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Il punto alle 07.00

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Red. Online
10.08.2025 07:32

I sistemi di difesa aerea russi hanno distrutto 121 droni ad ala fissa ucraini durante la notte sopra le regioni russe e il Mar d'Azov. Lo ha riferito, riporta la Tass, il ministero della Difesa russo. Sulla regione di Krasnodar ne sono stati abbattuti 29, 15 sulla Repubblica di Crimea, 13 sulla regione di Bryansk, 12 sulla regione di Belgorod, 9 sulla regione di Voronezh, 8 sulla regione di Saratov, 8 sulla regione di Stavropol, 7 sulla regione di Kaluga, 6 sulla regione di Tula, 5 sulla regione di Rostov, 4 sulla regione di Ryazan, 2 sul Mar d'Azov, 1 sulla regione di Smolensk, 1 sulla regione di Orël e 1 sulla regione di Tver.

«Restiamo fedeli al principio secondo cui i confini internazionali non devono essere modificati con la forza. L'attuale linea di contatto dovrebbe essere il punto di partenza dei negoziati». Lo scrivono in una dichiarazione congiunta sulla pace per l'Ucraina il presidente francese Emmanuel Macron, la premier Giorgia Meloni, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il primo ministro polacco Donald Tusk, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente finlandese Stubb in vista dell'incontro programmato tra Donald Trump e Vladimir Putin a Ferragosto in Alaska. La dichiarazione congiunta è stata sottoscritta, oltre che dai cinque leader dei Paesi UE e dalla presidente della Commissione, anche dal premier britannico Keir Starmer. La Gran Bretagna ha ospitato gli alti funzionari di UE e Ucraina al vertice a cui ha preso parte anche il vicepresidente americano J.D. Vance.

«Accogliamo con favore l'impegno del presidente Trump per fermare le uccisioni in Ucraina, porre fine alla guerra della Russia, raggiungere una pace e una sicurezza giuste e durature per l'Ucraina. Siamo convinti che solo un approccio che combini diplomazia attiva, sostegno a Kiev e pressione su Mosca possa avere successo. Siamo pronti a sostenere questo lavoro diplomaticamente», a livello «militare e finanziario» e «anche attraverso il lavoro della coalizione dei Volenterosi». I leader si dicono pronti anche «a sostenere e imporre misure restrittive» nei confronti di Mosca, evidenziando di condividere «la convinzione che una soluzione diplomatica debba tutelare gli interessi vitali di sicurezza dell'Ucraina e dell'Europa».

«L'Ucraina ha la libertà di decidere sul proprio destino. Negoziati significativi possono aver luogo solo nel contesto di un cessate il fuoco o di una riduzione delle ostilità. Il percorso verso la pace non può essere deciso senza l'Ucraina. Sottolineiamo il nostro incrollabile impegno a favore della sovranità, dell'indipendenza e dell'integrità territoriale dell'Ucraina. Continuiamo a sostenere fermamente l'Ucraina. Siamo uniti come europei e determinati a promuovere congiuntamente i nostri interessi. Continueremo a collaborare strettamente con il presidente Trump e con gli Stati Uniti, con il presidente Zelensky e con il popolo ucraino, per una pace in Ucraina che protegga i nostri vitali interessi di sicurezza», aggiungono i leader europei.