La reazione

La violenza negli USA? «Colpa del sostegno all'Ucraina»

L'ex presidente russo Dmitry Medvedev ha collegato la morte di Charlie Kirk e gli attentati a sfondo politico avvenuti di recente in America a «una varietà di feccia liberale di sinistra che sostiene la Kiev banderita»
Red. Online
11.09.2025 17:00

L'ex presidente russo Dmitry Medvedev, oggi, ha affermato che la crescente violenza politica negli Stati Uniti, a immagine dell'uccisione dell'attivista conservatore Charlie Kirk, è legata al sostegno occidentale all'Ucraina. Kirk, ricordiamo, è stato ucciso da alcuni colpi di arma da fuoco mentre parlava in un campus universitario dello Utah.

In un discorso tenuto mercoledì sera nello Studio Ovale, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha condannato l'omicidio, attribuendolo alla retorica della «sinistra radicale». Kirk, uno stretto alleato di Trump, è salito alla ribalta discutendo con studenti universitari in tutto il Paese e grazie all'organizzazione giovanile conservatrice Turning Point USA.

In seguito all'uccisione, Medvedev, che ora ricopre la carica di vice-presidente del Consiglio di sicurezza russo, ha attribuito la responsabilità della serie di attentati a sfondo politico avvenuti negli Stati Uniti negli ultimi anni, tra cui due tentativi di assassinio di Trump, a «una varietà di feccia liberale di sinistra che sostiene la Kiev banderita», dove banderita evidentemente sta per Stepan Bandera, politico e militare ucraino, figura di estrema destra e leader dell'OUN-B, fazione radicale militante dell'Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini. «Chi sarà il prossimo? Forse è ora che il team MAGA si renda conto che sostenendo l'Ucraina, sta sostenendo degli assassini» ha scritto Medvedev in un post in lingua inglese su X.

Medvedev non ha approfondito la sua affermazione, del tutto simile in ogni caso a molte delle dichiarazioni al vetriolo e stravaganti che ha fatto dopo l'invasione su larga scala dell'Ucraina. Sebbene non vi sia stata alcuna reazione immediata al post di Medvedev da parte di funzionari statunitensi, le sue passate osservazioni online avevano provocato le ire dei vertici della Casa Bianca e dello stesso Trump. In agosto, il presidente americano aveva dichiarato di aver schierato due sottomarini nucleari in risposta a quelle che aveva definito «dichiarazioni provocatorie» di Medvedev, il quale in precedenza aveva scritto di ipotetici attacchi atomici contro l'Occidente.