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Mohammad Ghalibaf, presidente del parlamento iraniano e una delle figure più influenti del paese su X: «Gli Usa devono impegnarsi per un cessate il fuoco in Libano, dove Israele prende di mira Hezbollah» — TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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07:46
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Iran, il premio Nobel Narges Mohammadi in condizioni critiche
La vincitrice del Premio Nobel per la pace iraniana Narges Mohammadi, attualmente in carcere, versa in condizioni di salute critiche. Lo ha affermato suo fratello Hamid-Reza Mohammadi su X.
Stando a quest'ultimo, sua sorella è fortemente indebolita a seguito di un infarto occorso alla fine di marzo e ha perso molto peso. La famiglia è molto preoccupata.
Già in precedenza era stata segnalata una mancanza di assistenza medica, come la richiesta di cure cardiologiche urgenti.
Mohammadi, che nel 2023 ha ricevuto il Premio Nobel per la pace - che non aveva potuto ritirare personalmente - per il suo impegno contro l'oppressione delle donne e contro la pena di morte in Iran, è detenuta nel carcere centrale della città di Sanjan.
All'inizio di febbraio, secondo il suo avvocato, è stata nuovamente condannata a sei anni di reclusione, oltre a un divieto di espatrio di due anni. Il reato contestatole, ha aggiunto, è di «associazione e collusione per commettere e reati», una sorta di accusa di cospirazione.
07:21
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Libano-Israele: Trump annuncia per oggi un incontro tra «leader»
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha reso noto che Israele e Libano si incontreranno oggi per colloqui ad alto livello. I «leader» dei due paesi confinanti non si parlavano da molto tempo, sicuramente da 34 anni, ha scritto ieri sera (ora locale) su Truth.
«Domani (giovedì) succederà. Ottimo!» Dal suo post non emerge chi Trump intenda esattamente con i leader dei due paesi. Si tratta di cercare di «creare un po' di spazio per respirare tra Israele e il Libano», ha scritto.
Un fonte ufficiale libanese ha tuttavia dichiarato all'AFP che «non siamo a conoscenza di un contatto previsto con la parte israeliana e non ne siamo stati informati attraverso i canali ufficiali».
Ieri sera a Washington, per la prima volta da decenni, i rappresentanti di entrambi gli Stati si sono incontrati per colloqui diretti a livello politico. Sono in corso negoziati con il Libano, ha affermato il capo del governo israeliano Benyamin Netanyahu secondo quanto comunicato dal suo ufficio ieri sera. Il primo ministro ha spiegato che gli obiettivi principali sono due: il disarmo della milizia di Hezbollah, sostenuta dall'Iran, «e, in secondo luogo, una pace duratura.»
Il governo libanese, che non è parte in causa nella guerra in corso tra Israele e Hezbollah, vuole ottenere un cessate il fuoco e il ritiro dei soldati israeliani dal sud del Libano.
Secondo quanto riportato dai media, ieri sera il gabinetto di sicurezza israeliano ha discusso di un cessate il fuoco, ma la riunione si è conclusa senza alcuna decisione, ha scritto il giornalista di Axios Barak Ravid sulla piattaforma X.
06:24
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Il punto alle 6:30
La guerra con l'Iran è «quasi finita» e un accordo entro la fine del mese è «possibile»: parola del presidente statunitense Donald Trump che, pur mostrando ancora una volta ottimismo sull'esito dei negoziati con Teheran in vista della scadenza della tregua il prossimo 21 aprile, non sembra voler mollare la presa, come ribadito ieri.
Sempre mercoledì la riunione del gabinetto di sicurezza israeliano si è conclusa senza prendere una decisione su un cessate il fuoco in Libano, come scritto da Barak Ravid di Axios citando due funzionari israeliani.
Sul tema si è espresso anche Mohammad Ghalibaf, presidente del parlamento iraniano e una delle figure più influenti del paese, che su X ha affermato che gli Stati Uniti devono «impegnarsi» per un cessate il fuoco in Libano, dove Israele prende di mira Hezbollah, gruppo appoggiato dall'Iran. «Il completamento e il consolidamento di un cessate il fuoco globale in Libano saranno il risultato della fermezza e della lotta del rispettato Hezbollah e del suo eroismo», ha affermato Ghalibaf. «La resistenza e l'Iran sono una cosa sola, sia in tempo di guerra che in tempo di cessate il fuoco», ha chiarito affermando che «l'America deve prendere le distanze dal primo errore di Israele.»
Ieri, infine, lo sceicco Tamim bin Hamad al-Thani, emiro del Qatar, ha parlato al telefono con Donald Trump in merito alla «rapida escalation delle tensioni nella regione» e ha chiesto una de-escalation. I due leader hanno discusso di sicurezza marittima internazionale e della stabilità dei mercati energetici e delle catene di approvvigionamento globali, nel contesto dei blocchi contrapposti dello stretto di Hormuz, un'area di fondamentale importanza. «Sua Altezza ha inoltre sottolineato l'importanza di intensificare gli sforzi internazionali per evitare un'ulteriore escalation nella regione», si legge nella dichiarazione del Qatar. L'emiro ha inoltre sottolineato la necessità di ricorrere a mezzi diplomatici per preservare la sicurezza e la stabilità regionali e globali.
