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«Trump è propenso a un attacco mirato all'Iran»

Lo riporta il New York Times, sottolineando che l'incontro fra le delegazioni iraniana e americana giovedì a Ginevra sembra essere l'ultimo tentativo per evitare un conflitto militare – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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«Trump è propenso a un attacco mirato all'Iran»
Red. Online
23.02.2026 06:32
10:20
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«L'Iran è pronto a fare concessioni agli USA sul nucleare»

L'Iran è pronto a fare concessioni sul suo programma nucleare nei colloqui con gli Stati Uniti in cambio della revoca delle sanzioni e del riconoscimento del suo diritto ad arricchire l'uranio, nel tentativo di scongiurare un attacco statunitense. Lo scrive Reuters online citando un alto funzionario iraniano.

Il funzionario ha affermato che Teheran prenderebbe seriamente in considerazione l'idea di inviare all'estero metà del suo uranio altamente arricchito, diluire il resto e partecipare alla creazione di un consorzio regionale per l'arricchimento, un'idea periodicamente sollevata in anni di rapporti diplomatici legati all'Iran. Teheran lo farebbe in cambio del riconoscimento da parte degli Stati Uniti del suo diritto «all'arricchimento nucleare pacifico» in base a un accordo che includerebbe anche la revoca delle sanzioni economiche, ha affermato il funzionario.

Inoltre, l'Iran - secondo il funzionario - ha offerto opportunità alle aziende statunitensi di partecipare come appaltatori alle grandi industrie petrolifere e del gas iraniane, nei negoziati per risolvere decenni di controversie sulle attività nucleari di Teheran. «Nell'ambito del pacchetto economico in fase di negoziazione, agli Stati Uniti sono state offerte anche opportunità di investimenti seri e interessi economici tangibili nell'industria petrolifera iraniana», ha affermato.

Il funzionario iraniano ha affermato che le discussioni più recenti hanno evidenziato il divario tra le due parti, ma ha sottolineato che «esiste la possibilità di raggiungere un accordo provvisorio» mentre i negoziati proseguono.

«L'ultimo round di colloqui ha dimostrato che le idee degli Stati Uniti riguardo alla portata e al meccanismo di revoca delle sanzioni differiscono dalle richieste dell'Iran. Entrambe le parti devono raggiungere un calendario logico per la revoca delle sanzioni», ha affermato il funzionario. «Questa tabella di marcia deve essere ragionevole e basata sugli interessi reciproci».

10:19
10:19
«Iniziata la ritirata USA da una base strategica in Siria»

Gli Stati Uniti hanno iniziato oggi la ritirata da una base strategica in Siria, in una regione ancora sotto il controllo delle forze curde nel nord-est del Paese: lo ha indicato un responsabile curdo, chiedendo l'anonimato.

Un team dell'Afp ha visto una colonna di decine di camion, carichi di veicoli blindati e strutture prefabbricate, sulla strada che collega la provincia di Hassaké, dove si trova la base di Qasrak, dirigersi verso il confine con l'Iraq.

Le forze americane si erano già ritirate da due basi nelle ultime due settimane, al-Tanf (sud-est) e al-Chaddadi (nord-est).

06:41
06:41
Il premier indiano Modi sarà in visita in Israele da mercoledì

In vista della visita in Israele che inizierà mercoledì, il premier indiano Modi e Benjamin Netanyahu si sono scambiati messaggi amichevoli su X. Modi ha ringraziato il primo ministro israeliano che ha scritto di attendere con ansia la sua visita, sottolineando i legami tra India e Israele e «la lunga amicizia basata su fiducia, innovazione e sull'impegno condiviso per la pace e il progresso». L'India non ha aderito ufficialmente all'iniziativa del Board of Peace su Gaza del presidente USA Trump e la settimana scorsa ha partecipato come Paese osservatore alla prima riunione.

06:36
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«Trump è propenso a un attacco mirato all'Iran»

Donald Trump ha detto ai suoi consiglieri che se la diplomazia o un attacco mirato non indurranno l'Iran ad accettare le sue richieste di abbandonare il programma nucleare, allora prenderà in considerazione un attacco più pesante nei prossimi mesi. Lo riporta il New York Times, sottolineando che l'incontro fra le delegazioni iraniana e americana giovedì a Ginevra sembra essere l'ultimo tentativo per evitare un conflitto militare.

Trump sarebbe propenso a un condurre un attacco nei prossimi giorni per dimostrare all'Iran che deve accettare di rinunciare alla capacità di avere un'arma nucleare. Se questo e la diplomazia non dovessero funzionare, Trump lascerà aperta la porta a un attacco militare entro la fine dell'anno per rovesciare la Guida Suprema, l'ayatollah Khamenei.

Trump ha discusso dei piani per l'Iran mercoledì nella Situation Room con il vicepresidente JD Vance, il segretario di Stato Marco Rubio, il capo dello stato maggiore aggiunto Dan Caine, il direttore della Cia John Ratcliffe e la capa di gabinetto Susie Wiles.

Il presidente, riporta il New York Times, ha chiesto al generale Caine e a Ratcliffe di esprimere le loro opinioni, ma i due si sono limitati a descrivere cosa l'esercito potrebbe fare e la situazione attuale sul terreno. Il generale Caine non è stato in grado di assicurare un probabile successo dell'operazione come aveva fatto per il presidente del Venezuela Nicolas Maduro. Anche Vance ha incalzato Ratcliffe e il generale Caine chiedendo le loro opinioni sulle opzioni a disposizione ed esortandoli a discutere sui rischi e la complessità di un attacco all'Iran.

06:35
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Il punto alle 6.30

È corsa contro il tempo per tentare di raggiungere un accordo tra Teheran e Washington, con gli americani pronti a nuovi colloqui in settimana a Ginevra, quasi certamente giovedì.

Ma nell'area continua a spirare venti di fortissima tensione. Non solo per la minaccia di un attacco statunitense, ma anche perché i focolai interni di opposizione al regime degli ayatollah sembrano tutt'altro che spenti malgrado la brutale repressione, con nuove proteste che montano nelle università.

E mentre alla Casa Bianca ci si interroga sulla necessità o meno di attaccare, il regime si prepara ad affrontare lo scenario peggiore. Secondo il New York Times, la guida suprema Ali Khamenei ha già dato istruzioni ed «emesso direttive» per designare la linea di successione dell'attuale leadership, contemplando anche lo scenario della sua uccisione e prevedendo «quattro livelli di avvicendamento» per tutte le cariche militari e politiche più importanti.

Dagli Stati Uniti, nel frattempo, arrivano i segnali di una predisposizione a insistere sulla via dei negoziati. E, secondo funzionari citati da Axios, l'amministrazione Trump sarebbe pronta a un nuovo round di colloqui con l'Iran nei prossimi giorni a Ginevra a condizione che entro martedì da Teheran venga recapitata «una proposta dettagliata» per un'intesa nucleare.

«Ci sono buone possibilità di un accordo», ha commentato a riguardo il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, precisando che le conversazioni potrebbero tenersi giovedì. Un appuntamento confermato qualche ora dopo dall'Oman, Paese mediatore. Le fonti statunitensi sottolineano che questa potrebbe essere «l'ultima possibilità» che Donald Trump concede a Teheran prima di lanciare «una massiccia operazione militare condotta da USA e Israele».