Il caso

Gli agenti dell'ICE, dunque, saranno a Milano per le Olimpiadi?

Attilio Fontana, governatore della Lombardia, sembrava aver confermato la loro presenza a tutela di JD Vance e Marco Rubio, ma poi è arrivata una rettifica dalla Regione
©CRAIG LASSIG
Red. Online
26.01.2026 17:40

L'ICE, dunque, arriverà a Milano per le Olimpiadi invernali? Sì, no, forse. Parentesi: per ICE intendiamo l'Immigration and Customs Enforcement, l'agenzia federale statunitense deputata all'applicazione delle leggi sull'immigrazione, alla prevenzione del terrorismo e alla lotta al movimento illegale di persone e merci, balzata (tristemente) agli onori della cronaca in queste settimane per le operazioni, violente, a Minneapolis, coincise con due uccisioni di cittadini americani. Il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, a margine di un evento ha spiegato che gli agenti dell'ICE si occuperanno di garantire la sicurezza del vicepresidente JD Vance e del segretario di Stato Marco Rubio, presenti alla cerimonia d'apertura dei Giochi il prossimo 6 febbraio. In seguito, però, lo stesso Fontana ha specificato di aver confermato «in forma ipotetica» la presenza degli agenti dell'ICE a Milano.

«Sarà soltanto in misura difensiva, ma io sono convinto che non succederà niente» ha inizialmente detto Fontana a chi gli chiedeva se fosse preoccupato per l'eccesso di violenza di cui si è macchiato il corpo negli Stati Uniti. E ancora: «Questo è un altro discorso che non riguarda il nostro Paese, non riguarda assolutamente le problematiche che qui si possono verificare. La loro presenza è limitata a fare la guardia del corpo a Vance e a Rubio, quindi che ci siano loro, o che ci siano altri, il lavoro che devono fare è sempre lo stesso, stare attenti che non succeda qualcosa».

Poco dopo, tramite una nota di Regione Lombardia, il chiarimento: Fontana «rispondendo a una domanda dei giornalisti, che sottindendeva la presenza dell'ICE a Milano, non ha inteso confermare la presenza di tali agenti, in quanto non in possesso di informazioni al riguardo». Di riflesso, il governatore avrebbe «esclusivamente commentato, in via ipotetica, rispondendo a un'affermazione dei giornalisti che, qualora fossero presenti agenti incaricati della sicurezza, il loro ruolo sarebbe limitato alla tutela delle personalità statunitensi eventualmente presenti, come il vicepresidente JD Vance e il segretario di Stato Marco Rubio, con l'unico obiettivo di garantirne l'incolumità personale. Ogni altra interpretazione che attribuisca al presidente Fontana una conferma della presenza di agenti ICE non corrisponde a quanto dichiarato». 

In precedenza, e basandosi su anticipazioni giornalistiche, il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi aveva affermato che non gli risultava una presenza dell'agenzia in Italia per le Olimpiadi. Ribadendo, tuttavia, che ogni Paese sceglie come organizzare la sicurezza delle sue delegazioni. Detto che il coordinamento della sicurezza nazionale, evidentemente, fa capo alle forze dell'ordine italiane, a Milano ad esempio è già arrivata per esempio la polizia del Qatar. «Di sicuro l'ICE sul territorio nazionale italiano non opererà» ha poi detto, in un secondo momento, sempre Piantedosi. «È una polemica basata sul nulla perché in questo momento gli americani come tutte le delegazioni non hanno comunicato l'elenco delle presenze». Quindi, ha sottolineato: «L'ordine e la sicurezza pubblica sul territorio italiano sono garantiti dallo Stato Italiano».

Sia quel che sia, la possibile presenza dell'ICE a Milano ha già scatenato discussioni e polemiche. Matteo Mauri, responsabile sicurezza del Partito Democratico, ha promesso un'interrogazione in Parlamento. Alessandro Giungi, presidente della Commissione Olimpiadi a Palazzo Marino, pure lui esponente del PD, ha definito l'ICE una «milizia fascista» e annunciato «brutte sorprese» a chi «pensa che Milano starà zitta» di fronte alla presenza degli agenti. Marco Grimaldi, deputato di AVS, dal canto suo ha invece chiesto «una smentita pubblica» alla notizia e ha definito l'ICE «un'agenzia tristemente nota per pratiche lesive dei diritti umani, incompatibili con i valori della nostra Repubblica».