Vienna

La mano dell’ISIS dietro l’attacco, Kurz: «Non ci faremo spaventare»

L’attentatore sarebbe un ventenne di origine albanese già noto all’antiterrorismo - Sale il bilancio delle vittime - Perquisizioni in corso e fermi
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Ats
03.11.2020 09:46

(In aggiornamento) - Iniziano a trapelare le prime notizie sull’attentatore ucciso dalla polizia dopo l’attacco della scorsa notte a Vienna. Gli attentatori hanno colpito vicino alla sinagoga e in altri cinque punti del centro città. All’alba il ministro dell’Interno austriaco, Karl Nehammer, ha rivelato la matrice islamista degli attacchi, sottolineando che l’uomo era un «simpatizzante» dell’ISIS. E con il passare delle ore i media hanno dato corpo a questo scenario indicando che l’uomo era un giovane viennese di origini albanesi della Macedonia del Nord. Secondo il responsabile della rivista austriaca Falter, Florian Klenk, si chiamava «Kurtin S.» era «nato nel 2000 a Vienna, dove era cresciuto». Il giovane, ha aggiunto, era noto ai servizi di sicurezza antiterrorismo (Bvt) per essere stato uno dei 90 islamisti austriaci che hanno cercato di recarsi in Siria. Secondo altri media austriaci poco prima di entrare in azione l’uomo aveva prestato giuramento di fedeltà al nuovo leader dell’Isis Abu Ibrahim al-Hashimi al-Quraishi. Per il momento, però, gli attacchi non sono stati rivendicati mentre il quotidiano tedesco Bild riferisce che avrebbe postato sui social il suo intento ieri.

Sale il bilancio delle vittime

Intanto, sale il bilancio delle vittime con almeno quattro civili morti, oltre all’attentatore ucciso dalla polizia, e almeno 17 feriti, di cui sette in pericolo di morte. L’Austria si è svegliata scioccata con le scuole chiuse e l’invito a rimanere a casa mentre la comunità ebraica ha deciso la serrata di tutte le sue istituzioni e istituti: gli attentatori, un vero e proprio commando ben addestrato, potrebbe essere di 4 persone, secondo gli inquirenti.

Perquisizioni e fermi

Perquisizioni a tappeto e fermi sono in corso nel Paese alla ricerca degli altri possibili attentatori. E anche la Germania, dopo una decisione analoga presa ieri dalla Repubblica ceca, ha alzato l’allerta controlli alle sue frontiere. La polizia austriaca sta cercando in queste ore di ricostruire la dinamica degli attentati anche attraverso oltre 20 mila video inviati online dal pubblico. Un team di 35 investigatori li sta esaminando. Nel complesso, sono al lavoro un migliaio di agenti provenienti anche dalla Niederösterreich e dal Burgenland, mentre 75 militari dell’esercito federale sono stati inviati a difendere gli obiettivi sensibili.

© APA/BKA/ARNO MELICHAREK
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Kurz: «Un attacco alla nostra società libera»

Oggi il governo austriaco, che si è riunito in una seduta speciale, ha decretato tre giorni di lutto nazionale. E il cancelliere Sebastian Kurz, ha parato alla nazione dicendosi «sconvolto» e sottolineando che si tratta di «un’ora buia per la Repubblica». Già nella notte aveva detto che si è trattato di un «attacco terroristico disgustoso», aggiungendo che l’Austria non si lascerà intimidire dal terrorismo. Si è trattato di un attentato «dettato dell’odio, dall’odio per il nostro modello di vita, dall’odio per la nostra democrazia. Un attentato alla nostra libera società». «Ma è chiaro che non ci lasceremo spaventare», e «difenderemo con tutte le nostre forze» il nostro modello di vita. «Non cadremo nella trappola del terrorismo», ha aggiunto.

L’ondata di cordoglio

Dopo l’ondata di cordoglio e sostegno arrivata da tutto il mondo nella nottata, stamattina la cancelliera tedesca Angela Merkel ha scritto su Twitter che «i tedeschi sono al fianco degli amici austriaci con partecipazione e solidarietà». E poi: «Il terrorismo islamico è un nostro comune nemico. La lotta contro questi delitti e contro questi attentati è la nostra lotta comune».

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