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Il Giappone invecchia e il caldo è sempre più una minaccia

Vittime anche in Corea del Sud, ma nel Sol Levante, con oltre 36 milioni di over 65, le alte temperature sono un problema: boom di decessi negli ultimi anni
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Red. Online
01.08.2023 11:31

Un’ondata di calore sta colpendo duramente la Corea del Sud e il Giappone: da settimana scorsa, si contano già diverse vittime. Nello Stato peninsulare 12 persone sono decedute per cause legate al caldo.  L'agenzia sudcoreana Yonhap ha riferito che cinque delle vittime erano agricoltori e almeno sette avevano più di 70 anni. Nella maggior parte del Paese è stata lanciata un'allerta quando le temperature hanno superato i 35°C. Settimana scorsa erano già decedute almeno tre persone per il caldo.  

In Giappone, venerdì scorso, una 13.enne è stata trovata priva di sensi su un marciapiede. La giovane, precisa il Guardian, stava tornando a casa in bicicletta dopo aver frequentato un club scolastico, quando ha avuto un malore: è stata portata in ospedale dove è morta per quello che le autorità ritengono essere un colpo di calore. Il Giappone ha una delle popolazioni più anziane al mondo e le ondate di calore da anni sono sorvegliate speciali, ma, paradossalmente, si è registrata una vittima giovanissima, che va ad aggiungersi alla coppia di anziani trovata senza vita da un operatore sanitario in un’abitazione di Tokyo. Nella casa c’erano 35,7 gradi e l’aria condizionata non era accesa. Da venerdì è salito dunque a tre il bilancio delle vittime legate alle alte temperature che si sono abbattute sull’isola asiatica.

Secondo Kazutaka Oka, capo ricercatore senior presso il centro di adattamento del National Institute for Environmental Studies, la temperatura media del Paese è aumentata di 1,3° C nell'ultimo secolo e dagli anni Novanta le ondate di calore si fanno sempre più frequenti. Il governo giapponese ha fissato l'obiettivo di dimezzare il numero di morti per il caldo entro il 2030. Le statistiche del ministero della salute, riportate dal Japan Times, mostrano che il numero di decessi correlati ai colpi di calore è aumentato da una media di 201 persone all'anno tra il 1995 e il 1999, a una media di 1.295 all'anno tra il 2018 al 2022. Più dell'80% delle vittime aveva più di 65 anni. E ancora: negli ultimi 10 anni, il numero di ambulanze chiamate per casi di colpo di calore, tra maggio e settembre, era compreso tra le 40.000 e le 70.000 all'anno, con un picco di 90.000 nel 2018, quando gran parte del Giappone è stata colpita da una grave ondata di caldo. Da una ricerca condotta sulla sola Tokyo, è emerso che gli over 65 rappresentavano il 90% di tutti i decessi per il calore: la quasi totalità delle vittime è deceduta in casa e non usava l'aria condizionata.

Le persone anziane sono più vulnerabili alle ondate di caldo e il Giappone, dietro solo a Monaco, ha la seconda percentuale più alta al mondo di popolazione di età pari o superiore a 65 anni (la Svizzera è al 29esimo posto, l’Italia terza). Gli anziani nel Sol Levante sono 36 milioni.

Il Giappone ha revisionato la legge sull'adattamento ai cambiamenti climatici per introdurre un «avviso speciale» per il rischio di «colpo di calore», basato sulla «temperatura di bulbo umido». Un indice che tiene in considerazione il fatto che quando il calore e l'umidità si combinano, il sudore non evapora, e questo limita la capacità del corpo di raffreddarsi. L'indice di temperatura di bulbo umido tiene in considerazione sia il calore che l'umidità per definire la pericolosità di un'ondata di caldo. Nel calcolo, l'umidità è di gran lunga il fattore più importante e rappresenta il 70% del valore di rischio. Gli effetti dell'esposizione al sole costituiscono il 20% e la temperatura rappresenta il restante 10%. L’avviso speciale dovrebbe essere introdotto nel 2024.

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