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Il presidente statunitense non ha ancora preso una decisione definitiva in merito agli attacchi, mentre l'amministrazione si prepara all'invio da parte dell'Iran della sua ultima proposta questa settimana, in vista di quello che i funzionari hanno descritto come un ultimo disperato round di negoziati previsto per giovedì a Ginevra – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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12:50
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«La decisione di Trump di attaccare l'Iran dipenderà dal parere di Kushner e Witkoff»
La decisione di Donald Trump di ordinare attacchi aerei contro l'Iran dipenderà in parte dal giudizio degli inviati speciali del tycoon - Steve Witkoff e Jared Kushner - circa l'eventuale temporeggiamento di Teheran su un accordo per rinunciare alla sua capacità di produrre armi nucleari. Lo scrive il Guardian citando fonti vicine alla questione. Il presidente statunitense non ha ancora preso una decisione definitiva in merito agli attacchi, mentre l'amministrazione si prepara all'invio da parte dell'Iran della sua ultima proposta questa settimana, in vista di quello che i funzionari hanno descritto come un ultimo disperato round di negoziati previsto per giovedì a Ginevra. Questi colloqui saranno guidati da Witkoff e Kushner, la cui valutazione sulla probabilità di un accordo influenzerà i calcoli di Trump. In caso di mancato accordo, il tycoon ha detto ai consiglieri che sta valutando attacchi limitati per fare pressione sull'Iran e, in caso contrario, un attacco molto più ampio per imporre un cambio di regime.
I principali consiglieri
Un funzionario statunitense ha dichiarato che Witkoff fa parte del gruppo che consiglia Trump sulla sua decisione su come procedere con l'Iran ed è stato coinvolto in tutti gli incontri relativi alla questione. Trump ha ricevuto numerosi briefing sulle opzioni militari, hanno affermato le fonti, incluso il più recente mercoledì nella Situation Room della Casa Bianca. Nelle ultime settimane ha anche sollecitato il parere di un'ampia gamma di funzionari dell'Ala Ovest su cosa dovrebbe fare con l'Iran. Tra gli altri principali consiglieri figurano il vicepresidente J.D. Vance; il Segretario di Stato Marco Rubio; il direttore della CIA John Ratcliffe; il Segretario alla Difesa Pete Hegseth; il Generale Dan Caine, presidente dei Capi di Stato Maggiore Congiunti; Susie Wiles, capo di Stato Maggiore della Casa Bianca; e Tulsi Gabbard, direttrice dell'intelligence nazionale.
11:46
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Teheran avverte: «Gli studenti hanno il diritto di protestare ma non superino le linee rosse»
Gli studenti iraniani hanno il diritto di protestare, ma non devono oltrepassare le «linee rosse», ha avvertito il governo nella sua prima reazione dopo che da sabato sono riprese le proteste in alcune università. «Naturalmente hanno il diritto di protestare», ha affermato la portavoce Fatemeh Mohajerani. Ma ci sono «linee rosse da proteggere e da non oltrepassare, nemmeno nel vivo della rabbia», ha aggiunto in una conferenza stampa settimanale, citando come esempi «i luoghi sacri e la bandiera» della Repubblica Islamica.
Anche oggi, per il quarto giorno consecutivo, si sono tenute manifestazioni di protesta contro la Repubblica islamica in vari atenei iraniani. Secondo quanto riferisce il canale dissidente iraniano, con sede a Londra, 'Iran International', gli studenti dell'università tecnologica di Isfahan si sono radunati oggi intonando slogan a favore dello Scià di Persia, nel contesto delle tensioni tra Teheran e Washington mentre il figlio dello scià, Reza Pahlavi, ha più volte invitato gli iraniani a protestare contro la Repubblica islamica.
Un gruppo di studenti e laureati provenienti da università d'arte iraniane ha annunciato la costituzione di quella che hanno chiamato «Associazione Nazionale d'Arte del Leone e del Sole dell'Iran», esprimendo a Pahlavi mentre slogan a favore dello scià sono stati intonati anche dagli studenti presso l'università della Scienza e della Tecnologia di Teheran, mentre secondo la newsletter universitaria dell'Università della Tecnologia 'Khajeh Nasir', sempre nella capitale iraniana, le forze di sicurezza avrebbero sparato gas lacrimogeni contro gli studenti all'interno dell'atrio del campus. A Teheran si sono tenuti sit-in di protesta anche da parte degli studenti della Facoltà di scienze mediche dell'Università della capitale e dell'Università di Alzahra, mentre secondo alcune fonti, sempre citate da 'Iran International', le forze di sicurezza e i membri del gruppo paramilitare Basij sono entrati all'Università di Alzahra per cercare di impedire il raduno.
08:59
08:59
Precipita un elicottero militare in Iran, morti i due piloti
Un elicottero militare iraniano è precipitato nei pressi di Isfahan, nel centro dell'Iran. Il pilota e il copilota sono rimasti uccisi, riferisce la tv di Stato.
L'elicottero si è schiantato contro un mercato ortofrutticolo di Khomeinishahr a Dorcheh, nella provincia centrale di Isfahan, provocando la morte di due persone che lavoravano nei banchi del mercato. Secondo un funzionario provinciale, lo schianto sarebbe dovuto a un "guasto tecnico", riferisce l'agenzia di stampa Isna, mentre secondo il capo della sezione locale dei vigili del fuoco, è stata aperta un'inchiesta sull'accaduto e le squadre dei soccorritori si sono recate subito sul posto per spegnere l'incendio causato dallo schianto.
07:16
07:16
Il punto alle 7.00
Notte e prime ore del mattino relativamente tese in Medio Oriente, con nuovi episodi di violenza nella Striscia di Gaza e sviluppi diplomatici sul futuro del territorio palestinese. Secondo fonti sanitarie locali, tre palestinesi sono rimasti feriti dopo che soldati israeliani hanno aperto il fuoco a est di Gaza City. L’esercito avrebbe utilizzato munizioni vere nei pressi dell’incrocio di Shuja’iyya.
Sempre nella notte:
- unità navali israeliane hanno colpito e distrutto un peschereccio al largo di Gaza;
- l’artiglieria ha sparato colpi verso aree di Beit Lahia, nel nord della Striscia.
Gli episodi segnalano un livello di tensione ancora elevato sul terreno.
Sul piano umanitario, il Comitato internazionale della Croce Rossa ha trasferito otto palestinesi dalla detenzione israeliana alla Striscia di Gaza. L’operazione rientra nei meccanismi di coordinamento in corso tra le parti, anche se il quadro complessivo resta fragile.
Sul fronte politico, ieri a Bruxelles diplomatici dell’Unione europea hanno incontrato Nikolay Mladenov, responsabile del Board of Peace promosso dagli Stati Uniti per la ricostruzione di Gaza.
Secondo quanto emerso:
- l’Ue non ha aderito formalmente all’iniziativa;
- alcuni Paesi membri restano scettici;
- Bruxelles vuole comunque mantenere un ruolo nel futuro assetto della Striscia.
Il progetto americano rimane controverso e ancora in gran parte teorico.
Il contesto resta delicato anche sul piano più ampio. L’Onu ha recentemente avvertito che le violazioni nei territori palestinesi minacciano la prospettiva dei due Stati, mentre la crisi finanziaria dell’UNRWA sta riducendo servizi essenziali per centinaia di migliaia di rifugiati nella regione.
