La nuova guerra in Medio Oriente ha riempito i social di notizie false e fuorvianti

Il 28 febbraio Stati Uniti e Israele hanno avviato attacchi congiunti contro l’Iran, colpendo anche la capitale Teheran e uccidendo il leader supremo del Paese Ali Khamenei. Da varie settimane il presidente statunitense Donald Trump minacciava un intervento militare se l’Iran non avesse accettato un nuovo accordo sul nucleare.
L’Iran ha reagito lanciando missili contro Israele, e prendendo di mira le basi e gli alleati statunitensi nella regione (tra cui Qatar, Kuwait, Bahrein ed Emirati Arabi Uniti). L’organizzazione politica e militare sciita libanese Hezbollah è intervenuta contro Israele per vendicare Khamenei, e il governo israeliano ha risposto con bombardamenti sulla capitale libanese Beirut.
In questo contesto complesso si è diffusa rapidamente online anche molta disinformazione, con video decontestualizzati, immagini generate con l’intelligenza artificiale e notizie false usate come parte di una più ampia strategia di propaganda.
I missili che colpiscono Emirati Arabi, Arabia Saudita e Israele
In corrispondenza con gli attacchi iraniani che hanno preso di mira gli Emirati Arabi, l’Arabia Saudita e Israele, sono circolati online svariati video che mostrano missili cadere sulle città di Dubai, Riyadh, e Tel Aviv.
Si tratta però perlopiù di video falsi o fuori contesto. Un video virale di missili che cadono sulla città di Tel Aviv è stato infatti generato con l’intelligenza artificiale. Anche la foto dell’incendio all’ambasciata USA a Riyadh causato da droni iraniani è falsa.
Un video dell’attacco israeliano in Yemen del luglio 2024, in risposta ai precedenti attacchi degli Houthi, è stato invece spacciato per quello di un attacco dell’Iran all’Arabia Saudita. Similmente, è circolato un filmato presentato come un resoconto visivo degli attacchi iraniani su Dubai, ma che in realtà risale ad ottobre 2024 e mostra missili iraniani cadere su Tel Aviv in risposta all’uccisione del segretario generale di Hezbollah Hassan Nasrallah.
Il corpo di Ali Khamenei sotto le macerie
Subito dopo la diffusione della notizia della morte del leader supremo dell’Iran, l’Ayatollah Ali Khamenei, è circolata poi una foto che mostrava il suo corpo sotto le macerie di un edificio.
In realtà l’immagine è stata generata con intelligenza artificiale. La foto presenta anomalie tipiche dei contenuti creati con IA, come la mano sinistra irrealistica di uno dei soccorritori. Un’analisi condotta con lo strumento SynthID Detector di Google, che permette di rilevare filigrane tipiche dei contenuti generati artificialmente, ha confermato che l’immagine non è autentica.
La giornalista iraniana che dice «con Allah nessuna bomba può colpirci»
Nei giorni seguenti il primo attacco sulla capitale iraniana Teheran, è circolato anche un breve video in cui una giornalista scappa dallo studio televisivo dopo quello che sembra lo scoppio di una bomba mentre sta presentando una notizia parlando in lingua farsi. Secondo il post, sarebbe una giornalista di una TV iraniana e avrebbe detto che «nessuna bomba ci può toccare perché Allah ci protegge».
Il contenuto è fuorviante. Il video non riguarda gli attacchi del 2026, ma un episodio avvenuto il 16 giugno 2025 durante un’escalation militare tra Iran e Israele. In quell’occasione la giornalista non aveva detto che «nessuna bomba ci può toccare perché Allah ci protegge». La giornalista ripresa, l’iraniana Sahar Emami, stava conducendo in diretta televisiva un programma dell’Islamic Republic of Iran Broadcasting (IRIB), poco prima che un attacco israeliano colpisse i palazzi della TV di Stato iraniana a Teheran. La donna stava dicendo che «ciò che sentite è il suono di un attacco del regime sionista nella zona in cui si trova l’IRIB; la sede dell’IRIB è stata presa di mira dagli aggressori; Allahu Akbar (“Dio è grande”, ndr), la nazione dell’Iran! Quello a cui avete assistito è stato un assalto alla verità, in questo studio pieno di polvere».
