Mondo
La diretta
Lo ha confermato la direttrice dell'intelligence americana Tulsi Gabbard, ammettendo che la nuova guida suprema dell'Iran è «più intransigente del padre»: tuttavia, a causa delle sue ferite, il processo decisionale ai vertici del governo iraniano risulta poco chiaro – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
LIVE

17:22
17:22
Trump: «Ho detto a Netanyahu di non colpire petrolio e gas»
«Ho detto» al premier israeliano Benjamin Netanyahu «di non colpire petrolio e gas». Lo ha detto Donald Trump.
17:12
17:12
F-35 USA danneggiato da fuoco iraniano, atterraggio d'emergenza
Un caccia F-35 americano ha effettuato un atterraggio di emergenza presso una base aerea Usa in Medio Oriente dopo essere stato colpito da quello che si ritiene essere fuoco iraniano. Lo riferiscono due fonti informate alla Cnn.
Il portavoce del Comando Centrale degli Stati Uniti, il capitano Tim Hawkins, ha dichiarato che il jet stava «svolgendo una missione di combattimento sull'Iran» quando è stato costretto a effettuare l'atterraggio di emergenza.
Hawkins ha precisato che il velivolo è atterrato in sicurezza e che l'incidente è oggetto di indagine. Qualora confermato, l'episodio segnerebbe la prima volta in cui l'Iran colpisce un velivolo americano nel corso del conflitto iniziato alla fine di febbraio.
17:09
17:09
Trump: «Non invierò soldati in Iran»
Donald Trump ha assicurato che «non invierà soldati in Iran» in un incontro nello Studio Ovale con la premier giapponese.
17:09
17:09
Ok degli USA ad armi per oltre 16 miliardi agli Stati del Golfo
Gli Stati Uniti hanno approvato vendite di armi per oltre 16 miliardi di dollari agli Stati del Golfo colpiti dalla guerra con l'Iran. Lo annuncia il dipartimento di Stato.
17:06
17:06
Al Thani: «Dopo attacco a Ras Laffan ripercussioni per forniture»
Il primo ministro del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman al-Thani, ha condannato l'attacco iraniano contro la principale installazione di gas del Paese, Ras Laffan, all'indomani dei raid di Teheran contro siti energetici del Golfo.
«Questo attacco ha importanti ripercussioni sugli approvvigionamenti energetici globali. Attacchi di questo tipo non portano alcun beneficio diretto a nessun Paese; al contrario, causano danni e hanno un impatto diretto sulle popolazioni», ha dichiarato durante una conferenza stampa, facendo riferimento ai gravi danni subiti dalla città industriale di Ras Laffan.
17:06
17:06
Raffineria di Haifa colpita da un frammento di un intercettore
Le autorità israeliane hanno precisato che le raffinerie di Haifa sono state colpite da un frammento di un intercettore che ha colpito una struttura sul posto e non da un missile a frammentazione lanciato dall'Iran.
All'interno dell'edificio erano presenti materiali infiammabili che hanno provocato l'incendio. Tra le 15 e le 20 squadre di vigili del fuoco stanno operando sul luogo.
È stato escluso il rischio di una fuoriuscita di sostanze pericolose. L'esercito israeliano (IDF) ha reso noto che le truppe stanno conducendo operazioni di ricerca e fornendo assistenza ai civili sul posto.
Le immagini in tv mostrano una densa colonna di fumo che si leva dal luogo dell'impatto. Il ministro dell'Energia israeliano, Eli Cohen, ha affermato che «non si sono verificati danni significativi alle infrastrutture nello Stato di Israele».
16:41
16:41
Ministro israeliano: «Ogni giorno di guerra contro l'Iran è una benedizione»
Un ministro israeliano ha dichiarato che «ogni giorno della campagna» di bombardamenti israelo-americani in corso da quasi tre settimane in Iran è «un'enorme benedizione per Israele» e un'opportunità «per aggravare i danni inflitti» alla Repubblica islamica.
«Il dibattito non dovrebbe riguardare quando (la guerra) finirà, ma come prolungheremo e aggraveremo i danni inflitti», ha affermato Zeev Elkin, membro del Likud, il partito di destra del Primo Ministro Benjamin Netanyahu.
«Ogni giorno della campagna è un'enorme benedizione per lo Stato di Israele», ha dichiarato il ministro responsabile della Ricostruzione del Nord e del Sud e membro del gabinetto di sicurezza, un piccolo organo governativo autorizzato a prendere decisioni diplomatiche e strategiche urgenti, in particolare in tempo di guerra. Parlando alla radio dell'esercito, Elkin ha anche elogiato la «cooperazione unica con gli Stati Uniti, che non si prevede si ripeterà».
16:41
16:41
Israele conferma: attaccato un porto militare iraniano sul Mar Caspio
L'aviazione israeliana ha attaccato ieri installazioni navali iraniane in un porto sul Mar Caspio, prendendo di mira decine di navi militari, tra cui navi lanciamissili, siti di stoccaggio di missili e droni e una struttura per la riparazione e la manutenzione delle navi. Lo conferma il portavoce dell'esercito israeliano (IDF), Nadav Shoshani, in un briefing con la stampa internazionale, sottolineando che è la prima volta che l'IDF opera sul Mar Caspio.
16:14
16:14
Kent: «Trump sa che che le cose in Iran non stanno andando bene»
Nella sua prima intervista dopo le dimissioni, l'ex capo dell'antiterrorismo Usa Joe Kent ha dichiarato a Tucker Carlson di aspettarsi che vi sarebbero stati tentativi di «screditarlo», come l'indagine dell'Fbi. Il funzionario ha tuttavia precisato che accoglierebbe con favore l'opportunità di parlare con Donald Trump.
«Comprendo che, per il modo in cui ho lasciato l'incarico e per aver scritto quella lettera, vi siano componenti di questa amministrazione che si sentiranno in dovere di attaccarmi e tentare di screditarmi», ha detto Kent in un'intervista con l'ex conduttore di Fox news.
«Lo capisco, ma credo che il presidente sia una persona che sa ascoltare, che nel profondo sappia che le cose non stanno andando bene e che debba trovare un modo per farci uscire da questa situazione», ha aggiunto Kent.
15:21
15:21
«Chi aiuta gli USA a riaprire Hormuz sarà complice dell'aggressione»
Gli alleati degli Stati Uniti che aiutano Washington a riaprire lo Stretto di Hormuz si renderebbero «complici» dell'aggressione. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, secondo quanto riportato dalla Cnn.
Durante una telefonata con il suo omologo giapponese Toshimitsu Motegi, Araghchi ha affermato che l'attuale situazione nello Stretto è stata causata da Stati Uniti e Israele, e ha avvertito che la partecipazione di qualsiasi Paese al tentativo di rompere il blocco iraniano costituirebbe «complice dell'aggressione e degli efferati crimini commessi dagli aggressori».
Araghchi, ha quindi avvertito che l'Iran applicherà «zero moderazione» in caso di nuovi attacchi alle sue infrastrutture energetiche. «La risposta dell'Iran all'attacco di Israele contro le nostre infrastrutture ha impiegato una frazione della nostra capacità di fuoco. L'unica ragione per la moderazione è stata il rispetto per la de-escalation richiesta», ha detto su X.
15:18
15:18
«Mojtaba Khamenei gravemente ferito in un attacco di Israele»
La nuova guida suprema dell'Iran, Mojtaba Khamenei, è rimasta gravemente ferita in un attacco di Israele. Lo ha confermato la direttrice dell'intelligence americana Tulsi Gabbard, ammettendo che Mojtaba Khamenei è più intransigente del padre ma, a causa delle sue ferite, il processo decisionale ai vertici del governo iraniano risulta poco chiaro.
Tulsi Gabbard ha inoltre dichiarato che gli obiettivi americani e israeliani in Iran non coincidono. «Gli obiettivi delineati dal presidente differiscono dagli obiettivi stabiliti dal governo israeliano», ha affermato durante un'audizione dinanzi alla commissione Intelligence della Camera.
«Il governo israeliano si è concentrato sul neutralizzare la leadership iraniana. Trump ha invece dichiarato che i suoi obiettivi consistono nel distruggere la capacità dell'Iran di lanciare missili balistici, la sua capacità di produzione di tali missili e la sua marina militare», ha aggiunto la funzionaria.
14:55
14:55
Londra annuncia un piano tra sei Paesi per la riapertura di Hormuz
Sei Paesi - Regno Unito, Italia, Francia, Germania, Olanda e Giappone - si sono dichiarati oggi pronti a contribuire a un piano per garantire la navigazione commerciale dello strategico Stretto di Hormuz, chiuso in parte dall'Iran in risposta agli attacchi di USA e Israele.
Lo si legge in un comunicato diffuso da Downing Street nel quale i sei condannano inoltre con forza gli attacchi attribuiti a Teheran.
«Noi condanniamo nei termini più forti - si legge nel comunicato diffuso a nome dei leader dei sei Paesi citati dall'ufficio del premier britannico Keir Starmer - i recenti attacchi dell'Iran contro navi commerciali disarmate nel Golfo, gli attacchi contro infrastrutture civili incluse installazioni per il gas e il petrolio e la chiusura de facto dello Stretto di Hormuz da parte delle forze iraniane».
Nella nota, i firmatari si dicono quindi «pronti a contribuire agli sforzi per garantire un transito sicuro attraverso lo Stretto» ed elogiano tutte «le nazioni disposte a impegnarsi nella pianificazione preparatoria» di un'iniziativa rinviata apparentemente per il momento al futuro.
I sei esprimono a seguire «profonda preoccupazione per l'escalation del conflitto» in Medio Oriente, per poi rivolgersi solo a Teheran: sollecitato a «cessare immediatamente le sue minacce», a mettere fine alla deposizione di «mine», ad «attacchi e lanci di droni o a qualunque altro tentativo di blocco dello Stretto» e ad aderire «alla Risoluzione 2817 del Consiglio di Sicurezza dell'ONU».
Ricordano inoltre «il fondamentale principio di diritto internazionale della libertà di navigazione», imputando «agli effetti delle azioni dell'Iran» i contraccolpi destinati a essere «avvertiti da persone di ogni parte del mondo, specialmente tra le più vulnerabili».
Sulla base della Risoluzione 2817, i sei chiedono in ultimo la fine di queste «interferenze» sul commercio marittimo e sulle catene per la fornitura globale delle fonti di energia, sollecitando «un'immediata moratoria complessiva degli attacchi sulle infrastrutture civili, incluse quelle del petrolio e del gas». Non senza evocare «la prosperità e la sicurezza internazionale» come loro obiettivo e impegnarsi anche ad aiutare, assieme all'Onu e ad altri organismi, «le nazioni più esposte» alle conseguenze della guerra.
14:45
14:45
Guterres: «USA e Israele cessino la guerra, e l'Iran apra lo stretto di Hormuz»
Il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres ha lanciato oggi un appello alla fine delle ostilità in Medio Oriente.
«Il mio messaggio a USA e Israele è che è tempo di finire questa guerra che rischia di andare totalmente fuori controllo, con una propagazione sull'economia mondiale che rischia di essere davvero drammatica, specie per i Paesi in via di sviluppo. All'Iran dico: basta con gli attacchi ai tuoi vicini, e apra lo stretto di Hormuz», ha detto nel punto stampa con il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa. «È tempo che la diplomazia prevalga, è tempo che la forza della legge prevalga sulla legge della forza», ha aggiunto.
13:59
13:59
«Serve un piano sostenibile per la riapertura di Hormuz»
Condanna dei raid dell'Iran contro il Qatar, silenzio sui raid d'Israele e Usa contro giacimenti o impianti di Teheran, sottolineatura «dell'importanza di assicurare la libertà di navigazione e commercio» nello Stretto di Hormuz.
Sono i contenuti d'una conversazione a 3 sulla guerra in Medio Oriente fra il premier britannico Keir Starmer, il segretario generale della Nato, Mark Rutte, e il presidente francese Emmanuel Macron. I tre hanno condannato «gli esecrabili attacchi iraniani a infrastrutture strategiche del Qatar», riferisce Downing Street, e su Hormuz hanno ribadito la necessità di «un piano sostenibile» per riaprirlo.
13:22
13:22
Hegseth: «Gli alleati europei ingrati, dovrebbero dire grazie a Trump»
«L'Iran ha terrorizzato l'America e i nostri interessi per 47 anni» e «i nostri ingrati alleati in Europa e parte della stampa dovrebbero dire solo una cosa al presidente Trump: grazie». Lo ha detto il capo del Pentagono Pete Hegseth.
12:20
12:20
L'Iran annuncia l'arresto di 97 persone: «Traditori sionisti»
Il ministero dell'Intelligence iraniano ha annunciato l'arresto di 97 persone, definite «traditori sionisti», e l'uccisione di un «noto criminale» durante operazioni in varie parti del Paese.
«Questi elementi traditori, che intendevano seminare il caos e commettere omicidi sotto la guida del nemico americano-sionista, sono stati identificati e arrestati», ha affermato il ministero, come riferisce Fars, aggiungendo che durante le operazioni sono state sequestrate armi da fuoco e munizioni.
Secondo il comunicato, sono anche state identificate e smantellate anche «cinque cellule mercenarie armate nemiche nella provincia del Khuzestan», regione dell'Iran occidentale sul golfo Persico, e durante queste operazioni «sono state sequestrate dieci potenti bombe artigianali, 2 Kalashnikov e ingenti quantità di munizioni».
Il ministero ha dichiarato anche di avere arrestato «13 spie» nel sud est del Paese e distrutto «la pericolosa cellula terroristica di Nematollah Shahbakhsh, noto come Jamuk, in un'operazione congiunta della Direzione Generale dell'Intelligence del Sistan e Baluchistan, del Comando Quds delle Guardie Rivoluzionarie e di Farajah».
11:15
11:15
Macron: «Attacchi al gas sconsiderati, ci sia una tregua per le festività»
L'escalation che vede coinvolte «per la prima volta» le infrastrutture di produzione del gas in Iran e altri Paesi del Golfo «è sconsiderata». Lo ha detto il presidente francese Emmanuel Macron arrivando al vertice UE.
«Noi difendiamo l'idea di una moratoria sulle infrastrutture civili e sui civili in questo conflitto, nonché di una rapida de-escalation. La regione entra in un periodo di festività religiose, penso che tutti dovrebbero calmarsi e che i combattimenti dovrebbero cessare almeno per qualche giorno per cercare di dare una nuova possibilità ai negoziati», ha aggiunto.
10:45
10:45
«La guerra in Iran non ha una base di diritto internazionale»
«Non c'è una base di diritto internazionale per la guerra in Iran». Lo ha detto l'alto rappresentante UE Kaja Kallas arrivando al vertice dei leader, ricordando che l'uso della forza è previsto nel caso dell'autodifesa e di una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU.
«Poiché al momento non esiste nulla del genere, i Paesi dell'UE non hanno alcuna intenzione di entrare in guerra», ha sottolineato. All'ultimo consiglio Esteri «i ministri sostenevano che non fossimo stati consultati» e alcuni «affermavano addirittura che avessimo cercato di convincere le parti a non scatenare questa guerra, di cui non conosciamo gli obiettivi».
10:11
10:11
Rutte: «Hormuz deve riaprire, gli alleati troveranno una via d'uscita»
«Per quanto riguarda lo Stretto di Hormuz, tutti gli alleati concordano sul fatto che non può rimanere chiuso, deve riaprire il prima possibile, è fondamentale per l'economia mondiale». Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte nel corso di un punto stampa col presidente romeno.
«Gli alleati stanno discutendo intensamente tra loro, con gli Stati Uniti e tra di loro, sul modo migliore per affrontare questa enorme sfida di sicurezza. Sono fiducioso che gli alleati, come sempre, faranno tutto il possibile a sostegno del nostro interesse comune, quindi troveremo una via d'uscita», ha aggiunto.
10:05
10:05
Un drone ha colpito la raffineria Samref nel porto di Yanbu
Un drone si è schiantato contro la raffineria saudita Samref, situata nella zona industriale di Yanbu, sulla costa del Mar Rosso, e «la valutazione dei danni è in corso», ha dichiarato questa mattina il ministero della Difesa saudita.
Il ministero aveva precedentemente affermato di aver intercettato un missile balistico diretto al porto della città. La raffineria Samref è di proprietà del colosso petrolifero saudita Aramco e della Mobil Yanbu Refining Company Inc., una filiale di ExxonMobil.
09:18
09:18
Drone contro una seconda raffineria in Kuwait
Un drone ha colpito una seconda raffineria di petrolio in Kuwait, provocando un incendio. Lo riferiscono le autorità locali.
08:46
08:46
Riapre il valico di Rafah tra Gaza e l'Egitto
Il valico di Rafah tra Gaza e l'Egitto è stato riaperto oggi, secondo quanto riportato dai media egiziani legati allo Stato, per la prima volta da quando Israele lo aveva chiuso il 28 febbraio, in occasione del lancio di attacchi congiunti contro l'Iran insieme agli Stati Uniti.
Al-Qahera News, vicina ai servizi segreti egiziani, ha affermato che il valico è stato riaperto «in entrambe le direzioni» e ha trasmesso filmati che mostrano un piccolo numero di palestinesi, tra cui alcuni che avevano ricevuto cure mediche in Egitto, mentre si preparano ad attraversare il confine dal lato egiziano per tornare a Gaza. I filmati mostravano anche diverse ambulanze in attesa di accogliere pazienti palestinesi provenienti dalla Striscia.
08:46
08:46
Attacco con drone contro una raffineria in Kuwait
Una raffineria di petrolio in Kuwait è stata oggetto di un attacco con droni, che ha provocato un incendio. Lo riferiscono media statali.
08:09
08:09
Colpita una raffineria saudita in un porto sul Mar Rosso
La raffineria Samref del colosso petrolifero Saudi Aramco, situata nel porto di Yanbu sul Mar Rosso, è stata colpita da un attacco aereo oggi, secondo quanto riferito da una fonte del settore a Reuters, si legge sul sito dell'agenzia. La stessa fonte ha aggiunto che l'impatto è stato minimo.
L'Iran aveva emesso ieri un avviso di evacuazione per diverse strutture petrolifere in Arabia Saudita, negli Emirati Arabi Uniti e in Qatar, tra cui la Samref, una joint venture tra Saudi Aramco ed Exxon Mobil. Attualmente Yanbu è l'unico sbocco per l'esportazione di petrolio greggio dai paesi arabi del Golfo, poiché l'Iran ha di fatto chiuso lo Stretto di Hormuz.
07:26
07:26
Il punto alle 7.00
Il presidente americano Donald Trump ha minacciato di distruggere l'enorme giacimento di gas iraniano di South Pars se Teheran dovesse attaccare nuovamente l'importante impianto di produzione di gas naturale liquefatto (gnl) di Ras Laffan in Qatar.
Trump ha confermato sulla sua piattaforma Truth Social che Israele ha colpito South Pars, ma ha affermato che gli Stati Uniti «non sapevano nulla» del raid che ha portato alla rappresaglia iraniana contro Ras Laffan.
«Non ci saranno ulteriori attacchi da parte di Israele contro questo importantissimo e prezioso giacimento di South Pars, a meno che l'Iran non decida sconsideratamente di attaccare un Paese completamente innocente, ovvero il Qatar. In tal caso gli Stati Uniti d'America, con o senza l'assistenza o il consenso di Israele, distruggeranno in modo massiccio l'intero giacimento di gas di South Pars con una forza e una potenza che l'Iran non ha mai visto né conosciuto prima», ha scritto Trump.
Non solo. L'amministrazione Trump sta valutando l'invio di migliaia di soldati americani in Medio Oriente. Lo riporta Reuters sul proprio sito, sottolineando che una delle opzioni discusse è l'invio di forze di terra sull'isola di Kharg.
Un'altra alternativa è il dispiegamento di truppe lungo le coste dell'Iran per assicurare il passaggio sicuro dello Stretto di Hormuz. L'amministrazione sta anche valutando la possibilità di dispiegare forze per mettere al sicuro l'uranio arricchito iraniano.
Impennata del greggio
Il greggio Brent ha registrato un'impennata superiore al 5% a causa dei nuovi timori relativi alle forniture energetiche dal Medio Oriente.
L'Iran ha minacciato di colpire gli impianti del Golfo in rappresaglia a un attacco a uno dei suoi principali giacimenti di gas.
Il contratto è salito del 5,1% a 112,84 dollari, mentre il West Texas Intermediate ha guadagnato il 2,5% attestandosi a 98,69 dollari nelle contrattazioni asiatiche.
Dopo aver trascorso gran parte della giornata di mercoledì oscillando intorno ai 100 dollari, oggi il greggio è salito alle stelle quando Teheran ha minacciato di prendere di mira gli impianti regionali in risposta a quello che ha definito un attacco israeliano a un sito che serve il suo enorme giacimento di South Pars, che condivide con il Qatar.
Abu Dhabi ha successivamente interrotto le operazioni in un impianto di gas a causa della caduta di detriti derivanti dall'intercettazione di missili, mentre il sito di Ras Laffan in Qatar è stato colpito. QatarEnergy ha dichiarato che le squadre di emergenza sono state «dispiegate immediatamente per contenere gli incendi che ne sono derivati».
