Ferrari messa in «cattiva Luce»: «Almeno si tolga il cavallino»

La Ferrari si è messa in cattiva luce con il suo nuovo modello, il primo elettrico da 5 posti. Al di là della facile battuta sul nome dell’auto, Luce appunto, in queste ore sta piovendo una valanga di critiche per il veicolo mostrato ieri al pubblico per la prima volta e presentato quest’oggi al presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella.
A far storcere il naso ai puristi, però, non è solo il tipo di alimentazione della vettura o il fatto che abbia più posti a sedere, ma il suo design, realizzato da LoveFrom, la società fondata da Jony Ive, designer noto per i prodotti di Apple, come iPod, MacBook e iPhone, non certo per le sinuose linee di un’icona di stile come Ferrari.
Il giornalista Sam Jenkins, sul noto magazine di auto britannico Evo, parla di un «design dirompente», «destinato a far parlare di sé». E aggiunge: «Ma applicarlo a una Ferrari è considerato sacrilego da alcuni e, secondo molti, l'inizio della sua rovina». A tal proposito, ha fatto il giro dei social la dura esternazione dell’imprenditore Luca Cordero di Montezemolo, ex presidente della Rossa di Maranello, il quale ha sentenziato: «Se dovessi dire quello che penso, farei del male alla Ferrari… si rischia la distruzione di un mito e mi dispiace moltissimo. Almeno si tolga il cavallino».
Secondo Evo, tuttavia, il futuro del marchio automobilistico più desiderato al mondo potrebbe non essere così plumbeo come descritto dall’imprenditore italiano: «I design che vengono accettati immediatamente e all'unanimità sono certamente apprezzabili, ma spesso sono anche quelli che cadono nell'oblio prima di quanto ci si renda conto (...). Certo, una valanga di feedback negativi non è sempre indice di un buon design, ma in questo caso, credo che questa reazione dimostri che Ferrari è riuscita a diventare l'azienda rivoluzionaria che sperava di essere, evitando la pericolosa strada di seguire le tendenze e rimanere immobile nella direzione del design», si legge sulla rivista di settore.
Il design di Ferrari Luce, nello specifico, è stato duramente criticato per le sue «forme semplici e l'apparente mancanza di stile». Eppure, gli interni sono stati descritti da chi li ha provati come «spaziosi» e «molto comodi», «più simili a quelli di un’auto di lusso pensata per l’uso quotidiano che a quelli di una classica Ferrari», rileva ilPost, evidenziando come la nuova vettura elettrica abbia un «grande bagagliaio, quattro porte ad apertura controvento e interni in pelle e alluminio».
La delusione dei fan del Cavallino rampante si è fatta sentire anche in Borsa: oggi il titolo Ferrari ha perso fino al 7,8% a Piazza Affari. «Il prezzo di partenza è stato fissato a 550 mila euro, ben al di sopra del modello più costoso attualmente presente nella gamma Ferrari (Testarossa a 460 mila euro) e significativamente superiore al prezzo medio di vendita di Ferrari per il primo trimestre 2026, pari a 453 mila euro. Prevediamo che la Luce rimarrà un'offerta di nicchia all'interno della gamma, rappresentando circa l'1% dei volumi totali», hanno affermato gli analisti di Mediobanca citatati dal Corriere della Sera. Insomma, pure il costo del veicolo – più alto degli altri modelli, esclusi quelli sepciali – ha fatto storcenere il naso.
L'auto sembra un «mix tra una Honda Accord EV e una Tesla 3», ha sentenziato Pierre-Olivier Essig, responsabile della ricerca presso AIR Capital, in una nota citata da Bloomberg. «Siamo in difficoltà a comprendere la nuova strategia di Ferrari», ha aggiunto, confessando di preferire «machine cinesi o giapponesi con lo stesso look e tipo di performance per una frazione del prezzo».
Il lancio della vettura, inoltre, avviene in un momento in cui la domanda di veicoli elettrici di fascia alta è più difficile da prevedere e alcuni concorrenti, come Lamborghini e Porsche, hanno rallentato i loro piani di elettrificazione, citando una mancanza di interesse da parte degli acquirenti.
«Ferrari non si è lanciata in quest'impresa alla cieca e sappiamo che la Luce ha suscitato molta curiosità», hanno tuttavia commentato in una nota gli analisti di Bernstein, i quali prevedono che ci siano abbastanza clienti e collezionisti, vecchi e nuovi, «che garantiranno a Luce di affermarsi saldamente all'interno della gamma Ferrari».
Tra le numerose critiche sui social, va segnalata quella del senatore italiano Carlo Calenda, uno dei politici più attenti alle crisi industriali e al settore dell’automotive: «La Ferrari Luce è un insulto estetico e tecnologico per chi ama la Ferrari o, come nel mio caso, ci ha lavorato. Complimenti a Elkann che dopo aver semidistrutto o alienato Marelli, Comau, Iveco, Fiat, Alfa, Maserati, Lancia, Scuderia Ferrari, Juventus, Repubblica e Stampa ci prova ora con Ferrari. E non era facile».
