La disinformazione e le teorie cospirative sul terremoto in Venezuela

Lo scorso 24 giugno il Venezuela è stato colpito duramente da un sisma di magnitudo 7.2 e uno di magnitudo 7.5, che hanno provocato il crollo di almeno 885 edifici tra abitazioni, strutture commerciali e infrastrutture pubbliche. Ad oggi, si contano circa 2mila morti e oltre 10mila feriti.
Come spesso accaduto in passato in occasione di altre catastrofi naturali, la disinformazione ha preso di mira il terremoto in Venezuela, diffondendo notizie false, teorie cospirative e immagini fuori contesto, diventate virali soprattutto nei Paesi ispanofoni.
Il progetto HAARP
Subito dopo il terremoto di giugno, sui social sono circolate numerose teorie del complotto secondo cui i sismi sarebbero stati provocati artificialmente dal sistema HAARP, ovvero High Frequency Active Auroral Research Program, e sarebbero dunque parte di un piano statunitense per distruggere le infrastrutture del Venezuela.
Tuttavia, non esiste alcuna prova a sostegno di queste affermazioni. Il progetto HAARP è un programma di ricerca dell'Università dell'Alaska Fairbanks che studia la ionosfera attraverso onde radio e non ha alcuna capacità di influenzare il clima o provocare terremoti. I terremoti hanno origine nei movimenti delle placche tettoniche, e quelli avvenuti nel nord del Venezuela sono spiegati dallo scorrimento tra la placca caraibica e quella sudamericana. La teoria che collega HAARP alle calamità naturali è già stata diffusa e smentita in altre occasioni, come nel caso delle alluvioni di Valencia del 2024.
Il blackout nazionale
Sempre in concomitanza con il terremoto, è stata diffusa la notizia che la compagnia elettrica venezuelana Corpoelec aveva annunciato un blackout nazionale di 24 ore a causa del terremoto.
La notizia è falsa, in quanto l'azienda non ha pubblicato alcun comunicato ufficiale che confermi un'interruzione programmata dell'energia elettrica legata ai terremoti. Nelle zone più colpite, come a La Guaira, è effettivamente venuta a mancare l’elettricità in seguito al terremoto, ma questo non ha comportato un blackout nazionale. Ad oggi non è chiaro in quali zone l’elettricità sia stata ripristinata e dove invece continui ad essere interrotta, in quanto ci sono dichiarazioni contrastanti da parte del governo e dell’International Rescue Committee (IRC).
L’allerta tsunami
Nei giorni seguenti il terremoto è stato diffuso anche un video che mostra un presunto allarme tsunami nello stato di La Guaira, in Venezuela.
Il video è stato presentato al di fuori del suo contesto originale. Le immagini non sono state registrate in Venezuela, ma risalgono al devastante tsunami che colpì le coste del Giappone nel 2011. Al momento, le autorità non hanno rilasciato un'allerta tsunami per il Venezuela.
