#Spiegato

Hantavirus, dalla MV Hondius agli aerei: se la catena cambia anello

Otto contagi, tre morti e un contact tracing che attraversa cinque Paesi: dal volo Airlink 4Z 132 al KLM 592 Johannesburg-Amsterdam, ma il cerchio potrebbe allargarsi
©JEFFREY GROENEWEG
Marcello Pelizzari
08.05.2026 09:05

«Non è come il Covid». Eppure, l'Hantavirus viene seguito con attenzione altissima, al netto delle rassicurazioni dell'Organizzazione mondiale della sanità. Otto, finora, i contagiati, tre i decessi. Al centro, il viaggio della nave da crociera MV Hondius. Ma la storia, con tutte le conseguenze del caso, nel frattempo si è spostata sugli aerei o, meglio, negli aeroporti. 

La nave, partita a inizio aprile da Ushuaia, in Argentina, è il punto zero di un focolaio che le autorità di vari Paesi – Svizzera compresa – stanno cercando di ricostruire. Attraverso il tracciamento dei contatti e tenendo presente che l'infezione ha un periodo di incubazione che può arrivare fino a sei settimane. Non solo, ulteriori infezioni sono possibili considerando che il ceppo Andes è l'unico, fra gli Hantavirus, per il quale sia documentata la trasmissione da uomo a uomo, ancorché limitata e legata a contatti stretti e prolungati. Ma l'attenzione, dicevamo, è altissima, poiché questo ceppo ha un tasso di letalità stimato fra il 30 e il 50%.

Il volo Airlink 4Z132 da Sant'Elena e il KLM 592 della stessa sera

Fatte le dovute premesse, perché questa storia, nel frattempo, si è spostata sugli aerei e negli aeroporti? Passo indietro: il 25 aprile scorso, una passeggera olandese di 69 anni si è imbarcata sul volo Airlink 4Z 132 da Sant'Elena a Johannesburg della durata di quattro ore con un Embraer 190. In totale, a bordo c'erano 82 passeggeri e sei membri di equipaggio. La donna accompagnava la salma del marito, prima vittima del focolaio, deceduto a bordo l'11 aprile. Era già sintomatica ma Airlink ha dichiarato di non essere stata informata delle sue condizioni al check-in.

La sera stessa, come confermato da KLM, la donna è riuscita a salire a bordo del volo KLM 592 Johannesburg-Amsterdam, un Boeing 777 in partenza alle 23.15 locali in codeshare con Air France (AF 8282), Delta (DL 9560) e SAS (SK 6855). L'equipaggio, valutate le condizioni, ha però negato alla 69.enne il viaggio. La donna è stata fatta scendere prima del decollo ed è stata trasportata in ospedale, dove morirà all'indomani. Il volo, per contro, è partito regolarmente e atterrato nei Paesi Bassi. L'Istituto olandese per la salute pubblica (RIVM) e il Servizio sanitario del Kennemerland (GGD), vista la situazione, hanno avviato il cosiddetto contact tracing.

Capo Verde, due voli sanitari e un guasto al supporto vitale

Altro passo indietro: il 6 maggio, al largo di Praia, Capo Verde, dalla MV Hondius sono state prelevate tre persone: due sono malate, una è un contatto stretto. Sono stati organizzati due voli sanitari. Il primo è atterrato in serata ad Amsterdam-Schiphol, con conseguente ricovero al Centro medico universitario di Leida. Il secondo, pure diretto ad Amsterdam, ha fatto uno scalo non programmato a Gran Canaria per far rifornimento. A terra, tuttavia, è emerso un guasto all'alimentazione elettrica del supporto vitale del paziente, di qui la necessità di un secondo aereo per completare il viaggio.

Nel frattempo, un ottavo caso è emerso in Svizzera, a Zurigo. Un uomo, già sbarcato dalla MV Hondius e contattato via e-mail dall'operatore della nave, si è presentato in ospedale con sintomi. È risultato positivo al ceppo Andes ed è ricoverato all'Unispital. Parentesi, indubbiamente importante: è rientrato nel nostro Paese con un volo commerciale di linea. 

E adesso? L'hostess KLM, e una catena che cambia anello

Nelle ultime ore, le autorità olandesi hanno confermato che un'assistente di volo di KLM è stata sottoposta al test per l'Hantavirus dopo aver manifestato sintomi lievi. È stata ricoverata ad Amsterdam. La donna, evidentemente, lo scorso 25 aprile è entrata in contatto con la 69.enne olandese fatta scendere prima del decollo.

Che cosa significa? Banalmente, che il personale di volo è entrato nella catena di tracciamento del focolaio. E che il perimetro, potenzialmente, si è esteso a tutte le rotazioni successive dell'equipaggio del volo KLM 592: dove ha volato la hostess nei dieci giorni successivi, con chi ha condiviso galley e crew rest, su quali aeromobili? Le autorità olandesi, giovedì, hanno chiarito che cinque persone a bordo hanno avuto contatti stretti con la donna. Tra queste, anche l'assistente di volo. Le autorità stanno cercando di contattare circa 50 persone sedute nelle file vicine al posto della 69.enne.

Tenerife, l'attracco di domenica: cosa succede ora

In poche settimane, un focolaio su una nave ha generato un'operazione di tracciamento dei contatti che, sin qui, ha attraversato quattro voli identificati ma che, appunto, potrebbe riguardare un numero imprecisato di altri voli commerciali sui quali sono rientrati i passeggeri sbarcati prima del fermo: due residenti in Georgia già tornati negli Stati Uniti, un francese identificato come contact case sul volo Airlink, il cittadino svizzero a Zurigo. In queste ultime ore hanno continuato a squillare i telefoni di RIVM, GGD, Agenzia francese del farmaco (ANSM), Ufficio federale svizzero della sanità pubblica (UFSP), Istituto sudafricano per le malattie trasmissibili (NICD) e CDC statunitense.

La Hondius dovrebbe attraccare a Tenerife domenica. Tecnicamente, rimarrà in rada. Chi sbarcherà, lo farà soltanto per essere trasferito in ospedale o per essere rimpatriato – quindi con altri voli che finiranno nel registro – nel proprio Paese. Resta, sullo sfondo, una domanda: quante persone, in questi giorni, sono entrate in contatto con chi ha contratto l'Hantavirus sulla nave e fino a quando sarà possibile controllare la catena degli eventi?