Clima

La riforma europea per ridurre le emissioni di CO2 del 90% entro il 2040

La Commissione europea ha presentato la propria road map in vista di un drastico taglio delle emissioni in determinati settori: la riforma interessa pure la Svizzera
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Ats
17.07.2026 14:48

La Commissione europea ha presentato oggi la propria road map in vista di una riduzione delle emissioni di CO2 in determinati settori entro il 2040. A tal fine ha proposto una revisione del sistema europeo di scambio delle quote di emissione (ETS) a partire dal 2030.

La riforma è rilevante per la Svizzera, poiché il suo ETS è collegato a quello dell'UE. Di seguito i principali punti.

La proposta

La Commissione europea conferma l'obiettivo di ridurre le emissioni di CO2 del 90% entro il 2040 rispetto ai livelli del 1990. A tal fine assegnerà ogni anno un numero inferiore di quote di emissione alle imprese. Fino al 2030 questa riduzione sarà del 4,4% all'anno. Successivamente il ritmo sarà leggermente rallentato. Tra il 2031 e il 2035 la riduzione sarà del 3,7% e tra il 2036 e il 2040 dell'1,7%, indica una nota odierna. La road map di riduzione dovrà essere riesaminato nel gennaio 2033.

Il sistema delle quote di emissione

Le quote di emissione vengono in parte assegnate o vendute dalle autorità pubbliche. Poiché il numero delle quote disponibili viene ridotto ogni anno, le aziende sono incentivate a emettere meno CO2 per evitare l'acquisto di certificati aggiuntivi. Le imprese possono inoltre negoziare i certificati in borsa. Secondo il commissario europeo per l'Ambiente Wopke Hoekstra, l'ETS rappresenta la misura climatica più efficiente dell'UE. Dalla sua introduzione nel 2005, le emissioni di anidride carbonica nei settori interessati si sono dimezzate.

Chi è soggetto all'ETS?

Sono soggette all'ETS le imprese dei settori energetico e industriale (ad esempio l'industria del cemento, chimica, siderurgica o cartaria), nonché parti del trasporto aereo e marittimo.

Cosa cambia per il trasporto aereo

Finora erano soggetti all'ETS soltanto i voli all'interno dell'UE e dell'AELS, ovvero Norvegia, Islanda, Liechtenstein e Svizzera. In futuro saranno inclusi tutti i voli entro un raggio di 5'000 chilometri da Francoforte (Germania). L'obiettivo è includere gli aeroporti di transito di Istanbul (Turchia) e della penisola arabica. Oggi, infatti, questi hub di transito godono di un vantaggio rispetto a quelli europei, ha spiegato un funzionario dell'UE facendo un esempio: la prima tratta di un volo da Stoccolma a Singapore via Zurigo è soggetta all'ETS, mentre se lo stesso itinerario passa per Doha, l'ETS non si applica a nessuna delle due tratte.

I proventi dell'ETS

Nel 2024, secondo la Commissione europea, l'ETS ha generato 38,8 miliardi di euro (circa 35,8 miliardi di franchi), dei quali 25 miliardi di euro (circa 23 miliardi di franchi) sono stati distribuiti direttamente agli Stati membri. Secondo Hoekstra, i Paesi membri destinano soltanto il 10% di tali fondi alla riduzione delle emissioni di CO2. Questa quota è ritenuta insufficiente dalla Commissione e dovrebbe salire al 50% con la revisione. Inoltre, si intende sostenere un maggior numero di progetti in Europa.

Quando entrerà in vigore?

La proposta della Commissione sarà ora sottoposta ai legislatori dell'UE, ovvero ai parlamenti europeo e degli Stati membri. La Commissione auspica un'approvazione nel primo trimestre del 2027 e intende attuare la revisione a partire dal 2028.

E la Svizzera?

La Svizzera dispone di un proprio ETS, collegato a quello dell'UE. Ciò significa che le imprese svizzere possono scambiare certificati con quelle dell'UE. Affinché il collegamento funzioni, entrambi i sistemi devono essere strutturati in modo compatibile, ha dichiarato un portavoce dell'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) all'agenzia Keystone-ATS. In caso di modifiche, Berna e Bruxelles dovranno discuterne nell'ambito del comitato misto. A Bruxelles, un funzionario ha dichiarato che la Svizzera dovrebbe recepire le modifiche per evitare distorsioni del mercato. A tale riguardo vi sarebbe comunque un margine per tenere conto di particolarità specifiche.