Mondo
La diretta
In precedenza era stato autorizzato l'uso delle basi solo per operazioni difensive volte a impedire il lancio di missili contro interessi o vite britanniche – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
LIVE

20:26
20:26
Il Governo britannico autorizza gli USA a usare le sue basi per proteggere Hormuz
Il governo britannico ha dato il via libera agli Stati Uniti per l'utilizzo delle proprie basi militari al fine di lanciare attacchi contro obiettivi iraniani che minacciano lo Stretto di Hormuz.
In precedenza era stato autorizzato l'uso delle basi solo per operazioni difensive volte a impedire il lancio di missili contro interessi o vite britanniche. Tuttavia, l'esecutivo del premier Keir Starmer ha deciso in una riunione odierna di ampliare il raggio delle operazioni aeree.
Stando a quanto comunicato da Downing Street, il via libera di Starmer appare il frutto di un' intesa fra il primo ministro laburista e il presidente Donald Trump. Ed è stato autorizzato oggi in una riunione ad hoc del Consiglio dei ministri a Londra.
Una portavoce ha precisato che le forze britanniche non saranno comunque coinvolte direttamente in attacchi contro l'Iran e ha provato a minimizzare la svolta - destinata a riaccendere la polemica contro sir Keir da parte della sinistra interna ed esterna al Labour sul fronte politico interno - sostenendo che «i principi dietro l'approccio del Regno Unito al conflitto restano gli stessi». Nelle sue parole, l'ok concesso stasera riguarda attacchi che gli Usa potranno condurre per colpire forze iraniane impegnate ad «attaccare navi nello Stretto di Hormuz», nell'ambito di operazioni che il governo Starmer continua a indicare come «difensive». Mentre viene ribadito in parallelo l'appello per «una de-escalation e una risoluzione rapida della guerra».
Stando alle prime interpretazioni di diversi media, la mossa rappresenta comunque di fatto la premessa di abbandono del paravento sull'asserito uso da Usa di basi britanniche per soli scopi strettamente «difensivi» nei raid sull'Iran.
Intanto, gli Stati Uniti «possono neutralizzare l'isola di Kharg in qualsiasi momento». Lo ha detto un funzionario della Casa Bianca a Cbs commentando le indiscrezioni di Axios. Donald mantiene aperte «tutte le opzioni», ha aggiunto.
19:18
19:18
L'Iran ha iniziato a lanciare missili balistici contro Israele dal centro del Paese
Le Forze di difesa israeliane (Idf) riferiscono che l'Iran ha iniziato a lanciare missili balistici contro Israele dal centro del Paese negli ultimi giorni. Un portavoce delle Idf ha spiegato che i lanci da quest'area «vengono effettuati dopo che l'esercito ha privato il regime terroristico della maggior parte delle sue capacità di lancio dall'Iran occidentale, nell'ambito delle centinaia di raid aerei condotti dall'inizio dell'operazione».
Intanto, il presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi ha partecipato alla preghiera per l'Eid nella moschea della capitale, dedicando poi un discorso ai «martiri del 2012», e tuonando contro i Fratelli musulmani e «ciò che stavano facendo», che «non ha nulla a che vedere con l'Islam».
Allora, ha detto, «abbiamo scelto di combattere il terrorismo e, allo stesso tempo, di perseguire lo sviluppo economico» per il bene del Paese. «Non siamo mai stati cospiratori - ha detto -. Non abbiamo cospirato, volevamo solo preservare il nostro Paese» da «operazioni e attentati terroristici che si verificavano quasi quotidianamente».
«Lo Stato - ha aggiunto - ha combattuto una dura guerra contro il terrorismo per 10 anni». «I terroristi - ha detto - volevano spezzare il nostro spirito, uccidere la speranza, farci credere che non ci fosse un domani. Lo hanno detto e lo hanno fatto», ma le «istituzioni egiziane, l'esercito, la polizia e la magistratura, hanno resistito con fermezza affinché l'Egitto potesse superare quel periodo difficile». «L'Egitto - ha detto ancora - un Paese di 120 milioni di abitanti, compresi i visitatori, è ora sicuro e stabile grazie al sacrificio dei martiri».
Si è poi soffermato sui costi della guerra, «circa 40 milioni di sterline egiziane al giorno, oltre all'inestimabile perdita di ogni martire e ferito, in tutto circa 120 miliardi di sterline», ha sottolineato. E rivolgendosi ai giovani: «non siamo stati noi a iniziare tutto questo».
Sisi ha rivelato che dopo il 2011 non ha mai dubitato che i Fratelli Musulmani (ora designati come gruppo terroristico) avrebbero governato l'Egitto. Ma allo stesso tempo, era certo che non sarebbero rimasti al potere «perché gli egiziani non accettano di essere costretti, che si tratti di pregare in una moschea o in una chiesa. L'Egitto - ha concluso - è un Paese in cui nessuno è costretto ad abbracciare una religione».
17:44
17:44
Putin: blocco della condivisione di informazioni di intelligence con l'Iran se gli USA faranno lo stesso con l'Ucraina
La Russia ha proposto agli Stati Uniti un accordo in base al quale Cremlino smetterà di condividere informazioni di intelligence con l'Iran nel caso in cui Washington smetta di fornire intelligence all'Ucraina sulla Russia. Lo riporta Politico citando alcune fonti, secondo le quali l'offerta è stata presentata dall'inviato di Putin Kirill Dmitriev a Steve Witkoff e Jared Kushner. Gli Stati Uniti hanno respinto l'offerta.
Dal canto suo, il presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko ha dichiarato che la first lady statunitense, Melania Trump, gli ha chiesto di parlare con il leader russo, Vladimir Putin, della questione dei bambini ucraini in Russia.
"Melania mi ha appena consegnato una lista di bambini che presumibilmente si sono persi in Russia a causa della guerra in Ucraina. E mi ha chiesto di consegnare questa lista a Vladimir Putin quando lo incontrerò, affinché ne possiamo parlare per poterli trovare in Russia", ha detto Lukashenko citato dall'agenzia di stampa russa Tass.
"Possiamo trovarli e riportarli in Ucraina, se i bambini sono pronti e l'Ucraina è disposta ad accoglierli', ha dichiarato inoltre il capo di Stato bielorusso. "Non è facile consegnarli a Zelensky. Non gli importa di questi bambini. Se gli fossero interessati, avrebbe posto fine a questa guerra molto tempo fa", ha concluso Lukashenko.
17:40
17:40
In Israele sirene da nord a sud per missili da Libano e Iran
Sirene sono suonate in diverse aree del Paese, da nord a sud, per lanci di missili in contemporanea dal Libano e dall'Iran. Un impatto diretto ha colpito l'area del centro commerciale nella città di Dimona, nei pressi della quale si trova il «Centro di ricerca nucleare del Negev». I servizi di soccorso riportano che non si sono registrati feriti.
Intanto, la Missione Nato in Iraq (Nmi) ha adeguato la propria postura, trasferendo in sicurezza tutto il proprio personale dal Medio Oriente all'Europa. «Desidero ringraziare la Repubblica dell'Iraq e tutti gli Alleati che hanno contribuito al trasferimento in sicurezza del personale», ha dichiarato il generale Alexus Grynkewich, Comandante Supremo Alleato in Europa. La Missione Nato in Iraq proseguirà dal Comando delle Forze Congiunte di Napoli.
«Desidero inoltre ringraziare gli uomini e le donne della Missione Nato in Iraq, che hanno portato avanti la loro missione con dedizione durante tutto questo periodo: sono dei veri professionisti», ha aggiunto Grynkewich. Gli ultimi uomini e donne della Missione in Iraq hanno lasciato il Paese oggi.
La Nmi è una missione di consulenza e di rafforzamento delle capacità non combattenti volta ad assistere l'Iraq nella creazione di istituzioni e forze di sicurezza più sostenibili, trasparenti, inclusive ed efficaci, affinché siano in grado di stabilizzare il proprio Paese, combattere il terrorismo e impedire il ritorno dell'Isis/Daesh.
17:25
17:25
Khamenei nega i raid su Turchia e Oman, «è un piano di Israele»
La Guida suprema dell'Iran, Mojtaba Khamenei, ha negato che la Repubblica islamica abbia attaccato la Turchia e l'Oman, sostenendo che si tratti di un «piano» di Israele.
«Vorrei ricordarvi che gli attacchi contro la Turchia e l'Oman - entrambi Paesi che hanno buone relazioni con noi - contro alcuni punti in questi Paesi non sono stati portati avanti in alcun modo dalle Forze armate della Repubblica islamica o da altre forze del fronte della resistenza», ha affermato Khamenei in un messaggio a lui attribuito da Fars, aggiungendo che si tratta di «un piano che il nemico sionista mette in atto» per seminare discordia tra i vicini.
«Si tratta di una tattica che il nemico sionista mette in atto utilizzando la tecnica del falso allarme per seminare discordia tra la Repubblica Islamica e i suoi vicini, e potrebbe accadere anche in altri Paesi», ha detto Khamenei, mentre Ankara ha dichiarato nelle scorse settimane che erano stati intercettati dal sistema difensivo della Nato tre missili dall'Iran che si dirigevano verso il proprio spazio aereo o che vi sono entrati e anche l'Oman ha denunciato una serie di attacchi contro i suoi porti o le sue infrastrutture energetiche.
Nel messaggio diffuso oggi in occasione del Capodanno iraniano, la Guida Suprema iraniana ha pure affermato: «Al momento, il nemico è stato sconfitto, grazie alla particolare unità che vi unisce, nostri compatrioti, nonostante tutte le differenze di origine religiosa, intellettuale, culturale e politica». Il messaggio attribuito a Khamenei è stato trasmesso dalla televisione di Stato in forma scritta, poiché non è ancora apparso in pubblico né in televisione da quando è stato eletto leader.
Dal canto suo, il presidente americano Donald Trump ha dichiarato in un intervista che all'Iran ci vorranno 10 anni per ricostruire dopo gli attacchi degli Stati Uniti e di Israele. «Credo che se ce ne andassimo ora a loro servirebbero 10 anni per ricostruire. Ma non ritengo sia una situazione accettabile. Se restiamo di più non ricostruiranno mai», ha messo in evidenza Trump.
16:52
16:52
«L'India rischia un temporaneo aumento dell'uso di combustibili inquinanti»
«Le interruzioni delle spedizioni marittime causate dalla guerra» in Medio Oriente «hanno ridotto le forniture di gas all'India facendo rischiare un temporaneo ritorno a combustibili inquinanti come carbone, cherosene e biomassa»: lo scrive la Bbc citando alcuni esperti e aggiungendo che «ci sono rapporti che indicano che in alcune regioni dell'India si sta registrando un aumento nelle vendite di legname, mentre in altre si osserva un aumento delle vendite di letame essiccato, entrambi combustibili da biomassa».
Già la settimana scorsa il governo indiano ha consentito un maggior uso di combustibili come cherosene e carbone, ritenuti maggiormente inquinanti.
«Riteniamo che» l'acquisto di cherosene, carbone e legna da ardere «sia una situazione temporanea e, quando l'offerta di Gpl migliorerà, i consumatori torneranno immediatamente indietro», ha detto alla Bbc il direttore del Centro di ricerca sull'energia e l'aria pulita, Nandikesh Sivalingam, avvertendo che «un ritorno al cherosene, al carbone e alle biomasse (...) peggiorerebbe rapidamente l'inquinamento dell'aria negli ambienti chiusi».
Secondo Sivalingam, nelle zone urbane dell'India uno scenario più probabile rispetto all'uso delle biomasse è la cottura elettrica, tuttavia, sottolinea la Bbc, «ciò aumenterebbe la domanda di elettricità, gran parte della quale in India viene prodotta utilizzando carbone».
Il governo indiano sta cercando di ridurre «il consumo diffuso di combustibili inquinanti, come la biomassa e il cherosene, promuovendo l'uso di alternative più pulite come il Gpl e il gas naturale», scrive sul suo sito Bloomberg, secondo cui «il consumo di cherosene» nel Paese «è sceso a 408'000 tonnellate all'anno» nel 2025 «rispetto ai 7,09 milioni di tonnellate di dieci anni prima».
Nei giorni scorsi, secondo l'agenzia Pti, il governo di New Delhi ha però stanziato agli Stati indiani «48'000 chilolitri di cherosene aggiuntivi, oltre alla quota ordinaria di 100'000 chilolitri da utilizzare come combustibile per cucinare».
16:44
16:44
Trump: «Stiamo facendo molto bene in Iran. Non lasceremo che abbia il nucleare»
«Stiamo facendo molto bene in Iran. Non lasceremo che abbia il nucleare, perché se lo avesse lo userebbe». Lo ha detto il presidente Usa Donald Trump, sottolineando che «due settimane fa» Teheran aveva una Marina «ora non l'ha più. Le sue navi sono sul fondale, ne abbiamo abbattute 58 in due giorni».
Il capo del Pentagono Pete Hegseth è «ora nella Situation Room», ha dichiarato Trump alla Casa Bianca per presentare il Commander in Chief Trophy. Hegseth «sta facendo un lavoro fantastico», ha aggiunto Trump lodando anche il capo dello stato maggiore aggiunto Dan Caine.
«I leader dell'Iran sono andati, i prossimi leader sono andati e nessuno vuole più essere leader dell'Iran», ha proseguito Trump riferendosi all'uccisione dei vertici del regime iraniano. «Vogliamo parlare» con Teheran ma «non c'è nessuno con cui parlare. Non abbiamo nessuno. E sapete una cosa? Ci piace così», ha aggiunto il presidente ribadendo che l'Iran vuole prendere il controllo del Medio Oriente.
A Teheran si sono udite oggi delle esplosioni mentre gli iraniani celebravano il Nowruz, il Capodanno persiano. Le esplosioni provenivano da est e da nord della capitale, ha osservato un giornalista dell'Afp.
Dal canto suo, la ministra degli Esteri britannica, Yvette Cooper, ha oggi messo in guardia l'Iran «contro ogni intenzione di prendere mira direttamente basi militari, territori o interessi del Regno Unito». Lo si legge in un comunicato diffuso dal Foreign Office a margine di una conversazione telefonica avvenuta diverse ora fa tra la stessa Cooper e il collega di Teheran, Abbas Araghchi: colloquio dopo il quale il ministro Araghchi aveva accusato da parte sua Londra di «complicità» con la guerra di Usa e Israele per aver revocato nelle scorse settimane il no all'uso da parte di forze aeree americane di alcune basi britanniche.
Lancio di missili su Israele
Frattanto, a seguito dell'ultimo lancio di missili dall'Iran, un'esplosione si è verificata nel quartiere ebraico della Città vecchia a Gerusalemme. Non è ancora chiaro se si tratti dell'impatto di un missile o di frammenti di intercettori. I servizi di soccorso riportano che non ci sono feriti.
''Il regalo iraniano per Eid al-Fitr: missili su Al-Aqsa. L'attacco iraniano ai luoghi santi per tutte e tre le religioni rivela la follia del regime iraniano, che si professa religioso'', ha dal canto suo postato il ministero degli Esteri israeliano sul proprio account X a seguito dell'impatto poco fa di lanci di missili dall'Iran nella città vecchia di Gerusalemme, a circa 350 metri dalla Moschea di Al Aqsa.
Oggi cade il secondo giorno della festività musulmana di Ein al-Fitr con cui si conclude il mese del Ramadan. La Spianata delle Moschee è rimasta chiusa ai fedeli dall'inizio della guerra a causa delle restrizioni sugli assembramenti.
Intanto, Hezbollah ha dichiarato, in una serie di comunicati, di aver preso di mira soldati israeliani in sei villaggi del Libano meridionale, mentre le forze di terra israeliane tentano di avanzare nel Libano meridionale.
Il gruppo armato filo-iraniano ha affermato di aver colpito un «assembramento di soldati nemici israeliani» in ciascuno dei sei villaggi di confine e un carro armato Merkava.
Aumento tariffe inevitabile
Nel frattempo, un aumento delle tariffe dei biglietti aerei è ''inevitabile'' vista la fiammata dei prezzi degli idrocarburi legata alla guerra in Medio Oriente: è quanto dichiarato dal direttore generale dell'Iata, la principale associazione mondiale delle compagnie aeree, Willie Walsh.
Secondo Walsh, il prezzo del barile di cherosene è raddoppiato dal 28 febbraio, giorno dell'attacco di Israele e Stati Uniti, contro l'Iran. Una progressione ancora maggiore di quella del greggio. Intervenendo davanti all'Association des journalistes professionnels de l'aéronautique et de l'espace (AJPAE), il direttore dell'IATA ha riferito che le compagnie aeree avevano previsto di consacrare mediamente 26% delle loro spese al carburante, sulla base di un barile di cherosene a 88 dollari. Una tariffa schizzata oggi a a 216 dollari.
Da parte sua, l'Iran afferma che le esportazioni di petrolio dall'isola iraniana di Kharg continuano normalmente. Lo riporta Al Jazeera. I dati e il tracciamento satellitare mostrano che le petroliere continuano a caricare e il petrolio greggio a fluire nonostante gli attacchi. L'amministrazione Trump sta valutando la possibilità di occupare o bloccare l'isola di Kharg per fare pressione su Teheran affinché riapra lo Stretto di Hormuz, secondo quanto riferito a Barak Ravid di Axios da quattro fonti.
Due navi cargo battenti bandiera indiana che trasportano gas di petrolio liquefatto (Gpl) si stanno intanto preparando ad attraversare lo Stretto di Hormuz nei prossimi giorni, dopo una pausa nei transiti di petroliere nelle ultime 24 ore. Lo riporta Al Jazeera citando dati e fonti del settore marittimo.
Le due navi cisterna sono attualmente ancorate nelle acque del Golfo, secondo i dati di Kpler e fonti del settore marittimo.
Le valutazioni di mercato, basate sui dati disponibili, indicano che nelle ultime 24 ore non ci sono stati passaggi di petroliere, con l'eccezione di una petroliera vuota, colpita dalle sanzioni statunitensi, che il 18 marzo ha fatto ritorno attraverso lo stretto verso le acque iraniane, come mostrano i dati di Kpler.
16:44
16:44
La Spagna vara un piano anticrisi per la guerra Iran, ma c'è l'incognita Parlamento
Il governo spagnolo ha dato oggi il via libera a un piano anti crisi da 5 miliardi con oltre 80 misure «in risposta a una guerra illegale» in Medio Oriente, come l'ha definita il premier Pedro Sanchez, nell'annunciare che entreranno in vigore domani, dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale. Ma dovranno essere poi convalidate dal Parlamento, dove l'esecutivo di coalizione Psoe-Sumar non ha una maggioranza assicurata.
«Situazioni straordinarie richiedono risposte straordinarie», ha detto il premier, rivendicando per la Spagna «il maggiore scudo sociale ed economico dell'Ue».
Il pacchetto punta su un forte taglio della fiscalità energetica: Iva sui carburanti e gas al 10%, riduzione fino al 60% delle imposte elettriche, con sospensione della tassa sulla produzione, tetti a butano e riduzione del gasolio agricolo, con aiuti diretti di 20 centesimi al litro per trasporti, agricoltura, pesca e allevamento. Oltre al rafforzamento del bonus sociali per l'elettricità e proroga a tutto il 2026 del divieto di distacco delle forniture.
Tra le misure strutturali annunciate dal premier, incentivi fiscali per energie rinnovabili domestiche e mobilità elettrica.
Sanchez ha anche annunciato un secondo decreto che prevede «il congelamento temporaneo» degli affitti, dopo un teso negoziato con gli alleati della sinistra Sumar nella coalizione di governo, che tuttavia dovrà passare per le forche caudine del Parlamento, dove la misura è già stata bocciata dalle destre all'opposizione e dai soci dell'esecutivo, nazionalisti baschi del Pnv e catalani di Junts.
«Il popolo spagnolo dovrà sopportare un costo di 5 miliardi di euro, che avremmo potuto destinare a borse di studio, sanità e assistenza alle dipendenze», ha evidenziato il premier. Che si è detto «molto arrabbiato per la situazione che il mondo sta vivendo». E ha minimizzato le scontro interno con Sumar: «L'importante è aver messo sul tavolo un pacchetto da 5 miliardi di euro», che «non impedirà l'impatto della crisi, ma lo renderà più sopportabile», ha concluso.
16:24
16:24
«Dal Pentagono altre 3 navi da guerra e migliaia di marines»
Il Pentagono sta inviando tre navi da guerra e migliaia di marines in Medio Oriente. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali 2.200-2.500 marines sono diretti verso il US Central Comand, responsabile per le forze armare americane in Medio Oriente.
I marines che il Pentagono sta inviando appartengono al gruppo anfibio di pronto intervento della USS Boxer e della 11esima unità di spedizione che hanno base in California.
L'invio è il secondo massiccio dispiegamento di marines nell'ultima settimana, dopo che il Pentagono - riporta il Wall Street Journal - ha inviato in Medio Oriente la USS Tripoli, che ha base in Giappone, e la 31esima unità di spedizione dei marines.
Dal canto suo, «l'aviazione israeliana ha eliminato a Teheran l'altro ieri Mahdi Rastami Shamestan, un alto funzionario del ministero dell'Intelligence del regime iraniano». Lo ha detto il portavoce dell'Idf Effie Defrin in conferenza stampa, aggiungendo che Shamestan era una figura chiave nell'organizzazione di attività terroristiche contro israeliani ed ebrei in Israele e nel resto del mondo.
Frattanto, Hezbollah ha negato di avere una presenza negli Emirati Arabi Uniti, dopo che le autorità emiratine hanno annunciato l'arresto di almeno cinque membri di una «rete terroristica» legata a Hezbollah e al suo sostenitore, l'Iran. In una dichiarazione, il gruppo militante libanese ha affermato di «negare le accuse inventate mosse contro di esso dalle autorità di sicurezza degli Emirati Arabi Uniti... Hezbollah non ha alcuna presenza negli Emirati Arabi Uniti o in qualsiasi altro Paese, sotto alcuna copertura, denominazione commerciale o altro».
15:12
15:12
Trump attacca gli alleati della NATO
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump attacca gli alleati della NATO.
«Senza gli USA» l'Alleanza «è una tigre di carta. Non vogliono unirsi alla battaglia per fermare un Iran con il nucleare. Ora che la battaglia è vinta dal punto di vista militare, con ben pochi pericoli per loro, si lamentano degli altri prezzi del petrolio che devono pagare ma non vogliono aiutare ad aprire lo Stretto di Hormuz. Vigliacchi, ce ne ricorderemo», afferma Donald Trump sul suo social Truth.
Intanto, il generale Abolfazl Shekarchi, portavoce delle forze armate iraniane, secondo quanto riporta un post su X dell'agenzia Isna in farsi, se l'è presa con gli avversari, dichiarando : «Teniamo sotto sorveglianza i codardi funzionari e comandanti nemici: i funzionari e le autorità iraniane vivono con il popolo, tra il popolo e per il popolo e non sono come quelli israeliani e americani, che si nascondono in scantinati e rifugi. D'ora in poi, i centri turistici e ricreativi di tutto il mondo non saranno più sicuri per i nemici».
15:09
15:09
Sa'ar a Barrot: «Francia e UE inseriscano Hezbollah nella blacklist»
''La Francia e l'UE designino l'intera organizzazione di Hezbollah come organizzazione terroristica, e non solo la sua ala militare, come già fatto da diversi Paesi europei. È necessaria la completa delegittimazione di Hezbollah, perché questo gruppo filo-iraniano opera militarmente contro Israele da decenni, rovinando progressivamente il Libano e il suo futuro''. Lo rende noto il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar in una nota, a margine dell'incontro con il suo omologo francese Jean-Noël Barrot oggi a Gerusalemme.
''Ho ascoltato le impressioni del ministro sulla sua visita in Libano e abbiamo discusso a lungo della guerra contro l'Iran e Hezbollah. Gli ho descritto le operazioni israeliane contro i militanti di Hezbollah, compiendo ogni sforzo per ridurre al minimo i danni alla popolazione civile. Ho anche illustrato al ministro la portata degli attacchi, oltre 2'500, contro Israele dal territorio libanese, a partire dal 2 marzo, comprese le aree a sud del fiume Litani, su cui il governo e l'esercito libanesi solo due mesi e mezzo fa avevano affermato di raggiunto il controllo operativo. Purtroppo, il governo libanese e il suo esercito non stanno intraprendendo alcuna azione significativa contro Hezbollah, né militarmente né in altri ambiti'', si legge nella nota.
Nel frattempo, The Economist intitolato «Operazione furia cieca», «Operation Blind Fury» la sua copertina sulla falsariga dell'operazione «Epic Fury», «furia epica», lanciata da Donald Trump in Iran.
Secondo il magazine britannico, la guerra in Medio Oriente sta rendendo il «presidente più debole e arrabbiato. Riducendo i superpoteri politici di Trump, la sua campagna sconsiderata potrebbe renderlo più pericoloso». The Economist parla di «guerra avventata e sconsiderata. Anche un conflitto di breve durata altererebbe il corso del suo secondo mandato. Uno che si protragga per mesi potrebbe farlo precipitare rovinosamente a terra», afferma il magazine.
14:48
14:48
Regno Unito: «Arrestati due intrusi in una base navale, uno è un iraniano»
Due persone sono state arrestate mentre tentavano di fare irruzione nella base navale di Faslane, il sito strategico della Royal Navy in Scozia dove sono di stanza i sottomarini nucleari britannici. Lo ha reso noto la polizia scozzese.
Secondo quanto riportato dai media del Regno Unito, uno dei fermati è un uomo di 34 anni di nazionalità iraniana. Era accompagnato da una donna di 31 anni.
Il sospetto dei media britannici è quello d'una potenziale azione di spionaggio, sullo sfondo dell'attuale guerra in Medio Oriente innescata dagli attacchi di Usa e Israele contro l'Iran. Nonché di altre recenti indagini giudiziarie che hanno coinvolto cittadini iraniani nel Regno: dove una vasta quanto variegata comunità di immigrati dal Paese asiatico, ostili alla Repubblica Islamica o meno.
Gli investigatori, tuttavia, mantengono uno stretto riserbo sull'accaduto, limitandosi a far sapere che il tentativo d'intrusione «non ha avuto successo». La nazionalità della donna che accompagnava il 34enne non è stata rivelata: «Dato che le investigazioni sono in corso, non daremo ulteriori informazioni» al momento, ha tagliato corto una portavoce di Police Scotland.
La base di Faslane, bastione del deterrente nucleare britannico, concentrato esclusivamente a bordo d'una flottiglia di sottomarini della Royal Navy, ospita tutti e 4 i sommergibili Vanguard armati ad oggi con missili atomici Trident. Si tratta degli unici mezzi con armi nucleari del Regno Unito, destinati a essere sostituti dopo il 2030 da nuovi sottomarini della classe Dreadnought.
Nella base navale scozzese sono di stanza, assieme ai sottomarini Vanguard, anche quelli della classe Astute, spinti da motori a propulsione nucleare, ma dotati solo di armamenti convenzionali. La struttura è stata oggetto in passato di ripetute proteste di manifestanti pacifisti pro-disarmo.
Intanto, il portavoce dell'Idf rende noto che Esmail Ahmadi, capo della divisione intelligence della Forza Basij, è stato eliminato durante l'attacco avvenuto nella notte di martedì a Teheran in cui era stato ucciso il comandante delle Forze Basij Gholamreza Soleimani insieme ad altri ufficiali.
''Ahmadi ha svolto un ruolo centrale nell'organizzazione e nell'esecuzione di attacchi terroristici perpetrati dalla Forza Basij e ha avuto un ruolo chiave nella repressione delle recenti proteste interne in Iran, ricorrendo a estrema violenza, arresti di massa e uso della forza contro i manifestanti civili'', si legge nella nota delle Forze di sicurezza israeliane.
''L'Idf continuerà a espandere l'operazione militare in Libano nei prossimi giorni'', ha detto il portavoce dell'Idf Effie Defrin nell'ambito della conferenza stampa quotidiana. ''Le truppe della divisione 91 e 36 avanzano nel territorio libanese per ancorare le postazioni di difesa avanzata della popolazione israeliana al confine nord'', ha aggiunto.
14:47
14:47
La FIFA sanziona Israele per violazione delle norme anti discriminazione
Dopo due anni di attesa, ieri sera la FIFA si è pronunciata su due richieste palestinesi: ha sanzionato Israele per aver violato le sue norme anti discriminazione, ma ha invece chiuso il caso relativo ai club calcistici israeliani nella Cisgiordania occupata.
L'organismo guidato da Gianni Infantino non ha sospeso la Federazione israeliana (Ifa), come richiesto da quella palestinese dal 2024, ma le ha inflitto una multa di 150'000 franchi per «gravi e ripetute violazioni» dei suoi obblighi di lotta alla discriminazione.
In una lunga sentenza (40 pagine), la Federazione internazionale di calcio (FIFA) descrive nel dettaglio una serie di comportamenti razzisti nel calcio israeliano, che vanno dagli slogan che esaltano la purezza razziale sugli spalti del Beitar Gerusalemme agli insulti rivolti ai giocatori arabi, includendo «messaggi politici e militaristici» da parte dei leader delle leghe professionistiche e del Maccabi Netanya sui loro social media.
Secondo la FIFA, l'Ifa «non ha rilasciato alcuna dichiarazione pubblica di condanna del razzismo, non ha lanciato alcuna campagna anti discriminazione e non ha intrapreso alcuna iniziativa per promuovere l'inclusione di giocatori arabi o palestinesi».
Nel frattempo, un altro organo interno alla FIFA, il Comitato per la governance, l'audit e la conformità, ha deciso di non intraprendere azioni verso i club israeliani situati negli insediamenti illegali in Cisgiordania e che sono riconosciuti dall'Ifa.
Secondo il Comitato, «lo status giuridico della Cisgiordania rimane una questione irrisolta e molto complessa secondo il diritto internazionale» e piuttosto che sanzionare Israele, «la FIFA dovrebbe continuare a promuovere il dialogo e offrire mediazione» tra le federazioni israeliana e palestinese.
13:43
13:43
«Dalla guerra in Iran la minaccia energetica più grave di sempre»
La guerra in Iran ha creato «la minaccia alla sicurezza energetica più grande di sempre» e per far ripartire l'operatività di alcune infrastrutture nel Golfo Persico «ci vorranno sei mesi in alcuni casi, in altri molto di più».
Lo dice Fatih Birol, segretario generale dell'Agenzia internazionale dell'energia (Aie), in un'intervista al Financial Times.
13:42
13:42
Qatar: «Giù l'export di Gnl, effetti su Asia ed Europa»
Secondo il governo del Qatar gli attacchi iraniani contro l'impianto di Ras Laffan ridurranno del 17% in cinque anni la capacità di esportazione di gas naturale, causando al paese una perdita di 20 miliardi di dollari di entrate annuali. Lo scrive la Bbc.
Il Gnl viene prodotto raffreddando il gas naturale a temperature molto basse utilizzando una grande unità di processo industriale nota come 'train', spiega l'emittente britannica, e il ministro afferma che gli attacchi iraniani hanno danneggiato due dei 14 'train' dell'impianto.
«Cinque anni non bastano per una riparazione», ha dichiarato alla Bbc Ciaran Roe, direttore commerciale di HySights, società di informazioni di mercato per i combustibili puliti con sede a Singapore. «Si tratta di una ricostruzione completa».
I paesi asiatici sono i più dipendenti dal Gnl del Qatar, in particolare Giappone, Corea del Sud, India e Cina. In Europa, Italia e Belgio sono già grandi clienti, ma il continente nel suo complesso sta diventando sempre più dipendente dal gas mediorientale, avendo abbandonato le importazioni russe in seguito alla guerra in Ucraina e il Qatar è uno dei principali, se non il principale, attore nel mercato globale del gas naturale, ricorda la testata. «La paura potrebbe persistere sul mercato per diversi mesi, se non anni», afferma Roe. «Questo cambierà il modo di pensare dei governi nei confronti delle importazioni di Gnl».
13:41
13:41
La Marina francese intercetta una petroliera: «È una nave-ombra russa»
Una petroliera, la Deyna, battente bandiera mozambicana e in rotta da Murmansk, in Russia, è stata intercettata dalla Marina francese nel Mediterraneo occidentale, ed è sospettata di appartenere alla «flotta fantasma» russa, ha annunciato la Prefettura Marittima in un comunicato.
Un controllo per verificare la validità della bandiera ha confermato i sospetti dei militari, che hanno segnalato l'incidente alla procura di Marsiglia. La nave sarà scortata in rada per ulteriori accertamenti. Si tratta della terza petroliera sospetta appartenente alla «flotta fantasma» russa (che permette a Mosca di eludere le sanzioni legate alla guerra in Ucraina) ad essere intercettata dalla Francia.
13:40
13:40
Cento arresti ad Abu Dhabi: «Diffondevano false notizie sulla guerra»
La polizia dell'emirato di Abu Dhabi ha annunciato l'arresto di oltre 100 persone per aver filmato e diffuso «informazioni fuorvianti» sulla guerra, mentre gli stati del Golfo intensificano il controllo sulle pubblicazioni relative agli attacchi iraniani.
Gli arresti riguardano «109 individui di varie nazionalità che hanno filmato luoghi e incidenti e diffuso informazioni fuorvianti sui social media durante gli eventi in corso», secondo una dichiarazione pubblicata su X.
11:50
11:50
Idf: «Raid su strutture del regime iraniano a Nur, est di Teheran»
L'Idf comunica che l'aeronautica militare «sta attaccando strutture del regime iraniano nell'area di Nur, a est di Teheran».
11:49
11:49
Teheran: «Almeno 16 navi in fiamme dopo attacchi USA-Israele»
Almeno 16 navi mercantili hanno preso fuoco nel porto iraniano di Bandar Lengeh, nel Golfo Persico meridionale, dopo essere state colpite durante gli attacchi statunitensi e israeliani di oggi. Lo ha dichiarato il governatore del porto Foad Moradzadeh.
Le imbarcazioni, sia private che commerciali, provenienti dai porti di Bandar Lengeh e Bandar Kong, sono state distrutte dal vasto incendio insieme a parte del porto, ha aggiunto il governatore, citato da Tasnim.
10:56
10:56
Khamenei, bisogna creare insicurezza per i nemici
«Il Ministero dell'Intelligence deve proseguire sulla sua strada, creando insicurezza per i nemici e sicurezza per i cittadini iraniani». Lo si legge in un messaggio attribuito alla Guida Suprema della Rivoluzione Islamica, l'Ayatollah Seyyed Mojtaba Khamenei, in cui ha espresso le sue condoglianze al presidente Masoud Pezeshkian «per il martirio del ministro dell'Intelligence Esmaeil Khatib». Nel messaggio pubblicato su Mehr News, l'agenzia di stampa iraniana semi-ufficiale di proprietà statale, Khatib viene descritto come «un veterano di guerra instancabile» che «ha profuso grandi sforzi per la causa della Rivoluzione Islamica».
Pasdaran: «Il nostro portavoce ucciso dagli attacchi Usa-Israele»
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato che gli attacchi statunitensi e israeliani hanno ucciso il loro portavoce Ali Mohammad Naini. Naini «è stato martirizzato nel vile e criminale attacco terroristico condotto dalla parte americano-sionista all'alba», hanno affermato le Guardie in una dichiarazione sul loro sito web Sepah News.
10:52
10:52
Erdogan: «Israele ha ucciso migliaia persone, ne pagherà il prezzo»
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha accusato Israele di avere ucciso migliaia di persone, aggiungendo che lo Stato ebraico ne pagherà il prezzo. «Questo Israele sionista ha ucciso centinaia e migliaia di persone», ha detto il leader turco ieri sera durante una cerimonia per la conclusione del Ramadan, dopo la preghiera in una moschea di Rize, sulla costa del Mar Nero. «Non ho dubbi che ne pagherà il prezzo», ha aggiunto Erdogan, come riferisce Anadolu, sottolineando che «il Medio Oriente è incandescente in questo momento». «Possa Egli, 'il dominatore' (Al-Kahrar), schiacciare e distruggere Israele». Ha detto Erdogan, utilizzando uno dei nomi usati nell'Islam per descrivere Dio: Kahrar, traducibile come «il dominatore» o «colui che sottomette». «Che Dio ci protegga e ci preservi al più presto dalla calamità dei sionisti», ha aggiunto Erdogan nel suo discorso.
08:18
08:18
Greggio giù di oltre il 2% dopo le rassicurazioni di Netanyahu
I prezzi del greggio sono scesi di oltre il 2% dopo che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato che l'Iran sta subendo una «decimazione» e che la guerra finirà prima di quanto molti temessero. Accolte con favore anche le dichiarazioni del presidente americano Donald Trump, secondo cui le forze israeliane non avrebbero più preso di mira le infrastrutture energetiche di Teheran.
Gli effetti della chiusura dello stretto
Nonostante ciò, con il conflitto che entra nella quarta settimana, la maggior parte dei titoli azionari ha registrato un calo, poiché gli investitori sono preoccupati per i mercati energetici, con il petrolio che si mantiene ancora intorno ai 100 dollari e il gas in forte aumento a causa dell'effettiva chiusura dello Stretto di Hormuz.
07:52
07:52
I media libanesi: «All'alba raid di aerei israeliani nel sud, molti feriti»
Israele ha effettuato attacchi aerei contro città del Libano meridionale, causando numerosi feriti. Lo hanno riportato venerdì i media statali. «Aerei da combattimento nemici israeliani hanno colpito all'alba, prendendo di mira le città di Bafliyeh e Hanine nei distretti di Tiro e Bint Jbeil», ha riferito l'agenzia di stampa ufficiale Nna, aggiungendo che le forze israeliane hanno colpito altre cinque città nel sud del Paese.
07:20
07:20
Il punto delle 7
Gli Emirati Arabi Uniti e il Kuwait hanno dichiarato oggi, in comunicati separati, di aver risposto ad attacchi missilistici. Sempre nel Golfo, il Ministero dell'Interno del Bahrein ha riferito dell'attivazione delle sirene antiaeree, mentre il Ministero della Difesa dell'Arabia Saudita ha segnalato l'intercettazione di un drone nella parte orientale del Paese.
Fiamme in una raffineria
Intanto, un incendio è scoppiato in una raffineria appartenente alla compagnia petrolifera nazionale del Kuwait a seguito di attacchi di droni, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa ufficiale del Paese. «La raffineria di Mina Al-Ahmadi, di proprietà della Kuwait National Petroleum Company (Knpc), è stata presa di mira questa mattina presto da diversi attacchi ostili di droni che hanno provocato incendi in alcune delle sue unità, portando alla chiusura di diverse di esse». Secondo la Knpc, dopo un attacco avvenuto il giorno precedente allo stesso impianto che aveva già causato un incendio.
Cinque arresti
Stando a quanto riportato dai media statali, le autorità emiratine hanno dal canto loro arrestato almeno cinque membri di una «rete terroristica» legata all'Iran e al gruppo militante libanese Hezbollah. La presunta rete «avrebbe cercato di infiltrarsi nell'economia nazionale e di attuare piani esterni che minacciassero la stabilità finanziaria del Paese» nell'ambito di «un piano strategico prestabilito in coordinamento con soggetti esterni legati a Hezbollah e all'Iran», ha affermato l'agenzia di stampa ufficiale Wam, citando l'apparato di sicurezza statale degli Emirati Arabi Uniti. Il comunicato include le foto segnaletiche dei cinque sospetti arrestati.
