Mondo
La diretta
È quello che sostiene il presidente americano Donald Trump - Intanto un raid israeliano su Khan Younis uccide almeno 20 persone, tra cui cinque giornalisti - TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
LIVE

22:14
22:14
Hamas: «Le spiegazioni dell'IDF sull'attacco all'ospedale non hanno fondamento»
Le spiegazioni dell'Idf sul doppio attacco israeliano all'ospedale Nasser di Khan Younis «sono senza fondamento, gli israeliani stanno fabbricando false argomentazioni per giustificare il loro crimine»: lo afferma Hamas in un comunicato.
20:25
20:25
Witkoff: «Speriamo che la pace in Ucraina e a Gaza arrivi entro fine anno»
«Speriamo di risolvere i conflitti in Ucraina e Gaza entro la fine dell'anno». Lo ha detto l'inviato speciale di Donald Trump, Steve Witkoff, parlando di incontri su questi dossier in settimana.
19:13
19:13
Ospedale Nasser: «Respingiamo la ricostruzione dell'IDF sul raid»
L'ospedale Nasser respinge «categoricamente le affermazioni delle autorità israeliane per giustificare gli attacchi ai locali dell'ospedale». Lo riporta Sky News.
In precedenza, l'Idf aveva affermato che le truppe avevano «identificato una telecamera» installata da Hamas «nella zona dell'ospedale Nasser» che veniva utilizzata per «osservare le truppe delle Idf». L'esercito ha anche affermato che sei delle vittime erano «terroristi».
19:10
19:10
«Il governo di Netanyahu non ha parlato di tregua»
Il gabinetto di sicurezza del governo israeliano si è concluso «senza alcuna discussione sull'ultima proposta di tregua di Hamas» e senza un voto formale su eventuali provvedimenti.
L'esecutivo sarebbe fermo sull'intenzione di proseguire l'offensiva nella Striscia conquistando Gaza City. I ministri sono ora a una cena di gala dove i manifestanti li inveiscono al grido «celebrate mentre gli ostaggi muoiono di fame».
18:47
18:47
Macron a Netanyahu: «Le accuse sull'antisemitismo sono un'offesa alla Francia»
Per il presidente francese, Emmanuel Macron, le «accuse di inazione» lanciate da Benyamin Netanyahu contro la Francia nel campo della lotta all'antisemitismo, costituiscono «un'offesa» per il paese «nel suo insieme». Il capo dell'Eliseo invita il primo ministro israeliano - in una lettera resa nota oggi dal quotidiano Le Monde in risposta alle accuse di Netanyahu - a fermare la sua «fuga in avanti mortale» a Gaza.
«Queste accuse di inazione di fronte ad un flagello che combattiamo con tutte le nostre forze sono inaccettabili - scrive Macron - e offendono tutta la Francia». Per il presidente francese, il tema della lotta contro l'antisemitismo «non dovrebbe essere un tema da strumentalizzare».
«Le lancio un appello solenne a mettere fine alla fuga in avanti mortale e illegale di una guerra permanente a Gaza, che espone il suo paese all'indegnità e il suo popolo a un vicolo cieco, a fermare l'illegale e ingiustificabile ricolonizzazione della Cisgiordania».
18:32
18:32
Uccisi sei terroristi in un raid sull'ospedale Nasser
L'IDF afferma di aver identificato sei terroristi di Hamas, incluso uno che partecipò alle stragi del 7 ottobre 2023, tra le 21 vittime del raid sull'ospedale Nasser di Khan Younis. Lo riferiscono i media di Tel Aviv.
18:06
18:06
Colpita la telecamera sull'ospedale Nasser a Khan Younis
Il portavoce Idf ha pubblicato un rapporto preliminare nel quale si afferma che la brigata Golani ha colpito la telecamera sull'ospedale Nasser a Khan Younis ritenendo che «fosse stata piazzata lì da Hamas per monitorare i movimenti dei combattenti». Lo riferiscono i media di Tel Aviv.
Il capo di Stato maggiore israeliano ha chiesto ulteriori indagini per capire se l'attacco sia stato concordato con il comando centrale, lasciando intendere che le truppe israeliane potrebbero aver agito senza le necessarie autorizzazioni.
16:41
16:41
Raid israeliano a Ramallah, 33 feriti
È salito a 33 feriti il bilancio dei raid israeliani a Ramallah, in Cisgiordania. Lo riferisce il ministero della Salute palestinese, citato dai media panarabi, precisando che un 13enne colpito da armi da fuoco è in gravi condizioni.
14:27
14:27
«La palla è ora nel campo di Israele e sembra che non voglia raggiungere un accordo»
Il portavoce del ministero degli esteri del Qatar, Majed al-Ansari, afferma che Doha non ha ancora ricevuto risposta da Israele all'ultima proposta di cessate il fuoco e di accordo sulla liberazione degli ostaggi, sottolineando che l'offerta sul tavolo «corrisponde al 90% di ciò che Israele desidera».
«La palla è ora nel campo di Israele e sembra che non voglia raggiungere un accordo», ha aggiunto Ansari in conferenza stampa.
14:17
14:17
Il fondo sovrano norvegese esclude Caterpillar per i bulldozer a Gaza
Il fondo sovrano norvegese Government Pension Fund-Global, il più grande del mondo, ha escluso l'azienda di macchine edili statunitense Caterpillar a causa dell'uso da parte di Israele dei suoi bulldozer per distruggere proprietà palestinesi a Gaza e in Cisgiordania.
Il fondo ha indicato di aver escluso la società e cinque gruppi bancari israeliani per motivi etici. «Non vi è dubbio che i prodotti Caterpillar vengano utilizzati per commettere violazioni estese e sistematiche del diritto internazionale umanitario», ha affermato il consiglio etico indipendente del fondo.
Il fondo ha inoltre affermato che i macchinari «vengono utilizzati dalle autorità israeliane per la diffusa distruzione illegale di proprietà palestinesi». «Poiché le consegne dei macchinari in questione a Israele sono ora pronte a riprendere, il consiglio ritiene che vi sia un rischio inaccettabile che Caterpillar stia contribuendo a gravi violazioni dei diritti individuali in situazioni di guerra o conflitto».
Il fondo patrimoniale ha rimosso più di 20 aziende israeliane quest'anno, ma Caterpillar è la prima grande azienda statunitense a essere rimossa attraverso revisione per garantire che i suoi investimenti non contribuiscano a violazioni del diritto internazionale.
13:07
13:07
«Il Libano presenterà il 31 agosto un piano per il disarmo di Hezbollah»
Il Libano presenterà il 31 agosto un piano per convincere l'organizzazione paramilitare islamista sciita e antisionista libanese Hezbollah a disarmarsi: lo ha detto oggi l'inviato speciale degli Stati Uniti per la Siria e il Libano, Thomas Barrack, stando a quanto riporta il quotidiano israeliano in lingua inglese The Jerusalem Post.
Israele presenterà una controproposta quando riceverà il piano del Libano, ha aggiunto Barrack, dopo aver incontrato il presidente libanese Joseph Aoun a Beirut. «Ciò che Israele sta dicendo è che non vuole occupare il Libano e sarebbe felice di ritirarsi dal paese, non appena vedremo quali sono i piani per smantellare Hezbollah», ha detto Barrack.
«Israele è pronto ad agire passo dopo passo», ha aggiunto la vice di Barrack, Morgan Ortagus: «Si tratta di piccoli passi con il governo libanese. Per ogni passo compiuto dal governo libanese, incoraggeremo il governo israeliano ad agire allo stesso modo».
12:29
12:29
Disarmo di Hezbollah, al via la missione dell'inviato USA Thomas Barrack
L'inviato statunitense Thomas Barrack e la sua vice, Morgan Ortagus, hanno cominciato stamani gli incontri istituzionali in Libano dopo essersi recati nei giorni scorsi in Israele e Siria.
Secondo media di Beirut, il presidente libanese Joseph Aoun ha accolto Barrack e Ortagus al palazzo presidenziale di Baabda. Obiettivo dei colloqui in Libano è la spinosa questione del disarmo di Hezbollah, organizzazione paramilitare islamista sciita e antisionista libanese. Fa parte della delegazione americana anche il senatore Lindsay Graham, repubblicano e capo della commissione del Senato per le questioni finanziarie.
Prima dell'inizio degli incontri, Ortagus ha ribadito che Israele è pronta a fare un passo dopo l'altro con il governo libanese e che ora contano i fatti, non le parole. Ha anche specificato che gli Stati Uniti agiranno solo quando il governo libanese farà la sua mossa, in riferimento all'attuazione delle procedure per disarmare Hezbollah entro la fine dell'anno.
Il governo di Beirut ha adottato il 7 agosto scorso una "tabella di marcia", suggerita dagli Stati Uniti e che punta a disarmare Hezbollah entro la fine del 2025.
In un suo discorso ieri, il leader dell'organizzazione, Naim Kassem, ha ribadito il suo rifiuto di disarmare, ma ha aperto alla collaborazione con l'esercito libanese. Hezbollah condiziona il disarmo al ritiro delle truppe israeliane ancora presenti nel sud del Libano. Il governo israeliano afferma che ridurrà il suo contingente in Libano solo dopo passi concreti sul disarmo di Hezbollah.
09:41
09:41
«Non lasceremo Gaza City»
Il clero e le suore delle chiese greco-ortodosse e cattoliche di Gaza City hanno deciso di non partire in vista dell'imminente offensiva dell'esercito israeliano (Idf) per conquistare la città. Rimarranno invece all'interno dei complessi ecclesiastici per fornire assistenza a coloro che non possono fuggire.
In una dichiarazione congiunta rilanciata dal quotidiano in linea The Times of Israel, il Patriarcato greco-ortodosso e il Patriarcato latino di Gerusalemme spiegano che il complesso greco-ortodosso di San Porfirio e il complesso della Chiesa della Sacra Famiglia «sono stati un rifugio per centinaia di civili» dallo scoppio della guerra.
«Tra coloro che hanno cercato rifugio all'interno dei complessi, molti sono indeboliti e malnutriti a causa delle difficoltà degli ultimi mesi. Lasciare Gaza City e cercare di fuggire verso sud sarebbe niente meno che una condanna a morte». I patriarcati affermano che «per questo motivo, il clero e le suore hanno deciso di rimanere e continuare a prendersi cura di tutti coloro che saranno nei complessi».
«Come altri residenti di Gaza City, i rifugiati che vivono nelle strutture dovranno decidere secondo coscienza cosa fare», affermano. «Non sappiamo esattamente cosa accadrà sul campo, non solo per la nostra comunità, ma per l'intera popolazione», riconoscono. «Possiamo solo ripetere ciò che abbiamo già detto: non può esserci futuro basato sulla prigionia, sullo sfollamento dei palestinesi o sulla vendetta». «Questa non è la strada giusta», affermano, chiedendo sia la fine della «guerra insensata e distruttiva» sia il ritorno degli ostaggi israeliani tenuti prigionieri dai gruppi terroristici di Gaza. «È giunto il momento di guarire le famiglie che soffrono da tempo, da tutte le parti».
A luglio, tre persone sono state uccise e diverse sono rimaste ferite in un attacco dell'Idf contro la Chiesa della Sacra Famiglia. In seguito, l'esercito ha dichiarato che la causa era stata il lancio non intenzionale di un proiettile.
09:25
09:25
«Manterremo posizioni su monte Hermon in Siria»
Il ministro della difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato che l'esercito dello Stato ebraico manterrà le proprie posizioni sul versante siriano del Monte Hermon e nelle «zone di sicurezza» considerate necessarie da Israele per proteggere le comunità delle alture del Golan e della Galilea dalle minacce provenienti dalla Siria, definendola una «lezione chiave» dall'attacco del movimento islamista Hamas del 7 ottobre 2023.
Lo riporta il quotidiano in linea The Times of Israel. Katz ha affermato inoltre che Israele continuerà anche a difendere le comunità druse in Siria, che hanno subito violenze ricorrenti negli ultimi mesi.
Le sue dichiarazioni giungono dopo che l'inviato statunitense Thomas Barrack ha visitato Israele l'altro ieri per colloqui con il premier Benyamin Netanyahu su Siria e Libano, in seguito alle notizie secondo cui Gerusalemme sarebbe vicina a raggiungere un'intesa con Damasco.
Il leader siriano Ahmed al-Sharaa, conosciuto comunemente come Abu Mohammed al-Jolani, ha confermato ai giornalisti arabi che il suo governo è in trattative «avanzate» con Israele per un accordo di sicurezza, dichiarando al canale emiratino in arabo Sky News Arabic che qualsiasi accordo si baserebbe sulle linee di disimpegno del 1974. Al-Jolani ha sottolineato che, sebbene non sia il momento giusto per un trattato di pace, accetterebbe qualsiasi accordo che avvantaggi la Siria e la regione in generale.
Il canale televisivo israeliano Channel 12 (Keshet 12) ha riferito l'altro ieri che l'accordo emergente prevede la smilitarizzazione del versante siriano delle alture del Golan, il ripristino dell'esercito siriano bloccato nelle aree sensibili, il divieto di ingresso di armi strategiche in Siria e la creazione di un corridoio umanitario per Jabal al-Druze. In cambio, la Siria riceverebbe assistenza per la ricostruzione dagli Stati Uniti e dagli Stati del Golfo.
07:46
07:46
Bloccata l'autostrada a Tel Aviv
Con il blocco del traffico in direzione sud sull'autostrada Ayalon di Tel Aviv è iniziata una giornata di intense proteste in tutto lo stato ebraico a sostegno di un accordo per il recupero degli ostaggi israeliani detenuti a gaza e la fine dei combattimenti nella Striscia.
Lo riporta il quotidiano in linea The Times of Israel, aggiungendo che «la giornata di mobilitazione, annunciata dall'Hostages and Missing Families Forum (letteralmente forum delle famiglie dei rapiti e delle persone scomparse, un'organizzazione creata per sostenere e difendere le famiglie delle persone rapite durante l'attacco del movimento islamista Hamas contro Israele il 7 ottobre 2023), è iniziata alle 6:29, l'ora in cui Hamas ha lanciato il suo attacco, con i manifestanti che hanno srotolato bandiere israeliane fuori dall'ambasciata statunitense a Tel Aviv» e poi «alle 7.00 del mattino sono iniziate le proteste nei principali incroci stradali del paese».
Per tutta la giornata sono previste manifestazioni a Tel Aviv e dalle 14.00 si terranno marce in tutto il paese. La giornata culminerà in serata con una grande marcia dalla stazione ferroviaria Savidor di Tel Aviv a Piazza degli Ostaggi, dove avrà luogo la protesta finale.
06:26
06:26
Attacchi antisemiti, Australia espelle l'ambasciatore iraniana
Il governo australiano ha annunciato l'espulsione dell'ambasciatore iraniano, accusando il paese islamico di essere responsabile degli attacchi antisemiti di Melbourne e Sydney. All'ambasciatore e ad altri tre funzionari sette giorni di tempo per lasciare l'Australia. «Si tratta della prima espulsione di un ambasciatore dalla Seconda Guerra Mondiale» ha dichiarato il Ministro degli Esteri australiano Penny Wong in una conferenza stampa.
06:15
06:15
Il punto alle 06.00
Donald Trump ha dichiarato che la guerra a Gaza potrebbe concludersi «entro due o tre settimane», ribadendo la necessità di fermare le uccisioni causate da fame e bombardamenti.
Intanto un attacco israeliano con droni sull’ospedale Nasser di Khan Younis ha provocato almeno 20 morti, inclusi cinque giornalisti. L’episodio ha suscitato reazioni durissime: la Svizzera condanna «con fermezza», l’Onu chiede un’indagine indipendente, Macron parla di «atto intollerabile», mentre Londra si dice «inorridita». Netanyahu ha definito l’attacco un «tragico incidente» e promesso un’inchiesta, insistendo che Israele non prende di mira civili né reporter.
Il sindacato palestinese dei giornalisti ha denunciato un «massacro deliberato» che porta a oltre 240 i reporter uccisi a Gaza dall’inizio del conflitto. L’Unrwa denuncia «l’indifferenza scioccante» della comunità internazionale, mentre da Gaza arrivano dati drammatici: undici morti per fame in 24 ore, tra cui due bambini.
Parallelamente Israele si dice pronto a ridurre gradualmente la presenza militare in Libano se Hezbollah sarà disarmata. Crescono intanto le pressioni interne: il capo di stato maggiore Eyal Zamir ha affermato che «un accordo sugli ostaggi è sul tavolo» e che ora «la decisione spetta a Netanyahu».
Proteste si moltiplicano a livello globale: manifestazioni pro-Palestina in oltre 40 città australiane hanno portato in piazza decine di migliaia di persone per chiedere un embargo sulle armi e sanzioni contro Israele.