media iraniani.
22:58
22:58
«Navi non ostili possono transitare nello Stretto di Hormuz»
L'Iran ha fatto circolare una lettera fra i paesi membri dell'Organizzazione Marittima Internazionale in cui afferma che le navi «non ostili» possono transitare attraverso lo Stretto di Hormuz in coordinamento con le autorità iraniane.
Nella missiva, visionata da Financial Times, il ministro degli esteri dell'Iran afferma che Teheran ha «preso le misure necessarie per prevenire che gli aggressori e i loro sostenitori possano usare lo Stretto di Hormuz per portare avanti operazioni ostili contro l'Iran».
22:05
22:05
«Attacco USA-Israele vicino a centrale nucleare Bushehr»
L'Organizzazione iraniana per l'energia atomica ha dichiarato che gli Stati Uniti e Israele hanno attaccato stasera la zona circostante la centrale nucleare iraniana di Bushehr. Lo riporta l'agenzia statale IRNA. Secondo le prime informazioni, l'attacco non avrebbe causato danni tecnici né vittime.
22:05
22:05
Iraq: «Gli ex gruppi paramilitari possono rispondere agli attacchi»
L'Iraq ha concesso agli ex gruppi paramilitari il diritto di rispondere e difendersi da «attacchi militari» condotti da droni o aerei che prendono di mira le loro basi, secondo quanto riportato in un comunicato stampa diffuso stasera dall'ufficio del primo ministro.
La decisione è giunta dopo un attacco aereo mortale che ha ucciso 15 combattenti delle Forze di Mobilitazione Popolare (Pmf), parte di una coalizione di gruppi armati, tra cui fazioni filo-iraniane, integrata nelle forze armate regolari irachene. Le PMF hanno attribuito l'attacco agli Stati Uniti.
Alla coalizione è stato concesso il diritto di «affrontare e rispondere ad attacchi militari condotti da aerei e droni militari che prendono di mira i quartier generali (...) utilizzando i mezzi disponibili, in conformità con il diritto di risposta e di autodifesa».
Il ministero degli esteri iracheno convocherà inoltre l'incaricato d'affari statunitense e l'ambasciatore iraniano in seguito a due attacchi mortali contro ex paramilitari e combattenti curdi iracheni della regione autonoma settentrionale, secondo quanto riportato in un comunicato ufficiale.
Il ministero convocherà i rappresentanti per «presentare una formale protesta in merito agli attacchi», ha dichiarato l'ufficio del primo ministro iracheno in un comunicato diffuso dopo una riunione del Consiglio di sicurezza nazionale.
20:08
20:08
«Gli USA attendono risposta da Teheran su un incontro»
Gli Stati Uniti e i mediatori stanno valutando la possibilità di un incontro di alto livello per la pace con l'Iran giovedì, ma stanno aspettando una risposta da Teheran. Lo riporta Axios citando alcune fonti.
Axios riferisce anche che gli Stati Uniti hanno condiviso con Israele il loro piano in 15 punti per mettere fine alla guerra in Iran e hanno spiegato che Teheran ha accettato molti punti.
Secondo le fonti citate dal media americano, il premier israeliano Benyamin Netanyahu teme che il presidente Donald Trump possa stringere un accordo con risultati ben al di sotto degli obiettivi di Israele e che includa significative concessioni.
Un'altra fonte ha riferito che i leader israeliani sono scettici sul fatto che l'Iran abbia effettivamente offerto le concessioni che gli Stati Uniti hanno rivendicato.
19:16
19:16
L'Iran: «Il Pentagono vuole schierare altri 3.000 soldati in Medio Oriente»
Il Pentagono prevede di dispiegare 3.000 soldati della divisione di élite dell'esercito in Medio Oriente a sostegno delle operazioni in Iran. Lo riporta il «Wall Street Journal», secondo il quale l'ordine scritto per il dispiegamento è atteso a ore.
Lo schieramento dell'82.esima divisione, spiegano le fonti, apre al presidente Donald Trump la possibilità di perseguire diverse opzioni strategiche.
Secondo i media americani i 3.000 soldati che il Pentagono intende inviare in Medio Oriente sono i paracadutisti dell'82.esima divisione.
17:01
17:01
«L'Iran ha iniziato a chiedere il pedaggio per lo Stretto di Hormuz»
L'Iran ha iniziato ad applicare tariffe di transito ad alcune navi commerciali che attraversano lo Stretto di Hormuz, istituendo di fatto un pedaggio informale sul passaggio. Lo riporta l'agenzia Bloomberg, sottolineando che i pagamenti richiesti possono raggiungere i 2 milioni di dollari (circa 1,6 milioni di franchi al cambio attuale) per viaggio e sono imposti ad hoc. Alcune navi hanno già provveduto al versamento, che mostra la crescente influenza dell'Iran sullo Stretto.
15:52
15:52
Il Giappone smentisce un impegno navale in Medio Oriente
Il governo giapponese ha smentito le dichiarazioni dell'ambasciatore americano all'ONU Mike Waltz, secondo cui Tokyo si sarebbe impegnata a inviare unità della Marina militare di autodifesa (MSDF) in Medio Oriente nel contesto del conflitto in Iran.
«Il Giappone non ha assunto impegni specifici», ha affermato il ministro della difesa Shinjiro Koizumi durante una conferenza stampa.
Waltz era intervenuto poche ore prima ad un programma televisivo dichiarando che i partner di Washington, incluso il Giappone, offriranno supporto per la riapertura dello Stretto di Hormuz, di fatto bloccato dall'Iran. «Abbiamo appena avuto l'impegno della premier giapponese Sanae Takaichi a impiegare unità della sua Marina», aveva affermato Waltz dopo il vertice di giovedì scorso della leader conservatrice e il presidente americano Donald Trump.
Le smentite giapponesi - confermate ieri anche dal capo di Gabinetto Minoru Kihara - evidenziano una divergenza di interpretazioni tra gli alleati sulle effettive aspettative dell'amministrazione Trump verso Tokyo.
Domenica anche il ministro degli esteri Toshimitsu Motegi aveva precisato che un eventuale impiego della MSDF per operazioni di sminamento nello Stretto potrebbe essere prese in considerazione «solo in caso di cessate il fuoco completo nel conflitto», ricordando che nel 1991 unità giapponesi furono effettivamente impiegate per sminamento nel Golfo Persico dopo l'armistizio della Guerra del Golfo. Le capacità di sminamento della Marina giapponese sono considerate tra le più avanzate al mondo.
15:18
15:18
«Lo stretto di Hormuz sarà impraticabile fino a maggio»: Inflazione più alta e minor crescita nell'Eurozona
La società di consulenza Oxford Economics prevede che lo stretto di Hormuz sarà «impraticabile fino a maggio», con «un'inflazione più alta e una minor crescita nell'Eurozona». Lo si legge in una nota in cui viene precisato che, in ogni caso, «l'incertezza sulla durata e sulla gravità del conflitto indica che le previsioni potrebbero essere passibili di una sensibile revisione nei prossimi mesi».
«Prevediamo un'inflazione al 2,9% quest'anno - sottolineano gli analisti - pari a quasi il doppio dell'1,7% che avevamo indicato in febbraio, a causa principalmente dei maggiori costi energetici», osserva il capo economista Angel Talavera. «L'ordine di grandezza del rialzo dei prezzi energetici - prosegue - avrà conseguenze sui prezzi dei generi alimentari e dei principali beni di consumo». Quanto alla crescita economica Oxford Economics pronostica per l'Eurozona un rallentamento dall'1,1% del mese scorso all'attuale 0,8%. Di conseguenza la Banca centrale europea (Bce) «alzerà i tassi a giugno e a luglio per mantenere sotto controllo l'inflazione e dimostrare di non voler ripetere gli errori commessi durante la crisi energetica del 2021 e del 2022».
«Prevediamo comunque che la Bce tornerà sui suoi passi piuttosto velocemente nel 2027, ma se la crisi si prolunga aumenteranno le possibilità di ulteriori tagli dei tassi per compensare gli ostacoli alla crescita», conclude Talavera.
15:15
15:15
Il premier del Pakistan: «Siamo pronti ad ospitare i colloqui di pace»
Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha dichiarato che Islamabad è disposta ad ospitare i negoziati per porre fine alla guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran, dopo le crescenti speculazioni sul fatto che il paese possa fungere da mediatore.
«Il Pakistan accoglie con favore e sostiene pienamente gli sforzi in corso per perseguire il dialogo volto a porre fine alla guerra in Medio Oriente, nell'interesse della pace e della stabilità nella regione e oltre», ha scritto su X. «Previo consenso degli USA e dell'Iran, il Pakistan è pronto e onorato di ospitare i colloqui».
Intanto il Wall Street Journal, citando alcune fonti, riporta che l'Iran teme che le trattative per mettere fine al conflitto possano essere una trappola e puntare a uccidere il presidente del parlamento Mohammad-Bagher Ghalibaf. Secondo le fonti, Teheran sospetta che l'annuncio del presidente americano Donald Trump di sospendere gli attacchi alle infrastrutture energetiche sarebbe solo un tentativo di far calare i prezzi del petrolio prima di riprendere i raid.
Mentre tre fonti di alto livello a Teheran hanno riferito alla Reuters che la posizione negoziale dell'Iran si è irrigidita nettamente dall'inizio della guerra, con le Guardie Rivoluzionarie che esercitano una crescente influenza sul processo decisionale, e chiederà significative concessioni agli Stati Uniti se gli sforzi di mediazione porteranno a negoziati seri.
In qualsiasi colloquio con gli Stati Uniti, l'Iran non chiederebbe solo la fine della guerra, ma anche concessioni che probabilmente rappresentano delle linee rosse per il presidente americano Donald Trump: garanzie contro future azioni militari, risarcimenti per le perdite subite in tempo di guerra e il controllo formale dello Stretto di Hormuz, hanno affermato le fonti.
L'Iran si rifiuterebbe inoltre di negoziare qualsiasi limitazione al suo programma di missili balistici, hanno ancora sostenuto le fonti, una questione che era stata una linea rossa per Teheran durante i colloqui in corso quando Stati Uniti e Israele hanno lanciato il loro attacco il mese scorso.
Da parte sua la CNN, citando una fonte iraniana, afferma che fra gli Stati Uniti e l'Iran ci sono stati dei «contatti» e Teheran è disposta ad ascoltare proposte «sostenibili» per mettere fine alla guerra. Secondo la fonte ad avviare i contatti è stata Washington.
«Sono stati ricevuti messaggi tramite intermediari per sondare la possibilità di raggiungere un accordo per mettere fine alla guerra», spiega la fonte alla CNN mettendo in evidenza che l'Iran non chiede incontri o colloqui ma è disposto ad ascoltare qualora ci fosse un piano sostenibile. Qualsiasi proposta, ha aggiunto, deve includere la revoca tutte le sanzioni imposte all'Iran.
13:53
13:53
Lufthansa «Niente voli nella regione del Golfo fino a ottobre», vale anche per Swiss
A causa della «situazione instabile in Medio Oriente» Swiss e le altre compagnie aeree del gruppo Lufthansa cancellano tutti i voli per Tel Aviv e Dubai, con poche eccezioni, fino al 31 maggio compreso. I collegamenti per Abu Dhabi, Amman, Beirut, Riad, Erbil, Dammam, Mascate e Teheran saranno sospesi addirittura fino al 24 ottobre.
La sicurezza dei passeggeri e degli equipaggi ha sempre la massima priorità per il Gruppo Lufthansa, si legge sul sito web di Swiss. Data la situazione in continua evoluzione, sono possibili modifiche da parte delle singole compagnie aeree, viene precisato.
La cancellazione riguarda le compagnie Lufthansa, Swiss, Austrian Airlines, Brussels Airlines, ITA Airways ed Edelweiss. La compagnia Eurowings non volerà verso le destinazioni di Tel Aviv, Beirut ed Erbil per il momento fino al 30 aprile.
I passeggeri interessati potranno cambiare gratuitamente la prenotazione per una data successiva o, in alternativa, riceveranno il rimborso completo del prezzo del biglietto.
12:26
12:26
Zolghadr nuovo segretario del consiglio di sicurezza iraniano
Mohammad Bagher Zolghadr, comandante militare in pensione del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, è stato nominato segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale iraniano, in sostituzione di Ali Larijani, ucciso la scorsa settimana in un attacco israeliano. Lo riferiscono i media iraniani.
12:05
12:05
Da inizio guerra sono stati uccisi o feriti 2.100 bambini
«A ventitré giorni dall'inizio dell'escalation del conflitto in Medio Oriente, i bambini di tutta la regione stanno pagando un prezzo devastante. In media più di 2.100 bambini sono stati uccisi o feriti, tra cui 206 in Iran e 118 in Libano». Lo ha dichiarato il vicedirettore generale dell'Unicef, Ted Chaiban, in occasione del briefing del portavoce del segretario generale delle Nazioni Unite. «Quattro bambini sono stati uccisi in Israele e uno in Kuwait. Queste sono le cifre segnalate, e si prevede che aumentino con il protrarsi delle violenze. Si tratta di una media di circa 87 bambini uccisi o feriti ogni giorno dall'inizio della guerra».
Chaiban ha richiamato l'attenzione anche sugli sfollati a seguito dei bombardamenti. «In Iran, l'Unhcr stima che siano state sfollate fino a 3,2 milioni di persone, tra cui fino a 864.000 bambini. In Libano, più di 1 milione di persone sono sfollate, tra cui circa 370.000 bambini - quasi un terzo degli sfollati - con molte famiglie che hanno trovato rifugio in edifici pubblici, comprese le scuole. Circa 90.000 siriani sono tornati in Siria dall'inizio del conflitto, insieme a diverse migliaia di libanesi. In tutto il Medio Oriente, circa 44,8 milioni di bambini vivevano già in contesti colpiti da conflitti prima di questa escalation. Le conseguenze di quanto sta accadendo ora saranno durature per loro. Troppe case, scuole e ospedali, i sistemi e i servizi da cui dipendono i bambini, sono stati danneggiati o distrutti. I sistemi sanitari, già sotto pressione, stanno ora cedendo. Le catene di approvvigionamento sono interrotte» .
Il vicepresidente dell'Unicef è appena tornato dal Libano. «Più di 350 scuole pubbliche sono utilizzate come rifugi, interrompendo l'istruzione di circa 100.000 studenti (...). I servizi pubblici in Libano sono sottoposti a forte pressione. Le reti idriche sono state danneggiate. Anche operatori sanitari sono stati uccisi mentre cercavano di soccorrere la popolazione». L'Unicef ha raggiunto «151.000 sfollati interni in oltre 250 rifugi e in aree difficili da raggiungere con beni di prima necessità non alimentari. Stiamo fornendo assistenza idrica e igienico-sanitaria in 188 rifugi, a beneficio di circa 46.000 persone. Abbiamo preposizionato 221.000 confezioni di biscotti ad alto contenuto energetico (Heb) e oltre 144.000 vasetti di alimenti complementari pronti all'uso (Rucf), per prevenire la malnutrizione nei bambini. Oltre 13.000 bambini nei rifugi hanno ricevuto materiale didattico e scolastico. Quattordici bambini feriti sono stati sottoposti a interventi chirurgici salvavita . Tuttavia, l'entità dei bisogni sta aumentando più rapidamente delle risorse disponibili e più rapidamente rispetto a 18 mesi fa. Il numero di sfollati, che ha superato il milione, è cresciuto molto più rapidamente e rischia di aumentare ulteriormente».
L'Unicef chiede tre azioni immediate: «la cessazione delle ostilità e la protezione dei civili e delle infrastrutture civili; un accesso umanitario sicuro, rapido e senza ostacoli per supportare le missioni che si stanno svolgendo per andare nel sud del Paese, un sostegno finanziario immediato per sostenere la risposta».
08:45
08:45
Raid Usa contro i miliziani filo-Teheran in Iraq
Un raid attribuito alle forze statunitensi nell'ovest dell'Iraq ha causato la morte di 15 miliziani dell'ex coalizione paramilitare Hashed al-Shaabi, note anche come Forze di mobilitazione popolare, in prima linea nella lotta all'Isis e ora integrate nell'esercito di Baghdad.
07:04
07:04
Libano, 2 morti e 5 feriti in un raid aereo israeliano a sudest di Beirut
Due persone sono rimaste uccise in un raid aereo israeliano sul villaggio di Bshamoun, a sudest di Beirut. Lo ha annunciato stamattina il Ministero della Salute libanese, mentre i bombardamenti sono proseguiti durante la notte nella periferia meridionale della capitale.
«Il raid condotto dal nemico israeliano contro il villaggio di Bshamoun, nel distretto di Aley, ha provocato, secondo un bilancio preliminare, due morti e cinque feriti tra i civili», ha dichiarato il ministero in un comunicato. Situato nel distretto montuoso di Aley, a maggioranza drusa, Bshamoun si trova al di fuori delle tradizionali roccaforti del movimento filo-iraniano Hezbollah.
07:02
07:02
L'Iran lancia una nuova ondata di missili contro Israele
Stamattina l'Iran ha lanciato un'altra ondata di missili contro Israele, secondo quanto annunciato dalla televisione di Stato, dopo che precedenti attacchi avevano colpito un edificio nel nord dello Stato ebraico e una forte esplosione era stata sentita a Gerusalemme.
«L'Iran lancia una nuova ondata di missili contro i territori occupati», ha scritto su Telegram l'emittente statale della Repubblica islamica dell'Iran (Irib). Poco dopo ha aggiunto che «i missili iraniani hanno attraversato diverse difese missilistiche israeliane». I servizi di emergenza di Israele hanno diffuso un video di un edificio danneggiato nel nord del Paese, affermando che non ci sono state vittime. L'esercito israeliano ha emesso stamattina diversi comunicati in cui affermava di aver rilevato missili iraniani in arrivo e di essere al lavoro per intercettarli.
06:59
06:59
Il punto alle 7
Questa mattina l'Iran ha lanciato un'altra ondata di missili contro Israele, secondo quanto annunciato dalla televisione di Stato, dopo che precedenti attacchi avevano colpito un edificio nel nord dello Stato ebraico e una forte esplosione era stata sentita a Gerusalemme.
Ieri Donald Trump ha fermato gli attacchi agli impianti energetici iraniani per cinque giorni, «il tempo necessario per dare una chance alla diplomazia e raggiungere un accordo con Teheran che consenta la riapertura dello Stretto di Hormuz», ha spiegato il presidente Usa. Un'affermazione che non sembra piaciuta a Israele. Entro venerdì, inoltre, dovrebbero arrivare in Medio Oriente migliaia di soldati statunitensi.
