La «strategia artica» prende forma: il Canada e la Francia aprono il loro consolato a Nuuk

La «strategia artica» del Canada prende forma. Il paese è ormai pronto ad aprire la sua prima sede diplomatica in Groenlandia. Un «gesto di solidarietà significativo», soprattutto alla luce dei desideri di Donald Trump di assumere il controllo del territorio artico.
L'annuncio ufficiale era arrivato a novembre, quando il ministro degli Esteri canadese, Anita Anand, aveva confermato l'apertura, nei mesi successivi, di un nuovo consolato nella capitale groenlandese Nuuk. Una decisione, questa, nata già nel 2024 e volta a rafforzare i rapporti con l'isola, secondo i piani di Ottawa.
Oggi, tre mesi dopo, una delegazione di alti funzionari canadesi – tra cui il governatore generale Mary Simon e il ministro degli Esteri Anita Anand, si recherà a Nuuk per inaugurare, ufficialmente, il consolato canadese, accompagnata da una nave della Guardia Costiera canadese. A tal proposito, Simon ha sottolineato, prima della partenza, come il Canada sia «fermamente a sostegno del popolo della Groenlandia, che determinerà il proprio futuro».
Ma c'è di più. Le prossime ore, infatti, saranno particolarmente importanti per la Groenlandia perché insieme al Canada, sull'isola artica arriveranno anche funzionari francesi che apriranno, a loro volta, il loro consolato. Verosimilmente nello stesso giorno di quello canadese. Si tratta, neanche a dirlo, di una svolta storica per la Groenlandia: fino a pochi giorni fa, infatti, solo Islanda e Stati Uniti avevano sedi diplomatiche ufficiali a Nuuk. Inevitabilmente, si tratta di un «segnale del continuo sostegno offerto dagli alleati della NATO alla Groenlandia», in un momento storico così importante, dove Donald Trump ha ribadito, a più riprese, il suo interesse verso il territorio artico per «ragioni di sicurezza». Solo nelle ultime settimane, il presidente americano ha dichiarato di star valutando un potenziale accordo dopo i colloqui con la Danimarca, gli alleati europei e il Canada.
La Groenlandia, da tempo, è nel mirino del Canada. L'apertura del consolato è stata annunciata per la prima volta all'inizio del 2024, quando Ottawa ha rivisto la sua politica estera per l'Artico. L'apertura era prevista per la fine del 2025, ma è stata posticipata a causa del maltempo che ha colpito la Groenlandia. Tuttavia, come ha dichiarato al Guardian Michael Myers, professore all'Università della British Columbia, l'apertura del consolato, ora, ha ancora più peso. «Mi sorprende solo che non sia successo prima, visti gli importanti collegamenti tra la Groenlandia e il Canada artico».
Non solo. La visita di Mary Simon ha un'importanza ancor più marcata: la donna è infatti la prima, tra i governatori generali del Canada, a visitare la Groenlandia dal 1982. «È una dichiarazione molto potente».
Ieri, a Nuuk, è atterrato un volo charter della Air Inuit con a bordo circa 60 leader e giovani Inuit, insieme a diversi giornalisti, per partecipare all'inaugurazione. «Fondamentalmente vogliamo dimostrare la nostra unità e la nostra forza come popolo Inuit, rimanendo uniti», ha dichiarato Adamie Delisle Alaku, vice presidente di Makivvik - l'associazione che rappresenta la popolazione Inuit del nord Quebec. «Stiamo portando un aereo pieno di Inuit per mostrare sostegno e solidarietà ai nostri fratelli Inuit della Groenlandia che stanno affrontando ogni tipo di minaccia, in particolare da parte degli Stati Uniti che vogliono appropriarsi della Groenlandia e delle sue risorse»
