Il caso

La «nuova attrazione» di Parigi? La finestra rotta dai ladri nel furto al Louvre

Una folla di persone si è riunita fuori dal museo per osservare, da vicino, «la scena del crimine» – All'interno, invece, proseguono le indagini e l'area è bloccata ai visitatori
©Alexander Turnbull
Red. Online
23.10.2025 09:30

Il Louvre, ieri, ha riaperto i battenti, dopo tre giorni di chiusura. Il furto – nel qual sono stati rubati otto gioielli dal valore stimato in 88 milioni di euro – ha segnato Parigi e l'intera Francia. Ma ora che il museo ha riaperto e i visitatori sono tornati ad aggirarsi tra i corridoi, ammirando le numerose opere d'arte, c'è anche chi sembra più interessato a immortalare «la scena del crimine».

Come rivela il Guardian, infatti, ieri, nel giorno della riapertura, una folla di persone si è riunita sul marciapiede accanto al fiume, dall'altra parte del trafficato Quai François Mitterrand, per guardare, da vicino, un'alta finestra parzialmente nascosta da tende nere. Ossia, quella da cui i ladri sono riusciti a entrare al Louvre. 

C'è chi l'ha definita una vera e propria nuova attrazione della capitale francese. «È semplicemente straordinario», ha raccontato una donna al Guardian, in visita dai Paesi Bassi. «Sembra tutto così... semplice. Voglio dire, se fosse successo in un film, la gente avrebbe detto: «Wow, che sceneggiatura noiosa!»». I ladri, lo ricordiamo, hanno agito con rapidità e precisione, impiegando una manciata di minuti per entrare e fuggire. Due di loro, travestiti da operai con gilet gialli, si sarebbero serviti di un camion montacarichi dotato di piattaforma mobile, approfittando di lavori in corso sul lato della Senna. Grazie alla scala, avrebbero raggiunto il primo piano, forzato una finestra con seghetti circolari e avuto accesso diretto alla sala presa di mira. Altri due complici li attendevano all’esterno, ciascuno a bordo di uno scooter TMax, usato per la fuga verso la periferia sud e probabilmente l’autostrada A6.

«È tutto surreale» ha dichiarato Fanny, una turista francese, alla testata britannica. «Si pensa che il Louvre, la casa della Gioconda, debba essere ultra-protetto. Ma a quanto pare non è così». Le persone osservano incredule quella finestra da cui i ladri hanno fatto irruzione. «Sapevano esattamente quale fosse. Sono entrati e usciti in circa quattro minuti. Sapevano quello che stavano facendo», afferma il marito di Fanny. «Deve essere quasi impossibile proteggere completamente un edificio pubblico così imponente. Decine di migliaia di metri quadrati, milioni di visitatori... Non è facile», ha aggiunto l'uomo, ricordando che il Louvre è un monumento storico. «All'interno si possono usare allarmi elettronici, videocamere, raggi infrarossi e tutto ciò che si vuole, e infatti lo fanno, ma non si possono mettere delle persiane rinforzate in acciaio su tutte le finestre esterne».

Ma mentre all'esterno diverse persone si sono riunite per osservare, da vicino, il luogo da cui sono entrati i ladri, all'interno del Louvre la situazione appare molto diversa. Ieri, nel primo giorno di riapertura, le porte della galleria Apollo sono rimaste chiuse, con tre pannelli grigi che bloccavano la vista. Ai curiosi, il personale del Louvre intimava di proseguire, mentre all'interno della galleria gli investigatori continuano a setacciare la sala, alla ricerca di prove che possano condurli ai ladri. 

Il ministro dell'Interno francese, Laurent Nuñez, ha dichiarato ai media francesi che l'indagine sta «procedendo», con più di 100 investigatori al lavoro sul caso. «Sono fiducioso che troveremo i responsabili», ha detto mercoledì.

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