Guerra in Ucraina: l'Europa sta sabotando gli sforzi di Trump?

Tutti con Donald Trump. Almeno pubblicamente. Dietro le quinte, invece, alcuni leader europei starebbero sabotando gli sforzi del presidente statunitense per porre fine alla guerra in Ucraina. Vanificando, di riflesso, i progressi fatti dopo l'incontro fra il tycoon e Vladimir Putin avvenuto in Alaska. Eccolo, lo scenario dipinto da alti funzionari della Casa Bianca riportato da Axios.
Due settimane dopo il bilaterale fra il presidente americano e il suo omologo russo, poco o nulla sembrerebbe essersi mosso. C'è chi, come Emmanuel Macron, ha definito il leader del Cremlino un «orco». Invitando i colleghi a non fidarsi. I funzionari della Casa Bianca, dal canto loro, ritengono che i mancati passi avanti siano imputabili agli alleati europei, non a Trump né tantomeno a Putin. Di più, Axios scrive che la Casa Bianca sta perdendo la pazienza con i leader europei. I quali starebbero spingendo l'Ucraina a resistere nell'ottica di riottenere territori. Un'ipotesi, questa, considerata irrealistica da parte di Washington.
Il portale statunitense riferisce altresì di pressioni, da parte della Casa Bianca, affinché l'Europa adotti nuove, e più stringenti, sanzioni nei confronti di Mosca. Nello specifico, Washington chiede che il blocco UE vieti qualsiasi acquisto di gas e petrolio dalla Russia e, al contempo, che Bruxelles imponga sanzioni secondarie all'India e alla Cina, sulla falsariga di quelle che l'America ha già imposto alla Cina. «Gli europei non possono prolungare questa guerra e creare aspettative irragionevoli, aspettandosi anche che l'America ne sostenga i costi» ha dichiarato ad Axios un alto funzionario della Casa Bianca. «Se l'Europa vorrà intensificare la guerra, lo decideranno loro».
Axios, ancora, spiega che l'Europa starebbe convincendo Zelensky a resistere per, appunto, strappare «un accordo migliore». Un approccio massimalista, questo, che a detta dell'amministrazione Trump avrebbe esacerbato la guerra. I funzionari statunitensi ritengono che Regno Unito e Francia stiano mantenendo un atteggiamento più costruttivo rispetto agli altri. Accusati di voler scaricare i costi di questa guerra su Washington. «Arrivare a un accordo è l'arte del possibile» ha detto ad Axios l'alto funzionario. «Ma alcuni europei continuano a operare in un paese delle favole, ignorando il fatto che bisogna essere in due per ballare il tango».
Dopo i vertici con Putin e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, Trump ha ripetuto più volte che il prossimo passo deve essere un vertice Putin-Zelensky. Finora, tuttavia, i russi hanno rifiutato. Al contempo, gli ucraini sin qui hanno sempre respinto ogni ipotesi di concessione territoriale. Almeno finché i russi non accetteranno di sedersi al tavolo delle trattative. Nella riunione di gabinetto di giovedì, prosegue Axios, Trump è parso piuttosto frustrato. «Tutti si atteggiano» ha tuonato il presidente. Ad aggravare il quadro, di per sé già fragile, gli attacchi, massicci, della Russia e quelli ucraini alle raffinerie russe. Karoline Leavitt, portavoce della Casa Bianca, giovedì ha provato a sintetizzare la posizione di Trump: «Forse entrambe le parti di questa guerra non sono pronte a porvi fine. Il presidente vuole che finisca, ma anche i leader di questi due Paesi hanno bisogno che finisca e devono volerlo».
Detto della frustrazione, Trump secondo le fonti consultate da Axios starebbe seriamente pensando di fare un passo indietro e uscire dal balletto diplomatico volto a raggiungere la pace finché le parti non mostreranno maggiore flessibilità. «Ci metteremo seduti e li guarderemo litigare per un po', vediamo che succede» le parole della fonte. Fronte europeo, quanto filtra dalle indiscrezioni pubblicate da Axios stupisce e non poco. Al di là dell'incontro positivo, poco meno di due settimane fa, fra i cosiddetti volenterosi a Trump, un funzionario europeo coinvolto nei colloqui con Trump ha detto che, in realtà, non ci sono divergenze con Washington. Non solo, l'Europa sta già lavorando a una nuova tornata di sanzioni nei confronti della Russia per conto suo.