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È quanto ha affermato ieri sera il presidente ucraino Zelensky nel suo videomessaggio serale – L'AIEA: «Ripristinata una seconda linea elettrica di riserva per la centrale di Zaporizhzhia» – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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20:53
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«La controffensiva studiata con gli USA»
«I rappresentanti delle autorità di occupazione russa stanno evacuando con urgenza le loro famiglie dalla Crimea temporaneamente occupata e dall'Ucraina meridionale». Dopo lo sfondamento a est nella regione di Kharkiv, dove ha rivendicato la riconquista di quasi 4 mila chilometri quadrati di territorio e ne starebbe mettendo in sicurezza altrettanti, l'esercito di Kiev comincerebbe a raccogliere i primi frutti anche a sud. Un colpo soprattutto al morale del nemico, quello riferito dall'intelligence ucraina: neppure la Crimea, annessa a Mosca nel 2014, può più considerarsi al sicuro.
«I rappresentanti dell'amministrazione, i dipendenti del servizio di sicurezza federale e i comandanti di alcune unità militari stanno anche cercando di vendere le loro case in segreto», hanno affermato gli 007 di Kiev, secondo cui «stanno cercando in tutti i modi di chiudere l'accesso alle informazioni».
Inizialmente presentato come obiettivo primario, la controffensiva a sud verso Kherson è stata invece usata secondo gli analisti della Difesa britannica come diversivo per indurre i russi a lasciare scoperti altri fronti. Una strategia che per il New York Times è stata studiata per mesi e concordata con alti funzionari Usa. Jake Sullivan, consigliere per la sicurezza nazionale, e Andriy Yermak, uno dei consiglieri più stretti di Zelensky, avrebbero parlato più volte della pianificazione del contrattacco, mentre il capo degli stati maggiori riuniti Usa il generale Mark A. Milley e alti dirigenti militari ucraini hanno discusso regolarmente di intelligence e supporto militare.
L'avanzata meridionale al momento resta limitata a una dozzina di chilometri, anche perché la prima linea nemica comprende i temibili combattenti del leader ceceno Ramzan Kadyrov, che continuerebbero ad affluire a migliaia, mentre Mosca sembra frenare sull'invio di nuove unità delle truppe regolari. Le forze speciali del reggimento Akhmat, ha anche rivendicato Kadyrov, «occupano tutte le postazioni strategiche nella regione di Zaporizhzhia», dove intanto è stata ripristinata la seconda linea elettrica di riserva per l'alimentazione della centrale nucleare. Mentre a Melitopol, altra città «occupata» nel sud, sono state segnalate esplosioni nella base aerea russa.
Lo scontro resta acceso anche a parole. Il vicepresidente del Consiglio di Sicurezza russo Dmitry Medvedev ha avvertito che la bozza di trattato di sicurezza presentato oggi da Kiev, che vede l'Italia tra i garanti, è «di fatto un prologo alla Terza Guerra Mondiale». Secondo l'ex capo del Cremlino, «naturalmente, nessuno darà alcuna garanzia ai nazisti ucraini, dopotutto è quasi come applicare l'Art. 5 del Trattato della Nato». Ma «se questi idioti continueranno a pompare senza freni il regime di Kiev con i tipi di armi più pericolosi, prima o poi la campagna militare passerà a un altro livello».
Intanto, le capitali europee tornano a fare pressione su Vladimir Putin. Dopo Emmanuel Macron, è stato il cancelliere tedesco Olaf Scholz a discutere con il presidente russo in una telefonata di un'ora e mezza in cui gli ha chiesto di trovare al più presto una soluzione diplomatica «basata su un cessate il fuoco, sul ritiro completo delle truppe russe e sul rispetto dell'integrità territoriale e della sovranità dell'Ucraina». Un intervento giunto dopo le nuove critiche di Kiev al sostegno militare di Berlino. «Segnali deludenti dalla Germania, mentre l'Ucraina ha bisogno ora di» tank e blindati «Leopard e Marder per liberare la popolazione e salvarla dal genocidio», ha accusato il ministro degli Esteri Dmytro Kuleba. Una sferzata che ha trovato alimento nelle parole dell'Alto rappresentante Ue Josep Borrell: «Vi posso assicurare che stiamo facendo pressione ai Paesi membri, anche la Germania, perché capiscano che ora il tempo è cruciale per quanto riguarda gli aiuti militari».
Sul fronte diplomatico è intervenuto oggi anche il premier Mario Draghi, che ha sentito il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Un colloquio incentrato sugli ultimi positivi sviluppi della controffensiva e della situazione sul terreno, con un focus sulla sicurezza a Zaporizhzhia, in cui il capo del governo ha confermato il continuo sostegno da parte dell'Italia all'Ucraina. «Ho sottolineato l'importanza della cooperazione con l'Italia in materia di difesa - ha commentato dal canto suo il leader di Kiev -. Dovremmo intensificarla».
16:46
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«Hanno detto ai residenti che Zelensky è stato sostituito»
Liberate dalle forze ucraine più di 300 località nella regione di Kharkiv: lo ha dichiarato il viceministro della Difesa Hanna Maliar, parlando con i giornalisti nella città di Balaklia.
Maliar ha sottolineato di essere rimasta impressionata dalla resilienza e dallo spirito degli ucraini, perché i russi hanno privato i residenti dei territori occupati di qualsiasi comunicazione con il mondo esterno: «È stato detto loro che non esiste più l'Ucraina, che c'è già un altro presidente e che il Paese non sarebbe andato in loro soccorso. Ma tutti hanno aspettato con fermezza, credendo che le Forze Armate sarebbero venute a liberarli», ha raccontato secondo quanto riporta Ukrinform.
«L'operazione di liberazione della regione di Kharkiv è durata diversi giorni. Dal 6 settembre, circa 3.800 chilometri quadrati, più di 300 località e circa 150.000 persone sono state liberate dall'occupazione, dove erano tenute in ostaggio», ha aggiunto Maliar, sottolineando che l'operazione è in corso e continuerà fino alla completa liberazione della regione di Kharkiv.
14:33
14:33
«Forti esplosioni a Kherson»
«A Kherson si sentono forti esplosioni. Sembra che gli occupanti siano stati colpiti in modo molto potente». .
L'agenzia ucraina Unian ha pubblicato alcune immagini delle esplosioni, in cui si vedono dense colonne di fumo nero sollevarsi dalla città occupata, verso cui l'esercito ucraino ha lanciato una controffensiva a fine agosto.
14:18
14:18
«Nessun sentimentalismo per i collaborazionisti»
Alexei Arestovich, consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ha affermato che coloro che nei territori riconquistati dalle truppe di Kiev hanno ottenuto il passaporto russo volontariamente e «appoggiano attivamente la Russia», saranno processati «per alto tradimento».
«L'Ucraina è cambiata, non ci saranno sentimentalismi nei confronti dei collaborazionisti», ha aggiunto Arestovich, annunciando che saranno imprigionati anche gli insegnanti russi arrivati in Ucraina per insegnare nelle aree occupate dalle truppe di Mosca.
Lo riferisce il quotidiano russo «Kommersant» citando un post di Arestovich su Telegram.
13:46
13:46
«I filorussi portano via le famiglie dalla Crimea»
«I rappresentanti delle autorità di occupazione russa stanno evacuando con urgenza le loro famiglie dalla Crimea temporaneamente occupata e dall'Ucraina meridionale»: lo scrive in un rapporto la Direzione dell'intelligence del Ministero della difesa ucraino, come riferisce Ukrinform.
«Il successo della controffensiva costringe le autorità della Crimea occupata e del Sud a trasferire urgentemente le loro famiglie in Russia», si legge nel rapporto.
«I rappresentanti dell'amministrazione, i dipendenti del servizio di sicurezza federale e i comandanti di alcune unità militari stanno anche cercando di vendere le loro case in segreto».
13:08
13:08
«I russi hanno lasciato Creminna, nel Lugansk»
«I russi hanno completamente lasciato Creminna, ma le forze armate non sono ancora entrate in città. Stiamo monitorando la situazione a Lyman, la cui liberazione è fondamentale per la nostra regione, i combattimenti sono ancora in corso in giro per la città». Lo scrive su Telegram Sergiy Gaidai, governatore in esilio del Lugansk, nell'Ucraina orientale, citato dal «Guardian».
«Oggi Creminna è completamente vuota: l'esercito russo ha lasciato la città. Lì sventola la bandiera ucraina alzata dai partigiani. La situazione a Starobilsk è simile. Ma a Svatove i russi all'inizio sono fuggiti e poi sono tornati», afferma Gaidai.
11:06
11:06
Arrestato il manager di un impianto aeronautico, «era una spia di Kiev»
Il Servizio di sicurezza russo (Fsb) ha reso noto che un manager responsabile della qualità in un impianto aeronautico è stato arrestato nella regione di Mosca poiché sospettato di aver passato all'Ucraina foto di cianografie di componenti di aerei. L'uomo è stato accusato di alto tradimento, riporta Interfax, e rischia una pena fino a 20 anni di carcere.
«È stato accertato che un residente della regione di Mosca, mentre ricopriva la carica di direttore della qualità di un impianto aeronautico e aveva accesso a documenti tecnici top secret, ha fotografato con il suo cellulare frammenti di cianografie di componenti di aerei da combattimento, e poi ha passato questi materiali a un cittadino ucraino, dipendente dell'impianto aeronautico di Odessa, utilizzando canali di comunicazione elettronici», ha reso noto il centro stampa dell'Fsb.
07:32
07:32
La divisione musicale di Sony cessa le attività in Russia
La divisione musicale della Sony cesserà le proprie operazioni in Russia, in risposta all'invasione di Mosca in Ucraina. Lo anticipa l'agenzia Kyodo. Fonti a conoscenza del dossier citano «l'impatto umanitario» che il conflitto in atto ha sulle attività del gruppo, considerate insostenibili.
La società giapponese dell'elettronica e dell'intrattenimento, che aveva già sospeso gran parte del business poche settimane dall'inizio del conflitto, intende vendere l'etichetta musicale operante in Russia e trasferire il catalogo degli artisti sotto contratto a una compagnia locale, sebbene non si conoscano i dettagli degli accordi finanziari.
La continua imposizione delle sanzioni nei confronti della Russia da parte della comunità globale, secondo la Sony, incide inoltre sulla sostenibilità economica degli affari nel paese. L'impatto finanziario provocato dalla sospensione delle attività musicali dovrebbe essere tuttavia limitato, poiché le operazioni in Russia e Ucraina rappresentano circa lo 0,7% del fatturato globale di Sony per l'anno fiscale terminato a marzo 2022.
06:22
06:22
Il punto alle 06.00
«Non possono fare nulla ai nostri eroi sul campo di battaglia ed è per questo che la Russia dirige i suoi vili attacchi contro le infrastrutture civili. È un segno di disperazione». Così il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, nel suo consueto video serale, attacca i russi dopo i successi della controffensiva ucraina.
Anche rispetto alle infrastrutture energetiche, per il presidente ucraino «la Russia sta cercando di impedirci di dirigere le capacità dell'Ucraina di stabilizzare la situazione in Europa. Le nostre esportazioni di elettricità sono ciò di cui la Russia ha molta paura in questo momento. Perché possiamo rompere i piani russi di svuotare le tasche degli europei questo inverno a causa dei prezzi pazzi dell'energia».
Ripristinata la seconda linea elettrica a Zaporizhzhia
L'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA) ha dichiarato che è stata ripristinata la seconda linea elettrica di riserva per l'alimentazione della centrale nucleare di Zaporozhye. «È stata ripristinata una seconda linea elettrica di riserva per la centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhia, consentendo all'operatore di mantenere una linea di riserva mentre l'altra fornisce all'impianto l'elettricità esterna di cui ha bisogno per il raffreddamento del reattore e altre funzioni di sicurezza essenziali durante l'arresto», ha dichiarato l'agenzia in un comunicato sul suo sito web, secondo quanto riporta Tass.
L'ultima delle unità di potenza operative della centrale, la sesta, è stata fermata domenica a causa di danni alle linee elettriche ad alta tensione, attraverso le quali l'elettricità generata nella stazione viene fornita alla rete. L'unica linea elettrica funzionante va verso i territori controllati da Kiev, ma le autorità della regione di Zaporizhzhia, afferma la Tass, hanno dichiarato che non ha trasmesso energia per diversi giorni. La quinta unità di potenza della centrale nucleare è stata fermata per motivi analoghi.
Ballerino dell'Opera muore in un combattimento
È morto in combattimento in Ucraina il ballerino Alexander Shapoval, solista dell'Opera di Kiev. Ne danno notizia i media locali. Shapoval è stato ucciso ieri nella battaglia di Majorsk, nella regione di Donetsk, secondo quanto riporta oggi Ukraina Moloda.