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Gli Usa attaccano l'Iran, Teheran: «Risponderemo con fermezza»

Gli Stati Uniti attaccano l'Iran per ridurne la capacità di minacciare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz - La replica di Teheran: «L'America non ha ancora imparato che l'arroganza e la mancanza di lealtà non sono più gratuite» – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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Gli Usa attaccano l'Iran, Teheran: «Risponderemo con fermezza»
Red. Online
09.07.2026 06:35
09:21
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Teheran: «Almeno 14 morti e 78 feriti in 2 giorni di raid Usa»

Gli attacchi statunitensi hanno causato la morte di 14 persone e il ferimento di altre 78 in due giorni: lo afferma il ministero della Salute iraniano, citato da Al Jazeera. Teheran, scrive l'emittente qatarina, segnala esplosioni in diverse città iraniane lungo lo Stretto di Hormuz, tra cui Bushehr, Chabahar, Bandar Abbas e Sirik.

08:40
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Dopo i raid Usa, in Iran sono stati sospesi i treni sulla ferrovia Teheran-Mashad

In Iran il servizio ferroviario tra Teheran e Mashhad è stato sospeso a seguito degli attacchi statunitensi, secondo quanto riportato dalla televisione di stato, poche ore prima della prevista sepoltura della Guida Suprema Ali Khamenei nella città santa dell'Iran orientale.

Le Ferrovie della Repubblica Islamica dell'Iran hanno attribuito la sospensione a «un attacco criminale da parte del nemico statunitense-israeliano» e hanno affermato di aver inviato squadre per riparare i danni, ha riferito l'emittente statale, aggiungendo che si stanno organizzando trasporti su strada per i passeggeri bloccati.

In precedenza, i Guardiani della Rivoluzione avevano accusato gli Stati Uniti di aver preso di mira «due ponti nelle province orientali che conducono a Mashhad, nel tentativo di oscurare» i funerali di Khamenei, ha riferito la televisione di stato.

Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) dichiara di aver colpito circa 90 obiettivi militari, mentre i Pasdaran dichiaranto di aver risposto al fuoco contro basi statunitensi in Kuwait e Bahrein.

08:35
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Iran: «Colpiti siti in Qatar e Bahrein e i sistemi Patriot in Kuwait»

L'esercito iraniano ha dichiarato di aver preso di mira giovedì siti in Kuwait, Qatar e Bahrein con droni d'attacco kamikaze, secondo quanto riportato dai media statali, in risposta agli attacchi statunitensi avvenuti in precedenza nella stessa giornata.

L'esercito ha affermato che, «in continuità con gli attacchi dell'esercito della Repubblica islamica dell'Iran contro le basi statunitensi nella regione», ha preso di mira un sistema di intercettazione missilistica Patriot in Kuwait, un sistema di allarme rapido in Qatar e serbatoi di carburante in Bahrein con droni kamikaze di vario tipo«.

07:17
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Centcom: «Nei raid colpiti 90 obiettivi militari in Iran»

L'esercito statunitense ha colpito circa 90 «obiettivi militari» in Iran, compresi sistemi di difesa aerea, durante la sua ultima serie di attacchi. Lo ha annunciato il Comando Centrale delle Forze armate americane (Centcom). «Gli Stati Uniti hanno completato un'altra serie di attacchi contro l'Iran per ridurre ulteriormente la capacità dell'Iran di colpire navi mercantili e marinai civili innocenti nello Stretto di Hormuz», si legge in una dichiarazione rilasciata su X dal Centcom.

07:13
07:13
Raid Usa in Iran, Teheran colpisce basi USA in Bahrein e Kuwait

La notte ha fatto registrare una gravissima escalation in Medio Oriente, culminata nelle ultime ore con la risposta militare di Teheran.

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno infatti annunciato di aver colpito con missili e droni diverse basi militari statunitensi nella regione, in particolare quelle di Juffair e Sheikh Isa in Bahrein, e di Arifjan e Ali Al Salem in Kuwait, prendendo di mira infrastrutture chiave.

La notizia ha trovato subito riscontro sul campo: in Kuwait lo Stato Maggiore dell'Esercito ha confermato che le difese aeree sono entrate in funzione per intercettare attacchi ostili di droni e missili, mentre in Bahrein sono risuonate le sirene antiaeree per la seconda notte consecutiva, seguite da forti esplosioni udite anche dai giornalisti sul posto, col ministero dell'Interno che ha invitato la popolazione a cercare subito un rifugio sicuro.

Questa controffensiva arriva accompagnata da durissimi avvertimenti politici da parte dei vertici iraniani, che minacciano di estendere il conflitto. Mohsen Rezaei, consigliere militare della Guida Suprema, ha promesso severe punizioni per l'aggressore, mentre il presidente del parlamento e capo negoziatore Mohammad Bagher Ghalibaf ha avvertito Washington che lo Stretto di Hormuz si apre solo con gli accordi e non con le minacce, intimando agli Stati Uniti di non calpestare la sovranità iraniana.

La fiammata era scoppiata ieri in tarda serata quando il Us Central Command ha avviato una nuova e pesante ondata di raid aerei all'interno del territorio iraniano. Le agenzie di stampa locali hanno riferito di forti esplosioni nel sud del Paese, in particolare nelle località costiere e strategiche di Bandar Abbas, Sirik, Konarak e Chabahar, dove è entrata in funzione la contraerea nel tentativo di respingere l'attacco americano.

A stretto giro è arrivata la rivendicazione di Donald Trump, che prima via social e poi a bordo dell'Air Force One ha confermato l'operazione, definendola una rappresaglia necessaria per il bombardamento di tre navi commerciali avvenuto il giorno precedente. Il presidente americano ha sottolineato che l'obiettivo è azzerare la capacità di Teheran di minacciare la libera navigazione nello Stretto di Hormuz, lanciando un ultimo avvertimento: gli Stati Uniti sono pronti a far peggiorare notevolmente la situazione se l'Iran dovesse colpire ancora, nonostante l'apparente e pressante richiesta di un accordo da parte del governo iraniano, sulla cui affidabilità Trump si è detto però fortemente scettico.

06:42
06:42
Il punto alle 6:40

Ieri gli Stati Uniti hanno attaccato due ponti ferroviari nel nord-est dell'Iran. Lo riporta Axios citando un funzionario americano: si tratta della prima volta che gli Stati Uniti colpiscono infrastrutture iraniane dal cessate il fuoco di aprile.

«Abbiamo colpito duramente l'Iran. Lo abbiamo fatto come rappresaglia perché hanno colpito tre navi», ha dichiarato il presidente Donald Trump a bordo dell'Air Force One, sottolineando che Teheran vuole «molto» un accordo: «Il problema è che non so se onorerà l'intesa».

Nel frattempo, le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato di aver colpito basi militari statunitensi in Bahrein e Kuwait in risposta ai nuovi attacchi americani, secondo quanto riportato dalla televisione di stato IRIB. Le Guardie hanno affermato di aver preso di mira «infrastrutture e strutture chiave» nelle basi USA di Arifjan e Ali Al Salem in Kuwait, e di Juffair e Sheikh Isa in Bahrein, utilizzando missili e droni.

Teheran ha inoltre avvertito che la propria risposta si estenderà ad altre basi nella regione qualora gli attacchi statunitensi dovessero ripetersi. Sul fronte politico, il presidente del parlamento iraniano e capo negoziatore Mohammad Bagher Ghalibaf ha commentato duramente la situazione con un post sul suo account X: «L'America non ha ancora imparato che l'arroganza e la mancanza di lealtà non sono più gratuite. Per essere chiari: provate, e ne pagherete le conseguenze». «Non sprecate energie, che affonderete ancora di più — ha aggiunto Ghalibaf, le cui parole sono state riprese anche dall'agenzia iraniana Fars — lo Stretto di Hormuz si apre solo con gli accordi iraniani, non con le minacce americane».