Il punto

Guerra in Ucraina: l'Europa sta sabotando gli sforzi di Trump?

La Casa Bianca, scrive Axios, ritiene che i mancati progressi dopo il vertice in Alaska con Putin siano imputabili agli alleati europei: ma è davvero così?
©Mark Schiefelbein
Red. Online
30.08.2025 17:30

Tutti con Donald Trump. Almeno pubblicamente. Dietro le quinte, invece, alcuni leader europei starebbero sabotando gli sforzi del presidente statunitense per porre fine alla guerra in Ucraina. Vanificando, di riflesso, i progressi fatti dopo l'incontro fra il tycoon e Vladimir Putin avvenuto in Alaska. Eccolo, lo scenario dipinto da alti funzionari della Casa Bianca riportato da Axios. 

Due settimane dopo il bilaterale fra il presidente americano e il suo omologo russo, poco o nulla sembrerebbe essersi mosso. C'è chi, come Emmanuel Macron, ha definito il leader del Cremlino un «orco». Invitando i colleghi a non fidarsi. I funzionari della Casa Bianca, dal canto loro, ritengono che i mancati passi avanti siano imputabili agli alleati europei, non a Trump né tantomeno a Putin. Di più, Axios scrive che la Casa Bianca sta perdendo la pazienza con i leader europei. I quali starebbero spingendo l'Ucraina a resistere nell'ottica di riottenere territori. Un'ipotesi, questa, considerata irrealistica da parte di Washington.

Il portale statunitense riferisce altresì di pressioni, da parte della Casa Bianca, affinché l'Europa adotti nuove, e più stringenti, sanzioni nei confronti di Mosca. Nello specifico, Washington chiede che il blocco UE vieti qualsiasi acquisto di gas e petrolio dalla Russia e, al contempo, che Bruxelles imponga sanzioni secondarie all'India e alla Cina, sulla falsariga di quelle che l'America ha già imposto alla Cina. «Gli europei non possono prolungare questa guerra e creare aspettative irragionevoli, aspettandosi anche che l'America ne sostenga i costi» ha dichiarato ad Axios un alto funzionario della Casa Bianca. «Se l'Europa vorrà intensificare la guerra, lo decideranno loro».

Axios, ancora, spiega che l'Europa starebbe convincendo Zelensky a resistere per, appunto, strappare «un accordo migliore». Un approccio massimalista, questo, che a detta dell'amministrazione Trump avrebbe esacerbato la guerra. I funzionari statunitensi ritengono che Regno Unito e Francia stiano mantenendo un atteggiamento più costruttivo rispetto agli altri. Accusati di voler scaricare i costi di questa guerra su Washington. «Arrivare a un accordo è l'arte del possibile» ha detto ad Axios l'alto funzionario. «Ma alcuni europei continuano a operare in un paese delle favole, ignorando il fatto che bisogna essere in due per ballare il tango».

Dopo i vertici con Putin e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, Trump ha ripetuto più volte che il prossimo passo deve essere un vertice Putin-Zelensky. Finora, tuttavia, i russi hanno rifiutato. Al contempo, gli ucraini sin qui hanno sempre respinto ogni ipotesi di concessione territoriale. Almeno finché i russi non accetteranno di sedersi al tavolo delle trattative. Nella riunione di gabinetto di giovedì, prosegue Axios, Trump è parso piuttosto frustrato. «Tutti si atteggiano» ha tuonato il presidente. Ad aggravare il quadro, di per sé già fragile, gli attacchi, massicci, della Russia e quelli ucraini alle raffinerie russe. Karoline Leavitt, portavoce della Casa Bianca, giovedì ha provato a sintetizzare la posizione di Trump:  «Forse entrambe le parti di questa guerra non sono pronte a porvi fine. Il presidente vuole che finisca, ma anche i leader di questi due Paesi hanno bisogno che finisca e devono volerlo».

Detto della frustrazione, Trump secondo le fonti consultate da Axios starebbe seriamente pensando di fare un passo indietro e uscire dal balletto diplomatico volto a raggiungere la pace finché le parti non mostreranno maggiore flessibilità. «Ci metteremo seduti e li guarderemo litigare per un po', vediamo che succede» le parole della fonte. Fronte europeo, quanto filtra dalle indiscrezioni pubblicate da Axios stupisce e non poco. Al di là dell'incontro positivo, poco meno di due settimane fa, fra i cosiddetti volenterosi a Trump, un funzionario europeo coinvolto nei colloqui con Trump ha detto che, in realtà, non ci sono divergenze con Washington. Non solo, l'Europa sta già lavorando a una nuova tornata di sanzioni nei confronti della Russia per conto suo.